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Capitolo 1: L'azienda e l'ambiente

Definizione di economia aziendale

Economia aziendale: (Zappa) "scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, e cioè la scienza dell’amministrazione economica". La scienza economico-aziendale è: una scienza che ha come oggetto di studio l’azienda, una scienza economica perché studia i mezzi limitati in relazione ai molteplici bisogni economici, una scienza sociale (studia l’uomo e la società), una scienza empirica e anche generalizzante, perché individua leggi o principi generali validi per tutte le aziende.

L'economia aziendale può essere vista come scienza sociale: essa, infatti, studia come le relazioni tra agenti economici, ossia modelli di persone, coinvolti in attività di produzione o di scambio contribuiscono al loro benessere. Ogni scelta è condizionata dalla relazione con gli altri agenti.

L'economia aziendale, dunque, si occupa anche dello studio del comportamento umano, fondamentale perché in base a questo, le aziende scelgono cosa produrre e in quali settori investire per conseguire profitti.

Viene sottolineata l’importanza dell’uomo per la vita dell’azienda anche nella definizione data dal Maestro Gino Zappa, il quale definisce l’azienda come “istituto economico destinato a perdurare, che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione, la produzione o il consumo della ricchezza.”

Inoltre, i maestri non hanno teorizzato la massimizzazione del profitto come scopo aziendale, ma hanno sempre indicato come scopo la durabilità della vita dell'azienda che si ottiene mediante un equilibrio economico nel tempo che a sua volta porta alla creazione e all'accrescimento di valore.

La creazione di valore

Che finalità ha l’azienda? Due ipotesi: soddisfare i bisogni, idea che nasce nell’economia politica; nasce dalla scuola toscana, secondo la quale l’azienda ha come fine ultimo quello di vivere perseguendo un equilibrio economico durevole (di lungo periodo).

Le aziende creano due tipi di valore: quello economico (si rifà al concetto del ciclo della gestione che deve essere sostenibile, autosufficiente, deve autoalimentarsi) e quello sociale (esempio: apro un’azienda ad Altamura e per dare un impatto sociale positivo assumo dipendenti del posto).

Michael Porter è considerato il padre della teoria della creazione di valore. Egli la definisce in tre punti:

  • Che cos’è il valore? "L’azienda crea valore se soddisfa il cliente (e il potenziale cliente)"
  • Come si misura la creazione di valore? Come fa l’azienda a capire se sta creando valore (in senso economico)? Porter introduce lo strumento da utilizzare ovvero: il prezzo massimo che il cliente è disposto a pagare. È un parametro relativo perché incidono anche le due dimensioni: spazio e tempo (il prezzo che sono disposto a pagare varia a seconda del luogo in cui sono e del momento in cui sorge il bisogno). < Prezzo massimo=willingness to pay (propensione al consumo, espressione usata oggi) >
  • Dove si forma il valore nell’azienda? Porter introduce uno strumento chiamato catena del valore.

Il concetto di valore assume diverse sfaccettature a seconda del soggetto di riferimento. I soggetti interessati alla creazione di valore possono essere identificati in vari gruppi: azionisti, dipendenti, fornitori, clienti.

Per quanto riguarda gli azionisti, il valore è rappresentato dai dividendi che potranno percepire e dall’aumento del valore delle azioni da loro possedute.

Per i dipendenti il valore si traduce in stipendi percepiti ma anche sicurezza sul posto di lavoro o la continuità del rapporto lavorativo. Per i fornitori il valore si traduce nella certezza dei pagamenti.

Definizione di azienda

L’azienda si può definire come un’organizzazione economica che nasce dall’insieme di molti elementi combinati e coordinati per lo svolgimento di una determinata attività. L’azienda è un sistema poiché è composta da persone e risorse che sono coordinate in vista del raggiungimento di un obiettivo.

