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Regolamentazione e vigilanza degli intermediari finanziari

Quali sono le ragioni di un controllo sul sistema finanziario?

Il controllo sul sistema finanziario si giustifica nella necessità di correggere gli effetti di imperfezione e incompletezza del mercato. La regolamentazione interviene per aumentare l’informazione disponibile e disciplinare il comportamento degli intermediari finanziari. Sebbene i due termini siano utilizzati spesso come sinonimi, essi hanno accezioni differenti:

  • Per regolamentazione si intende l’insieme delle norme che disciplinano l’attività degli intermediari e il corretto funzionamento dei mercati.
  • Per vigilanza si intende l’attività di controllo svolta da Autorità dedicate per accertare l’effettiva applicazione delle norme.

Quali sono gli obiettivi della regolamentazione e della vigilanza sul sistema finanziario?

  • 1. Stabilità del sistema finanziario: garantire il corretto funzionamento del sistema finanziario in qualsiasi momento sia a livello micro che a livello macro economico. Si cerca quindi di garantire sempre la corretta liquidità e solvibilità, nonché di rispettare limiti all’assunzione dei rischi (sana e prudente gestione). A livello macroeconomico l’obiettivo della stabilità è necessario per evitare situazioni patologiche che portino a crisi sistemiche. Tutti gli intermediari finanziari, e in particolar modo le banche, sono soggette a varie tipologie di rischi:
    • A. Rischio di liquidità.
  • 2. Efficienza allocativa e tecnico-operativa. Con efficienza tecnico-operativa intendiamo l’efficienza che riguarda il singolo intermediario finanziario (corretta gestione). La banca nella sua gestione deve fare riguardo all’efficienza allocativa con particolare attenzione al rendimento e al rischio (a parità di rendimento la banca deve preferire l’impresa che ha un profilo di rischio minore).
  • 3. Trasparenza e correttezza dei comportamenti degli operatori finanziari. La necessità di garantire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli operatori finanziari si definisce nell’ambito della presenza di forti asimmetrie informative tra principal and agent. La natura di contraente debole dei risparmiatori e la forte componente fiduciaria presente in tutte le transazioni finanziarie determinano l’imposizione di regole di condotta che vadano a limitare i comportamenti opportunistici (insider trading e market abuse).

Modelli di vigilanza

Nel dibattito sulle modalità di esercizio del controllo e sul ruolo delle Autorità si contrappone l’approccio basato sulle regole e l’approccio basato sui principi. Nell’ordinamento europeo è stato adottato un approccio rules based oggetto di armonizzazione massima tra i paesi membri.

Una delle principali criticità relative all’esercizio della funzione di vigilanza risiede nelle necessità di adottare opportuni criteri per la ripartizione dei poteri e dei compiti tra le diverse autorità. La teoria ha identificato diversi modelli di vigilanza:

  • L’approccio più tradizionale è quello della vigilanza istituzionale o per soggetti, che segue la classica tripartizione del sistema finanziario per intermediari assicurativi, mobiliari e bancari. Tale modello di vigilanza risulta efficiente quando esistono confini netti e precisi tra i settori dell’intermediazione, in quanto riduce nettamente i costi della vigilanza. (Italia)
  • L’approccio della vigilanza per attività invece propone l’esistenza di una singola autorità per ogni attività finanziaria, indipendentemente dalla natura del soggetto che la svolge. Tale approccio può portare, però, alla mancanza di una visione d’insieme del soggetto e quindi all’impossibilità di cogliere segnali di allarme.
  • L’approccio della vigilanza per finalità prevede che a ogni autorità sia affidato il perseguimento di un singolo obiettivo specifico: stabilità, trasparenza e correttezza dei comportamenti. Tale modello può portare alla sovrapposizione dei controlli da parte di più autorità con conseguente duplicazione dei costi.
  • Il modello di vigilanza accentrata prevede, invece, un’autorità unica (one stop shopping) che si occupi di tutti gli intermediari, indipendentemente dall’attività svolta e dall’obiettivo di controllo. (Austria)
  • Infine, vi è il modello di controllo per funzioni, tale modello non ha ancora trovato applicazione in alcun sistema finanziario.

European system of financial supervision

Il sistema europeo di supervisione finanziaria (ESFS) consiste di una vigilanza macro e di una vigilanza micro-prudenziale. La vigilanza macroprudenziale è esercitata dall’ESRB (European Systemic Risk Board); la vigilanza microprudenziale è esercitata dal comitato congiunto di tre autorità di vigilanza europee: EBA (European Banking Authority), EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority) ed ESMA (European Securities and Markets Authority).

Mentre l’ESRB si occupa di monitorare i fenomeni potenzialmente in grado di produrre instabilità a livello sistemico, e interviene solamente emettendo allarmi e circolari; i tre organi della vigilanza microprudenziale operano nei settori delle analisi degli sviluppi intersettoriali, dei rischi e delle vulnerabilità per la stabilità finanziaria, dei servizi finanziari al dettaglio e delle questioni relative alla protezione dei consumatori e degli investitori e dei prodotti di investimento al dettaglio, della cibersicurezza, dei conglomerati finanziari, della contabilità e della revisione contabile. Le tre autorità di vigilanza microprudenziale si occupano anche di emanare la normativa di secondo livello (single rulebook1).

