Prof. Daniela Bernaschi, corso Società europee e sfide globali, 2022-2023
Programma del corso
- Lezione 1: Introduzione
- Lezione 2: Giddens
- Lezione 3: Beck
- Lezione 4: Bauman
- Lezione 5: Seminario: Network Society; Castells
- Lezione 6: Sorveglianza
- Lezione 7: Ritzer
- Lezione 8: Appadurai
- Lezione 9: Seminario: Decostruzione del sistema urbano
- Lezione 10: Seminario: Italiani in Australia
- Lezione 11: Huntington
- Lezione 12: Eriksen
- Lezione 13: Seminario: True Cost Accounting cibo e città
- Lezione 14: Seminario: Povertà alimentare
- Lezione 15
- Lezione 16: Scontri conoscitivi e globalizzazione ibrida
- Lezione 17: Seminario: Caso di Riace e comunità immaginate
- Lezione 18: Seminario: Caso studio indiano
- Lezione 19: Seminario: Problema energetico nel mondo
- Lezione 20: Seminario: Indicatore della "fame" della FAO
- Lezione 21: Teoria economia della globalizzazione
Lezione 1: Introduzione
Dimensione europea e dimensione globale: le sfide globali. Diverse interpretazioni di questioni globali. 1) Christiana Figueres; 2) Guy Standing.
Word cloud di sfide globale:
- Sistemi alimentari: come catena di attività di fasi di produzione del cibo, come arriva ai canali di distribuzione, come viene consumato e gestita l’eccedenza. Figueres, infatti, dice come il covid abbia posto molta attenzione al sistema alimentare come indicatore di sviluppo e diseguaglianza nell’accesso al cibo su base di reddito. Sistema che permette anche ad esempio la diffusione di virus ed incrementa problemi di inquinamento. Si crea una correlazione forte tra ambiente, salute e sistema alimentare, ma anche rapporto tra povertà e diseguaglianze. Durante il lockdown, ad esempio, con la perdita di reddito molte persone si sono trovate in difficoltà di provvedere alla propria spesa: il covid che ha catalizzato un problema esistente. La povertà alimentare ("fame") non è più narrazione lontana, ma legata da driver socioeconomici soprattutto lì dove non vi sono ammortizzatori sociali a sufficienza.
- Sostenibilità: Report Brundtland sullo sviluppo sostenibile dice di un utilizzo di risorse del presente senza precludere le generazioni future, quindi sostenibilità come categoria intergenerazionale. Quale è il rapporto con la globalizzazione?
Prof. Daniela Bernaschi, corso Società europee e sfide globali, 2022-2023
La sociologia cerca di evitare la banalizzazione della categoria della globalizzazione. In primo luogo: è un fenomeno nuovo? È importante la risposta perché permette non solo una percezione diversa della categoria, ma ha un adattamento degli strumenti esistenti più immediato. Se infatti si definisce come fenomeno nuovo, si va a definire una rottura che prevede l’utilizzo di nuovi strumenti, generando potenzialmente percorsi diversi.
"Insieme di processi in fieri che stanno rimodellando l’attività umana estendendo le attività sociali, economiche e politiche". La sociologia cerca di comprendere i processi globali senza banalizzarli e senza eliminare la complessità, evitando un approccio monodimensionale (dimensione economica o tecnologica), che ha il rischio di individuare un solo driver. Il concetto di globalizzazione è stato coniato negli anni ’80 in economia con lo sviluppo contemporaneo di un sistema neoliberale, per questo è stigmatizzato in senso monodimensionale: la sociologia cerca di svincolarsi da questo vincolo, collegando categorie economiche e politiche.
I processi di globalizzazione inoltre cambiano in base ai contesti e come ci sia una sinergia tra globale e locale. La sociologia coglie la natura ambivalente ed è uno studio del fenomeno come processo dinamico, che ha radici del passato ma diretto al futuro, con dimensione spazio-temporale importante nell’analisi dei processi, in quanto spazio-tempo come costrutto sociale. Globalizzazione come insieme di processi trans planetari, con flussi sempre più fluidi di informazioni e persone e la nascita di strutture che coadiuvano questi flussi. Transnazionale diverso da globale: nel primo si rimane nei confini nazionali, nell’altro proprio dell’ambito globale.