Il sistema azienda si può definire:

  • Aperto: nel senso che intrattiene relazioni con l’ambiente esterno
  • Complesso: è costituito da un gran numero di elementi, tra i quali si instaurano complicate relazioni
  • Dinamico: è soggetto a continui cambiamenti per adattarsi alle situazioni che si creano al suo interno e nell’ambiente esterno.

Analisi ambientale

L’ambiente è inteso come il contesto generale all’interno del quale l’azienda opera. Le decisioni aziendali sono influenzate dall’insieme di condizioni presenti nell’ambiente esterno. Le variabili ambientali esterne all’azienda rappresentano per la stessa sia dei vincoli che delle opportunità.

L’analisi dell’ambiente deve tendere ad individuare le caratteristiche dell’ambiente generale, che è formato da:

  • Ambiente fisico-naturale
  • Ambiente tecnologico
  • Ambiente sociale
  • Ambiente economico
  • Ambiente politico-legislativo

Si tratta quindi del macroambiente, il quale consiste delle più ampie forze sociali che esercitano la propria azione sull’intero complesso dei protagonisti del microambiente, cioè sul mercato del lavoro, sul mercato delle materie prime e sul mercato dei capitali.

Lo studio dell’ambiente macroeconomico richiede a sua volta l’analisi dell’ambiente politico-legislativo, di quello economico-sociale, e di quello culturale tecnologico.

L’analisi dell’ambiente politico: l’analisi dei riflessi che questa azione produce sui diversi soggetti e sul grado di autonomia degli stessi è di fondamentale importanza in un contesto organizzativo competitivo: ad un maggior grado di autonomia decisionale corrisponde una maggiore velocità di adattamento alle mutate esigenze o alle innovazioni tecnico-scientifiche e quindi maggiore flessibilità ed elasticità.

L’analisi dell’ambiente economico riguarda il sistema generale dell’economia e la struttura di un paese, che viene valutata in base a svariati indici, come il tasso d’incremento del prodotto nazionale lordo e del reddito nazionale, il reddito pro capite, l’indice dei prezzi generali, ecc.

Tuttavia, questa analisi si rivelerà insufficiente se non sarà supportata dall’individuazione di altri elementi, come l’evoluzione culturale e l’evoluzione tecnologica. Infatti, per conoscere le esigenze degli interlocutori sociali, è determinante la conoscenza del suo livello culturale e di innovazione tecnologica.

L’analisi dell’ambiente microeconomico si propone di individuare le caratteristiche dei protagonisti del settore nel quale l’istituzione opera: l’azienda stessa, i suoi clienti, i suoi fornitori, i suoi possibili concorrenti ed i finanziatori.

Un’analisi dell’ambiente socio-economico esterno e della sua possibile evoluzione, unita ad una valutazione chiara ed obiettiva della situazione interna, risulta essere l’elemento su cui si basa un’efficiente pianificazione strategica. Occorre precisare che le aziende operano in un ambiente eterogeneo, ragion per cui tanto più grande è il grado di diversità dell’ambiente, tanto maggiore è il grado di incertezza, d’instabilità e di imprevedibilità che ciascuna azienda deve affrontare.

Terminologia varia

Il Codice civile dà la definizione di imprenditore commerciale (art. 2082): È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Imprenditore agricolo (2135): colui che esercita un’attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali ed attività a queste connesse.

Dal punto di vista del diritto il bene è un qualcosa che può essere trasferibile da un soggetto A ad un soggetto B. Dal punto di vista economico il bene deve essere in grado di soddisfare ogni bisogno.

Nell’articolo 2555 del cc viene definito il concetto di azienda: L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Azienda e impresa sono due concetti che vanno tenuti distinti: l'azienda è il complesso dei beni impiegati nel processo produttivo aziendale da parte dell'imprenditore. L'impresa, invece, è l'attività legata all'azienda da un rapporto di mezzo a fine.

