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Il bilancio della banca

Le fonti normative sulla redazione del bilancio

Principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standards) / IFRS (International Financial Reporting Standards).

Regolamento (CE) n. 1606/2002: diretta applicazione degli IAS/IFRS in Europa. A partire dal 2002 si è stabilita la diretta applicazione dei principi contabili internazionali a tutta l’Unione Europea.

Circolare banca d’Italia n. 262/2005 – “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione”. La banca d’Italia definisce in maniera puntuale quali sono le informazioni da inserire nel bilancio.

Gli schemi di bilancio

  • Stato patrimoniale
  • Conto economico
  • Prospetto della redditività complessiva
  • Prospetto delle variazioni del patrimonio netto
  • Rendiconto finanziario
  • Nota integrativa

Corredato da:

  • Relazione sulla gestione. Per la relazione sulla gestione la banca ha un po’ più di libertà (mantenendo i contenuti minimi) rispetto agli altri schemi che sono standardizzati.

Lo stato patrimoniale: voci attivo

1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (VOCE 20)

Ci sono delle attività che generalmente la banca detiene per finalità di negoziazione in un orizzonte temporale piuttosto breve; le variazioni di prezzo di queste attività hanno un impatto sul bilancio molto diretto e veloce; dunque, per alcune tipologie di attività si è deciso di registrare le variazioni di fair value con un impatto diretto sul conto economico.

Altri tipi di attività per le quali la banca non ha ancora deciso se venderle o tenerle più a lungo, continuano ad essere valutate a fair value, ma le variazioni non vengono registrate direttamente a CE ma in una specifica voce dello SP che prende il nome di “riserva di valutazione” che si trova temporaneamente nel prospetto della redditività complessiva. Solo successivamente, nel momento in cui l’utile o perdita viene registrata in seguito alla vendita, transiterà a CE.

a) Attività detenute per la negoziazione: un’attività finanziaria (titoli di debito, titoli di capitale, finanziamenti, quote di OICR e derivati) è classificata come posseduta per la negoziazione se:

  • È acquisita principalmente al fine di essere venduta a breve;
  • Fa parte di un portafoglio di strumenti finanziari che sono gestiti congiuntamente e per il quale esiste una strategia volta al conseguimento di profitti nel breve periodo;
  • È un contratto derivato non designato nell’ambito di operazioni di copertura contabile, ivi compresi i derivati aventi fair value positivo incorporati in passività finanziarie diverse da quelle valutate al fair value con iscrizione degli effetti reddituali a conto economico.

Gli utili e le perdite realizzati sulla cessione o sul rimborso e gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle variazioni del fair value di strumenti appartenenti al portafoglio di negoziazione sono iscritti in conto economico nella voce “80. Risultato netto dell’attività di negoziazione”.

b) Attività finanziarie designate al fair value: le attività designate al fair value (titoli di debito e finanziamenti) con i risultati valutativi iscritti nel conto economico sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. fair value option) sul metodo di valutazione da utilizzare.

c) Le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (titoli di debito, titoli di capitale, quote di OICR e finanziamenti), ossia le attività finanziarie, diverse da quelle designate al fair value con impatto a conto economico, che non soddisfano i requisiti per la classificazione al costo ammortizzato, al fair value con impatto sulla redditività complessiva o che non hanno finalità di negoziazione.

2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (VOCE 30)

Nella presente voce figurano tutte le attività finanziarie (titoli di debito, titoli di capitale e finanziamenti) classificate nel portafoglio valutato al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Cambia solo la finalità per le quali sono detenute le stesse attività finanziarie della voce 20.

3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (VOCE 40)

All’interno della voce 40 si collocano tutti i crediti verso banche (conti correnti, depositi cauzionali, titoli di debito, ecc.) e crediti verso clienti (mutui, operazioni di leasing finanziario, operazioni di factoring, titoli di debito, ecc.) valutati con il criterio del costo ammortizzato. La voce 40 dal punto di vista quantitativo è una delle più importanti voci dello stato patrimoniale delle banche italiane (il 60% del totale attivo delle banche italiane si trova nella voce 40, le nostre banche sono banche universali ma una importante componente dei loro ricavi deriva dall’attività di banca commerciale, che raccoglie depositi presso la clientela e impiega le risorse attraverso varie forme tecniche, soprattutto attraverso crediti verso la clientela). In questa voce vengono raccolti solo fondi che producono interessi. La valutazione dei crediti e anche il loro impatto a conto economico scaturiscono da due processi:

  • L’applicazione del criterio del costo ammortizzato che consiste nell’adeguare di anno in anno l’originario valore di iscrizione attualizzando i futuri flussi di cassa in base al tasso di interesse effettivo calcolato al momento della prima iscrizione in bilancio.
  • La sottoposizione a impairment test e la conseguente rettifica di valore ove la qualità del credito abbia subito deterioramenti che possano portare a perdite durevoli di valore.

L’impairment test comporta una rettifica del valore del credito: occorre mettere a confronto l’originario valore di iscrizione in bilancio con il nuovo valore attuale dei minori flussi di cassa ora attesi. La differenza decurta il valore di iscrizione del credito fra le attività dello stato patrimoniale ed è portata in conto economico tra gli elementi negativi di reddito. Un eventuale successivo miglioramento della solvibilità del debitore che possa dar luogo a un integrale recupero o a una riduzione della rettifica porterà ad una ripresa di valore.

L’impairment test presenta tre diversi stadi:

  • Riguarda tutte le attività finanziarie per le quali non è stato rilevato un significativo aumento del rischio di credito.
  • Il secondo stadio riguarda tutte le attività finanziarie per le quali è stato rilevato un significativo aumento del...
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher miri_flower_01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Scannella Enzo.
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