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201. L’attività economica

Il bisogno è la questione fondamentale che muove l’attività economica. Rappresenta uno stato di insoddisfazione, malessere, inquietudine, in cui si sente la necessità di cambiare la propria situazione … divisi tra bisogni primari (respirare, mangiare, dormire, salute, relazioni interpersonali) e bisogni qualificati (posizionali, legati alla volontà di avere una certa posizione nell’organizzazione sociale, bisogni di giustizia…).

Il problema è che i bisogni sono tendenzialmente illimitati, le persone sono continuamente soggette a stati di insoddisfazione e bisogni (banalmente per i bisogni primari).

Lo stato di desiderio diventa bisogno che si colma con l’utilizzo di certi beni = risorse materiali o immateriali utili a soddisfare i bisogni umani che sono scarsi in natura.

La relazione critica che fa nascere l’economia è l’esigenza di collegare bisogni infiniti con beni finiti, fa muovere tutto il sistema economico … il pensiero economico evolve attorno a questo problema, collegamento tra bisogni e beni.

Economia diventa una scienza, che studia le soluzioni perseguite per trovare la migliore allocazione dei beni per il soddisfacimento dei bisogni … scienza umana, non esiste meglio in assoluto.

Il pensiero economico (o la scienza economica) si è sviluppato per coordinare al meglio, per trovare la migliore soluzione a questa relazione tra bisogni e beni. Ha sviluppato teorie modelli e strumenti basate su elementi il più possibili oggettivi o oggettivabili (informazioni documentabili, misurazioni dimostrabili, ipotesi verosimili) necessari a risolvere al meglio questo problema, non eliminabile.

Il mercato è un modello ideale dove il bisogno può incontrare la disponibilità di beni per trovare una soluzione ai problemi dei soggetti che manifestano il bisogno.

Notare all’origine del pensiero economico c’è la ricerca di una soluzione non solo “scientifica” (efficiente, che permette di arrivare al risultato) ma anche sociale, etica, equa.

Problemi di convenienza economica

I problemi dell’umanità sono quasi tutti economici … non nel senso stretto di soldi, ma di soddisfacimento di bisogni umani, risolti tramite l’utilizzo di certi beni.

Primi due problemi nell’Agenda 2030, obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’ONU, sono risolvere la povertà e la fame … problemi strettamente economici di distribuzione di ricchezza e beni alimentari.

Talvolta il bisogno non viene soddisfatto dall’utilizzo del bene in sé, ma dagli effetti che può portare (esempio distribuzione dei vaccini, il bisogno finale è quello della salute).

M. Pantaloni

I motivi, le sfumature dei bisogno sono diverse, ma accomunate dal fatto che dietro al bisogno, anche se di natura etica o solidaristica, spesso poi trova un problema di natura economica, che si risolve facendo attività economica.

Attività economica

Le attività economiche = azione che si fanno per coordinare beni e bisogni, possono essere di:

  • Produzione: prendere dei beni in uno stato non idoneo a risolvere il bisogno e trasformarli per renderli più idonei a soddisfare il bisogno.
  • Distribuzione/dono: cessione a titolo gratuito di beni a soggetti terzi.
  • Scambio: cessione controbilanciati da una cessione di un altro bene a cui viene riconosciuto lo stesso valore.

Tutte queste azioni e loro combinazioni (con possibili consumi strumentali) portano al consumo finale da parte di un soggetto che percepisce un certo bisogno.

Gli atti di scambio sono attività economiche con reciprocità condizionale = A cede a B un bene al fine che B dia a A un bene di valore pari, uno dei due beni nelle economie evolute è denaro.

Si ha lo scambio tra un bene materiale o immateriale e un bene-moneta a cui viene attribuito un valore uguale, inteso come valore di scambio, che si esplicita sul mercato (luogo dove gli scambi avvengono) con il sistema dei prezzi.

Ogni scambio genera una uguaglianza tra il valore di input e di output … se il prezzo richiesto non si allinea con il valore che gli attribuisco non comprerei, non farei lo scambio.

Si ha infine una disuguaglianza sul valore d’uso, valore soggettivo attribuito dal soggetto al bene in questione … nessuno scambio si muove se non perché potenzialmente capace di trovare un bene più idoneo a soddisfare il bisogno (scambio una cosa che ho doppia o in eccesso per una che mi manca, come negli scambi di figurine da bambini … valori oggettivi uguali ma valori soggettivi diversi).

