Introduzione alla politica internazionale
Una trama del mondo: le relazioni internazionali M. Chiaruzzi 2022 Mondadori Università
Sicurezza globale: le nuove minacce P. Foradori e G. Giacomello. 2014 Il Mulino.
Collasso J. Diamond 2014 Feltrinelli
Armi, acciaio e malattie J. Diamond 1997 Feltrinelli
fabio.leone2@unibo.it
Esame scritto con 30 domande a risposta multipla
Politica: arte di trovare soluzioni
Politica = (non scienza esatta, né capacità) di trovare soluzioni a determinati problemi. Le diverse visioni comportano diverse soluzioni. Ciò vale dal punto di vista domestico e da quello internazionale:
- Politica nazionale — interna al Paese, composta da attori e partiti nazionali.
- Politica internazionale — esterna e superiore al Paese, perché raccoglie più Paesi, composta da attori esterni ai Paesi, che sono gli stessi attori.
Esiste dal 1919, prima cattedra alla University of Wales.
Discipline fondanti
Storia, diritto, filosofia, economia.
Problemi della politica internazionale
I problemi che la politica internazionale deve risolvere includono: extreme weather, livelihood crisis, climate action failure, social cohesion erosion, infectious diseases, mental health deterioration, cybersecurity failure, debt crises, digital inequality, asset bubble burst (dal più al meno preoccupante). Questi problemi sono basati sulla percezione di massa, quindi la loro posizione nei ranking cambia nel tempo; tuttavia, i problemi sono una costante, sono sempre gli stessi.
La politica internazionale, a differenza di quella nazionale, da cui assorbiamo nozioni anche inconsapevolmente, si allontana da noi. Esclusione di eventi particolarmente grandi (es Ucraina) non è vicina alla nostra percezione, è anche se ci sembrano estranei, prima o poi i problemi "vengono a bussare alla nostra porta" (in tempi diversi).
Attori della politica internazionale
Attori/Agenti della politica internazionale = coloro che agiscono a livello politico. Gli attori internazionali non sono solo di un tipo, quello di stato-sovrano, ma di più tipi, nonostante quello di tipo stato-sovrano sia ancora quello predominante; mentre a livello domestico gli attori agiscono a livello locale, a livello internazionale essi agiscono nello spazio comune (commons) a diversi attori internazionali. Lo spazio comune è il Pianeta Terra, le aree comuni sono i cieli, l’oceano, l’atmosfera o lo spazio terrestre, il cyberspazio.
Le risorse materiali sono limitate
Lo spazio comune è limitato: le risorse materiali sono limitate in termini relativi, alla dimensione della popolazione umana, non assoluti, nel senso in cui sono relative (+persone - risorse; - persone + risorse). La popolazione umana è iniziata a crescere con il passaggio dall’economia di sopravvivenza all’incremento di risorse, ciò perché prima la capacità di produrre energia e distribuire risorse era limitata; grazie all’accumulazione e all’aumento delle risorse, la popolazione è cresciuta esponenzialmente.
Malthus e il problema delle risorse
T. R. Malthus ha trattato per la prima volta in modo scientifico il problema, giungendo alla conclusione che l’aumento della produzione agricola è aritmetico, mentre quello umano è geometrico, esponenziale. A un certo punto della crescita lo scenario sarebbe disastroso. La teoria di Malthus è stata criticata, perché si può rendere più efficace la produzione delle risorse, grazie al progresso tecnologico e perché il tasso demografico varia. Tuttavia, ciò che Malthus dice non è del tutto sbagliato perché, anche se posso sfruttarle in modo efficiente, le risorse prima o poi finiscono comunque.
