Diritto pubblico
Stato
Territorio: l’area dello stato e il mare territoriale; e la zona economica esclusiva (ZEE)?
Cittadini: coloro che sono legati allo stato da un legame di cittadinanza.
Sovranità sul popolo, o meglio, deve essere sovrano dal punto di vista interno (lo stato che sanziona un cittadino) ma anche all’esterno (rapporti con gli altri stati).
- Il territorio non ha subito gravi cambiamenti. Sarebbe problematico un caso di questo tipo. Es: la Russia ha invaso un territorio di uno stato sovrano (Ucraina). Quest’ultimo ha perso sovranità in alcune aree del suo territorio.
- C’è un elemento di trasformazione del popolo: i cittadini italiani sono anche cittadini europei. I cittadini degli stati membri dell'UE sono cittadini della UE oltre che cittadini “nazionali”, con tutti i vantaggi del caso. Es: non esistono più i cambi valuta all’interno della Comunità.
- Anche la sovranità è cambiata: l’art. 11 della Costituzione. Battere moneta è la caratteristica principale caratterizzante della sovranità di uno stato. Es: film - Non ci resta che piangere. Lo stato italiano ha perso in sovranità ma guadagna in vari altri settori. La lira è una moneta debole, valida per chi esporta (pochi) ma problematica per chi importa (la maggior parte). Es: pensa ora con la crisi l’energia che si importa. È vero che la UE è molto puntigliosa e spesso ci dice cosa possiamo o cosa non possiamo fare. L’idea è questa: se fai parte di una famiglia indebitata e continua a farlo, le banche tolgono credito, i genitori non riescono a pagare l’università, la macchina ecc... Il debito deve essere sostenibile: lo stato garantisce i diritti sociali se ha i bilanci in regola. Es: durante il Covid l’Italia mandava i malati in Germania perché non era in grado di mantenere sotto controllo il debito e ha dovuto chiudere gli ospedali. Mario Draghi dice: se scappi dall’UE sei più autonomo. Ma essere più autonomo vuol dire anche essere solo di fronte ai colossi mondiali (Turchia, Cina, Russia, USA). L’Italia, da sola, potrebbe farlo?
Nascita dello stato
Lo stato è l’ordinamento giuridico sovrano, cioè a base territoriale dotato di un proprio apparato. È dunque costituito dall’elemento: personale (popolo), spaziale (territorio) e organizzativo (governo).
Il concetto di popolazione comprende tutti i soggetti stabilmente residenti a prescindere dalla cittadinanza.
Lo stato è un elemento di geopolitica del panorama sovranazionale dove una corte può dire che sta violando dei certi diritti. Gli stati che hanno sottoscritto la “Carta dei Diritti dell’Uomo” l’hanno fatto per la garanzia dei suoi cittadini.
La forma di stato
Per forma di stato, dal punto di vista dell’evoluzione storica, si intende il rapporto che c’è tra cittadino e apparati dello stato. Non è possibile vivere il giorno prima in uno stato liberale e il giorno dopo in uno stato sociale. La storia è importante.
La prima forma di stato che troviamo: stato feudale; questa è una sorta di contraddizione perché lo stato come lo intendiamo oggi nasce come figlio dello stato feudale. Per questo lo intendiamo come forma embrionale, dove si afferma un'organizzazione del potere che pone le basi per lo stato. La comunità degli individui si riunisce attorno al signore feudale. Erano piccole identità pseudo-statali: al centro il signore col castello (in posizione sopraelevata rispetto al territorio) e sotto vi era la comunità. Qui bisogna specificare che vi è un tipo di rapporto privato, contrattuale (come il contratto affittuario): la comunità si riunisce per chiedere sicurezza dal punto di vista interno ed esterno. Politica estera e politica di difesa. Il signore dà la garanzia di difesa dall’esterno ma chiede in cambio le prestazioni di lavoro. Appunto: un rapporto contrattuale, da considerare però come forma embrionale dello stato. Succede che queste città/stato si mettono insieme: in Gran Bretagna iniziano a riunirsi i signori feudali in alcuni consigli soprattutto quando il sovrano chiedeva tasse. Nuovo movimento: “No taxation without representation”. Nascono nel tardo medioevo i primi parlamenti, che in Gran Bretagna si chiamano House of Lord e House of Commons. Non dall’oggi al domani, ma in una lenta progressione si passa dallo stato feudale allo stato assoluto con una oligarchia dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. In questo caso il rapporto è di subordinazione dei cittadini nei confronti dell’autorità.
