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Ludovica Cascino A.A. 2023/2024

Scienza politica

19/9/23 - Lezione 1

Cos'è la scienza politica: oggetto e metodo

Oggetto: cosa è politica. Problemi di definizione: confini e autonomia di un sistema di azione con una logica distinta di funzionamento. Un lungo dibattito intorno a tale problema. Nell'ambito del corso presenteremo un approccio che definisce la politica partendo dalla nozione di potere. La politica nasce sempre per ottenere certezza.

Metodo: come studiare e analizzare la politica. Adozione del metodo scientifico basato sul controllo empirico delle ipotesi e delle teorie. L'adozione del metodo scientifico ha implicato il distacco dai modi tradizionali di studiare la politica: storia, filosofia, diritto.

La scienza politica cerca cosa c'è di generale in ogni fenomeno specifico, ad esempio quasi ogni rivoluzione si è sviluppata in una condizione di debolezza statale. Anche la nascita di un grande leader avviene nella storia in momenti di crisi e grandi cambiamenti sociali che hanno creato disorientamento.

Gli approcci tradizionali

  • Filosofico: orientamento normativo (deontologico) e non descrittivo/esplicativo.
  • Storico: orientamento idiografico (descrizione accurata di eventi unici in un determinato contesto di tempo e di spazio) e non nomotetico (volto alla ricerca di regolarità e uniformità empiriche o "leggi").
  • Giuridico: orientamento volto a riscontrare la corrispondenza tra norme e comportamenti e non a riscontrare la realtà effettiva anche al di là delle "forme" giuridico-istituzionali.

La nascita della scienza politica

Due eventi favoriscono il sorgere della disciplina:

  • Un fenomeno culturale = l'avvento del positivismo (applicazione del metodo delle scienze naturali allo studio dell'uomo e dei comportamenti sociali).
  • Un fenomeno sociale ed economico = l'avvento della società industriale e delle profonde trasformazioni che la hanno accompagnata (dissoluzione delle comunità tradizionali, urbanesimo, modernizzazione).

Difficoltà peculiari per lo sviluppo della scienza politica in Italia, nonostante la presenza di importanti precursori come Mosca (teorico delle classi politiche), Pareto e Michels (studiosi dei partiti e delle élites): prevalenza nella prima metà del '900 delle correnti idealiste (Croce e Gentile).

Lo sviluppo della moderna scienza politica avviene negli USA a partire dal secondo dopoguerra (anni '50).

21/9/23 - Lezione 2

Scienza e metodo scientifico

È fondamentale la conoscenza del metodo scientifico per evitare di cadere in trappole logiche. La scienza si basa su rigore logico: asserzioni, ipotesi e teorie devono seguire un metodo logico che evita sillogismi e conclusioni fallaci.

Concetti empirici

Le basi del metodo scientifico sono i concetti empirici: se non c'è un collegamento con l'empiria (dati e fenomeni osservabili), non siamo nell'ambito della scienza. Spesso i concetti che usiamo sono astratti, non hanno un referente empirico immediato, ad esempio la democrazia: non la vediamo, tocchiamo, dobbiamo tradurla in un qualcosa di più misurabile e osservabile.

Molti concetti (burocrazia, partiti) sono cose che non si vedono o toccano in sé, non sono fenomeni fisici, spesso i concetti usati nelle scienze sociali sono astratti e hanno bisogno di traduzioni in concetti semplici e osservabili (e misurabili) empiricamente.

Elementi costitutivi di un concetto

  • Il termine usato: democrazia, burocrazia, stato.
  • Il significato connesso: come si definisce la democrazia? Come un sistema politico con determinate caratteristiche.
  • Gli oggetti e referenti empirici: come capiamo se un sistema è una democrazia? Un concetto astratto ha bisogno di una traduzione più pratica.

Tale operazionalizzazione si definisce quando non ci sono concetti direttamente osservabili bisogna tradurre il concetto astratto in concetti che possono essere osservati, tale passaggio (astrazione > empiria) si compie tramite l'uso di indicatori empirici e definizioni operative: dobbiamo ad esempio tradurre il concetto generico di democrazia in concetti più specifici che si connettono a quello generale e che sono osservabili.

