Sbobbine appunti corso di preistoria e protostoria anno 2022/2023, Prof: Marco Pacciarelli Federico II, corso di archeologia e beni culturali Napoli
Preistoria e protostoria
Il passato antico chiamato convenzionalmente preistoria, nato in Europa ad un certo punto ha avuto successo, prima del 900 si usava un altro termine, in Danimarca ad esempio per lo studio della preistoria si usava un termine che non esiste più, che è Oldtig, cioè, “antiche tradizioni” perché per loro quello che si studiava erano le tradizioni del popolo; invece, con gli studi classici nasce questo preconcetto.
La preistoria non è altro che una parte della storia. La storia non si può basare solo su fonti letterarie. Mentre alcune nazioni si “accontentavano” delle fonti letterarie per capire il proprio passato, come la Grecia o l’Italia, le altre che non le avevano, cioè, le nazioni del nord Europa principalmente, si affidavano agli studi della preistoria.
Gli studi della preistoria hanno impulsi là dove si deve indagare la storia di un popolo che non ha le fonti letterarie, a differenza dei greci e dei latini. La preistoria non è altro che la nostra storia più antica, non deve essere vista come una cosa scissa o diversa dal tempo e dallo spazio.
La preistoria si fa finire durante il IV millennio a.C. in Mesopotamia, per l’Egitto invece intorno al 3000 a.C. quando poi inizia la civiltà complessa dell’Egitto con i faraoni, e la scrittura perché quest’ultima si fa accompagnare sempre da una struttura complessa e che quindi ha bisogno di poter registrare le informazioni che non è possibile registrare oralmente, per la Grecia si potrebbe far finire prima che inizi l’epoca ellenica nel VIII secolo a.C. quando inizia la scrittura alfabetica oppure prima dell’inizio dell’epoca micenea.
In Italia viene fatta finire nel 725 - 730 a.C., il momento in cui avviene la prima colonizzazione greca dove si ottiene anche la scrittura greca quindi sul finire del VIII secolo a.C. una delle più antiche iscrizioni che abbiamo è stata trovata ad Ischia che si data nell’ultimo quarto dell’VIII secolo a.C. ed è una di tipo in forma metrica.
L’Europa è la zona dove più o meno è nato lo studio della preistoria. La Mesopotamia è il primo posto dove appare la scrittura. Non esiste un’unica materia che studia la preistoria. La paleontologia è lo studio della storia della vita. Il quaternario ultima era geologica ancora in atto; inizia circa 2 milioni e mezzo di anni fa ed è diviso al suo interno in: nel pleistocene e l’olocene. Quest’ultimo è il più recente ed è iniziato quando è finita l’ultima glaciazione (9700 a.C.).
Discipline e metodi per studiare la preistoria
Il nuovo periodo geologico è chiamato antropocene perché c’è chi dice che il clima sta cambiando e ciò è legato non più a fattori naturali, e astrologici, quindi legati ai corpi celesti, della posizione rispetto al sole ecc., ma fenomeni umani quindi dall’attività umana, questioni complesse.
Questo periodo può essere studiato dai biologi o dai paleontologici, caratteristiche biologiche umane in senso fisico, gli antropologici culturali e etnologi, l’osservazione di società viventi e società estinte. Gli archeologici preistorici e protostorici sono nati, studiano per fare gli scavi e studiano i manufatti ma in realtà si dovrebbe occupare di tutte le evidenze degli scavi, bisogna studiare una categoria di manufatti che mette in piedi progetti che portano a soluzioni ecc.
Archeometria, insieme di metodi chimici e fisici che affiancano l’analisi di manufatti; bioarcheologia, branca di specialisti che si specializzano, che studiano la fauna, oppure paleobotanici che studiano le piante e i vegetali durante gli scavi. Tutto questo deve essere riassunto nell’archeologo preistorico. Geoarcheologia = geologia applicata all’archeologia. Grazie a queste discipline che sono applicate all’archeologia.
Archeozoologi = archeologi che studiano le ossa degli animali. Metodologie dell’archeologia. L’arricchimento di tutte queste discipline che hanno alimentato il bagaglio dell’archeologia ha determinato il fatto che oggi è possibile fare una ricostruzione storica vera e propria anche senza fonti scritte, anche se è vero che grazie a queste ultime conosciamo molti nomi di città, l’esistenza di classi sociali, nomi di strade.