All’interno di questo board svolge un ruolo importante la Banca centrale europea, che tra le altre cose (tramite le sue braccia operative: le banche centrali) si occupa anche di aspetti microprudenziali.

La base del Sistema europeo di vigilanza finanziaria è costituita dalle autorità nazionali competenti (NCAs).

Le autorità di vigilanza in Italia

I principi della regolamentazione e l’assetto istituzionale delle Autorità di vigilanza in Italia sono disciplinati da alcuni testi normativi fondamentali ai quali si affianca la normativa secondaria. Tali testi sono:

  • TUB: disciplina l’attività di intermediazione creditizia svolta da banche e altri intermediari creditizi. Vengono definiti all’interno del TUB diversi principi che ci permettono di capire il ruolo delle autorità bancarie.
  • TUF: disciplina l’intermediazione mobiliare (servizi di investimento, gestione collettiva del risparmio e mercati mobiliari).
  • CAP: disciplina l’attività delle compagnie assicurative (ramo vita e ramo danni).
  • D. lgs. 252/2005: disciplina le forme di previdenza complementare e l’attività dei fondi pensione.

L’attuale modello di vigilanza può essere definito misto poiché alla tradizionale e storicamente prevalente vigilanza Banca d’Italia per soggetti, che si riflette in modo evidente nell’impatto normativo, si è progressivamente affiancata la logica per finalità pienamente realizzata solo per quanto riguarda il compito dell’intermediazione mobiliare e l’applicazione della normativa sulla concorrenza affidata all’AGCM. La fair play regulation è affidata alla CONSOB con riferimento a tutti i prodotti finanziari ivi compresi quelli emessi da banche e compagnie assicurative. COVIP IVASS.

1 Il termine single rulebook è stato coniato con riferimento alla necessità di disporre di un quadro regolamentare per il settore finanziario dell’Unione Europea, per rendere più efficace il funzionamento del mercato unico e garantire l’applicazione uniforme delle norme. La crisi finanziaria ha dimostrato che nei mercati finanziari integrati, in presenza di un’armonizzazione minima, le divergenze possono avere effetti dirompenti. L’impatto dei rischi spesso non è limitato all’interno dei confini nazionali, ma si può diffondere in tutto il mercato unico. Il corpus unico di norme mira a fornire un unico insieme di norme prudenziali armonizzate che le istituzioni in tutta l’Unione Europea devono rispettare.

CONSOB (Commissione nazionale per le società e la borsa)

  • La CONSOB si occupa di attività di regolamentazione e vigilanza sulle seguenti aree: mercati mobiliari, gestione collettiva del risparmio, informativa sui prodotti, offerte pubbliche di acquisto: emittenti, revisione legale, rating, antiriciclaggio e antiterrorismo.
  • Autorizza e vigila sulle società di gestione dei mercati.
  • Definisce gli obblighi informativi delle società quotate e vigila sul loro rispetto.
  • Vigila sulla trasparenza e correttezza degli intermediari mobiliari.
  • Autorizza la pubblicazione di prospetti informativi relativi alle offerte al pubblico di servizi finanziari.
  • Assicura l’ordinario svolgimento della negoziazione e identifica eventuali anomalie (insider trading e abusi di mercato).

IVASS

  • 2 Attività di regolamentazione e vigilanza delle imprese di assicurazione e riassicurazione.
  • Autorizza l’esercizio dell’attività assicurativa (gestisce e detiene l’albo delle imprese e dei gruppi e del Registro Unico degli intermediari assicurativi – RUI).
  • Effettua controlli sulla gestione tecnica, finanziaria e patrimoniale delle compagnie.
  • Gestisce la trasparenza dei rapporti tra imprese e assicurati.
  • Emana normativa secondaria di settore (regolamenti e circolari).

COVIP

  • Attività di vigilanza sul sistema dei fondi pensione.
  • Autorizza il fondo pensione all’esercizio della sua attività e cura l’albo dei fondi pensione.
  • Vigila sulla corretta gestione dei fondi e sulla loro trasparenza.
  • Formula proposte legislative in tema di previdenza complementare.
  • Esercita controlli sulle casse professionali private.

AGCM

  • Assicura l’accesso al mercato e la parità concorrenziale in nome della tutela dei consumatori e della libertà d’impresa.
  • Vigila sulle intese restrittive della concorrenza (attività di vigilanza congiunta tra Banca d’Italia e l’AGCM).
  • Vigila sugli abusi di posizione dominante.
  • Vigila sulle operazioni di concentrazione che creano o rafforzano una posizione dominante.
  • Ha competenze in materia di pratiche commerciali e pubblicità ingannevole.

Assetto delle autorità di vigilanza in Italia: obiettivi delle autorità di vigilanza bancaria

Stabilità Trasparenza e correttezza Tutela della concorrenza
Banche e intermediazione creditizia Banca d’Italia Banca d’Italia e CONSOB AGCM
Banche e intermediazione mobiliare Banca d’Italia CONSOB AGCM
Assicurazioni IVASS IVASS e CONSOB AGCM
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher miri_flower_01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Scannella Enzo.
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