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Attività economica di produzione

Attività economica di produzione che si attua con l’impiego di condizioni di produzione (fattori di produzione) = ogni elemento o circostanza che direttamente o indirettamente contribuisce a rendere possibile, facilitare o ostacolare la produzione economica dell’impresa → elementi materiali e non

  • Materie prime
  • Immobili, impianti, attrezzature
  • Beni pubblici

Ruolo fondamentale delle condizioni primarie di produzione che sono fondamentali per ogni impresa e hanno interessi economici primari nei confronti dell’impresa

  • Lavoro → di ogni specie
  • Capitale di risparmio → capitale di rischio

Fanno capo alle due categorie di persone che solitamente compongono il soggetto economico d’impresa → persone che hanno interessi economici primari nell’impresa

1.2 le persone e i gruppi di persone

Immagine dell’uomo oeconomicus (soggetto autonomo ed egoista orientato alla massimizzazione dei propri redditi e della propria ricchezza e perfettamente razionale) → formulare teorie generali molto rigorose anche se porta a ignorare alcune manifestazioni essenziali della realtà economica portando a proposte non corrette.

Importanza della persona nella sua totalità → ipotesi fondamentali

  • La persona svolge l’attività economica non come fine ma come mezzo
  • Le persone sono membri di gruppi di società umane
  • La razionalità individuale è limitata
  • Se il contesto è favorevole, si agisce secondo principi di solidarietà, lealtà e progresso

> Ampiezza nella visione della persona umana = analisi economica più compiuta

  • Le persone agiscono per massimizzare il proprio benessere individuale
  • Il loro comportamento è previdente e coerente nel tempo (razionale)
  • Le scelte delle persone sono influenzate da preferenze o gusti influenzati da:
    • Bisogni umani fondamentali
    • Caratteristiche dei beni e delle esperienze fruibili in un certo momento
    • Capitale personale (bagaglio di esperienze)
    • Capitale sociale → scelte delle altre persone che compongono la rete sociale, la singola persona ha poco potere di influenzare il proprio capitale sociale

Attività economica che comporta continue scelte e decisioni → studio dell’economia = studio delle scelte dei soggetti che svolgono l’attività economica.

Modello di razionalità assoluta

  • Il problema affrontato è perfettamente chiaro e così anche l’obiettivo
  • Sono immediatamente disponibili tutte le informazioni relative alle scelte alternative
  • Sono noti tutti i possibili futuri “stati del mondo”
  • Tutte le alternative sono simultaneamente confrontabili
  • Il decisore è unico e isolato
  • La persona sceglie l’alternativa migliore

Le persone scelgono secondo razionalità, ma è razionalità limitata e non perfetta.

Herbert Simon → modello di rappresentazione dei processi decisionali basato su processi iterativi e sequenziali

  • Il decisore parte da un certo numero di attese iniziali (aspettative)
  • Prima ricerca esplorativa → qualche possibile soluzione
  • Valuta le prime possibili soluzioni e ne confronta le caratteristiche con le sue attese → caratteristiche inferiori/superiori alle attese
  • Aggiustamento delle attese → al ribasso o al rialzo
  • Il decisore esamina altre possibili soluzioni
  • Le alternative vengono valutate una a una in sequenza
  • Il soggetto sceglie

Il problema, le soluzioni e le attese si mescolano → il processo e la scelta sono razionali ma è una razionalità limitata.

Le persone umane interagiscono tra loro per il perseguimento dei propri fini → forte influenza della società sul comportamento del singolo.

Gruppo sociale = società umana elementare (3-7 persone) che si forma spontaneamente, con persone che condividono gli stessi valori di fondo e che hanno un obiettivo comune, con una propria struttura sociale, regolato da norme e coeso (situazione di equilibrio).

Fitta rete di scambi in cui ciascuno ha intense e stabili relazioni con ciascun altro membro del gruppo → leader che lo guida.

Quando una persona entra a far parte di un gruppo il suo comportamento è fortemente influenzato da tale appartenenza → persona = centro di un sistema di aspettative di comportamento da parte degli altri soggetti (ruolo).

Gruppo in equilibrio se i ruoli sono complementari e non discordi.

Inclusione parziale in più gruppi (famiglia, lavoro, sport).