L'indicatore è espressione di un legame di rappresentanza semantica tra un concetto più generale e uno più specifico di cui possiamo dare una definizione operativa (che specifica procedure concrete e replicabili progettate per rappresentare un costrutto).

Il concetto più specifico può essere, cioè, espresso in una variabile direttamente rilevabile o attraverso una categorizzazione o classificazione qualitativa, oppure attraverso una misurazione numerica.

Esempio

Una variabile connessa al concetto di democrazia attraverso il concetto di categorizzazione o classificazione qualitativa è: esiste la libera elezione nel Paese? Questo si può constatare capendo se il voto è segreto, se i seggi sono liberi di persone che impongono la loro idea, se i leader di opposizione e altre persone che si oppongono al governo sono spesso arrestati, se c'è libertà di espressione, manifestazione. In certi Paesi si vede che queste caratteristiche mancano, il concetto di democrazia risulta sempre meno applicabile fino a scomparire.

Indicatori specifici e misurabili con numeri per misurare il benessere di un Paese (che è un concetto astratto) abbiamo degli indicatori, ad esempio, vedere quanti abitanti possono permettersi telefono, televisione e altri oggetti costosi, oppure vedere quante persone sono laureate, diplomate.

Che gli indicatori siano qualitativi o numerici, abbiamo la traduzione di un concetto astratto in concetti più empirici e quindi osservabili e misurabili (un esempio in politica è il calcolo dell'astensione).

Dobbiamo usare in modo rigoroso i concetti, essi devono essere chiari e avere dei referenti empirici, altrimenti le nostre teorie non sarebbero verificabili.

Indici

Nel caso di una definizione empirica di tipo quantitativo, invece, dall'indicatore si può anche giungere all'elaborazione di indici: espressioni numeriche che mettono insieme diverse variabili espresse numericamente (es. livello di istruzione, consumo di libri, quante macchine ci sono in un paese, PIL pro capite). Mettendo insieme questi indicatori possiamo ottenere degli indici (costruiti solo alla base di misurazioni quantitative).

È importante anche usare argomentazioni logicamente sostenibili = valide: è necessario introdurre alcuni elementi rudimentali di logica per evitare trappole in cui spesso si cade. Un argomento è valido quando, accettando le premesse, siamo obbligati dal punto di vista logico ad accettare le conclusioni. Un argomento non è valido quando, accettando le premesse, siamo liberi di accettare o rifiutare le conclusioni.

I sillogismi categorici

Un modo di rappresentare un argomento è il sillogismo categorico (Aristotele) che consiste in una premessa maggiore, una minore e una conclusione. Ecco quattro esempi di sillogismi categorici (due validi, due non):

  • Affermare antecedente: argomento VALIDO, sillogismo categorico corretto.
    • Premessa maggiore: Se P, allora Q.
    • Premessa minore: P.
    • Conclusione: pertanto Q.
    • Esempio specifico:
      • Premessa maggiore: se Paese ricco, allora democrazia.
      • Premessa minore: il Paese è ricco.
      • Conclusione: il Paese è democratico.
  • Negare antecedente: argomento NON VALIDO, sillogismo categorico scorretto.
    • Premessa maggiore: Se P, allora Q.
    • Premessa minore: no P.
    • Conclusione: pertanto no Q.
    • Esempio specifico:
      • Premessa maggiore: se Paese ricco, allora democrazia.
      • Premessa minore: il Paese non è ricco.
      • Conclusione: il Paese non sarà democratico.
  • Affermare conseguenza: argomento NON VALIDO, sillogismo categorico scorretto.
    • Premessa maggiore: Se P, allora Q.
    • Premessa minore: Q.
    • Conclusione: pertanto P.
    • Esempio specifico:
      • Premessa maggiore: se Paese ricco, allora democrazia.
      • Premessa minore: il Paese è democratico.
      • Conclusione: il Paese è ricco.
  • Negare conseguenza: argomento VALIDO, sillogismo categorico corretto.
    • Premessa maggiore: Se P, allora Q.
    • Premessa minore: no Q.
    • Conclusione: pertanto no P.
    • Esempio specifico:
      • Premessa maggiore: se Paese ricco, allora democrazia.
      • Premessa minore: il Paese non è una democrazia.
      • Conclusione: il Paese non è ricco.

