Diritto urbanistico - libro: Lezioni di diritto pubblico del territorio
Costituzione della Repubblica italiana
Il diritto urbanistico ha carattere specialistico e prende parte del diritto privato e del diritto pubblico.
Gerarchia delle fonti: il diritto è fatto da innumerevoli norme, per evitare che alcune di queste non si possano applicare a causa del gran numero e per non ricadere nella confusione si gerarchizzano.
Al vertice della scala gerarchica c’è:
- Costituzione repubblicana: tutte le altre norme giuridiche (che sono al di sotto della Costituzione) devono necessariamente rispettare i principi costituzionali. I principi costituzionali non sono derogabili dalle altre norme. È al vertice e alla base di tutte le norme. Tutto il diritto italiano deve conformarsi ai principi costituzionali.
Prima della Costituzione repubblicana c’è stata un’altra costituzione: lo Statuto Albertino, che è stato la prima Carta costituzionale del Regno d’Italia. Quest’ultimo può essere considerato una costituzione di serie B perché è stato concesso dal re ai sudditi nel 1848, anno in cui si svolgono moti rivoluzionari che portano i sovrani a concedere ai sudditi delle costituzioni che dall’alto riconoscono alcuni diritti. Lo Statuto Albertino è concesso ai sudditi del Regno di Sardegna e poi, dal 1861, con la formazione del Regno d’Italia, esteso a tutta la penisola.
La Costituzione repubblicana ha origine dall’Assemblea costituente eletta il 2.06.1946 e nello stesso giorno vi è il referendum istituzionale per votare, per la prima volta anche le donne, che votano anche per i sindaci qualche mese prima => primo suffragio universale, tra monarchia e repubblica. Il 22 dicembre 1947 viene approvata e il 1° gennaio 1948 entra in vigore. Dai 21 anni tutti votano e sono considerati cittadini. La Costituzione fa un passo avanti, riconosce e garantisce i diritti ai cittadini, figlia dello stato sociale, mentre lo Statuto Albertino è figlio dello stato liberale.
Inoltre, la Costituzione repubblicana è rigida mentre lo Statuto è flessibile e può essere modificato da leggi ordinarie; invece, per modificare la Costituzione il processo è più complesso. Perciò lo Statuto è riuscito a sopravvivere al fascismo e alle leggi razziali firmate dal re e che negavano alcuni diritti espressi nel codice stesso. La Costituzione repubblicana si può modificare in seguito a 4 votazioni, in più tutte le norme che stanno gerarchicamente al di sotto della Costituzione devono rispettare ciò che è previsto dalla Carta costituzionale. Esiste anche una Corte costituzionale (=15 magistrati) che assieme al Presidente della Repubblica protegge la Costituzione e garantisce che tutte le leggi approvate la rispettino, altrimenti le leggi vengono abrogate dalla Corte costituzionale.
La Costituzione repubblicana è frutto dello “spirito costituente” che metteva assieme tutte le culture liberale, cattolica, socialista e comunista, spirito unitario di un popolo che si fa nazione, anche questo mancava nello Statuto Albertino. I rappresentanti eletti scrivono con lo spirito di mettere accordo tra le parti e non con spirito di prevaricazione. Si trova quindi un compromesso che porta alla votazione di questa dalla stragrande maggioranza.
Nel 2022 sono state fatte due modifiche della Costituzione che riguardano gli articoli 9 e 41. L’argomento introdotto è quello della tutela dell’ambiente che fino a quel momento non era stato discusso nella Costituzione. La Repubblica tutela l’ambiente e l’ecosistema nell’interesse delle nuove generazioni, quindi la tutela è attuata sia per un miglioramento delle condizioni attuali sia per garantire un futuro migliore dal punto di vista ambientale per le nuove generazioni.
Origini della Costituzione repubblicana
Giocano un ruolo fondamentale la Resistenza e lo sbarco degli americani in Sicilia. A settembre del 1943 l’Italia firma l’armistizio e si spacca in due, in realtà era una resa incondizionata. Nel 1945 si ha un altro punto di svolta: la fine della guerra segna la “fine” del fascismo.
L’origine formale della Costituzione è il 2.06.1946 con le elezioni.
La Costituzione repubblicana comunque affonda le sue radici anche nello Statuto Albertino, per quanto imperfetto fosse. Già Mazzini nel 1830 parlava di Giovine Italia e Giovine Europa. La vera origine della Costituzione repubblicana è nella costituzione romana: nel 1848 il Papa-Re viene cacciato dai romani che provano a lanciare il progetto dell’unificazione d’Italia da Roma e fondano la costituzione romana. Anche Garibaldi e Mazzini accorrono a Roma per scrivere la Costituzione che resterà in vigore per un solo mese, poi saranno sconfitti da altri eserciti. Questa Costituzione viene già fatta votare dal popolo; tra gli autori di questa Costituzione c’è Mameli che morirà a Roma combattendo in questa occasione.
Un ruolo fondamentale è giocato dalla Resistenza. Nello stesso momento l’Italia cambia alleanza dai fascisti agli americani; dopo l’armistizio del 9.09.1943 l’Italia si spacca in due e i non fascisti iniziano a parlare. I nazifascisti rispondono con la politica del terrore così da bloccare, con stragi di italiani per mano appunto dei nazifascisti, i movimenti antifascisti. 5872 stragi sparse in tutte le regioni d’Italia, Sardegna esclusa, oggi dimenticate.