Insieme fondamentale di attese è quello che deriva “dall’organizzazione” = ruolo ufficiale previsto dalla struttura organizzativa formale.

Processi decisionali

Processi decisionali → decisioni da prendere che devono essere coordinate e coerenti, ma sono anche in concorrenza tra loro

  • Ogni processo decisionale richiede risorse (tempo e energia) che scarseggiano → alcuni processi decisionali sono avviati e conclusi mentre altri nemmeno avviati
  • Le scelte che scaturiscono dai processi decisionali comportano l’impiego delle stesse risorse → una scelta può essere incompatibile con le altre (es determinato capitale da investire di qua o di là)

Anche le soluzioni sono in concorrenza tra loro → diverse soluzioni per diversi schemi mentali.

Cohen, March, Olsen → modello delle decisioni organizzative = decisioni prese in tempi e luoghi chiamati “occasioni di decisione”.

Come contenitori in cui si fanno confluire persone, problemi e soluzioni → gli ingredienti si mischiano e quando i contenitori vengono svuotati si arriva alle scelte compiute.

Ciascuno porta dei problemi a cui attribuisce diversi gradi di priorità → si creano soluzioni anche non direttamente connesse a uno dei problemi che sono usciti.

Una certa scelta si compie se una soluzione viene presentata in modo compiuto e convincente come risposta a un problema considerato rilevante o urgente.

Necessità di fare in modo che le scelte individuali siano compatibili con gli obiettivi dell’organizzazione.

Le organizzazioni elaborano regole organizzative, procedure e routine → applicandole ciascuno riduce notevolmente la propria discrezionalità.

Ragion d’essere delle società umane e condizione essenziale per il loro funzionamento = cooperazione delle persone che ne fanno parte.

Cooperazione → rendita che è poi redistribuita tra i partecipanti (essi hanno così interesse a cooperare).

In teoria ciascuno dovrebbe poi essere ricompensato in proporzione all’aiuto che ha fornito, in pratica si incorre spesso in atteggiamenti opportunistici (es nelle relazioni di scambio tra le imprese).

I comportamenti opportunistici sono al contempo causa e effetto di relazioni di sfiducia tra le parti.

Costruzione di un rapporto di fiducia solo se c’è un’adozione ripetuta di comportamenti leali da entrambe le parti.

Teoria X e teoria Y

Teoria X → le persone attribuiscono al lavoro un carattere puramente strumentale rispetto all’ottenimento della retribuzione.

L’assetto organizzativo coerente con l’ipotesi negativa sulla natura umana causa esattamente i comportamenti previsti da tale ipotesi.

Teoria Y → le persone tendono spontaneamente ad assumere responsabilità e hanno per natura un atteggiamento di lealtà e impegno, identificandosi con l’azienda, i suoi obiettivi e la propria professione.

L’ipotesi si autoverifica → l’adozione della teoria è condizione essenziale per la realizzazione di assetti aziendali che favoriscono l’efficienza e la soddisfazione.

Comportamenti altruistici → possono essere perfettamente funzionali alla massimizzazione del benessere personale (es creare buone relazioni sociali o come mezzo di realizzazione di principi di giustizia, equità e progresso civile).

1.3 l’economia aziendale

Scienze economiche = attività di produzione e di consumo dei beni atti a soddisfare i bisogni delle persone

  • Economia politica → fenomeni economici propri dei grandi aggregati regionali, nazionali e internazionali
  • Economia aziendale → fenomeni economici nelle manifestazioni delle aziende singole

Elabora le conoscenze e le teorie economiche utili per il governo delle aziende di ogni ordine (4 istituti).

Ricerca di nuove e migliori modalità di svolgimento delle attività economiche → visione dinamica dei processi economici.