Qualcuno in America dice che è più oggettiva una storia sulla base dei resti materiali piuttosto che una storia sulla base di fonti scritte perché queste ultime sono facilmente cambiabili e quindi soggettive. Il resto archeologico va interpretato ma anche le fonti sono interpretabili. Può accadere che la fonte archeologica ci racconta qualcosa che le fonti letterarie non dicono, spesso questo accade più si va indietro nel tempo.
Protostoria
Protostoria, anch’esso è un termine convenzionale, = prima storia si usa per indicare la parte finale della preistoria che è diversa cronologicamente nelle diverse zone. In Italia ad esempio la protostoria è il periodo tra la prima metà del bronzo (2100 – 925 a.C.) e la prima età del ferro (925 – 725 a.C.), ed è un periodo che finisce quando iniziano a svilupparsi società più complesse, specializzate con la nascita di uno stato e di una città con una rivoluzione urbana che in Italia avviene nel corso dell’VIII secolo a.C.
La protostoria è una materia che può essere studiata anche tramite altri metodi ovvero, o utilizzando o le fonti mitistoriche, fonti scritte, oppure le fonti storiche indirette:
- Fonti storiche indirette = sono messe per iscritto da altre popolazioni contemporanee che hanno già la scrittura e che parlano di altri territori dove non c'è ancora la scrittura. Ad esempio, noi studiamo i Germani tramite le fonti storiche indirette, Cesare, Tacito, perché è un popolo protostorico che non ha la scrittura e la si studia principalmente tramite scavi archeologici. L’Italia dell’età del bronzo la conosciamo non grazie alle fonti indirette ma perché in quel periodo l’Egitto, cioè le fonti egizie parlano del popolo dei mari che erano sostanzialmente dei pirati che hanno attaccato l’Egitto intorno al 1200 a.C. Grazie a loro noi conosciamo alcuni i nomi e le immagini di questi popoli, questi ultimi assomigliano a coloro che vivevano in Sicilia, Sardegna.
- Fonti mitistoriche = sono opere letterarie scritte dopo ma che conservano il ricordo di fatti più antichi; questo metodo è usato soprattutto e largamente in Grecia nelle fonti omeriche, quindi di Omero, anche se non sappiamo fino a che punto siano vere, ma alcune parti risalgono all’epoca micenea. Esempio: il catalogo delle navi dell’Iliade che è in realtà un catalogo dei contingenti militari. Da questo traiamo una sorta di geografia dell’ipotetica Grecia omerica. Omero parla dei basileis, alcune erano dei re tra cui Nestore di Pilo, zona della Messenia nel Peloponneso. La maggior parte di questi regni nominati da Omero corrispondono a zone effettivamente in cui sono stati trovati palazzi micenei. Perché potrebbe essere una costruzione fatta in una città in età classica. Ma la questione si complica se pensiamo Pilo, dove non c’è traccia di una città. Vengono trovate per davvero resti di un grande palazzo, informazione quindi autentica in Omero. Altro caso è quello di Romolo e Remo. Sulla storia di Roma le fonti scritte non ci dicono molto perché esse sono tardive e raccontano comunque la leggenda dei due “fondatori”. Queste fonti vengono utilizzate per le ricostruzioni della protostoria. Siculi = popolazione della Sicilia che dicevano di essere originari dell’Italia emigrati in epoca antica, che dovrebbe essere l’età del Bronzo, che noi conosciamo grazie ai Greci quando appunto loro iniziarono la colonizzazione.
Date cronologiche
- Paleolitico: da 2500000 anni fa al 9700 a.C. circa.
- Mesolitico: dal 9700 a.C. al 6000 a.C. circa.
- Neolitico: dal 6000 a.C. al 3700 a.C. circa.
- Età del rame: dal 3700 a.C. al 2100 a.C. circa.
- Età del bronzo: dal 2100 a.C. al 925 a.C. circa.
- Prima età del ferro: dal 925 a.C. al 725 a.C. circa.
Origine delle cose e concezione della storia
In tutte le epoche c’è l’esigenza che spinge a studiare il passato per capire il presente, capire l’origine delle cose. Questa origine ha assunto varie forme, perché può essere sotto forma di racconti ma anche tramite libri sacri come nella Bibbia.
