Crescere partecipando: contesti e prospettive educative per il sistema integrato 0-6
Obiettivo
Obiettivo poterli rendere protagonisti nei contesti di vita.
Educare alla partecipazione e attraverso la partecipazione è un impegno educativo intenzionale verso la creazione di percorsi educativi che vogliono riportare i bambini al centro dei contesti di vita, per promuovere una cultura dell'infanzia che porti a vedere ogni bambino come un cittadino consapevole, critico e partecipe.
Davanti alle spinte individualistiche, in ambito educativo soprattutto, è importante affermare che quella del bambino non può essere una figura solitaria e che il suo percorso di crescita è un percorso profondamente relazionale. 33
Ai bambini vanno dunque offerti contesti partecipativi, ossia accoglienti, significativi, rispettosi, stimolanti, solidali e narrativi, ambienti in cui scoprire il sé, incontrare il mondo, stare con gli altri, esprimersi e ascoltare, conoscere hanno diritto di essere riconosciuti come costruttori del proprio divenire.
Perché i bambini non sono solo soggetti indifesi da proteggere o deboli, sono soggetti che non vanno visti crescita, sin dalla tenera età.
Quello tracciato in questo libro, è un percorso che ci rende evidenti le competenze, le abilità, le capacità dei vita come soggetti attivi e non ppartecipazione solida cultura pedagogica, può agire come collante che porta ad andare oltre i segmenti separati 0-3, 3-6 e dar vita ad una continuità fondata su un progetto condiviso, co-costruito e scaturito dalla voce di tutti i protagonisti, bambini, educatori, insegnanti, genitori, comunità.
Servizi educativi e cultura della partecipazione
I servizi educativi per l'infanzia, nel sistema integrato 0-6, possono dare vita a questa nuova forma di partecipazione, a partire da alcuni importanti quesiti:
- Perché promuovere una cultura della partecipazione nei servizi 0-6?
- Come renderla elemento di qualità dei servizi?
- Quali processi generano partecipazione?
Bambino protagonista, non solitario, ma che vive e cresce nelle relazioni, oggi questo è un aspetto sempre più trascurato: i bambini vivono poche relazioni, trascorrono le giornate davanti agli schermi e frequentano poco le realtà sociale che li circonda, molti genitori faticano a tollerare il fatto che i bambini condividano attenzioni e momenti con altri bambini in gruppo, vorrebbero piuttosto attenzioni esclusive per il bambino.
Il bambino è protagonista del suo processo di crescita, è costruttore del suo divenire: nel passato i bambini e sono soggetti già competenti che possono e devono essere protagonisti della relazione educativa e non solo destinatari di questa; troppo spesso crediamo, in quanto adulti, di essere i protagonisti della relazione educativa del bambino, dovremmo imparare a riconoscere il bambino come costruttore attivo della relazione che agisce attivamente alla propria crescita.
Questo approccio permette di far crescere la consapevolezza delle interdipendenze funzionali tra strutturazione degli spazi e dei tempi, tra aspetti organizzativi e sistemi valoriali, tra predisposizione della partecipazione, basata su parole chiave come: corpo, linguaggi, apprendimento situato, conoscenza co-costruita, valore del gruppo, esperienza e conoscenza. 34
La partecipazione può diventare un dispositivo importante per la creazione di un autentico percorso 0-6 che non corra il rischio di frammentare l'identità del bambino e il suo percorso di crescita. Nella partecipazione si conciliano cura e apprendimento, integrati con l'idea di bambino come soggetto competente e attivo che si nutre di legami e affetti.
Questa visione del bambino come partecipe dei contesti educativi che abita diventa strategica anche per i dispositivi professionali, i cui strumenti del mestiere sono l'osservazione, la documentazione, la valutazione a dimensione familiare in cui il bambino si trova immerso: è fondamentale la relazione dell'educatore con le famiglie, nella quale i verbi d'obbligo sono: accogliere, dialogare, ascoltare, confrontarsi e negoziare.