Processo dinamico su due livelli

  • Livello delle aziende → si esprimono le spinte e le capacità innovative delle singole persone
  • Livello degli organi di governo dei sistemi economici regionali, nazionali e internazionali

Oggetto proprio dell’economia aziendale = attività economiche svolte dalle aziende

  • L’economia aziendale ha per oggetto l’ordine economico di tutti gli istituti nei quali si svolgono significative attività di produzione e consumo di beni economici
  • 4 classi di istituti principali: famiglia, impresa, stato, istituti non profit
  • L’economia aziendale studia l’attuazione delle produzioni e dei consumi e i connessi processi di trasformazione tecnica, negoziazione, organizzazione, rilevazione e informazione
  • Il sistema degli accadimenti in azienda è ricollegabile ai grandi aggregati dei processi di gestione, organizzazione e di rilevazione e informazione
  • Necessarie le condizioni di produzione → grande importanza al lavoro e al capitale di risparmio
  • Produzione dei beni ≠ produzione di redditi → necessità di produzione dei beni secondo efficienza per un migliore risultato sui redditi
  • Importanza dei processi di innovazione delle modalità strutturali e tecniche di svolgimento dell’attività economica

Innovazione economica = ricerca di nuove e più convenienti modalità di svolgimento delle produzioni e dei consumi.

Principio fondamentale → utilizzo massimamente efficiente delle risorse scarse.

Massimizzare la disponibilità dei beni → cercare modalità più convenienti di svolgimento dell’attività economica.

Economia = anche la scienza dell’innovazione delle modalità di svolgimento dell’attività economica (≠ innovazione tecnologica).

Innovazione economica = fonte di progresso economico → base del progresso civile.

Capitolo 2: istituti, aziende e specializzazione economica

2.1. gli istituti

Art. 2555 c.c. «L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa».

Le persone si uniscono in società e aggregati umani per produrre risorse non attuabili come singoli e per soddisfare i propri bisogni di socialità.

Ogni società umana persegue il bene comune dei suoi membri → bene comune come prodotto della cooperazione societaria.

Azione coordinata in istituti che produce

  • Rendita organizzativa → produce un vantaggio economico dalla cooperazione intelligente tra più persone che condividono lo stesso fine

Vantaggio = frutto della cooperazione → ripartito tra i collaboratori.

  • Risultato residuale → frutto della cooperazione e dell’incertezza (positivo o negativo)

La decisione su come i guadagni siano distribuiti stabilisce la forma di governo dell’istituto.

Istituzioni = strutture relativamente stabili per i gruppi e per i singoli → regolati da norme.

Processo di istituzionalizzazione = processo per cui norme/comportamenti diventano di uso comune e vengono codificate.

In tutti gli istituti si svolge, in maniera diversa, l’attività economica → attività di produzione e consumo di beni economici.

L’economia aziendale ha per oggetto gli istituti in cui l’attività economica è particolarmente rilevante manifestandosi con evidenza ed intensità in ricavi, costi, consumi, risparmi, investimenti, movimenti monetari, rapporti di debito e di credito, patrimoni e capitali.

Imprese = istituto tipicamente economico.

Famiglia e istituti pubblici = caratteristiche di specie diversa.

Istituti non profit = di natura molto varia.

Azienda = ordine strettamente economico di un istituto.

4 classi di azienda per i 4 istituti

  • Azienda familiare di consumo e di gestione patrimoniale
  • Azienda di produzione
  • Azienda composta pubblica
  • Azienda non profit

Fine generale del soddisfacimento dei bisogni umani e mezzo comune dell’attività economica.

Sono differenti per i fini immediati e quindi per le loro strutture.

Importanti anche gli aggregati di aziende → insiemi di aziende avvinte da forti relazioni istituzionali (es consorzi d’impresa / associazioni in franchising = omogeneità).

2.2. le aziende, ordine economico degli istituti

Aziende familiari di consumo.

Famiglia → finalità dominante di ordine sociale, etico e religioso, ma anche fini economici per l’appagamento dei bisogni delle persone che la compongono.

Desiderio di soddisfacimento dei bisogni attuali e futuri dei membri della famiglia = interessi economici istituzionali.

Soddisfacimento di attese economiche di non membri della famiglia (es prestatori di lavoro per servizi domestici) = interessi economici non istituzionali.

Processi di consumo e processi di gestione patrimoniale → reddito.

Azienda di consumo combinata con la produzione di energia di lavoro e di studio.

Patrimonio = beni conferiti al momento della costituzione della famiglia + eredità + risparmi.

Redditi dal lavoro (in imprese o autonomo).

Partecipazione al finanziamento degli istituti pubblici con i tributi.

