Fonologia
La fonologia studia in generale l’organizzazione e il funzionamento dei suoni del sistema linguistico. Ogni suono producibile dall’apparato fonatorio umano rappresenta un potenziale suono del linguaggio, ossia il cosiddetto fono. Un fono è la realizzazione concreta di un qualunque suono del linguaggio. Quando i foni hanno valore distintivo, cioè si oppongono sistematicamente ad altri foni nel distinguere e formare le parole di una lingua, si dice che funzionano da fonemi.
Funzioni della fonologia
- Scoprire quali sono i fonemi di una data lingua: se a una differenza di suono corrisponde una differenza di significato. Esempio: se dico "caro" e "carro" ho lo stesso suono ma diverso significato, mentre se dico "calo" e "caro" ho due suoni differenti e due significati differenti;
- Scoprire come i suoni si combinano insieme e quali combinazioni sono ammesse in una data lingua;
- Scoprire come i suoni si modificano in combinazione: cioè, per esempio, se dico s+fortunato in trascrizione avrò (s)fortunato, se dico s+regolato in trascrizione avrò (z)regolato.
Trascrizione fonetica e fonematica
Mentre la trascrizione fonetica può essere larga o stretta, nella misura in cui cerca di riprodurre il più possibile tutti i caratteri della pronuncia, anche nei dettagli, la trascrizione fonematica riproduce per sua natura solo le caratteristiche pertinenti della realizzazione fonica, trascurando le particolarità e le differenze che hanno valore distintivo, ed è quindi sempre una trascrizione larga. La trascrizione fonetica utilizza parentesi quadre, mentre quella fonematica usa /.../.
Esempio: nella parola “mare” ci sono 4 fonemi identificati per opposizione, mediante un processo di scoperta che consiste nel confrontare un’unità in cui compaia il fono di cui vogliamo dimostrare se è o no fonema con altre unità della lingua che siano uguali in tutto tranne che nella posizione in cui sta il fono in oggetto. ('pare), ('pa:re), ('paere), ('pae:re). Questo processo prende il nome di prova di commutazione.
Fonema
Un fonema è l'unità minima di seconda articolazione del sistema linguistico. Più precisamente, un fonema è una classe astratta di foni dotata di valore distintivo, cioè tale da opporre una parola a un’altra nella lingua data. È una classe di foni commutabili tra loro senza produrre cambiamenti di significato.
Foni diversi che costituiscano realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema, ma prive di valore distintivo, si chiamano allofoni (varianti) di un fonema. Ad esempio, (n) e (ŋ) sono due allofoni dello stesso fonema dato che possono comparire nella stessa posizione senza dar luogo a parole diverse, come in ('dente) e ('deŋte). La n dentale (alveolare) (n) e la n velare (ŋ) sono allofoni del fonema /n/ (dentale), o meglio che (ŋ) è un allofono di /n/. Gli allofoni di un fonema che siano condizionati dal contesto fonotattico in cui occorrono, e quindi prevedibili, come in italiano standard appunto la ŋ, si dicono “varianti combinatorie”.
Distribuzione
A seconda delle diverse lingue, un suono può comparire in alcuni contesti ma non in altri.
Foni vs fonemi
I foni sono dei suoni del linguaggio articolatorio; ogni lingua sceglie un certo numero di foni tra tutti quelli che è possibile produrre con l’apparato fonatorio. I fonemi, invece, sono i foni che hanno valore linguistico, sono cioè distintivi e contribuiscono a differenziare significati; sono segmenti fonici che:
- Hanno valore distintivo;
- Non possono essere scomposti in una successione di segmenti di cui ciascuno abbia un tale valore;
- Sono definiti soltanto da caratteri che hanno valore distintivo, cioè pertinenti.
Coppie minime
Una coppia minima è una coppia di parole che sono uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione. Una coppia minima identifica quindi sempre due fonemi. Esempio: pane/mare/tare sono tutte coppie minime. ('mare – 'pare) identifica due fonemi: /m/ nasale bilabiale, e /p/ occlusiva bilabiale sorda. Per dimostrare che un fono è fonema in una data lingua, bisogna quindi trovare in quella lingua delle coppie minime che lo oppongano a un altro fonema.
- pare/tare #__V
- premo/tremo #__r
- carpa/carta r__a
- tappo/tatto V__V
Stabilire il valore distintivo dei foni
(Fondamenti di fonologia, Regole di Trubeckoj 1939)
- Quando due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e non possono essere scambiati senza con ciò mutare il significato delle parole o renderle irriconoscibili, allora questi due suoni sono realizzazioni fonetiche di due fonemi: /ˈvaro/ /ˈfaro/.
- Quando due suoni della stessa lingua compaiono nelle medesime posizioni e si possono scambiare fra loro senza causare variazione di significato della parola, questi due suoni sono soltanto varianti fonetiche libere di uno stesso fonema: [ˈkaro] – [ˈkaʁo] – /ˈkaro/.
- Quando due suoni di una lingua, simili dal punto di vista articolatorio, non ricorrono mai nelle stesse posizioni, essi sono due varianti combinatorie dello stesso fonema: [ˈnaso] – [ˈaŋkora] vs /ˈnaso/ - /ˈankora/.
Linguistica statunitense
- Distribuzione contrastiva: quando due foni possono comparire nello stesso contesto e si ottengono così due parole di significato diverso, i due foni sono realizzazioni di due fonemi diversi: /ˈvaro/ vs /ˈfaro/.
- Distribuzione complementare: quando due foni non possono ricorrere nello stesso contesto e sono due foni foneticamente simili, sono due allofoni dello stesso fonema: [ˈnaso] – [ˈaŋkora] vs /ˈnaso/ - /ˈankora/.
Allofoni
Foni diversi che costituiscono realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema, ma prive di valore distintivo. Un fonema che abbia diversi allofoni si identifica con il più frequente degli allofoni.
- Variazione libera: [ˈpare], [ˈpa:re], [ˈpæ:re], [ˈpæ:re]
- Variazione combinatoria: /s/ /n/ [s] [z] [n] [ŋ] [ʃ]
Opposizioni fonologiche (Trubeckoj)
- I fonemi di una lingua intrattengono tra loro rapporti di opposizione.
- Opposizione bilaterale e multilaterale: quando la base di comparazione (la parte uguale di due fonemi) è propria solo dei membri dell’opposizione, l’opposizione è bilaterale, altrimenti è multilaterale. Es: /p/ /b/ /p/ /k/ (occlusiva bilabiale sorda vs sonora, occlusiva bilabiale vs velare sorda).
- Opposizioni privative e non privative: un fonema ha le proprietà x e un altro fonema ha tutte le proprietà x più un’altra proprietà. Es: /p/ /b/ (occlusiva bilabiale non sonora vs sonora). Il termine dell’opposizione che ha una proprietà in più è detto marcato (/b/), mentre l’altro è detto non marcato (/p/).
- L’opposizione tra /p/ e /k/ è quindi non privativa o equipollente: la bilabialità equivale alla velarità.
- Opposizioni costanti e neutralizzabili: le opposizioni costanti funzionano in tutti i contesti, mentre quelle neutralizzabili sono sospese in certi contesti.
In olandese l’opposizione sonoro/non sonoro funziona in posizione iniziale e interna di parola, mentre non funziona in posizione finale.
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