Sul quarto sillogismo si basa la scienza moderna. Questo sillogismo è importante perché è il modo attraverso cui procede la verifica empirica di tutte le scienze mature (fisica, biologia, sociologia, scienza politica).

Affermare una conseguenza (terzo sillogismo) non è valido perché è come dire: se la nostra teoria è corretta, allora osserveremo l'implicazione I; osserviamo l'implicazione I, pertanto la nostra teoria è corretta. A primo impatto può sembrare sensato, perché è un ragionamento che segue la logica alla base dell'induttivismo; ma se la mia teoria è che il canto del gallo fa sorgere il sole, e ogni volta che il gallo canta sorge il sole (e succede ogni volta che osservo il gallo), sostenere che la mia teoria sia giusta è un errore.

Tacchino induttivista

Altro esempio: il tacchino induttivista: 364 giorni all'anno l'allevatore nutre il tacchino; la teoria dell'animale è che l'allevatore gli voglia bene, e la conferma alla sua teoria avviene ogni giorno quando l'allevatore lo nutre e lo accudisce; quando però arriva il giorno del ringraziamento il tacchino capisce di essere stato nutrito per essere più grasso e più buono da mangiare, non per affetto dell'allevatore.

Il ragionamento fallace del tacchino è quindi: se mi vuole bene mi nutre; mi nutre, di conseguenza mi vuole bene. Questo significa che avere tante conferme di una teoria non comporta per forza la validità della teoria stessa.

Qual è il modo corretto di formulare una teoria? È il quarto sillogismo: se la nostra teoria è corretta allora osserveremo l'implicazione I; non osserviamo l'implicazione I, pertanto la nostra teoria non è corretta.

Per chi ha una visione banale della scienza questo metodo è contro-intuitivo perché significa che una teoria per essere corretta dev'essere falsificabile: deve contenere delle implicazioni osservabili che la possano smentire.

Esempio: la teoria della relatività generale di Einstein

Lo scienziato dice che, se la sua teoria è vera, non può esistere nessuna materia che va ad una velocità superiore a quella della luce; finché questo elemento non interviene (un oggetto più veloce della luce), questa teoria è valida: ciò che Einstein fa è sfidare un fatto che può smentire la sua teoria, se questa viene smentita più volte allora cade: questo è il destino di ogni teoria scientifica seria.

Possiamo quindi sostenere che ogni teoria è per sua natura provvisoria (questo è accettato dalla stessa comunità scientifica); caratteristica fondamentale della teoria è quindi quella di indicare la presenza di fenomeni che, se si verificano, possono smentirla.

Nel caso dell'esempio su ricchezza del Paese e democrazia, la teoria dice che una condizione necessaria per la presenza di democrazia è la ricchezza del Paese, tale teoria dà una falsificazione: se si riesce a trovare un Paese ricco ma non democratico allora la teoria viene smentita.

Questa teoria è effettivamente sbagliata perché ci sono situazioni in cui la ricchezza di alcuni Paesi non solo non corrisponde alla presenza di democrazia, ma addirittura la ostacola (es. ricchezza di un Paese basata solo sulle materie prime come ad esempio il petrolio, questa ricchezza è ostile alla nascita di una democrazia).

Questo però non ci dice che la teoria è sbagliata in sé, ma che è probabilmente incompleta. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che il solo osservare alcune implicazioni previste non è sufficiente a rendere una teoria valida (è importante soprattutto stare attenti in politica).

Quindi è sbagliato dire che una teoria è provata dalle osservazioni, possiamo solo dire che è possibile riscontrare osservazioni che contraddicono la teoria.

Quindi il mito di una scienza infallibile che produce certezze e verità assolute, è un mito che gli stessi scienziati seri negano. La scienza è importante, produce conoscenze provvisorie, che sono meglio di niente, perché anche quella provvisorietà ci indica delle soluzioni plausibili (non saremmo andati sulla luna altrimenti).