Lo stato assoluto si trasforma in stato di polizia: qui vengono riconosciuti dei diritti ma solo come “Gentil concessione” concessi da un tiranno che può in ogni momento ritirarli. Un primo passo che porterà poi al susseguirsi della storia. Dopodiché, il sovrano si affaccia al popolo e si presenta una classe nuova nota come Borghesia. Nella prima metà dell’800 la Borghesia chiede la Costituzione con l’affermazione dei diritti (che ovviamente interessavano solo la borghesia). Libertà economiche e dell’individuo in quanto tale. I sovrani concedono le costituzioni. Lo stato diventa liberale dove il principale attore è la borghesia: non è uno stato di massa ma con protagonisti elitari.
Sul finire dell’800, questo stato elitario non è più sufficiente: nel contesto sociale si affacciano le masse che chiedono spazio. Nel ‘900 le masse chiedono la rappresentanza, ottenendo prima il suffragio universale maschile e più tardi pure femminile. Cosa succede in un ascensore dove entrano 2000 persone? Trauma. Lo stato liberale non riusciva a dare risposta alle masse: sono così degenerati negli autoritarismi. Germania, Italia, Spagna e Portogallo… Nonostante questo c’era un grandissimo consenso. Nella seconda metà del ‘900 le masse vengono rappresentate da assemblee costituenti, che creano e scrivono in quei contesti lacerati e che devono rinascere le Costituzioni. I documenti solenni, precettivi e che vengono posti a base di una nuova forma di stato. Lo stato democratico pluralista. Ovvero che tra gli elementi fondati c’è la democrazia e il pluralismo.
Forme di governo
Che cosa sono e che cosa si intende? Evoluzione storica della forma di stato. Quando parliamo della forma di governo parlamentare non facciamo altro che studiare gli organi di vertice coinvolti: parlamento, governo e il presidente della repubblica. Inoltre dobbiamo capire qual è il rapporto tra questi organi che tra l’altro cambia nel corso della storia, soprattutto a seconda che sia uno stato totalitario o liberale.
Entriamo dunque nei singoli casi:
Feudale
È più una forma di stato embrionale in cui vige il rapporto privatistico di Do ut Des. Basato sulla contrattualità.
Stato assoluto
Vi è una coincidenza tra forma di stato e forma di governo. Qui abbiamo la prima forma di governo ove è presente - normalmente - la monarchia assoluta. È dunque assoluto perché rinnega la separazione dei poteri che verrà pretesa con le prime rivoluzioni liberali (Rivoluzione Francese). Gli organi di vertice sono sicuramente presentati da un monarca e i suoi fiduciari che eseguono compiti esecutivi. Oltre a questo avremo una sorta di consiglio che il monarca convoca per prendere le decisioni. Tutto questo però non scoraggia la totale concentrazione di potere nelle mani di un singolo uomo.
Stato di polizia
Nello stato di polizia il monarca si fa più vicino alle esigenze dei cittadini, cercando di garantirgli dei diritti, i quali però sono concessi e non conquistati. E così come sono stati concessi possono essere revocati. La tendenza è la progressiva limitazione/erosione del potere e allo stesso tempo l’aumento dei diritti degli individui. La monarchia assoluta diviene dunque sempre meno assoluta: i consigli assumono una struttura sempre più limitativa (in Gran Bretagna avviene progressivamente; in Francia con la rivoluzione). Le rivoluzioni a metà dell’800 (1848) affermano i parlamenti a seguito della specifica richiesta della borghesia allo scopo di limitare i poteri del sovrano. Si arriva così alla
Monarchia costituzionale
È una forma di governo importante, definita duale. Esso significa che vi sono due organi che hanno lo stesso peso nelle dinamiche istituzionali. Di fatti è essenziale dire che il nome deriva proprio dalla presenza di una costituzione. I monarchi concedono le costituzioni (4 marzo 1848 Carlo Alberto concede lo Statuto Albertino); ciò regola il monarca col governo e il parlamento. Questi due elementi duali devono rimanere in equilibrio: uno detiene il potere esecutivo e l’altro quello legislativo. In questa fase storica infatti, il potere giudiziario è detenuto dallo stesso potere esecutivo. Dunque, il monarca = potere esecutivo / parlamento = legislativo. Una prima distinzione dei poteri. Ma la classe borghese non si accontenta: vuole entrare in parlamento. Inoltre è pure scritto che gli stessi parlamenti possono modificare la costituzione: non è più solo il sovrano a poterlo fare. L’equilibrio però è temporale: la legittimazione democratica diretta l’ha il parlamento. La democrazia diviene dunque parlamentare.
