Estratto del documento

Sommario

Opera ................................................................................................................................................................ 2

Capitolo 1 ................................................................................................................................................... 2

Capitolo 2 ................................................................................................................................................... 3

Capitolo 3 ................................................................................................................................................... 4

Capitolo 4 ................................................................................................................................................... 5

Capitolo 5 ................................................................................................................................................... 6

Capitolo 6 ................................................................................................................................................... 7

Capitolo 7 ................................................................................................................................................... 8

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L'esperienza della Verna (1224)

Capitolo 8 ................................................................................................................................................... 9

Capitolo 9 ................................................................................................................................................. 10

Capitolo 10 ............................................................................................................................................... 11

Capitolo 11 ............................................................................................................................................... 12

Sant’Antonio di Padova: Il santo delle cose perdute .......................................................................... 12

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Altre figure francescane .................................................................................. 13

Padre Pio: Il mistero del Sannio e del Gargano

Capitolo 12 ............................................................................................................................................... 14

Fonti e loro utilizzo .................................................................................................................................. 15

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Fonti Medievali e Francescane.......................................................................................................................... 15

Storici Contemporanei ................................................................................................................ 16

Fonti Letterarie e Filosofiche

Uso delle fonti e metodologia ........................................................................................................... 16

Visione di Cazzullo ..................................................................................................................................... 16

Opera

Capitolo 1

Il primo capitolo introduce la tesi secondo cui figure come san Francesco nascono solo una volta ogni mille anni: dopo Gesù (duemila anni fa) e Buddha (nel millennio precedente), Francesco rappresenta l'apice spirituale del millennio successivo. L'autore sottolinea che seguire l'insegnamento di Francesco sull'amore per la natura e il rispetto della dignità umana è cruciale per la sopravvivenza dell'umanità in questo nuovo millennio.

Il capitolo traccia parallelismi significativi tra la vita di Siddharta Gautama (Buddha) e quella di Francesco:

  • Entrambi provenivano da contesti agiati; Siddharta era un principe protetto dal padre che voleva nascondergli la sofferenza del mondo (vecchiaia, malattia e morte).
  • A ventinove anni, Siddharta uscì dalla reggia e incontrò un vecchio, un malato e un funerale, comprendendo che il mondo dei suoi privilegi era solo un'illusione.
  • Come Francesco, anche Siddharta scelse la fuga e la spogliazione totale, restando nudo e rinunciando a ricchezza e potere per cercare la propria essenza.
  • Dopo aver provato l'ascesi estrema e il digiuno, Buddha comprese che la verità risiede nella sintonia con le altre creature, raggiungendo l'illuminazione a trentacinque anni.

Cazzullo inserisce Francesco nel suo contesto storico, definendolo un tempo grandioso e terribile (l'epoca di Barbarossa, Federico II, Saladino e Gengis Khan), segnato dalla nascita delle città, delle università, delle banche e della borghesia, classe sociale a cui la famiglia di Francesco apparteneva. Francesco visse in un'era di tensioni, tra crociate ed eresie, reagendo alla nascita del capitalismo con una scelta radicale di povertà intesa non solo come privazione, ma come strumento di giustizia e ritorno al Vangelo.

Viene ampiamente giustificata la definizione di Francesco come "il primo italiano":

  • Identità linguistica: È il primo a scrivere una poesia meravigliosa, il Cantico delle Creature, in volgare, la lingua del popolo che avrebbe dato origine all'italiano moderno.
  • Fondamenta culturali: Ha inventato il presepe vivente, ha dato impulso allo sviluppo del teatro e ha ispirato i più grandi italiani della storia, da Dante e Giotto fino a Cristoforo Colombo e Alessandro Manzoni.
  • Umanesimo ante litteram: Ha riconosciuto la dignità di ogni essere umano, trattando le donne da pari a pari e prendendosi cura di malati e lebbrosi, ponendo le basi della lettura italiana del cristianesimo incentrata sull'uomo.
  • Rivoluzione artistica: Ha indotto i pittori a sostituire il fondo oro con il paesaggio naturale, permettendo allo spettatore di sentirsi parte dell'opera, come dimostrato dall'arte di Giotto.

