Introduzione
1972 - MIT Boston. Aurelio Peccei, gruppo di riflessione, il Club di Roma. Commissionano al MIT uno studio chiamato “limiti dello sviluppo”. In sintesi, avvisava del collasso (= impossibilità per l’uomo di sopravvivere per mancanza delle condizioni, il punto di non ritorno, non riuscire a riequilibrare il tutto) del pianeta nel 2050 se si fossero mantenuti gli stessi ritmi produttivi e di vita. L’avviso viene ignorato.
Le nostre azioni possono incidere?
Si poiché si tratta di una questione di domanda-offerta. Quindi se tutti smettessero di comprare l’acqua in bottiglie di plastica, le industrie smetterebbero di produrle perché non sono più redditizie. Il nostro gesto individuale, con un minimo di coordinamento, forma quindi poi la domanda collettiva, molto più potente della singola azione.
Il problema di un cambiamento mondiale è anche la maggioranza delle autocrazie sulle democrazie, aspetto che impossibilita l’applicazione di una soluzione dalle linee generali su scala globale.
Importante: principi fondamentali della costituzione italiana
La sovranità popolare è limitata. Lo capiamo:
- Dall’articolo 1, ovvero la sovranità popolare è limitata dalla stessa costituzione.
- Dall’articolo 5, ossia limitata dalle autonomie locali, come i comuni. Questi enti hanno loro stesso una sovranità sebbene limitata.
- Dall’articolo 11 dove viene detto che la sovranità è limitata se necessario alla tutela della pace e giustizia delle nazioni. Questi limiti sono esterni, ad esempio l’ONU, la NATO, etc. si forma quindi una sovranità condivisa.
La sovranità popolare ormai non è quindi solo limitata ma anche condivisa e per capirlo dobbiamo leggere ed interpretare la costituzione.
Origine della nostra costituzione repubblicana
Assemblea costituente formata a suffragio universale (per la prima volta) (chiesta la maggiore età, 21 anni) nel 2 giugno 1946. In quella stessa data, attraverso un referendum, si votò anche per la scelta della monarchia o della democrazia.
Nel dicembre del 1947 viene approvata la carta della costituzione che entra in vigore nel 1 gennaio 1948.
Prima della Costituzione vi era lo statuto albertino, concesso dallo stato sabaudo ai suoi sudditi in risposta ai moti del ’48. La differenza tra lo statuto e la costituzione è quindi che la prima è stata una concessione dall’alto.
Gerarchia delle fonti
Nel diritto ci sono fonti del diritto diverse e ci sono fonti del diritto più importanti e meno importanti. In Italia in particolare ma in tutta l’Europa in realtà (ovvero laddove l’ordinamento si è sviluppato sulla civil law, la legge scritta, non come in Inghilterra dove c’è la common law) abbiamo un eccesso di normazione, si scrivono troppe norme, rendendone quindi difficile l’applicazione. Sarebbe meglio avere meno norme e più semplici, facilmente applicabili quindi, e soprattutto i destinatari le comprendono meglio e le applicano meglio. Questo problema si risolve in parte con la gerarchia delle fonti (soluzione solo in parte funzionante perché appunto bisognerebbe diminuire il numero delle norme).
Questo principio di gerarchia delle fonti consiste nel dare una gerarchia (decisa con delle convenzioni) alle norme giuridiche (diverso dalle norme sociali. Le sociali vengono dette “di buona educazione”, non sono obbligatorie da seguire mentre quelle giuridiche sono OBBLIGATORIE e PER TUTTI. La differenza più importante è però la presenza di una SANZIONE, presente per le norme giuridiche ma non per le sociali. Entrambe le norme possiedono un PRECETTO ovvero la descrizione di un comportamento. Anche le sanzioni possono essere di diverso tipo: penale, civile, reclusione, etc.)
Essendoci molte norme giuridiche si è quindi ritenuto necessario ordinale in base all’importanza: si è così creata una gerarchia delle fonti.