Monarchia parlamentare
Due esempi di questo progressivo sbilanciamento a favore del parlamento. Lo Statuto Albertino prevedeva due camere: la camera alta (senato per la nobiltà e il clero) e la camera bassa (il corpo elettorale che era la borghesia). D’Azeglio viene nominato senatore a vita e contemporaneamente deputato. E con grande lungimiranza scelse il seggio da deputato (meno nobile) perché aveva capito che le dinamiche istituzionali non sarebbero passate dal senato ma dalla camera, con una legittimazione democratica diretta. Dopo pochi anni divenne così un uomo di spicco di quei governi. Normalmente i governi senza maggioranza chiedevano al re una nuova nomina dei senatori. Lo scopo era rinnovare i parlamentari al fine di avere una maggioranza. Ma nel 1853 Cavour decise di cambiare questa dinamica: fu il primo a chiedere di sciogliere la camera dei deputati e di ottenere non più al senato ma appunto alla camera una nuova maggioranza. La monarchia parlamentare significa che il governo continuava ad essere nominato dal re che però non aveva più la facoltà di scegliere a suo piacimento: doveva interpretare il sentore del parlamento, in particolare della camera bassa. Il monarca deve dunque tener conto degli orientamenti del parlamento: progressivamente il rapporto tra monarca e governo si attenua e se ne instaura uno migliore tra lo stesso governo e il parlamento. Non vi era comunque un vero e proprio voto di fiducia e di sfiducia (avrebbe messo in discussione l’operato del re) ma, per esempio, il presidente della camera doveva essere un rappresentante politico gradito dalla maggioranza parlamentare. In caso contrario, si intendeva come una sfiducia - implicita - come ugualmente per delle leggi (es: legge di bilancio). Si afferma in questo momento il rapporto fiduciario tra governo e parlamento: il monarca viene sempre più escluso, perché diviene sempre meno rappresentativo.
I monarchi odierni nel panorama politico, sono elementi di stabilità oltre che di importanza storico-culturale.
Stato autoritario
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Forme democratiche pluraliste
Parlamentare: anche laddove rimangono i monarchi. Nascono ancor prima le costituzioni democratiche pluraliste, che danno voce a tutta la società: non concesse ma votate (da assemblee costituenti rappresentanti di tutta la società). *2 giugno 1946 in Italia si vota per l’assemblea costituente, per la prima volta a suffragio universale maschile e femminile, e per il referendum monarchia/repubblica. La forma di governo parlamentare ha come elemento caratteristico il rapporto di fiducia, ovvero che lega il governo e il parlamento (potere esecutivo e legislativo). È però un enorme “contenitore” con diversi fenomeni storico-istituzionali, non sono dunque tutti uguali. Es: foto numeri stessi governi in Germania, in Italia e in Regno Unito (tutti parlamentari) :( È molto influenzata dal partito politico, ovvero l’attore principale delle forme di governo attuali. Ma a seconda del sistema partitico politico, il funzionamento della forma di governo parlamentare cambia. Perché in Germania e in UK sono forme di governo più stabili? Perché i partiti politici principali sono essenzialmente due (bipolarismo). Spesso, con l’emergere in UK del partito liberale, ci sono state grosse difficoltà che hanno portato a governi di coalizione. Quei partiti infatti sono molto ampi e molto inclusivi: nessuno si sognerebbe di mettere il proprio nome sulla lista del partito. Non possono dunque essere ampi e inclusivi, ma all’opposto sono stretti ed esclusivi.