La distribuzione funziona senza una logica di reciprocità condizionale ma con reciprocità relazionale, si dona un bene che serve all’altro, mossi da una relazione pre-esistente tra i soggetti, non guardando il singolo evento ma l’intera relazione.

Protopostulati dell’economia

Economia aziendale, scienza giovane formulata in Italia nel 1926 da Gino Zappa, professore alla regia scuola di commercio di Venezia (oggi Ca’ Foscari) … aprendo l’anno 1926-27 ha voluto unificare gli studi dell’azienda in una scienza unica.

All’economia aziendale (agli studi dei management accounting) le scienze economiche passano due protopostulati = affermazioni date di fatto, che non vengono discusse.

  • Scarsità dei beni in natura, il che genera problemi di convenienza economica, di allocazione dei beni (scegliere come utilizzare i beni scarsi per soddisfare solo una parte dei bisogni).
  • Razionalità dell’agire umano in campo economico, quando la persona sceglie lo fa in modo pragmatico, cercando di raggiungere una certa utilità, nell’affrontare problemi di convenienza economica la persona agisce cercando di massimizzare il ritorno di questi beni.

Attenzione utilità intesa come capacità di rispondere al bisogno, relativa al bisogno che ci siamo dati, non per forza di generare un vantaggio economico o razionale … la razionalità è:

  • Soggettiva (collocata nel contesto dei fini stabiliti dal soggetto, sceglie come allocare le proprie risorse sulla base dei propri fini personali).
  • Relativa (si sceglie la migliore opzione tra quelle effettivamente disponibili).
  • Limitata (alle informazioni di cui il soggetto decisione dispone).

L’economia deve assumere che dovendo scegliere tra due opzioni, i soggetti con le informazioni che dispongono scelgano quella più efficiente e efficace.

  • Efficiente = massimizza l’output dato un certo input / minimizza l’input dato un certo output.
  • Efficace = capace di risolvere il bisogno.

02. L’impresa e il mercato

L’impresa è la tipica forma organizzativa/azienda/attività economica organizzata.

Profit -> finalità (generare profitto, beneficio economicamente apprezzabile per se stessa … il suo obiettivo è soddisfare i bisogni dei soggetti che la istituiscono e governano).

Mercato -> opera sistematicamente nel e per il = sistema di attività economiche di scambio sia a monte che a valle … nel mercato (luogo ideale di incontro tra domanda e offerta) l’impresa trova i fattori produttivi di cui ha bisogno (si rivolge ai mercati di approvvigionamento per trovare i beni che le servono a sostenere la produzione) e cede i prodotti finiti (mercati di sbocco, dove cede i beni tramite azioni di scambio).

Questo fa sì che l’impresa abbia un sistema di scambi sia a monte che a valle che fa sì che tutto ciò che entra e esce sia quantificabile da valori di scambio.

Acquisisce materie prime input (quantità di moneta che cede ai fornitori).

Trasforma, fa trasformazioni di diversi tipi.

Cede il prodotto finito sul mercato output (quantità di moneta che ottiene dai clienti).

Il sistema viene mosso con il fine di ottenere un output maggiore dell’input, in una misura tale da soddisfare la governance.

Gli scambi nel mercato

Base delle rilevazioni contabili, processo da cui scaturiscono i dati significati per la vita dell’impresa.

A cede beni e servizi che B paga con una somma di denaro che si ritiene congrua, secondo le regole di quel mercato, in quel giorno, in quell’occasione.

Uguaglianza estrinseca, esplicita, tra valore dei beni/servizi e quantità di denaro ceduta determina il valore di scambio, permette l’oggettivazione di input e output dell’impresa tramite la determinazione del prezzo (= misura del valore di un bene o servizio espressa in termini di quantità di denaro che il contraente B deve cedere per ottenerlo).

Utile per determinare tutte le operazioni in entrata e uscita dell’attività aziendale.

L’impresa nel mercato

L'impresa che acquisisce input (fattori produttivi, che alimentano il processo produttivo) e cede i beni prodotti a altre imprese o consumatori finali (frutto della propria produzione).

Beni-fattore e beni-prodotto hanno una misura, data dal prezzo pagato o incassato per il bene, divisi in prezzi-ricavo ottenuti dalla cessione di beni e prezzi-costo ceduti per l’ottenimento di fattori.