Ad esempio, l’umanità ha vissuto 5 stati secondo Esiodo che ce lo racconta fondamentalmente nella sua opera “Opere e Giorni”, che prendono quasi tutti il nome da un metallo. L’età più antica era quella dell’oro perché era un’età di felicità, di perfezione, secondo Esiodo la storia non è progresso ma una caduta, perché si parte con uno stato di felicità che pian piano però si degrada perché iniziano una serie di problemi con l’umanità.
La seconda età è quella dell’argento che ha già un minore grado di felicità, poi c’è quella del bronzo che è l’età delle guerre, di conflitti, e poi l’età degli eroi che è l’unica che non ha il nome preso da un metallo, che corrisponde grossomodo alla guerra di Troia, un’età breve che andava a giustificare questo evento che per i greci era un po’ come l’origine della storia.
Oggi essa è datata 1184 a.C. anche se non sappiamo se sia avvenuta o se lo è stata davvero evidentemente non era questa memorabile guerra che i greci citano sempre, che molti paragonano alla battaglia di Roncisvalle, che è una battaglia davvero esistita ma non è stata poi così epocale.
L’ultima è l’età del ferro, termine che ancora oggi utilizziamo, che è l’età in cui lo stesso Esiodo vive, perché nell’epoca omerica si utilizzavano solo le armi in bronzo, e la descrive come l’età più problematica ed infelice di tutte, quindi sosteneva di vivere nell’età più felice.
Concezione della storia come regresso e non progresso, perché i problemi dell’umanità aumentano invece che diminuire. Mentre durante poi il periodo della rivoluzione industriale questo “pensiero” non esiste perché viene vista come un’età dal forte progresso, anche se viene usata un po’ come da scudo per quello che accadeva, i primi segnali di un forte abuso dell’ambiente, ma non solo.
Tuttavia, oggi questo viene visto come il massimo passo avanti fatto dall’umanità. Se pensiamo nella Bibbia ad Adamo ed Eva che prima vivevano nell’Eden e poi dopo tutto ciò scompare con il “peccato” che commettono, quindi si passa dalla completa felicità, all’infelicità.
Esiodo, quindi, è importante per capire come pensavano i greci non in senso religioso ma puramente mitico. Lo stesso è anche Lucrezio, per lui la vita ha avuto origine da sola senza “aiuti” celesti, senza intervento divino, visione materialistica.
Fino al 700: dominio del dogma pubblico
Tutto ciò cambia quando subentra il dogma biblico, la Bibbia contiene la Genesi che racconta dell’origine del mondo e dell’umanità, della vita e, secondo la religione cristiana, ciò è fede, materia di fede e perciò non può essere contestata, quindi una verità incontestabile, quando diversi studiosi si sono interessati a ricostruire l’origine della terra e del mondo, prendendo la Bibbia come fonte di verità.
Anno di creazione del mondo secondo Ussher 4004 a.C.
E in particolare c’era un vescovo James Ussher che studia tutte le genealogie che facendo dei calcoli aveva stimato che l’universo era stato creato nel 4004 a.C. Chi poi criticava quello che diceva lui e quindi la chiesa, si metteva contro anche poi il potere politico. Si pensava che il diluvio universale fosse reale, che Noè fosse realmente esistito per cui non poteva esistere un’idea di preistoria perché 6000 anni scarsi di terra potevano giusto contenere la storia romana e la storia greca.
Nel corso del 700 ci sarà un cambiamento con l’Illuminismo, ancor di più poi con la Rivoluzione francese; nascono i primi studiosi che si basano sulle scienze sperimentali, Georges-Louis Leclerc, cioè sull’osservazione della natura; uno dei primi a farlo è il conte de Buffon con la sua opera “Historie Naturelle”; già aver messo in crisi il dogma biblico era un fatto straordinario.
Ciò alla fine apre le porte a tutte quelle scienze che prima studiavano il passato della terra e che non avevano ancora una “formazione”. Nasce così la geologia, che si basa sull’osservazione dei fenomeni naturali, tra cui le stratigrafie. Si iniziano a formulare le prime leggi scientifiche.
Geologia: principi della sovrapposizione stratigrafica, la legge della stratigrafia dice che gli strati sovrapposti sono più recenti di quelli sottoposti, e della correlazione importante della paleontologica, concetto di fossile guida.