Enze Sfida educativa:
- Valorizzare la dimensione comunitaria: il bambino non è solo, cresce in una comunità.
- Promuovere una cultura partecipativa: fin da subito i bambini devono poter sperimentare di essere protagonisti attivi della propria vita e dei contesti, non bisogna aspettare che abbiano 18 anni. Se i bambini vengono abituati da bambini a dire la loro opinione, in futuro saranno abituati a farlo anche nei.
Sintesi: quadro generale
Sintesi: quadro generale: come progettare dei contesti partecipativi:
Come si costruisce il curricolo 0-6, quando si lavora soprattutto con la fascia 0-3 anni hanno poco valore le nostre parole, valgono molto di più i gesti e per questo ci si concentra su:
- Organizzazione del servizio: idea di bambino/di educazione e cultura della partecipazione.
- Strutturazione degli spazi e dei tempi.
- Pratiche educative.
- Apprendimenti.
Competenze professionali.
Strumenti del mestiere:
- Osservazione.
- Documentazione: documentare la vita al nido, le attività svolte.
- Valutazione: imparare a valutare i progressi di bambini molto piccoli non è semplice, ma è importante.
- Ricerca: sperimentare, inventare e innovare. 35
Rapporto con le famiglie comunità e si può dare espressione alla partecipazione.
- Ascoltare.
- Negoziare.
- Dialogare.
- Confrontarsi.
Cap. 1
Dentro di me non mancava proprio niente; mi ripromisi che quando sarei stata grande non avrei dimenticato che a cinque anni si è una persona completa.
Come si fa a riconoscere le competenze dei bambini, come costruire una cornice pedagogica adatta a loro e di questa cultura, in favore del riconos relazionale dei processi educativi.
L'essere parte di è condizione ineludibile dell'esistenza umana
I. L'essere parte di è condizione ineludibile dell'esistenza umana propria esistenza in un paradigma relazionale: co- ia: ovvero da una cultura, molto di moda oggi, in cui sono sempre gli adulti che parlano sui bambini, es. video di specialisti adulti anche competenti che parlano di bambini, à problema: tutti parlano dei bambini, ma nessuno li ascolta davvero.
Obiettivo: trovare una strada attraverso la quale far parlare i bambini e far adultocentrismo bisogni dei bambini messi ai margini: sono gli adulti che si occupano della gestione partecipazione dei bambini al loro percorso educativo è un traguardo non ancora raggiunto, ma sul quale si lavora sempre più intensamente. Lasciar accompagnarli nel loro percorso.
I bambini hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa, dei contesti, dei gruppi infatti la cosa che più ferisce un il bisogno più pr, e dei bambini in particolare, è quello di appartenenza, di sentirsi parte, di riconoscersi nella relazione.
Ciò che va insegnato ai bambini è a stare insieme, vanno educati alla dimensione del gruppo, tirocinio del noi a stare con gli altri, è una cosa che va imparata e vissuta in autonomia, senza la costante presenza/pressione 36
I bambini hanno diritto di essere riconosciuti come costruttori del proprio divenire, capaci di produrre ono relazioni che permettano ai bambini non solo di essere protetti, ma anche di esprimersi, essere attivi e partecipare.
Ci sono purtroppo diverse forme di negazione dei diritti dell'infanzia, es. I bambini sono le prime vittime delle guerre fatte dagli adulti, da parte del mondo adulto che perpetua le condizioni di debolezza dei bambini e si mostra sordo dinanzi alle loro richieste e ai loro bisogni: le derive adulto centri che lasciano l'infanzia ai margini i bambini senza voce; in-fans, = senza voce: ogni bambino e ogni bambina viene alla luce portando con sé il desiderio di crescere e di scoprire il mondo, come dice la Montessori:
Chi crea il bambino certamente non siamo noi. Quest'idea deve essere chiara, ma non è facile che lo sia nelle menti comuni, perché viviamo nel pregiudizio di essere noi adulti, i creatori della nuova vita. Occorre dunque un lavoro di depurazione, dobbiamo liberarci dal pregiudizio di questa nostra inopportuna e diabolica illusione di onnipotenza.