L’impresa dura nel tempo se funziona la disuguaglianza tra le somme di prezzi-ricavo e di prezzi-costi, ossia se l’impresa crea nuovo valore, ossia se il suo processo produttivo genera beni o servizi ritenuti più idonei a soddisfare bisogni rispetto a materie prime e fattori produttivi originari.

L’impresa crea valore con il suo processo produttivo, con innovazione e evoluzione tecnologica ha trovato un nuovo prodotto, con un design migliore più leggero o resistente o apprezzabile … tutto ciò subordinato a dover trovare qualcuno disponibile a comprarlo e pagarne il prezzo, il prodotto deve incontrare il mercato e trovare una platea di acquirenti tale da reggere la disuguaglianza.

Prima crea valore potenziale, quando incontra il mercato manifesta il valore creato.

Lo studio dell’impresa dal punto di vista dell’economia aziendale, è più semplice e lineare nella metodologia, perché a differenza di altre forme organizzative (es organizzazioni non profit) l’impresa ha la caratteristica fondamentale di operare sempre nel e per il mercato, di esplicitare quindi tutte le sue operazioni con scambi con il mercato misurabili con prezzi, è possibile oggettivare gli scambi, individuarli, misurarli, dare loro un valore numerico, universale, facilmente leggibile indipendentemente dalla conoscenza approfondita della singola organizzazione … l’impresa diventa una sorta di tipo ideale di organizzazione economica, proprio perché è un esempio in cui tutto si esplicita attraverso scambi, più facilmente identificabile, può essere studiata meglio con gli strumenti dell’economia aziendale.

Laddove oltre a considerazioni economiche ne troviamo altre, es di tipo politico o sociale nelle aziende pubbliche o non profit, laddove non tutte le relazioni sono di scambio ma ne troviamo anche di distribuzione gratuita (non misurabili con l’oggettività degli scambi), tutto questo rende lo studio di queste organizzazioni meno puro dal punto di vista dell’economia aziendale, più complesso … le imprese sono un’espressione economica e sociale fondamentale, anello fondante della creazione del mercato.

Gli strumenti dell’economia aziendale sono meglio applicabili laddove l’attività economica è esclusiva o prevalente.

  • Impresa opera nel e per il mercato, input e output nel mercato attraverso scambi.
  • Obiettivi dei soggetti fondatori sono di natura prettamente economica.

= capacità dell’impresa di “fare bene il proprio lavoro” si misura nella capacità di creare una adeguata disuguaglianza tra i prezzi-ricavo e i prezzi-costi, di creare nuovo valore.

Attitudine dell’impresa di creare valore è fortemente legato alla capacità produttiva, al fatto che il prodotto fornito sia idoneo a soddisfare un certo bisogno, si possa.

Il processo produttivo è il cuore della produzione di valore da parte dell’impresa (è qui che mette la capacità tecnica, tecnologica, inventiva …) ma quel prodotto non vede riconosciuto il suo valore finché non incontra il mercato e ci trova qualcuno interessato, disponibile a pagarne il prezzo e comprarlo.

La razionalità del secondo protopostulato, quando viene trasferita nel governo dell’impresa e nelle sue decisioni, si concretizza in due principi di fondo, due binari sui quali deve correre il treno dell’impresa.

Efficienza = minimizzazione dell’input per un output/massimizzazione di un output per un input dato, principio prettamente economico, si occupa dell’utilizzo razionale delle risorse, nei mercati di approvvigionamento e nel processo produttivo.

Efficacia = capacità di soddisfare un bisogno-obiettivo, rivolto al mercato di riferimento, all’attrarre nuova clientela e fidelizzare la clientela presente, la creazione di valore è immagine del soddisfacimento di un bisogno.

Il problema economico è dato da risorse e bisogni, le prime sono viste nell’efficienza (ottimizzazione delle risorse), i secondi nell’efficacia (soddisfacimento dei bisogni).