Il primo rapporto delle Nazioni Unite sulla popolazione mondiale, redatto negli anni '60, stima che se la popolazione cresce con lo stesso ritmo, prima o poi non ci saranno più risorse per tutti, anche perché a differenza di altre specie, la razza umana non ha limitazioni interne, intrinseche, al suo aumento demografico. In realtà, ad oggi, le Nazioni Unite danno uno scenario intermedio della crescita, equilibrio tra la crescita della popolazione umana e l’ambiente in cui vive: si assiste a una crescita smisurata e poi, nel momento in cui si raggiungono determinate condizioni di vita, a un livellamento della curva; l’Africa è l’unica area geografica dove la popolazione continua a salire.
L’impronta ecologica umana e l’Overshoot dimostrano che sono necessarie una terra e mezza per supportare l’umanità, quindi anche se siamo più efficienti consumiamo sempre più in fretta. Il vivere nello spazio limitato, con risorse sempre più limitate in relazione agli utenti del pianeta terra è un fatto oggettivo. Questi problemi, da soli, danno sfogo a due alternative:
- Cooperazione, si divide equamente la risorsa.
- Scontro, si ricorre alla forza per ottenerla: una soluzione. (+ raro a livello domestico).
Esistono però anche altri fattori, non oggettivi, immateriali, socialmente costruiti (sociale perché l’uomo ha bisogno di vivere in società, di stare in un gruppo), come religione, genere, nazionalità, cultura, lingua, razza. Essi complicano ulteriormente la situazione: quando si crea una società il gruppo si dà delle regole, finalizzate a preservare il gruppo; se a un certo punto le trasformiamo in oggettivo, qualcosa di immutabile e “calato dall’alto”, se le mettiamo in discussione nonostante originariamente siano state decise da noi, ciò porta a problemi di cooperazione enormi, perché non tutti sono d’accordo. I fattori socialmente costruiti sono infatti fondamentali per l’uomo, perché sono costitutivi all’identità e all’unicità dell’individuo.
Se si decide di vivere in società, è necessario accettare di condividere le regole interiorizzate, anche se socialmente costruite, limitando il proprio libero arbitrio. Affinché le regole vengano rispettate al fine di garantire la sopravvivenza della società, ogni società trova dei meccanismi e degli incaricati di riportare l’individuo nell’ambito delle regole di comportamento o a espellere l’individuo dalla società. È per esempio efficace creare una figura giudicante indipendente. Queste figure, individuate come “il Leviatano”, a livello internazionale non esistono.
Le relazioni internazionali sono state per anni chiamate relazioni interstatuali perché, per circa 300 anni, i principali attori internazionali sono stati gli Stati. Ora siamo in un periodo in cui ci sono anche altri attori, quindi le relazioni internazionali studiano i rapporti tra i diversi attori internazionali, per capire e spiegare i comportamenti degli attori.
Per fare ciò è necessario innanzitutto osservare i comportamenti, collocandosi in un certo livello di analisi: (I leader? La struttura politica interna? Il Sistema Internazionale nel suo insieme?). Waltz, in "L’Uomo, lo Stato e la Guerra" (1959), individua diversi livelli di analisi:
- Livello dell’individuo, dei leader, dei capi.
- Livello della struttura organizzativa dell’attore (livello domestico, statale, sociale).
- Livello del sistema nel suo insieme (interstatale, internazionale, sistemico).
- Livello globale.
Secondo Waltz, l’unico modo per capire il comportamento degli attori internazionali è guardare il sistema nella sua interezza (3), ad oggi è riconosciuto che ciascun livello offre dati utili all’osservazione. La teoria sociale di Waltz è così vincolata perché egli crede che i comportamenti dell’attore siano influenzati solo dall’ambiente in cui si muove; esiste un rapporto tra l’individuo, l’agente, e l’ambiente in cui opera, che influenza i comportamenti dell’attore. Non è possibile stabilire quale dei due sia più importante, la loro importanza cambia.
