Estratto del documento

Storia del cinema

Lezione 1

David Bordwell e Kristin Thompson

David Bordwell e Kristin Thompson sono nomi importanti per lo studio della storia del cinema.

Ambiti storia del cinema

  • Apparati produttivi
  • Film
  • Pratiche di consumo

Studi dello sviluppo tecnologico degli apparati cinematografici, la performance degli attori e l’analisi delle sequenze, la documentazione negli archivi su come sono stati fatti i film. E poi le pratiche di consumo, esperienze di visione e storie di spettatori (Es. Quarto Potere di Orson Welles).

Fonti principali della storia del cinema

  • Copie dei film
  • Fonti scritte (cataloghi di case di produzione, schede ministeriali, monografie, giornali, libri, manifesti)
  • Fonti orali (interviste, etnografie del consumo)

Alcuni film sono andati perduti, soprattutto quelli dell’epoca primitiva cioè i primi anni Venti del Novecento. Questo perché inizialmente i film erano visti come oggetti commerciali e non come opere d’arte da conservare. Solo dopo gli anni Quaranta si è cominciato a schedare i film. Le pellicole erano in nitrato, pericolosi e altamente deperibili. Dal periodo del muto è stato conservato solo il 25% delle copie dei film esistenti che sono stati fatti. Anche le versioni esistenti hanno diversità poiché adattate per diversi pubblici. È compito della filologia del cinema stabilire la pellicola nella forma più conforme a quella originale.

  • Le fonti primarie sono dirette e non mediate > fonti dell’epoca
  • Le fonti secondarie sono mediate e indirette > fonti studiate da qualcun altro, non dell’epoca

È fondamentale: la descrizione e la spiegazione dei fenomeni storici, non basta la descrizione.

Cinematografo: precursori e inventori

La sua invenzione avviene come prodotto di vari contributi, pionieri e sperimentatori che operarono simultaneamente soprattutto in occidente. Negli anni Novanta dell’Ottocento comincia un’esigenza di dare movimento alla fotografia, un nuovo prodigio della visione che facesse vedere le evoluzioni tecnologiche. Possibilità di impressionare le fotografie su un materiale flessibile hai bisogno di stampare su una superficie morbida che diventa cellulosa.

  • Edward Muybridge: studia il movimento dei cavalli posizionando 12 macchine fotografiche una che fotografava 1 secondo dopo l’altra, dopodiché l’immagine diventava in movimento in una sequenza.
  • Augustine La Prince
  • Thomas Edison e W.K Dickinson
  • Louis e Auguste Lumière: inventano un apparecchio particolarmente efficace e comodo per compiere quelle esigenze dell’epoca.

Lezione 2

Il cinema delle origini

Gli studiosi compirono una periodizzazione distinguendo le grandi epoche della storia del cinema:

  • Primitiva (1895 – primi dieci anni del Novecento) > il cinema muto
  • Cinema classico (1930 – 1959), si passa al sonoro e si sviluppa la cosiddetta Classical Hollywood. Nel 1959 viene organizzato il primo Festival di Cannes dove emergono i registi della corrente Nouvelle Vague.
  • Cinema moderno (1959 – 1980) > un esempio potrebbe essere Blade Runner.
  • Cinema post-moderno (1980 – anni Duemila).
  • Cinema contemporaneo (ultimi vent’anni).

Negli ultimi dieci anni dell’Ottocento emerge una nuova tendenza alla sperimentazione tecnologica, ciò comprendeva anche la fotografia. I pionieri della nascita del cinema primitivo in occidente, cominciano a fare diversi progetti. Una di queste tendenze riguardava lo stampare fotografie fatte a distanza di secondi l’una dall’altra su una pellicola di cellulosa mobile e trascinabile a una certa velocità. Questo creava un effetto di movimento.

Già nel 1889 La Prince era riuscita a girare i primi filmati in un nastro di cellulosa Kodak. Serviva, però una carta trasparente, la quale fu derubata. La procedura fu invece adottata da Edison e Dixon che nel 1891 inventarono il kinetografo e il kinetoscopio che comprendevano una pellicola di 35 millimetri con quattro perforazioni laterali e girano i primi film simili a quelli che i fratelli Lumière giravano nei loro capannoni industriali.

Cosa proietta Edison?

  • Film muti proiettati e accompagnati da un imbonitore che parlava + accompagnamento musicale
  • Vedute mono puntuali, cioè composte da una sola inquadratura

I pionieri cominciano a costruire dei cataloghi con all’interno le loro vedute che duravano un minuto. Queste vedute venivano proiettate nelle serate nei bar e attiravano molte folle; perciò, i cataloghi dovevano contenere molte vedute di modo da riempire una serata. Il cinema non era un’arte autonoma, dunque, venivano effettuati altri spettacoli di varietà (Variety Format).