La mission dell’impresa

Questa tensione continua a efficienza e efficacia fa intendere che l’obiettivo di fondo dell’impresa è quello di creare nuovo valore, individuando modi di produrre e distribuire i propri prodotti (business model) che siano in grado di creare nuovo valore, ossia di ottenere sul mercato un riconoscimento che permetta all’impresa di ottenere più risorse di quelle utilizzare per realizzare i prodotti. Quando si parla di obiettivo profit dell’impresa, obiettivo dato dai soggetti che l’hanno costituita (istituto sociale), si pensa che ad avere ricavi maggiori di costi, ma affinché non sia di breve periodo questa creazione di valore è la sintesi del fatto che l’impresa ha organizzato processi produttivi efficienti che si alimentano con procedure di approvvigionamento efficienti, rapporti stabili con fornitori, lavoratori, collaboratori e capacità di far comprendere ai clienti l’utilità del proprio prodotto.

Questo obiettivo è sempre di realizzazione eventuale e residuale, cioè arriva alla fine del processo, dopo aver apprezzato la capacità di vendere i prodotti e di pagare in modo giusto i fattori produttivi … non si pensa al profitto a tutti i costi (non pagando in modo corretto i lavoratori, vendendo prodotti di bassa qualità), ma la missione dell’impresa o obiettivo di fondo, relativo alla capacità di durare nel tempo, è di creare profitto perché è ciò che residua dalla disuguaglianza di costi e ricavi, sintesi numerica di una cosa molto più ampia, capacità di stare sul mercato, di soddisfare il bisogno, avere un processo produttivo creativo, d’innovativo, efficiente e di operare in modo corretto sui mercati di approvvigionamento … tutte queste cose solo la gestione dell’impresa e tendono alla creazione di nuovo valore, subordinato ad aver fatto tutto bene.

Questo dice anche che la mission è molto economica perché si misura in una differenza tra ricavi e costi, ma ha anche una dimensione sociale, sintesi di una serie di relazioni che sono di scambio ma contengono anche aspetti non strettamente economici (dimensione della fiducia orienta sia acquisti che vendite, rapporti fiduciari con fornitori e clienti) dimensione sociale.

Mission = insieme degli obiettivi a medio-lungo termine che l’impresa si dà = produzione di valore.

L’impresa e le sue relazioni

L'impresa è immersa nel mercato, e nel mercato ha una serie di relazioni.

L’impresa è un sistema di relazioni che si esplicitano in scambi.

Stakeholder

I diversi soggetti con i quali entra in relazione vengono definiti (portatori di interesse) = soggetto, istituzioni, imprese che a vario titolo sono coinvolte nell’attività dell’impresa, con essa scambiano direttamente o indirettamente, e hanno quindi un interesse a mantenere la relazione, interesse non solo economico o patrimoniale ma proprio di stare in relazione con l’impresa.

Sono tanti, diversi, con relazioni diverse:

  • Sistema istituzionale, reggono la comunità e il territorio in cui l’impresa si inserisce: Stato, regioni, enti pubblici, enti regolatori (autorità che si occupano di regolare il mercato). Hanno relazioni anche non soltanto economiche, regolano il sistema in cui opera, ma sono anche interlocutori di scambi perché molto spesso alcuni di questi enti hanno potere impositivo.
  • Mercati di approvvigionamento, dove incontra i propri fornitori di beni o servizi, persone o imprese che cedono a titolo oneroso beni o servizi necessari a alimentare il processo produttivo.
  • Mercati del lavoro, forniscono non beni o servizi ma il proprio lavoro, strettamente legati all’impresa: lavoratori dipendenti (stakeholder interni) o autonomi.
  • Mercati di sbocco, nei quali l’impresa cede i propri prodotti: clienti, che possono essere il consumatore finale (mercati di sbocco B-to-C, business to consumer) o altre imprese (mercati di sbocco B-to-B, il prodotto sarà un fattore produttivo per l’altra impresa), mercati fisici o telematici, mercati differenziati per target (mercati di massa o di nicchia).
  • Mercati di capitali, gli stakeholder sono i finanziatori, finanziatori molto particolari che invece di fornire beni o servizi, fattori produttivi direttamente collegati al processo produttivo, cedono a titolo oneroso una somma di denaro, invece di dare beni o servizi danno una somma di denaro in attesa di vederla restituita aumentata di un certo prezzo per il servizio: due tipi molto diversi per la relazione che instaurano con l’impresa, finanziatori con vincolo di prestito (intermediari finanziari, forniscono un bene particolare ma si comportano come gli altri fornitori, cedono un fattore produttivo e concordano un certo prezzo, solo che lo scambio non è t
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sebastianotronco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e contabilità d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Mion Giorgio.
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