Concetto molto importante della gerarchia delle fonti
Nell’ambito delle norme, quelle più in alto sono più importanti. Ma tra di esse potrebbero nascere dei conflitti d’interesse, dando due risposte diverse. Quindi nel caso in cui le norme siano di livello gerarchico diverso prevale quello che sta nel gradino più in alto della scala gerarchica. Nel caso in cui siano sullo stesso gradino si applica il principio della successione delle leggi nel tempo.
Principio della successione delle leggi nel tempo
Norme che sono su livelli gerarchici diversi hanno una forza diversa. Tuttavia se sono sullo stesso livello si applica appunto il principio della successione delle leggi nel tempo, ovvero la norma più recente prevale sulla norma più vecchia.
Le leggi, quando vengono emanate, per definizione si applicano solo per il futuro, normalmente quindi non sono RETROATTIVE ma IRRETROATTIVE, ovvero si applicano solo per il futuro e non per il passato. Gli unici casi in cui esse sono retroattive è se volgono a favore dell’imputato (es. alleggerimento pene su certi reati).
Che cosa prevede questa gerarchia?
Bisogna immaginare la gerarchia come una scala. Ci sono quindi dei gradini che stabiliscono posti più in alto o più in basso. Questa scala prevede (dall’alto verso il basso):
- Costituzione repubblicana: la nostra costituzione è rigida, difficile da modificare, non come lo statuto albertino. La rigidità ha però anche un altro aspetto molto importante: i principi della costituzione devono essere rispettati da tutte le norme che stanno sotto. Per questo in Italia esiste un organo che ha il solo scopo di verificare la costituzionalità delle nuove norme: la Corte costituzionale.
- Norme Europee o diritto comunitario. Composto dal diritto comunitario originario (=i TRATTATI ISTITUTIVI) e dal diritto comunitario derivato (=DIRETTIVE emanate dagli organi della comunità europea). Quando l’unione europea emana una norma (anche se essa è immediatamente applicabile agli stati membri) possono poi richiedere un’applicazione dello stato membro, una riscrittura (dato che sono solo direttive comunitarie).
- Leggi statali o diritto nazionale: le leggi del parlamento e gli atti aventi potere di legge (i decreti-legge e decreti legislativi. Essi sono atti in cui il governo ha il potere legislativo) (decreto-legge: utilizzati nei casi di necessità ed urgenza. Si applicano nei momenti in cui si ha bisogno repentino di una legge. Es terremoti, Covid, …) (decreto legislativo: ipotesi in cui non c’è necessità o urgenza ma ipotesi dove la legislazione richiesta riguarda argomenti molto complessi che richiedono competenze tecniche particolari. In questo caso il parlamento riconosce il suo limite e delega al governo questo compito, attraverso una legge che determina i tempi e principi che devono essere rispettati es. codice degli appalti, testo unico dell’edilizia, …)
- Usi e consuetudini: le uniche fonti del diritto non scritte, tramandate. Hanno valenza solo se non sono contraddette da parola scritta.
Tripartizione del potere
Già teorizzata da Montesquieu:
- Legislativo
- Esecutivo
- Giudiziario
Articolo 5
“La nostra è una repubblica in cui c’è uno stato unico ed indivisibile”. Si è quindi voluto evidenziare il principio dell’unità nazionale. In questo articolo troviamo però detto anche l’esatto opposto. “Lo stato italiano riconosce e promuove le autonomie locali (regioni, comuni, città metropolitane, etc)”.
Procede poi ad illustrare come funzionano le autonomie locali. Non vi è contraddizione però perché le autonomie locali sono solo articolazioni dello stato.
Principio della competenza
Principio per il quale possono essere emanate norme che trovano valore solo nelle determinate aree in cui sono state emanate. Es: se la regione Lombardia emana una propria legge regionale, essa ha applicazione ed attuazione solo sul territorio lombardo. Le norme emanate da un’autorità territoriale trovano applicazione solo sul territorio corrispondente all’ente che l’ha emanato.