Dimensione culturale (es. glocalizzazione di Robertson), economica (che impatto ha una omogeneizzazione? Stiglitz che critica la banca mondiale che usa un metodo uguale per tutti che incrementa disuguaglianze e mercati glocali) e istituzionale (governance comune MacWorld e fenomeni tipo Jihad con la fusione di retoriche nazionali e transnazionali).
Lezione 2: Giddens
Processi di globalizzazione: la sociologia ne analizza la complessità senza andare a svilirne la definizione; enfatizzando tutte le dimensioni tenendole insieme e cercando di comprenderle. Mentre la scienza politica si concentra sulla questione politica nella definizione ampia, mentre l’economia è relegata alla stessa, la sociologia ha una dimensione che va oltre al confine nazionale.
Concetti chiave della sociologia globale
- Società civile: da dimensione di identità del collettivo con possibile azione comune a (’700) contrappeso nei confronti dello stato e dell’economia. Spazio e arena in cui gli individui possono impegnarsi gli uni negli altri nei confronti delle varie istituzioni (anche politiche). Ma il presupposto fondamentale affinché ci sia questo impegno è l’istituzione democratica: condizione tale che permette l’associazione. Espressione di voce per chi non ce l’ha. Le iniziative della società civile, ad esempio, durante il periodo del lockdown, hanno la fondamentale capacità di cogliere il cambiamento in maniera repentina, a differenza dell’azione statale: dinamismo che non ritroviamo nelle istituzioni pubbliche (Caos creativo cerca.).
- Globale ed orientata al pluralismo: globalizzazione legata alla società civile, che interviene in quegli elementi che lo stato non riesce a controllare. Per quanto riguarda l’azione civile (es. flusso di informazioni) interviene anche a carattere globale che trasforma fenomeni che sennò sarebbero relegati a una dimensione locale. Sassen: ipotizza una forma non cosmopolita della globalità, lotte localizzate ma anche globali. Ad esempio, SEWA: sindacato donne indiane, che nel corso di circa 20 anni è riuscito a stringere legami con associazioni di tutto il mondo (esempio di capacità della società civile), caratterizzando la creazione di un movimento di sinergia che rafforza la voce di chi non ce l’ha.
Nella centralità della società civile, si parla della natura del processo di globalizzazione. Giddens: definisce i processi di globalizzazione come processi che intensificano i processi locali (e le relazioni sociali) che li collegano tra loro, facendo sì che alla fine essi si collegano agli altri, definendo così un rapporto e influenza ambivalente tra fenomeno globale e locale. Profonda interdipendenza, integrazione, ma anche apertura a nuove forme di conflitto.
Come cambia la natura dei processi di globalizzazione? Globalisation Index: indice che mette in luce le varie dimensioni. Ci sono aree che hanno colori più chiari e quindi intensità di globalizzazione minore. Nel 2020 molto diversa e ci fa vedere come la globalizzazione abbia assunto un valore sempre più centrale. Anthony Giddens: Le conseguenze della globalizzazione sulla vita sociale:
- Data Giddens: anni ’70, quando inizia a cambiare qualcosa a livello di fluidità.
- Caduta muro di Berlino: importante cesura soprattutto per la rete internet.
- Economia: apertura e chiusura reazionaria. Grazie alle nuove tecnologie vi è una finanziarizzazione dell’economia sempre più smaterializzata e che cerca di delocalizzarsi verso paesi con legislazione più attraente, che hanno comunque ruoli e pesi nazionali determinanti (mettendo in crisi e in discussione anche i sistemi di tutela dei diritti fondamentali).
- Sociale: intensificazione della mobilità fisica e degli scambi. Mettere in contatto e collegare le persone.
- Immaginario sociale: idea che è nata e si è radicata nelle persone di far parte di un mondo globalizzato. Convinzione di taglio trasversale dei confini geografici che modificano il senso della distanza. Dimensione dell’autoconsapevolezza molto presente negli autori.