Classificazione delle aziende

La classificazione delle aziende può essere eseguita secondo svariati profili:

  • Economico-aziendale
  • Giuridico
  • Dimensionale

Secondo il profilo economico-aziendale si possono individuare tre tipologie di aziende in base alla funzione che esse svolgono:

  • Aziende di erogazione o consumo
  • Aziende di produzione o imprese
  • Aziende miste

Le aziende di consumo sono quelle che utilizzano in relazione a proprie finalità, i beni e servizi disponibili per il diretto soddisfacimento dei bisogni. L'azienda di produzione è un'azienda la cui produzione di beni e servizi è interamente presentata e scambiata sul mercato al fine di ottenere una remunerazione economica. L'azienda di produzione si contrappone al modello dell'azienda di consumo dove, viceversa, l'intera produzione è consumata all'interno dell'azienda stessa. Le aziende miste sono caratterizzate dalla duplice funzione, cioè sia il soddisfacimento dei bisogni di determinati soggetti, sia il soddisfacimento della domanda di mercato.

Sotto il profilo giuridico: L’attività aziendale può essere esercitata da una sola persona con ditta individuale, oppure da più persone formando una società. Nella ditta individuale non c’è separazione tra imprenditore e impresa e si costituisce chiedendo quella che viene definita partita IVA iscrivendosi alla camera di commercio. Nelle società la prima differenza è la pluralità dei soggetti, devono infatti essere presenti almeno due soci. Per costituire una società è necessario andare da un pubblico ufficiale (notaio) il quale certifica la nascita del soggetto giuridico. I soci devono firmare un contratto (l’atto costitutivo) e avere una certa somma di denaro.

Esistono diversi tipi di società, noi vedremo le società di persone e di capitali. Le società di persone sono: la società semplice (ss), la società in nome collettivo (snc) e la società in accomandita semplice (sas). Ciò che caratterizza questo tipo di società è principalmente l’autonomia patrimoniale imperfetta (i soci sono responsabili illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali), il fatto che si costituiscano mediante un contratto in forma scritta (atto pubblico) e che non sia richiesto un ammontare minimo del capitale. Le società di capitali sono: la società per azioni (spa), società in accomandita per azioni (sapa), società a responsabilità limitata (srl). Quest’ultime hanno un’autonoma personalità giuridica (essere titolare di diritti e doveri) e da ciò deriva un’autonomia patrimoniale ed economica perfetta (le società rispondono delle proprie obbligazioni verso terzi solamente con il loro patrimonio, i soci rispondono solo con quanto hanno apportato alla società). La differenza sostanziale sta quindi nell’autonomia patrimoniale delle due: se il patrimonio della società di persone non è sufficiente a risarcire i debiti, rispondono i soci (separazione patrimoniale tra socio e patrimonio è imperfetta); nella società di capitali la separazione patrimoniale è perfetta risponde dei debiti solo la società.

Sotto il profilo dimensionale: in base alla dimensione le aziende vengono classificate in piccole, medie e grandi. Per poter inquadrare un’azienda in una di queste configurazioni vengono utilizzati dei parametri quantitativi e qualitativi. I parametri qualitativi possono essere riferiti al numero di centri di profitto, oppure al livello di predominanza esercitato dall’azienda nel proprio settore. I parametri quantitativi possono essere identificati nel numero dei dipendenti o nel fatturato.

L’economia aziendale è una scienza sociale che studia la fenomenologia dell’azienda (non le politiche, ecc.). L’azienda è un sistema aperto e dinamico quindi studiamo anche le relazioni che le aziende hanno con il sistema ambiente, il sistema economico circostante (in particolar modo con i competitors, clienti, fornitori…).

L’economia aziendale si può vedere anche nella vita di tutti i giorni (noi non siamo solo persone ma ci possiamo vedere come consumatori all’interno di un sistema economico).

