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Pedagogia generale e della comunicazione educativa (lezione 7)

Libro: Il desiderio che educa (Monica Amadini) - È un volume dedicato al tema del desiderio e quindi esploreremo una dimensione della vita di tutti che ha lo sguardo verso il futuro.

Il verbo più grande è sognare

(I desideri racchiudono davvero i nostri sogni). Stesso lavoro fatto un po’ di anni fa: parole diverse.

D - Abbiamo messo parole molto positive: sperare, volere, speranza, futuro, obiettivo, felicità, serenità, sogno. Sorprendente che non ci sono verbi come: paura o timore. Vuol dire che abbiamo uno sguardo molto fiducioso.

Come educatori è importante anche interpretare cosa esce fuori perché ogni gruppo è unico. Se io dovessi esprimere la parola desiderare con delle immagini:

Perché parlare di desiderio oggi?

Perché quando noi pensiamo ai nostri desideri, ci colleghiamo a due domande grandi che ciascuno di noi si fa nella vita: è vero che la vita accade ogni giorno. Dove vado? È una domanda. Da dove vengo? E questa è la nostra quotidianità.

Ma ci basta che tutti si fanno nella vita anche questo per vivere ci basta il fatto che il tempo se non ce la ricordiamo = c’è scorra e noi affrontiamo tutti i giorni questo proprio una fase nell’infanzia in tempo che scorre? No non ci basta perché come cui si fa i conti con questa domanda. Bisogna alzare lo sguardo: anche chi dice vivo giorno per giorno in realtà dentro di sé lo sguardo lo sta mandando un po’ più avanti rispetto al giorno per giorno.

In mezzo a questi due grandi temi c’è la nostra vita. Per vivere noi abbiamo bisogno di sapere da dove veniamo e dove andiamo, sono domande che ci aiutano a stare nella vita.

Il senso del proprio destino

Nessuno di noi conosce il proprio destino e quindi sono domande che smuovono e inquietano molto. Quella che ci inquieta di più è la seconda. Ci colpisce di più perché noi esseri umani siamo un essere desiderante. Il problema è che abbiamo dei desideri ma non sappiamo se potremmo realizzarli.

Perché non si finisce mai di rispondere a questa domanda cioè: "Dove vado?" che può ottenere una risposta definitiva (continua a muoversi dentro di noi).

La prima domanda è una scoperta perché non abbiamo deciso noi da dove veniamo e quindi possiamo solo scoprirlo, ma la seconda domanda è tutta nostra: decidiamo noi cosa fare della nostra vita. Da dove vengo è una scoperta; dove vado è una ricerca continua ed è qualcosa che mi riguarda, in cui gioco la mia libertà e faccio la mia parte.

Il problema è che noi possediamo questa capacità desiderante, cioè: "Dove desidero andare" ma non possediamo la risposta totalmente. E quindi desiderare non fa rima con volere. Perché pur desiderando una cosa: “la voglio” ma non basta volerla per ottenerla. Si può volere ma non è sufficiente. Il desiderare supera il volere.

Quindi cosa non è desiderio?

  • Non è un capriccio
  • Non è un semplice volere
  • Non è un appagamento definitivo, cioè i desideri non si raggiungono mai definitivamente
  • Non è nemmeno un bisogno e non è nemmeno solo insoddisfazione.

E quindi che cosa è il desiderio?

Capitolo 1: Coordinate del desiderio

Vi siete mai chiesti che cosa c’entrino le stelle con i desideri? Perché la parola desiderio contiene la parola stella.

Il vocabolario desiderio trae origine dal latino de-sidera, termine legato alle stelle (sideribus). Fin dall’antichità gli uomini hanno abbinato la parola desiderio alla parola stella. Le stelle sono quindi le immagini dei desideri.

In realtà la parola desiderio compare per prima volta nel de bello gallico di Giulio Cesare. A un certo punto, mentre racconta le battaglie, compare per la prima volta nella storia della letteratura questo termine: desiderantes. Erano i soldati: lui usa questa parola per indicare i soldati che guardano le stelle alla sera dopo un giorno di battaglia di guerra mentre aspettano di vedere se i loro compagni tornano vivi dalla battaglia.

Quindi la parola desiderio viene usata per la prima volta per definire quelle persone che sono in attesa, però non un’attesa di possesso, una attesa fiduciosa, cioè sperano che i compagni tornano vivi. E quindi guardano alle stelle con fiducia. Quindi i desiderantes sono l’immagine della fiducia ma anche della protezione perché mentre guardano le stelle pregano che i loro compagni tornano vivi e di non morire loro stessi il giorno dopo.

Quindi i desiderantes rappresentano tu...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofiaceoletta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Amadani Monica.
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