Dobbiamo abituarci ad già non ancora l'individuo non vive secondo ciò che sarà, ma secondo ciò che è.
L'accezione di partecipazione che ha conosciuto la più ampia diffusione è quella connessa con la sfera sociale e politica e gen sono quelli della cittadinanza attiva e del civic engagement.
Per Save the Children la partecipazione significativa dei bambini è caratterizzata da:
- Un approccio etico e un'adesione alla trasparenza, onestà e affidabilità.
- Un approccio sicuro in cui diritti di protezione vengano salvaguardati.
- Un approccio non discriminatorio che assicuri a tutti i bambini le stesse opportunità.
- Tta ai bambini di contribuire al meglio delle loro capacità.
Quello della partecipazione è un concetto polisemico, che conosce una diversità di applicazioni, che possiamo definire con due vocaboli: e autonomia o e responsabile è importante che gli adulti lo ascoltino: è essenziale promuovere il diritto fondamentale di avere voce tra adulti bambini ambiente è premessa e contesto di ogni rapporto educativo:
- Autonomia: per definire la partecipazione usiamo il termine autonomia perché finché qualcuno si sostituisce al bambino questo non potrà partecipare attivamente. Per partecipare è essenziale non dipendere dagli altri e iniziare a scegliere da sé. Non è facile per l'adulto trovare un equilibrio dinamico fra il trattenere e il lasciare andare, ma è questo il suo compito. Non a caso la Montessori affida agli educatori un compito chiaro e inaggirabile: quello di aiutare la vita. È il primo principio fondamentale dell'educazione. L'invadenza adulta spesso toglie ai bambini la soddisfazione il piacere di riuscire a fare da soli e di perseguire i propri scopi in autonomia, magari con tempi più lunghi ed esiti più incerti, ma non viene nulla come la soddisfazione di esserci riusciti da soli che possa rendere il bambino davvero protagonista e padrone delle proprie azioni: fare al posto dei bambini non sortisce lo stesso effetto.
- Per essere autonomi bisogna essere responsabili. La responsabilità è una disposizione imprescindibile a cui educare i bambini, essere responsabile dei propri atti e dei propri pensieri è essenziale per sviluppare un senso di appartenenza e di essere partecipi dei contesti in cui si vive. Non si dà partecipazione autentica senza un agire 37 responsabile da parte degli adulti, presenti ma non invadenti, responsabili ma non iperprotettivi.
Competente è titolare di diritti non in futuro ma da esercitare oggi: questo va visto come un'occasione per rinnovare i contesti abitati dai bambini. Si tratta di obiettivi che vanno raggiunti nell'immediato, non di prerequisiti per diventare futuri adulti ma risorse e childhood is a time to be.
Bambini e cotesti: un rapporto co-costruttivo
II. Bambini e cotesti: un rapporto co-costruttivo responsabilità del bambino, sono le teorie costruttiviste o socio-costruttiviste in cui il bambino è visto come soggetto che costruisce il proprio sé in un processo interattivo c Social Childhood Studies dei bambini di creare attivamente una propria cultura, quindi di essere agenti sociali, offrendo un contributo ai contesti di cui fanno parte: non si limitano ad essere protagonisti del loro percorso educativo, ma influenzano anche la visione degli adulti.
Creando quella che viene defini prospettiva co-evolutiva bambino come soggetto capace di appropriarsi progressivamente delle diverse dimensioni della cultura proprio perché è in grado di interpretare le menti altrui, agente egli stesso di cambiamento all'interno delle.
La capacità dei bambini, già in fase neonatale, di esercitare l'attenzione selettivamente e in modo autogestito, controllare la propria capacità di attenzione, ma sono anche in grado di agire in modo strumentale per alterare gli stimoli del mondo che li circonda e per adattarli alle loro esigenze.
In altri termini essi co-evolvono con i contesti, diventando co-attori dei processi relazionali e in senso più ampio co-attori dei processi educativi: ogni bambino è un abil
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