Risparmio = totale dei redditi – costi di consumo – tributi.

Aziende di produzione

Impresa = istituto economico-sociale con dominanti caratteri e finalità di tipo economico.

Fine economico immediato = produzione di rimunerazioni monetaria e di altra specie.

Interessi economici istituzionali → legati ai prestatori di lavoro di ogni tipo e ai conferenti di capitale risparmio sotto forma di capitale di rischio.

Rimunerazioni secondo combinazioni varie di stipendi (alimentano i redditi e i patrimoni delle famiglie).

Impresa → alla produzione economica corrisponde sistematicamente il formarsi di costi e ricavi unitari e di entrate e uscite di mezzi monetari.

(Non sono imprese gli istituti in cui la produzione economica ha valore marginale).

L’ordine strettamente economico dell’impresa è l’azienda di produzione.

Processi economici diversi per lo stesso fine → produzione di remunerazioni.

Prestazioni di lavoro con capitale di risparmio + tributi.

Aziende composte pubbliche

Famiglie e società di persone si riuniscono in comunità politiche internazionali = stato.

A lui è affidata la realizzazione del progresso sociale.

Istituti pubblici territoriali = processi economici fondamentali → finalità economiche rilevanti ma non dominanti.

Processi economici di produzione di beni (servizi) pubblici e di consumo degli stessi + connessi processi di raccolta dei tributi → aziende di produzione e di consumo.

Fini economici immediati → appagamento dei bisogni pubblici (tramite la produzione e consumo di servizi) e remunerazione dei prestatori di lavoro.

Istituti pubblici territoriali ≠ imprese pubbliche (= istituti di produzione il cui capitale è principalmente conferito da istituti pubblici → es poste italiane o trenitalia).

Aziende non profit

Istituti di natura privata in cui è vietata la distribuzione dell’utile tra le persone che esercitano il controllo sull’istituto.

Finalità di ordine sociale, morale e culturale → es volontariato.

Differenziazioni secondo l’analisi dei soggetti economici e il loro ruolo economico (chi fruisce dei beni e chi li finanzia).

La componente economica degli istituti nonprofit ha peso vario → es trascurabile in piccole associazioni culturali chiuse o rilevante in istituti pubblici ospedalieri.

Fine economico immediato = soddisfacimento di bisogni di alcune categorie di persone (es membri dell’associazione nelle associazioni chiuse) o la collettività.

Processi caratteristici = produzione di beni e raccolta di contributi privati sotto forma di donazioni e lavoro volontario.

Domande sulla specializzazione economica

  • Perché l’attività economica non è pienamente svolta nelle famiglie?

Fenomeno della specializzazione + limitata dimensione.

Specializzazione = > efficienza.

Volumi possibili in grandi imprese nettamente maggiori che all’interno di una famiglia → per la gran parte dei beni la produzione in scala familiare non è conveniente.

  • Perché i singoli non lavorano come singoli ma si aggregano in istituti?

L’integrazione nel mercato comporta costi di transazione (costi per negoziare e concludere un apposito contratto per ciascuna operazione di scambio).

Le parti scelgono di assoggettarsi alla stessa autorità per evitarli.

  • Perché non esiste una sola organizzazione che regola tutto?

Tentativi di attuazione di questo modello economico → si adottano soluzioni sovrasemplificanti e impropriamente uniformi, diffondendo il senso di iniquità e svanisce la motivazione al lavoro.

  • Perché gli istituti si differenziano in macroclassi?
    • Opportunità di sfruttare l’efficienza tipica delle imprese (per la massimizzazione del benessere individuale)
    • Necessità di interventi dello stato quando l’azione solo privata comporterebbe ingiustizie o iniquità
    • Opportunità di dare spazio a attività organizzate sulla base di scopi altruistici (es solidarietà) → istituti nonprofit
  • Perché dentro a ciascuna macroclasse ci sono realtà diverse fra loro?

Massimi gradi di varietà se si spinge all’adozione di forme differenti.

  • Differenze di prodotti e mercati che creano differenze nelle scelte di localizzazione, gestione, integrazione verticale ecc
  • Ricerca di vantaggi competitivi
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.corazzaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Castoldi Giorgio.
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