Le categorie di spazio e tempo sociale che definiscono la categoria globale: costanti processi di smaterializzazione di entrambi le categorie. Per Giddens spazio e tempo sono costruzioni sociali che configurano i fenomeni sociali. Evidenzia come sono cambiate le scale temporali delle distanze, velocità di reazione e relazioni. Capacità comunicative e reazioni diverse, in relazioni agli individui sempre più immersi rispetto alla relazione centro-periferia.
Giddens individua una delle principali conseguenze dei processi di globalizzazione e lo definisce come fenomeno di disembedding, cioè il venir meno delle proprie radici portando alla costruzione di rapporti sociali sempre più astratti che si collocano in una dimensione altrettanto astratta: sia la dimensione che le relazioni sono sempre più astratte.
Compresenza in situazione di assenza: mancanza di presenza porta a svuotamento di tempo e di spazio. Con i processi di globalizzazione non c’è più questo coincidere di spazio e luogo. Questo svuotamento mette in discussione il paradigma sociale della sociologia classica: società come fitta rete di relazioni astratte. La principale conseguenza è quindi lo sradicamento in una dimensione spazio-temporale sempre più astratta con società emergente di relazioni astratte.
Condizioni dei processi di globalizzazione
- Costruzione di nuovi elementi simbolici: denaro come elemento simbolico astratto, da simbolo a mezzo di costruzione di relazione e mercati di merci e finanziamento, estendendo in maniera pervasiva e incontrollabile il mercato. Elemento simbolico fondamentale, che struttura relazioni, mercato secondo una dimensione astratta.
- Sistemi esperti sempre più sofisticati: Es. automobile: serie di sistemi esperti (da motore a sistema di leggi), sistemi che in maniera più o meno ampia conosciamo ma di cui comunque ci fidiamo, non è una fiducia verso persone ma è fiducia astratta verso capacità. (Caratteristica della globalizzazione è quindi anche lo scontro tra fiducie.) La fiducia è verso qualcosa che può essere negativa (immagine della forza fluida dell’autotreno, che può sfuggire dal controllo). Le scoperte scientifiche partono da un presupposto positivo (well-being), ma rischio di forza dell’autotreno con conseguenze negative. Es. medicine controllo peso di Ritzer. Veloce modernità che metterebbe in discussione la fiducia.
- Riflessività: capacità di riflettere e modificare le azioni continua, che però genera incertezza perché niente è per sempre. Malessere e disagio delle persone. Reflexive governance: riflette sulle proprie azioni, che mette in discussione e rielabora su base di nuove informazioni.
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Incertezza e gestione:
- Socializzazione primaria: fasi dell’infanzia e di strutturazione della personalità, momento in cui diventa membro della società.
- Routine quotidiana che dà senso di certezza e sicurezza. Angoscia e impatto psicologico importante nel caso di rottura.
La globalizzazione ridisegna le nostre vite: ci sono aspetti che si possono controllare, in relazione soprattutto alle istituzioni internazionali nella governance del cambiamento. Processo bidirezionale del cambiamento, ruolo importante anche del mondo non occidentale. Rischio ma anche rinnovamento nelle realtà locali: ambivalenza del loro ruolo. Un esempio è l’agenda 2030 che dipende a livello locale. Processo di schiacciamento laterale, creazione di aree geografiche trasversali con confini nazionali sempre più porosi.
Società globale cosmopolita, che comunque si rapporta sempre in uno scontro con il fondamentalismo. Questo comunque utilizza le scoperte globali con matrice della violenza. Il ruolo della democrazia nel rendere la globalizzazione positiva: sia in termini di società civile mondiale, nel carattere di cogliere in maniera repentina l’atto nello spazio di analisi interpretativo creativo, e nelle istituzioni.
Giddens, conferenza di Rio 2012, prima dell’agenda 2030 si passa al report Brundtland con procedimento a tappe in cui si è problematizzato lo sviluppo sostenibile in maniera sempre più complessa e multidimensionale. Durante la conferenza si ribadisce:
- L’interdipendenza non può essere gestita con i soliti strumenti politici primitivi, che possono portare a conseguenze negative (interdipendenza), processo nuovo con fluida che hanno bisogno di un riadattamento rispetto ai modelli di governance.