1895: I Lumière inventano il cinematografo che proietta e riprende i filmati del loro catalogo. Il primo film ritraeva degli operai che uscivano dalle fabbriche dei Lumière. Il loro film più famoso viene proiettato nel 1896 al Gran Café di Parigi con pubblico pagante e ritraeva l’arrivo di un treno (inquadratura frontale e veduta mono puntuale). I due però non furono abili imprenditori e ben presto il boccino dell’avanzamento tecnologico passa a George Méliès e di nuovo a Edison, il quale assunse Edwin Porter. Quest’ultimo iniziò a filmare con vedute pluri puntuali (con più inquadrature). In Inghilterra, contemporaneamente si forma la scuola sperimentale di Brighton che fece il film Il Grande Boccone: il film narra di un borghese che non vuole essere ripreso, dunque si “mangia” la macchina. Esso comprende tre inquadrature: il borghese da lontano, poi si avvicina, “mangia” colui che riprende e poi si allontana nuovamente.

Questo film aveva:

  • Elementi di continuità: ripresa frontale
  • Elementi di discontinuità: primo piano di una persona che si avvicina alla macchina da presa, il che, per il pubblico, risultava un volto gigante quando veniva proiettato.

Il catalogo Lumière

Mandavano operatori a riprendere la vita reale. Alcune delle loro opere: Il Nilo, il Colosseo, Messina dopo una nevicata riprendono scene di vita quotidiana che fanno parte dell’iconosfera moderna e ciò era una grande attrattiva perché le persone che non potevano viaggiare e vedere paesi lontani, ci riuscivano grazie ai film. Successivamente si sviluppa una nuova tendenza: l’attualità ricostruita, ossia ricostruzioni di eventi realmente accaduti (una sorta di precursore del telegiornale). Questo risultava un’attrazione perché le persone erano sbalordite del fatto che era una ripresa dal vivo, non era importante se fosse realtà o finzione.

Méliès e Porter

Il cinema comincia a evolvere come linguaggio e lo fa principalmente con più inquadrature nelle vedute. In futuro si legherà la pluri puntualità ad una continuità logica. George Méliès ed Edwin Porter portano innovazioni rispettivamente in Francia e negli Stati Uniti. Ancora non si possono definire registi poiché i ruoli non sono definiti, potrebbero essere “proiezionisti”. I due hanno in comune il tentativo di estendere la durata delle vedute per raccontare una storia. Di Porter sono sopravvissuti solo due film:

  • Vita di un Pompiere Americano (1903), non c’è un vero e proprio racconto, si cerca di raccontare la vita dei pompieri attraverso una scenografia a set. Presenti anche trucchi cinematografici come la rappresentazione del sogno. Tuttavia ci sono anche errori di montaggio. Non ci sono primi piani, le inquadrature sono frontali, statiche e lunghe ed è assente una logica di successione del racconto. Si parla infatti di autarchia del quadro, cioè ogni inquadratura è autonoma (all’epoca non era un errore).
  • The Great Train Robbery (1903), narra di una rapina a bordo di un treno. È innovativa la presenza di un inseguimento e una sparatoria. Il film si conclude con un ballo finale dove si vedono figure colorate (molto probabilmente la pellicola era stata colorata a mano). L’ultima scena ritrae un uomo, in mezzo busto, che spara verso lo spettatore (a volte posta all’inizio del film), ciò non aveva funzione narrativa ma spettacolare.

Méliès, invece, era già un esponente del Teatro Magico; infatti, le sue scenografie sono fantastiche e molto elaborate e le adotta anche nei film. In passato veniva erroneamente definito come il primo regista di fantascienza, ma lo spettatore primitivo non riconosceva la differenza tra finzione e realtà nelle opere cinematografiche. Per molti studiosi, come Gaudreault, egli non è il primo cineasta ma l’ultimo illusionista teatrale poiché riempiva le sue opere con illusioni e animazioni. Méliès fonda la Star Films, da cui perviene il suo catalogo con i film Viaggio Intorno alla Terra e Viaggio sulla Luna.

Lezione 3

Nel cinema primitivo il linguaggio cinematografico non è ancora codificato, né come esperienza complessiva presente. I film, infatti, venivano proiettati nei bar, nei circhi o nei muri delle città e facevano parte dei Variety Format (Miriam Hansen) che accoglievano un pubblico maggiormente popolare.

Come si arriva al cinema di oggi?