Principio della sussidiarietà verticale
Principio secondo il quale il conflitto tra cittadini deve sempre essere risolto dal livello di governo più vicino al cittadino, ovvero in prima battuta dal comune, se non ci riesce il comune dalla provincia, dalla regione, dal governo nazionale, dall’EU.
Principio di sussidiarietà orizzontale
Recupera.
Principio di sussidiarietà circolare
Avendo bisogno di tutti i livelli della sussidiarietà verticale e contemporaneamente della sussidiarietà orizzontale, è bene parlare della sussidiarietà circolare.
Principi fondamentali della costituzione italiana
Riassumendo, nel caso di conflitto tra norme ci si può destreggiare utilizzando:
- Principio della gerarchia delle fonti
- Principio della successione delle leggi del tempo
- Principio della competenza (territoriale)
La costituzione
Si suddivide in tre parti:
- I principi fondamentali (i primi 12 articoli)
- Diritti e doveri dei cittadini (parte prima)
- Ordinamento della repubblica (parte seconda)
- Gli ultimi due articoli (stabiliscono gli iter per la modifica della costituzione) (non possono essere modificati il fatto che l’Italia è una repubblica ed una democrazia)
Articolo 1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
La sovranità è popolare, modello scelto dall’Europa continentale in virtù delle conquiste ottenute secolo dopo secolo. Essa è però limitata. Einaudi (poi presidente della repubblica) parlava di pompa nefasta della sovranità assoluta, un atteggiamento pomposo ma senza sostanza, definita nefasta, riferita alla sovranità assoluta vissuta nel periodo fascista. Perciò erano da considerarsi migliori la sovranità popolare e la condivisa.
Articolo 2
“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle personalità, formazioni sociali ove si svolge la sua e richiede l’adempimento dei doveri solidarietà inderogabili di politica, economica e sociale.”
Diritti e doveri. Questo articolo va oltre lo statuto albertino perché parla anche dei doveri del cittadino stesso come il dovere di proteggere la patria, di pagare le tasse, etc. nella sostanza però sono più i diritti, logico se si pensa che la costituzione fu scritta dopo il fascismo, periodo in cui i diritti erano molto pochi. Uno stato che si pensi senza doveri è più favorevole a cadere sotto il rischio di un’autocrazia.
Articolo 3
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Da molti considerato l’articolo più importante poiché parla di uguaglianza (formale). Nelle democrazie si stabilisce che tutti siano uguali. Tuttavia in questo articolo dopo aver stabilito l’uguaglianza, si dichiara che la repubblica (stato e popolo stesso) ha un compito, ovvero quello di rimuovere ogni ostacolo all’uguaglianza. È quindi un valore aggiunto ad una normale dichiarazione di uguaglianza (es. l’istruzione pubblica, sanità, …).
Articolo 4
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Articolo interamente dedicato al lavoro. Uno dei punti più deboli della nostra costituzione in termini di attuazione. In Italia abbiamo un welfare state che assicura la sanità, la pensione, ...
Articolo 5
“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.”
Apparente contraddizione tra l’unicità della repubblica e le autonomie locali. Risolvibile col fatto che esse sono delle ramificazioni dell’autonomia centrale, promosse addirittura da essa.
Articolo 6
“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”
Promuove le minoranze linguistiche. È stata pensata nel 46 per motivi che non sono gli stessi di oggi.
-
Riassunto esame Diritto urbanistico, Prof. Della Scala Maria Grazia, libro consigliato Diritto per il governo del t…
-
Riassunto esame Diritto agrario dell'Unione Europea, Prof. Costantino Laura, libro consigliato Diritto agrario, Ger…
-
Riassunto esame Diritto urbanistico, prof. Simonati, libro consigliato Diritto urbanistico e delle opere pubbliche,…
-
Diritto urbanistico del territorio