- Ruolo della società civile.
- Innovazioni tecniche potenzialmente distruttive.
- Concetto di economia verde, che non riguarda solo rinnovabili, ma anche la comprensione di un nuovo modello di economia che necessita di nuovi indicatori (es. PIL: merce moltiplicata per il valore, che dice poco sull’economia informale e non c’è dimensione qualitativa).
- Problema politico trasversale che supera i confini culturali, generando un nuovo modo di guardare i processi di sviluppo.
- Definizione di sviluppo diversa da crescita.
Cambiamenti tedeschi: l’interdipendenza può avere una conseguenza negativa, ma può avere anche una conseguenza negativa, di paese forte che può aprire una strada di emulazione ed avere una risonanza globale.
Secondo video: con la globalizzazione la conoscenza non porta ad effettivo controllo, dominante, interdipendenza della scena mondiale, non solo economica ma driver comunicativo (anni ’70 come periodo di lancio). Vi sono 3 forze dei processi: al di là dei confini nazionali (alto), nuove identità locali (basso), forza laterale (porosità dei confini nazionali, frattura-collegamento fra stati).
Lezione 3: Beck
Con Giddens l’analisi della globalizzazione si concentra sullo sradicamento, in cui spazio e tempo vengono considerate categorie sociali. Questa analisi ha un impatto molto importante: in Rio 2012 definisce come conseguenza l’interconnessione di fenomeni e la loro integrazione, il che può dar luogo a conflittualità. È importante aumentare il livello di governance e assecondare il ruolo della società civile.
Ulrich Beck: Globalizzazione e società del rischio. Beck considera la globalizzazione come fenomeno inserito nella seconda modernità.
Prima modernità
Società statale e produzione standardizzata, famiglia nucleare, pieno impiego, esclusione delle donne, sfruttamento di risorse con migrazioni interne.
Seconda modernità
Globalizzazione su tutti i versanti, destrutturalizzazione e produzione flessibile, individualizzazione spinta, nuova tipa di famiglia, rivoluzione di generi e conto dello sfruttamento precedente, migrazioni internazionali orientate all’Europa.
Continuità nella discontinuità, cioè processi con radice nel passato ed orientati nel futuro, individuando elementi della prima modernità che coesistono assumendo una natura sempre più forte.
Per Beck la globalizzazione rende valido ciò che il capitalismo considerava vero in maniera latente, liberandolo dalla scala economico-statale. Importante è anche la differenza che elabora tra globalismo e globalità: la prima riguarda la dimensione economica, del mercato capitalistico e le forme di governance neoliberale, la seconda invece la frantumazione di unità fra stato nazionale e società nazionale.
La globalità prevede la formazione di nuovi rapporti di potere con conflitti ed incroci tra soggetti. È l’altra faccia della globalizzazione, che apre spazi chiusi e definisce attori sociali in termini transnazionali, con confini sempre più porosi, capitale-lavoro delocalizzati, rapporti sempre più densi a livello transnazionale.
Beck propone di abbandonare il nazionalismo metodologico: natura globale dei fenomeni che avvengono su un piano internazionale, l’unità di analisi stato-nazione deve essere abbandonata e bisogna ricostruire i fenomeni su un piano che travalica. Così si può empiricamente accogliere la società globale, insieme di rapporti sociali non integrati nella politica dello stato nazionale o da esse determinati o determinabili. L’auto percezione influenzata dai mass media è determinata e si percepisce come tale, dimensione di riflessività in cui questa società globale si percepisce come tale. Teorema di Thomas: profezia che si auto avvera; questa percezione ha quindi un impatto sulla società stessa. Per questo motivo introduce il concetto di società del rischio.
Società del rischio
Coniato durante Chernobyl. Analisi tra scienza, sapere e politica. Partendo da Gehlen, che definisce l’essere umano come incompiuto, incapace di far fronte alle avversità della natura, per cui si dota di una serie di artifici tecnici, attraverso i quali dimostra il suo stato di minorità e questo lo rende però.
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