Infine, il capitolo riflette sulla memoria di Francesco, notando come nel tempo si sia cercato di "addomesticare" la sua figura rendendola un modello celeste irraggiungibile, specialmente attraverso la biografia ufficiale di Bonaventura da Bagnoregio che portò alla distruzione delle prime testimonianze, come quella di Tommaso da Celano. Tuttavia, la riscoperta moderna di Francesco ha restituito l'immagine di un uomo ribelle, severo e provocatorio, la cui eredità oggi è più urgente che mai per custodire il creato e superare la corsa sfrenata alla ricchezza.

Capitolo 2

Francesco fu battezzato dalla madre con il nome di Giovanni, in onore del Battista. Il padre, Pietro di Bernardone, trovandosi in Francia per affari alla sua nascita, lo soprannominò "Francesco" (il piccolo francese) per amore verso quella terra o perché il ragazzo amava cantare in lingua francese. Le fonti lo descrivono come un uomo minuto e sottile, con occhi neri e semplici, capelli e barba neri, mani scarne e dita lunghe. Lui stesso si paragonava ironicamente a una "gallina piccola e nera".

  • Donna Pica (la madre): Descritta come una donna dolcissima e forse di nobili origini francesi, fu la prima a intuire il destino speciale del figlio, proteggendolo e lasciandolo libero di seguire le proprie inclinazioni spirituali fin da bambino.
  • Pietro di Bernardone (il padre): Un mercante di stoffe ricco e spietato, ossessionato dal denaro e dal prestigio sociale. Inizialmente tollerò le spese di Francesco finché servivano a frequentare la nobiltà, ma divenne violento quando il figlio iniziò a donare i propri beni ai poveri.
  • Angelo (il fratello): Figura cupa e sprezzante, che non comprese mai la scelta di Francesco, arrivando a schernirlo pubblicamente per la sua povertà.

Imparò il latino e soprattutto il francese, che considerò sempre la lingua del canto, della gioia e dei valori cavallereschi. Prima della conversione, Francesco era il centro della vita sociale di Assisi; amava i banchetti, le vesti originali (inventò persino il patchwork) e sognava grandi imprese cavalleresche.

Partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, venendo sconfitto nella battaglia di Collestrada (1202) e recluso in carcere per oltre un anno. Anche in prigione mantenne un animo allegro, consolando i compagni e presagendo che sarebbe stato "adorato in tutto il mondo". Una grave crisi fisica attorno al 1204 lo portò per la prima volta a riflettere sulla caducità della vita e sull'inutilità dei piaceri mondani.

Cercò di unirsi all'esercito di Gualtieri di Brienne per combattere nel Sud Italia. Tuttavia, durante il viaggio si fermò a Spoleto a causa della febbre. In sogno udì una voce chiedergli: "Chi credi che ti possa fare più del bene? Un signore? O il suo servo?". Comprendendo di dover seguire Dio (il Signore) anziché gli uomini (i servi), tornò ad Assisi tra lo scherno generale.

Francesco, che aveva sempre provato orrore per i lebbrosi, un giorno scese da cavallo, ne abbracciò uno e lo baciò. Questo gesto segnò la rottura definitiva con il suo mondo precedente; quello che gli sembrava amaro si mutò in "dolcezza di anima e di corpo".

Mentre pregava davanti al crocifisso della chiesetta di San Damiano, udì Gesù dirgli: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va’ dunque a ripararla". Inizialmente interpretò l'ordine alla lettera, iniziando a restaurare fisicamente l'edificio. Per finanziare i restauri, Francesco vendette stoffe del padre, il quale reagì con furore, picchiandolo e segregandolo in uno sgabuzzino. Fu la madre, Donna Pica, a liberarlo segretamente.