Es: “L’ora più buia” - Churchill nell’ora più buia della guerra pone a capo di certi gabinetti i propri “nemici politici”. Il pluralismo viene dunque conservato. Le forme di sistema col sistema bipolare, garantiscono maggiore stabilità, oltre che alternanza tra maggioranza ed opposizione. Lo stesso giorno delle elezioni si può già essere a conoscenza di chi sarà al governo. La differenza però è che la forma bipartitico funziona dunque meglio a seconda dell’appena enunciato caso = il cosiddetto premierato. Mentre dove vi è un pluralismo partitico, la forma di governo parlamentare degenera nel parlamentarismo, non garantendo la governabilità (come nella cosiddetta “prima Repubblica” italiana). Nella cosiddetta Prima Repubblica, vi era un sistema elettorale di livello prettamente proporzionale. Dopo il 1993, con il cosiddetto Mattarellum, si passa ad un sistema elettorale bipolare: da una parte il centrodestra con Berlusconi, Fini, Casini e il centrosinistra con Amato, Prodi, Amato. Basta incidere sulla forma dei partiti per modificare la forma di governo. Tendenzialmente funziona meglio quando non c’è un sistema multipolare: in un sistema bipolare è già chiaro il giorno delle elezioni chi governerà. Nella forma di governo parlamentare, la maggioranza si forma per forza in parlamento: è una bestemmia pensare di non doversi alleare con nessuno. In Gran Bretagna vi è un sistema notevolmente bipolare: il Partito Laburista e il Partito Conservatore. Questo sistema non nasce come bipolare ma come conseguenza di varie vicende di coalizioni. Come in questo caso, il leader del partito diventa premier.
Nel tardo ‘800 e nei primi del ‘900 si è tentato di imitare il modello britannico: i vari esperti scrivono che si osservava proprio la Gran Bretagna ma si attuava con una connotazione francese. Peccato che la situazione in Francia era di tipo multipolare. Si arriva così ad un tipo di governo assembleare. Es: marzo 2018, Lega e M5S cercavano di fare un accordo di governo imitando la Germania, proprio come la Merkel fece con i leader del socialdemocratico. Come finì? In Germania durò l’intera legislatura, in Italia un anno. I patti vanno mantenuti per garantire stabilità.
Razionalizzazione delle forme di governo parlamentari
Ci si pone il tema della razionalizzazione delle forme di governo parlamentari: dal 1946 al 1993, in Italia tutti i governi avevano come partito centrale la DC. Ma vi era un’altissima instabilità dei governi perché era sufficiente una crisi interna al partito per far crollare tutto. Anche se era la classe politica che ha rifondato il paese dopo la IIWW, non vi è stata un’alternanza tra maggioranza e opposizione. In Germania, per esempio, nel 1949 si dà una costituzione ed adotta una forma di governo parlamentare ma razionalizzandola:
- Il Cancelliere viene eletto dal Bundestag (la camera bassa = camera dei deputati) a maggioranza assoluta. È già un elemento di stabilizzazione: non è il presidente della repubblica che interpreta la maggioranza ma è la maggioranza stessa.
- Sfiducia costruttiva, ovvero che il Bundestag può sfiduciare - a maggioranza assoluta - il Cancelliere ma ne deve eleggere un altro. Non si fanno crisi di governo al buio “sbolognando” al presidente della repubblica il lavoro sporco. Ha rafforzato il circuito di maggioranza parlamentare e il governo. Esclude il presidente della repubblica dalle dinamiche fiduciarie.
In Francia, con la IV costituzione adottata nel 1946 si dà una forma di governo che assomiglia a quella italiana della prima repubblica. Succede però che nel 1958 vi è una grossa riforma costituzionale riguardo alla forma di governo: attualmente vige in Francia una forma di governo semi-presidenziale. Non è però qualcosa che si avvicina al sistema presidenziale americano. È difatti una forma di razionalizzazione della forma parlamentare, in tutt’altra direzione da quella tedesca: introduce un presidente eletto direttamente dal corpo elettorale, che però è solo capo dello stato. Il presidente nomina dunque il capo del governo che però sarà subordinato al primo essendo di fatti un braccio destro. Es: Macron deve nominare un primo ministro (capo del governo) che deve avere la fiducia del parlamento. Ma in Europa, mentre in Italia non ci va Mattarella, per la Francia è Macron. È un sistema supportato dal doppio turno:
- Nel primo...
- Nel secondo vengono ammessi solo i primi due candidati più votati (Macron e Le Pen nel 2022) e chi vincerà avrà obbligatoriamente più del 50% dei consensi.
Questo però bipolarizza il sistema partitico: nel secondo turno ci...
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