Osservando come gli attori internazionali si muovono nel sistema, si osserva innanzitutto che manca un’autorità superiore che faccia rispettare le regole e chi metterebbe in pratica la punizione/repressione: il sistema internazionale è un sistema anarchico, proprio perché non esiste un’autorità superiore che stabilisce, nel caso in cui i diritti di un attore vengano violati, la violazione e punisce chi ha violato. Il diritto internazionale stabilisce in realtà delle regole di base per una convivenza comune tra gli Stati, stabilendo cosa è giusto e cosa no dal punto di vista formale e non contenitivo (es: stabilisce che è necessario un ultimatum prima di dichiarare guerra, ma non si interessa del contenuto). Tuttavia non presenta autorità superiori, è orizzontale; secondo il diritto internazionale:
- De iure tutti gli Stati sono uguali.
- De facto non tutti gli Stati hanno lo stesso peso.
Anarchia e governance
Anarchia = assenza di un’autorità superiore che risolva i conflitti e favorisca la cooperazione. “Leviatano” di Hobbes, “Contratto Sociale” di Rousseau; il sistema tuttavia non crolla, perché, anche se non c’è un governo universale (Leviatano), esiste un sistema di governance.
- Governo = struttura gerarchica.
- Governance = struttura orizzontale, in cui tutti devono cooperare.
Per spiegare il comportamento degli attori, nel corso della storia umana si sono sviluppate diverse teorie, cioè spiegazioni che ipotizzo e testo sulla base delle osservazioni reali. Le teorie hanno poi dato luogo a scuole di pensiero diverse:
- Realismo e varianti
- Liberalismo (idealismo)
- Marxismo
- Costruttivismo
Ad oggi le scuole di pensiero non sono più divise, esiste un approccio pluralista per comprendere il perché delle azioni degli attori internazionali; ciò perché ogni scuola spiega solo una parte dei comportamenti degli attori.
Il realismo classico
La Guerra del Peloponneso. Scuola di pensiero più antica e longeva — Tucidide e Nascono poi diverse varianti: neorealismo (realismo sintetico di Waltz), realismo offensivo/difensivo. I principali esponenti sono Tucidide, Machiavelli, Hobbes, Locke.
Il realismo si concentra sullo stato come principale agente: il sistema internazionale come sistema anarchico: le risorse limitate, per cui gli attori competono, portano alla cooperazione o competizione internazionale. Anche paura, onore, interesse, elementi immateriali e socialmente costruiti, portano comunque alla competizione.
Si osserva poi l’uso della forza: tutti gli attori-Stato destinano una parte delle loro risorse materiali e immateriali, naturali o acquisite, nello strumento militare; dato che non c’è un’autorità superiore, se ritengo che un diritto fondamentale sia stato violato e non c’è nessuno che aggiusti il torto, nel sistema internazionale mi faccio giustizia da me attraverso uno strumento militare.
Il sistema, secondo i realisti, tende a raggiungere un equilibrio e riesce quindi a non crollare. Questo equilibrio è basato sulla distribuzione del potere (polarità): nessuno degli attori è così potente da sovrastare gli altri e si crea quindi un equilibrio di potenza.
- Balancing: quando un attore diventa troppo forte gli altri attori si coalizzano per fare da contrappeso.
- Bandwagoning: anche se si crea una coalizione altri attori possono “coalizzarsi” con l’attore potente.
In ogni caso esiste un equilibrio, un bilanciamento spontaneo, altri attori andranno a controbilanciare il bandwagoning in un processo circolare. Le due considerazioni sono vere ancora oggi, per il resto i realisti tendono ad esaltare la dimensione militare.
Morgenthau afferma che il potere è “moneta di scambio” delle relazioni internazionali. Il potere non è però una risorsa materiale e lo strumento militare come rappresentazione del potere è molto limitante, perché il potere è solo relazionale, è il risultato del rapporto tra due soggetti. Solo quando ho due soggetti animati vedo che uno ha potere sull’altro e così anche lo strumento militare ha dietro l’intenzione di usarlo sull’altro. Morgenthau non considera il potere solo come un elemento relazionale, ma anche come un obiettivo da raggiungere, che si può conquistare.
