Soggetto e fantasia
È un testo di ricerca sperimentale perché mosso su diversi piani di indagine. Il problema mosso dal testo è quello presente in Ingold: il bisogno dell’essere umano di rimettere in piedi un rapporto, una relazione con il mondo. Ovvero di come vivere nel mondo.
Si riprende il filo della corrente del pensiero filosofico del '900 e si arriva alla proposta di realizzazione di nuove istituzioni sulla base della ri-determinazione del corpo umano, del “soggetto” contemporaneo, come effetto di fantasia e fattore di valorizzazione dei suoi contenuti di materialità, non soltanto semplicemente organica. Si arriva alla rappresentazione dell’umano come essere costituito fondamentalmente da fantasia.
Antropologia filosofica del '900
Per l’antropologia filosofica del '900 (a partire da Sheler, Anders ecc), l’uomo appare come oggetto/soggetto di analisi di studio di una modalità d’indagine chiamata antropologia filosofica o negativa, proprio per la situazione dell’uomo nel mondo. L’eccesso pulsionale si concretizza nell’immaginazione e troviamo 6 forme di immaginazione:
- Passiva: Idee, figure e immagini rispetto a situazioni passate importanti e significative.
- Riproduttiva: Senso riproduzione di movimenti che hanno avuto successo in passato.
- Ludica: Ci porta a ripetere ciò che in passato si era mostrato qualcosa di piacevole.
- Linguistica: Apprendimento della capacità linguistica accompagnata dall’immaginazione.
- Creazione attiva: Di rappresentazioni della realtà tramite linguaggio, parola associata immagini.
- Sociale (eccesso pulsionale): Permette agli esseri umani di caratterizzarci come esseri sociali.
Teoria del mondo percettivo e operativo
Si cita Uexküll con la teoria che mondo percettivo e operativo formano una totalità chiusa. Questa teoria è rivolta a scoprire come il territorio si trasforma. Egli vuole riscoprire una ricchezza straordinaria che ci sta intorno e che noi non riusciamo più ad afferrare, a comprendere. Siamo costretti ad improvvisare decisioni fondamentali perché il mondo è pieno di sorprese. Noi siamo costitutivamente aperti al mondo; questa è una ricchezza ma anche una condizione di pericolo, per questo siamo costretti a una continua vigilanza.
Equilibrio tra noi e il mondo
Gehlen dice che raggiungere un equilibrio tra noi e il mondo circostante è estremamente difficile, per questo motivo quando si raggiunge un equilibrio minimo bisogna fare il possibile per mantenerlo, perché consente di intervenire e di conservare la nostra vita.
Logica capitalistica e cooperazione
Si parla della logica capitalistica, si riflette il rapporto uomo-macchina e la cooperazione. L’uomo è un essere sociale e cooperare è un’espressione della facoltà propria; egli collabora per il futuro, nei rapporti produttivi di lavoro, nelle pratiche simboliche, comunicative e affettive. La cooperazione è la forma fondamentale del modo di produzione capitalistico entro cui si realizza lo svuotamento delle facoltà individuali e lo sfruttamento della forza-lavoro. È appunto la cooperazione a tracciare la via per il conseguimento di livelli di esistenza contraddistinti da più effettiva libertà, dal desiderio di vita.
Nesso uomo-capitale
Si riprende il nesso uomo-capitale: Secondo il ragionamento vi è l'idea di pensare/progettare al meglio, d...
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