Anche quelle teorie sulla cui base abbiamo costruito computer, aeroplani sono però destinate ad essere poi corrette e integrate da teorie migliori in futuro, il destino è quello di progredire sempre di più nelle nostre conoscenze. La bugia in politica è un fatto fisiologico e ci si difende essendo accorti e cauti grazie ad anticorpi quali la cultura e il metodo, il metodo che ci indica come selezionare le notizie e valutarne la fondatezza.

La scienza è definibile come il metodo critico per capire il mondo; le teorie devono essere falsificabili e riferibili a fenomeni osservabili.

Il metodo scientifico consiste in

  • Osservare il mondo e chiedersi il perché di un'osservazione.
  • Teorie e modelli: le teorie sono un insieme di affermazioni logicamente coerenti che ci dicono perché le cose osservate accadono. Modelli e teorie sono rappresentazioni semplificate del mondo il cui scopo non è descrivere, ma spiegare.
  • Implicazioni: formulare ipotesi che possono essere smentite.
  • Osservazione della realtà (test delle ipotesi): usare le osservazioni per distinguere due o più spiegazioni contraddittorie dello stesso fenomeno.
  • Valutazione: non potremo mai dire che una teoria è stata provata, solo che alcune teorie sono state avvalorate meglio di altre. Conta la severità dei test cui una teoria è stata sottoposta: più sono gli elementi testabili che possono smentire una teoria, più la teoria è robusta perché si espone a diverse sfide empiriche.

Miti da sfatare sulla scienza

  • La scienza conduce a verità certe e verificabili: non c'è nulla di certo.
  • La scienza è possibile solo con prove sperimentali: le teorie devono in realtà solo essere potenzialmente testabili.
  • La politica non può essere studiata in modo scientifico: in realtà è sufficiente che si generino ipotesi falsificabili.

25/9/23 - Lezione 3

Scienza politica e scienza economica

Scienza politica e scienza economica sono diverse ma interconnesse. Economia e politica si intrecciano molto tra loro: spesso i governi con le loro scelte diplomatiche indirizzano il destino economico dei Paesi. Sono molti i fattori esogeni che influenzano le discussioni politiche: la sfera politica è da pensare sempre come influenzata e influenzante altre sfere della società.

Bisogna però riconoscere la peculiarità del sistema di azione della politica, che ha comunque una sua logica propria (così come tutte le altre scienze): è un errore pensare che le logiche della politica siano sovrapponibili a quelle economiche e viceversa, sono cose diverse che possono intrecciarsi in alcuni casi, ma rimangono comunque distinte.

L'induttivismo

Primi passi della scienza politica:

  • Nasce negli anni '50 negli USA. Obiettivo: migliorare il processo decisionale pubblico dell'attività del governo (soprattutto per la politica estera). Tentativo di fondare una scienza basata sull'empiria.
  • Approccio induttivo: privilegia, come punto di partenza, i dati immediatamente osservabili: non si può fare scienza senza dati direttamente osservabili.
  • Approccio del comportamentismo: osservare fatti ripetuti e sulla loro base fornire delle generalizzazioni. Teoria costruita sulla base di osservazioni ricorrenti.

Tre ambiti principali su cui si è focalizzato il comportamentismo sono:

  • Il comportamento elettorale;
  • La partecipazione politica;
  • La socializzazione politica.

L'ossessione per l'empiria ha però portato anche dei problemi perché i progressi non nascono solo dalla generalizzazione di fatti osservabili (es. in fisica l'intuizione teorica precede le scoperte avvenute tramite fatti empirici).

Contributi sul comportamento elettorale

  • (1) Determinanti del voto, tre diversi approcci: legare la votazione alle appartenenze sociali (operai, imprenditori, età, sesso): secondo questo approccio, si può capire cosa le persone voteranno in base a dove abitano, alla loro età, al loro sesso. Questo approccio ha dei limiti: ad esempio non è sempre vero che gli operai votano le sinistre.
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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LudoCasci7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Cama Giampiero.
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