Innanzitutto si evolve nel linguaggio, nei codici e nelle pratiche. Il protolinguaggio aveva, infatti, inquadrature autonome fisse (Porter). La concatenazione delle immagini comprende l’evoluzione del linguaggio cinematografico. Anche i modi di visione cambiano, il cinema è una delle tante attrazioni, ma successivamente questo diventerà l’unica attrazione per il pubblico. Bisogna capire questo passaggio.

Il Nickelodeon è una sorta di jukebox o flipper, esso si attivava con un nickel e faceva partire la proiezione di un film da vedere individualmente. Grazie a questo macchinario si sfruttavano i cataloghi dei pionieri del cinema primitivo.

Il sociologo Pierre Bourdieu studiò la formazione del gusto. Dai suoi studi emerse che per fare soldi non bastava intercettare le plebi, dove all’interno dei capannoni dei circhi Variety Format era pericoloso per il modo in cui la gente si comportava. Si arriva alla conclusione che per gli spettacoli bisognava attirare la borghesia, con sale cinematografiche buie dove si faceva una cernita delle persone paganti che entravano. Si doveva adattare il cinema al gusto borghese. Era importante standardizzare il gusto del cinema, che doveva essere conforme a quello della borghesia, ossia un gusto contemplativo. Bisognava offrire un luogo sicuro, con una modalità di condotta socialmente accettabile.

Le modalità di visione non sono neutre, non c’era più bisogno di sbalordire il pubblico. Il linguaggio dell’istituzione cinematografica doveva manipolare le menti dello spettatore, e lo doveva fare in modo gentile. Il potere del cinema diventa diffuso, orizzontale. Il codice di comportamento cinematografico si modifica morbidamente, il cinema diventa una macchina biopolitica. Negli ultimi anni il cinema primitivo è stato studiato per comprendere a livello sociologico l’evoluzione del comportamento umano.

Le ragioni dello sviluppo dello studio del cinema (film studies):

  • Istituzionalizzazione dei discorsi sul cinema
  • Una generazione di storici teoricamente influenzati dal boom della teoria subito precedente
  • Riscoperta del patrimonio storico sepolto
  • Alleanza tra ricercatori e archivisti

Evoluzione della modalità di visione

  • Proiezioni in piazza, bar, circhi, vaudeville
  • I Nickelodeon
  • Prime sale dedicate (1902) che si ispirano alle sale teatrali (si ragiona per analogia, dice Marie Douglas)
  • Anche i film stessi ci testimoniano questa evoluzione, il cinema comincia a parlare di sé stesso (Uncle Josh)

Uncle Josh (1903) dal catalogo Edison. In questo film, l’attore sta guardando i film del catalogo Edison, valore autopromozionale. È già un setting con una quinta con uno spettatore che reagisce ai vari film a cui assiste. Inizialmente rispetta il comportamento borghese, Uncle Josh non è uno spettatore borghese e quindi non adotta questo codice comportamentale. A un certo punto Josh distrugge il setting cinematografico e mostra il proiezionista dietro lo schermo. Vengono mostrati tutti gli elementi del cinema primitivo, richiamando più volte lo spettatore a reagire in modi diversi. Uncle Josh, infatti, è confuso e confonde il film per la realtà, questo lo porta a porre fine al setting. Questa rappresentazione è ambigua perché crea desiderio, genera, paura, rabbia e voglia di intervenire; in questa serie di emozioni, lo schermo è sempre diverso. Il film, descrivendo il comportamento dello spettatore, sta manipolando gli spettatori a livello biopolitico, influenzandoli a cambiare comportamento all’interno delle sale perché non adeguato. Questo film rappresenta un documento importante poiché tiene traccia visibile dei modi in cui il cinema delle origini lavora a disciplinare il proprio spettatore.

Oltre alle politiche urbane e distributive si evolve anche la costruzione dei film stessi. Méliès, è l’ultimo rappresentante, assieme a Porter, delle vedute animate. Il suo metodo di inquadratura è ancora primitivo. Viaggio sulla Luna (George Méliès): La prima scena è un quadro, seconda inquadratura con la costruzione del razzo, cambio inquadratura sui tetti delle città (ricostruzione fatta nello studio teatrale di Méliès), nella quarta inquadratura viene caricato e poi puntato, dopodiché viene lanciato. La visione diventa animata e inquadra la luna che si avvicina sempre di più (veduta dal razzo), poi il razzo atterra (errore di discontinuità). Ritornano le inquadrature statiche e lunghe tipiche dei Lumière ma cambia drasticamente la scenografia che diventa più elaborata.