Nella storia recente si vedono diversi modelli di polarità (distribuzione del potere) nel sistema internazionale.
- Bipolare: (USA e URSS durante la Guerra Fredda)
- Unipolare: un attore al governo (USA dopo la Guerra Fredda); non così corretto, è meglio parlare di egemone, l’USA ha un’egemonia globale, non una unipolarità regionale.
- Multipolare: fase attuale, ogni attore ha un’egemonia locale/regionale. Questo sistema è instabile, è più facile trovare un accordo tra solo due potenze. Nella distribuzione del potere può esserci un attore egemone a livello regionale che, nella sua area geografica, tende ad aggregare a sé altri attori.
L’attore egemone può essere più o meno benevolo, sfruttando più o meno gli attori intorno a lui; con la sua presenza, c’è comunque il rischio che un altro attore, in un’altra area geografica, un attore non egemone, ma con la potenza in fase di crescita, diventi uno sfidante (Tucidide, Guerra del Peloponneso).
La transizione da egemone a sfidante può essere pacifica (Uk e USA tra i due conflitti mondiali) o meno, con lo scatenarsi di una guerra egemonica, in cui l’egemone decide di entrare in guerra con lo sfidante prima che egli arrivi al top della sua crescita (Trappola di Tucidide, Gilpin 1981). È sbagliato ragionare in termini deterministici sulla base di analogie storiche.
I liberali affermeranno che gli stati non sono attori unitari, ma sono composti da una varietà di gruppi sociali che spingono in direzioni diverse e non tutti vogliono lo scontro con gli altri stati. America vs Cina, International Security, articolo di Friedberg.
Per i realisti forza militare è sinonimo di potere. Essa è oggi direttamente proporzionale alla ricchezza della potenza che esprime quello strumento militare. Quando la forza non si basava sull’efficienza della forza, ma sulla quantità di uomini forti, avere una grande popolazione permetteva una maggiore forza militare. Quando questa caratteristica è diventata meno determinante, la forza della popolazione è stata meno importante.
I liberali credono che la qualità e l’efficienza della forza militare sia direttamente proporzionale al benessere economico dell’attore. Inoltre, essi credono che la capacità di un singolo attore di produrre benessere economico sia sinonimo di potenza.
I marxisti, d’accordo con i liberali, credono però che la ricchezza e il benessere siano influenzati dal controllo dei mezzi di produzione.
| Tipo di forza | Attori principali | Altri attori | Temi |
|---|---|---|---|
| Militare | Governi | Business privati | Sicurezza e difesa |
| Economica | Business privati | Governi | Finanza e mercato |
| Soft | Nessuno | ONG | Cultura |
| Business privati | - | Diritti umani | |
| Governi | - | Informazioni | |
| Intrattenimento | - |
Non c’è coincidenza tra Stato Forte e Potenza. Stato sovrano = ha istituzioni interne forti che garantiscono il funzionamento dell’attore stato al suo interno.
Dilemma della sicurezza
Cardine del realismo classico. Essendo in un’anarchia, ogni Stato deve pensare a sé stesso. Ciò perché, mancando un’autorità superiore, non ho certezza di come si comporteranno gli altri attori del sistema. Questa incertezza fa sì che, per garantirsi una maggiore sicurezza, ogni attore-stato tende a espandere lo strumento militare. Questo crea però ulteriore incertezza nel sistema: se, di fronte all’aumento delle spese militari dell’attore A:
- Lo stato B si difende e non aumenta la spesa, lo stato attore A potrebbe approfittarsi dello stato B.
- Lo stato B decide di aumentarle a sua volta, lo stato A potrebbe chiedersi se lo stato B vuole attaccarlo.
Cerchio di incertezze, dilemma della sicurezza, innescato dalla natura anarchica del sistema internazionale. Meccanismo di base alle corse agli armamenti. Esse vengono studiate attraverso vari modelli che derivano dalla teoria dei giochi, dalla teoria matematica.
Conclusione
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