Davanti al Vescovado di Assisi, durante il processo intentatogli dal padre per la restituzione del denaro, Francesco compì il gesto simbolico definitivo: si spogliò di tutti i vestiti, restituendoli a Pietro di Bernardone. Dichiarò pubblicamente di non avere più un padre terreno: "D’ora in avanti dirò sempre e soltanto: ‘Padre nostro che sei nei cieli’". Il vescovo Guido lo coprì con il proprio mantello, segnando il suo ingresso formale in una nuova vita "fuori dal mondo".

Capitolo 3

Il testo sottolinea come Francesco fosse un oratore instancabile, capace di affrontare pubblici diversi: dagli indifferenti ai nemici, fino alle folle adoranti. Non parlava solo con la bocca, ma con tutto il corpo, usando mimica, musica, gesti e improvvisazione.

➢ Viene citato l'episodio in cui predicò davanti a Onorio III e al cardinale Ugolino; nonostante l'ansia dei suoi protettori, Francesco parlò con tale semplicità e gioia (quasi saltellando) da commuovere l'intera corte papale.

Dopo la rinuncia pubblica ai beni paterni, Francesco scelse inizialmente l'abito dell'eremita: una tunica stretta da una cinta di pelle, calzari e un bastone.

Nell'inverno del 1206, addentrandosi in un bosco cantando in francese, fu assalito da banditi. Alla loro domanda su chi fosse, rispose di essere l'"araldo del Gran Re"; per tutta risposta fu picchiato e gettato in un fosso pieno di neve, ma riprese il cammino continuando a cantare. Cercò rifugio in un monastero dove fu trattato come uno sguattero e gli fu negato persino il cibo. Questa esperienza gli fece capire che non voleva rinchiudersi in una "prigione" monastica, ma vivere nel mondo.

Tornato ad Assisi, stabilì la sua dimora nel lebbrosario, curando i malati. Di giorno lavorava al restauro di piccole chiese, tra cui San Damiano e la Porziuncola. Inizialmente provava vergogna nel mendicare. Tuttavia, trasformò la ricerca di aiuto in una sorta di performance: per restaurare San Damiano, si inventò banditore d'asta, chiedendo pietre in cambio di "ricompense" celesti.

➢ Pietro di Bernardone, sentendosi tradito e umiliato, lo malediceva ogni volta che lo incontrava. Per contrastare questo, Francesco ingaggiò un povero perché lo benedicesse ogni volta che il padre lo insultava.

Ascoltando un brano del Vangelo di Matteo alla Porziuncola, Francesco comprese la sua vera missione: predicare il Regno di Dio in povertà assoluta. Rinunciò a calzari e bastone, adottando una tunica ruvida stretta da una corda.

I primi seguaci

  • Bernardo di Quintavalle: Un uomo ricco che, colpito dalla devozione di Francesco, vendette tutto per seguirlo.
  • Silvestro: Un sacerdote che si unì alla comunità dopo aver avuto una visione di una croce d'oro che usciva dalla bocca di Francesco.
  • Pietro Cattani, Egidio e Leone: Altri primi compagni che formarono il nucleo originario dei "Penitenti di Assisi".

Per Francesco la povertà non era una condanna, ma la massima forma di libertà e uno strumento per raggiungere la "minorità", ovvero la sottomissione a ogni creatura. Vietò categoricamente ai frati di toccare denaro, considerandolo "polvere" e un furto ai danni dei poveri.

➢ Il capitolo riporta il celebre dialogo con frate Leone, in cui Francesco spiega che la vera felicità non sta nei miracoli o nella sapienza, ma nel sopportare con pazienza e amore le ingiustizie, le percosse e il freddo per amore di Cristo.

A differenza degli erem

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crash_9009 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Religione, società e culture nel medioevo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Michetti Raimondo.
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