Noel Burch distingue due modi di rappresentazione:

  • MRP: Metodo di rappresentazione primitivo
    • Autarchia del quadro, inquadrature autonome pluri o mono puntuali che non sono logicamente collegate tra loro;
    • Assenza di gerarchizzazione luminosa, non viene usata la luce per far vedere cos’è importante vedere, tutto è illuminato allo stesso modo;
    • Assenza di figura umana, nessuno è riconoscibile;
    • Lettura topologica, in virtù delle precedenti accezioni, lo spettatore è escluso da ciò che sta avvenendo nel film.
  • MRI: Metodo di rappresentazione istituzionale (dagli anni Dieci in poi)
    • Continuità, le scene hanno un senso logico e sono linearizzate una dietro l’altra;
    • Gerarchizzazione dello spazio, avviene attraverso l’uso della luce per evidenziare gli elementi importanti della scena (un esempio è Il giglio infranto di David Wark Griffith del 1919, è presente la vignettatura artistica, i personaggi sono in campo medio, i volti illuminati, sfondo immerso nel buio. È presente un’inquadratura di stabilizzazione, che evidenzia l’ambiente in cui si svolge la vicenda);
    • Selezione percettiva;
    • Figura umana, viene identificato il protagonista della storia. Si passa al cinema dell’integrazione narrativa.

È possibile che già da prima siano state effettuate queste nuove caratteristiche, come, ad esempio, la scena dell’inseguimento in più inquadrature (1903/4). Questo film è di Méliès, non ha errori di montaggio, ci sono diverse inquadrature e stacchi in campi diversi, prima a destra e poi a sinistra. Questo rappresenta pionieristicamente l’utilizzo del raccordo sul movimento. Non c’è più l’autarchia, le scene sono linearizzate.

Lezione 4

Cinema di integrazione narrativa

Cinema con immagini linearizzate, dove all’autarchia del quadro si succedono immagini in continuità (continuity), raccordo di movimento. Comincia ad avvenire già dai primi anni Dieci del Novecento, ma si sviluppa a pieno con Griffith. Il primo piano comincia ad essere utilizzato per riconoscere il soggetto protagonista. Questo tipo di realizzazione cinematografica viene adottata principalmente per adattare le opere letterarie, iniziò in Francia e si sviluppò anche in Italia. Ciò è innovativo poiché ancora il cinematografo non veniva considerato come arte, ma commercialmente abbindola anche gli autori letterari. Uno dei primi in Italia che adotta questa tendenza fu D’Annunzio. Ovviamente anche i metodi di rappresentazione cambiano poiché non avviene più nel circo, ma nei teatri migliori dell’epoca, con l’orchestra, e alle prime venivano invitati gli esponenti più importanti della borghesia.

Una persona che comprese la grande potenzialità artistica del cinema fu David W. Griffith che nel 1914 realizzò un film chiave nella storia del cinema come atto di autenticazione culturale: Birth Of A Nation. In Griffith è molto presente l’espressione del nuovo linguaggio cinematografico e il metodo istituzionale. È un cinema con alte ispirazioni etiche ed estetiche. Ci troviamo in una fase in cui il cinema cerca autenticazione sociale, politica ed estetica. Griffith, insieme a Charlie Chaplin, fonda la United Artists che si caratterizzava nella nobilizzazione dell’arte cinematografica. Nel film troviamo:

  • La capacità del linguaggio cinematografico di applicare i principi di rappresentazione istituzionale;
  • La volontà di trasformare il cinema in un mezzo nobile ed universale come la letteratura.

Già con le prime inquadrature si comprende l’evoluzione. L’incipit è essenziale, e ciò comprende anche i titoli di testa. Infatti questi ultimi riguardano informazioni sociali: meta-testuali, che comunicano informazioni sul “testo” che andiamo a vedere. È importante perché prima i film erano di dubbia paternità. Griffith si rende conto che per compiere il suo obiettivo era necessario specificare l’autorialità del film. Appare una seconda didascalia, detta di accompagnamento, che fornisce ulteriori dettagli e contesto sulla storia.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Riassunto esame Istituzioni e storia del cinema, Prof. Bisoni Claudio, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema e Star, P. Bertetto e R. Dyer Pag. 1 Riassunto esame Istituzioni e storia del cinema, Prof. Bisoni Claudio, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema e Star, P. Bertetto e R. Dyer Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni e storia del cinema, Prof. Bisoni Claudio, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema e Star, P. Bertetto e R. Dyer Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni e storia del cinema, Prof. Bisoni Claudio, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema e Star, P. Bertetto e R. Dyer Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni e storia del cinema, Prof. Bisoni Claudio, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema e Star, P. Bertetto e R. Dyer Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni e storia del cinema, Prof. Bisoni Claudio, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema e Star, P. Bertetto e R. Dyer Pag. 21
1 su 23
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludovicacolumbano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni e storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bisoni Claudio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community