Capitolo 2: La corporate governance

Definizione di governance

La governance (governo dell’azienda) si riferisce all’insieme delle regole mediante le quali le società sono dirette e controllate. Essa si articola in tre livelli:

  • Proprietà, se si tratta di una s.p.a. si parla di azionisti, altrimenti di soci. I soci di una società si riuniscono nell’assemblea, l’organo democratico dove tutti i soci hanno diritto a partecipare. Si vota secondo la maggioranza, che dipende dalle quote che si ha.
  • L’amministrazione, che può essere affidata a due organismi: organismo collegiale che si chiama consiglio di amministrazione oppure all’amministratore unico
  • Gestione, che viene demandata ai manager.

Modelli di governance

La governance può essere analizzata sotto il punto di vista giuridico ed economico-aziendale. In termini di economia aziendale la Corporate Governance rappresenta un tema molto importante in quanto coinvolge la comprensione di molte problematiche fra cui:

  • La conformazione degli assetti proprietari e di governo dell’impresa
  • Le modalità con cui i processi decisionali conducono alla definizione delle strategie
  • L’identificazione dei soggetti in grado di esercitare realmente la governance

Vengono identificati tre modelli di governance:

  • Il modello imprenditoriale italiano è basato su imprese a conduzione familiare. Il limite di questo modello è che la famiglia, proprietaria dell’azienda, non si limita al fatto di essere titolare dell’azienda ma si spinge fino all’amministrazione della stessa, ciò può rappresentare un limite allo sviluppo dell’azienda. < il capitalismo familiare limita l’evoluzione ed è per questo motivo che si hanno molte piccole aziende. > Caratteristiche: la coincidenza tra proprietà e amministrazione permette velocità nel prendere decisioni; allo stesso tempo ci sono spesso vincoli finanziari con rischi di indebitamento elevato e vincoli manageriali.
  • La public company è il modello tipico del mondo anglosassone. Ciò che lo caratterizza è la netta separazione tra la proprietà ed il controllo in quanto la struttura azionaria è frammentata nelle mani di tanti investitori (frammentazione del capitale sociale valore delle azioni dell’azienda). È un’impresa con tanti soci (azionisti) comanda chi ha la maggioranza relativa della quota azionaria: se possiedo il 15% e gli altri una percentuale minore allora comando. Il governo dell’impresa è affidato a dei manager qualificati guidati dall’amministratore delegato. Aspetti positivi: non vi sono vincoli finanziari, governo affidato a manager specializzati e formati, elevata possibilità di frazionare il rischio di investimento mediante la diversificazione degli investimenti. Aspetti negativi: i manager tendono a massimizzare i propri obiettivi anziché quelli degli azionisti.
  • Il modello dell’impresa consociativa è tipico del mondo tedesco. La caratteristica di questo modello è la composizione della compagine proprietaria che consiste in due categorie di investitori: Gli azionisti costituiti da investitori istituzionali (banche, fondi di investimento o grandi imprese) che detengono singolarmente o tramite accordi il controllo dell’impresa, gli azionisti possessori di quote del capitale di proprietà come forma di investimento temporaneo nell’impresa. Una peculiarità di questo modello è il coinvolgimento nel processo decisionale di gruppi di stakeholders rilevanti per l’attività d’impresa, per esempio, i rappresentanti dei dipendenti dell’impresa. Aspetti positivi: stabilità, azionisti che hanno la possibilità di controllare il management, flessibilità finanziaria e facilità ad accedere al capitale a basso costo grazie alla presenza di investitori istituzionali. Aspetti negativi: atteggiamenti prudenti e protezionistici per limitare la concorrenza e per salvaguardare gli assetti consolidati al potere, lentezza decisionale.

Dal punto di vista giuridico, con la riforma del diritto societario del 2003, è stata ampliata la scelta dei modelli di governance. Accanto al modello tradizionale troviamo il modello monistico e il modello dualistico.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nuManuMaYe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Capocchi Alessandro.
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