Ciò consente di studiare una serie movimenti, che la paleontologia permette di collegare tutte le varie stratigrafie, grazie anche alla biostratigrafia perché gli strati non erano tutti uguali, questo mise in crisi anche il concetto di vita “uguale” alla creazione che è presente nella Bibbia, questo si chiama Fissismo, ed è l’impostazione che era adottata dagli studiosi che cercavano di conciliare il dogma biblico con la scienza, contrario all’evoluzionismo, le specie viventi cambiano gradualmente nel tempo attraverso processi spontanei, anche se poi questa si dovette adattare ad una teoria geologica nata agli inizi del 800, l’Attualismo.
La forma di conciliazione che unisce questo Fissismo al dogma è il Catastrofismo di uno studioso: Cuvier.
Cuvier: Catastrofismo, e Fissismo, che si poteva quindi adattare al Fissismo perché si pensava che le forme di vita non si evolvessero nel tempo e che quindi fossero fisse, però ad un certo punto c’erano delle catastrofi che segnavano la fine improvvisa della vita sulla terra, e ad ogni catastrofe sarebbe seguita una nuova evoluzione; questo giustificava l’intervento divino.
Lyell (1833): Attualismo oppure Uniformitarismo che si associava all’evoluzionismo perché escludeva le catastrofi come momento di cambiamento radicale nella storia della terra e proponeva che quest’ultimi erano lenti e graduali e quindi rifiutava anche l’idea di estinzione di massa.
Nord Europa: ricerca delle radici nazionali
La scoperta della cosiddetta preistoria nasce anche con i popoli del nord che cercano le loro origini, radici nazionali e per farlo non avendo la storia scritta la cercano nei monumenti della loro area, in particolare nei megaliti che sono abbondanti nel nord Europa, Stonehenge era già conosciuta ad esempio all’epoca.
Thomsen, archeologo: con il sistema cronologico delle tre età, per studiare la stratigrafia, e il concetto di contesto chiuso, sepolture, e di associazione di manufatti: cioè, sepolture con oggetti e manufatti disposti, ogni tomba rappresentava un periodo di tempo preciso, se nelle varie tombe c’erano lance fatti pietra, bronzo e oro vuol dire che questi materiali diversi rappresentano le varie età della storia e del tempo quindi età della pietra, del bronzo e del ferro. Il cambiamento è dovuto al tipo di lavorazione del materiale, ad esempio della pietra.
Paleolitico: l’età dei cacciatori e agricoltori, età più vecchia e lunga. Fatto finire con l’ultima glaciazione. Il neolitico è l’età della tessitura, produzione di ceramica, allevamento. In alcune zone è usata l’età del rame o calcolitico o eneolitico, molti non la menzionano anzi la saltano passando direttamente all’età del bronzo. La lega di rame + stagno = bronzo si sviluppa ovunque con velocità impressionante perché molto vantaggiosa. A questa poi segue la prima età del ferro.
Appunti: dilettante = scienza per diletto.
Queste terminologie cronologiche non valgono ovunque perché convenzionali e quindi ci sono diverse variazioni. In Italia l’età del ferro corrisponde grossomodo alla fine X - inizio IX secolo, dopo inizierebbe il cosiddetto periodo orientalizzante, la società urbana. Spesso da nessuna parte non esiste una vera e propria urbanizzazione prima dell’arrivo dei Romani.
Si sviluppa quindi un forte e crescente interesse per la preistoria, dove molti se ne appassionano.
Boucher de Perthes, 1846: scoperta di manufatti di pietra scheggiata in strati con fossili di animali estinti, in un fiume francese. Si conoscevano già animali di grande taglia, mammut, elefanti, rinoceronti, ma si pensava che l’uomo in quel periodo antico della terra non esistesse ancora, infatti questi animali vennero chiamati Antidiluviani, perché si pensava che questi animali si fossero estinti a causa di un diluvio, che rispondeva al diluvio universale della Bibbia. L’umanità sarebbe comparsa più tardi.
*1856 – Scoperta del cranio di Neanderthal, prima scoperta di cranio diverso dall’uomo primitivo, cioè dall’homo sapiens, trovato nella valle del fiume Neander, in Germania. Molti studiosi si rifiutarono di accettare che questa calotta cranica fosse umana perché inizialmente il primo approccio fu scioccante, la calotta essendo diversa provò diversi dubbi, non si accettò il fatto che anche l’umanità si era evoluta. I dubbi
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