L’effetto della Resistenza è duplice: da una parte la liberazione che festeggiamo il 25 aprile, e il permesso concesso dagli americani di andare a votare il 2.06.1946, permesso infatti revocato alla Germania in cui vi erano state solo piccole forme di Resistenza poco efficaci. La ricompensa americana per l’aiuto e le lotte affrontate negli ultimi due anni di guerra è la concessione di scegliere da soli il nostro governo, nonostante la guerra fosse stata persa e per 20 anni fossimo stati dalla parte del torto. All’origine della Costituzione repubblicana ci sono quindi gli eventi del triennio che va dal 1943 al 1946.
Differenza tra norma giuridica e norma sociale
La norma giuridica si compone di un precetto (=descrizione del comportamento da seguire) e una sanzione che scatta quando il precetto non è rispettato; invece la norma sociale no. La norma sociale ha carattere morale e non è sanzionata (buon senso). La sanzione della norma giuridica può essere amministrativa, civile, risarcitoria o penale che comporta la limitazione della libertà personale (in alcuni casi, non in Italia, si arriva alla privazione della vita).
Alcune norme non sono precettive, ma programmatiche, che sono per esempio quelle contenute nella Costituzione: non prevedono sanzioni, ma fondano dei principi che hanno intrinsechi dei principi sui cui si fondano le norme gerarchicamente inferiori. I principi fondamentali della nostra Costituzione sono contenuti nei primi 12 articoli (leggili di nuovo) e anche nei successivi non vi sono sanzioni ma solo programmi ancora da attuare in larga parte.
La Costituzione, risultato di un anno e mezzo di emendamenti (=formule di modifica della Costituzione) che finiscono nel 22.12.1947, è divisa in:
- Principi fondamentali: primi 12 articoli.
- Articoli inerenti ai diritti e doveri dei cittadini (più diritti che doveri, questi ultimi vanno rispettati per permettere alla Repubblica di garantire i diritti) artt. 13-54 che trattano di: rapporti civili, rapporti etico-sociali, rapporti economici, rapporti politici. => Parte Prima.
- Ordinamento della Repubblica: descrizione del funzionamento di tutti gli organi costituzionali a partire dal Parlamento, il Governo, la magistratura, le regioni… => Parte Seconda.
Si distinguono gli organi costituzionali necessari e indefettibili dello Stato previsti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, le cui funzioni fondamentali e organizzazione sono da essa direttamente disciplinate, quali: Presidente della Repubblica, Parlamento, Governo e Corte Costituzionale, dagli organi di rilievo costituzionale previsti dalla Costituzione, ma da questa non direttamente disciplinati nelle funzioni fondamentali, quali: Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, Consiglio di Stato, Corte dei conti, Consiglio superiore della magistratura, Consiglio supremo di difesa.
Le caratteristiche formali della Costituzione sono riassumibili in quattro punti:
- Rigidità.
- Lunghezza.
- Programmaticità.
- Apertura.
Nonostante la nostra Costituzione sia da molti considerata la più bella del mondo e sia per innumerevoli motivi sempre attuale, è condivisibile l’idea che dopo più di settant’anni sia necessario un aggiornamento della Parte Seconda; infatti, da quasi quarant’anni si sta tentando di modernizzare le istituzioni attraverso delle riforme della Parte Seconda. Tra tutte quelle proposte solo una è andata in porto: la riforma del Titolo Quarto del 2001.
In generale le riforme costituzionali scaturite da larghe intese hanno successo nella maggior parte dei casi quando sono puntuali, si riferiscono, cioè, ad un argomento o un articolo preciso. È un esempio l’articolo 9 che, modificato nel 2022, rende possibile alla Costituzione di assumere tra i suoi principi fondamentali la tutela dell’ambiente.
Gli articoli sono 139 e gli ultimi due si occupano del procedimento rafforzato necessario per modificare la Costituzione, tra le quali oltre alle 4 votazioni sopracitate è possibile prevedere anche referendum. Secondo l’articolo 139 la Repubblica è intoccabile e il suo valore fondamentale è che è democratica. Repubblica e democrazia sono i due baluardi del tutto intoccabili della Costituzione.
I primi 12 articoli della Costituzione
I primi 12 articoli sono la carta d’identità della nostra Costituzione:
- L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (=comma 1). La sovranità appartiene al popolo (=comma 2) (=comma = parte, ogni volta che c’è punto e a capo). La sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti della Costituzione (deve attenersi alle sue norme non può fare quello che vuole). Il primo vincolo è posto al popolo stesso, che ha sempre ragione nel momento in cui rispetti la Costituzione.
- Parla dei diritti e dei doveri inviolabili (importante e fondamentale poiché nel mondo la democrazia come modello di convivenza pacifica è una minoranza, in questo l’Europa è un’“isola felice”). Questi diritti devono essere garantiti.
- Per P. Calamandrei l’articolo 3 è il più importante, è una molla, è presbite (=guarda al futuro), è l’articolo che stabilisce l’uguaglianza formale, principio stabilito da tutte le costituzioni democratiche moderne; la nostra però ha un’aggiunta che è la molla, cioè che la Repubblica ha l’obbligo di rimuovere ogni ostacolo all’uguaglianza (ancora non del tutto). Il secondo comma, quindi, prevede l’uguaglianza sostanziale (sanità pubblica, e istruzione diffusa su tutto il territorio, fornisce il diritto e lo garantisce facendo le scuole).
- Diritto fondamentale del lavoro (è un diritto/lavoro), ancora un po’ debole, c’è ancora molto da fare per garantire a tutti un lavoro.
- Unisce i concetti di Repubblica unica e indivisibile (unità) e le autonomie locali, devono convivere entrambe le realtà.
- Si parla di tutela delle minoranze, da interpretare a seconda dei cambiamenti sociali, in origine pensata per le minoranze dei territori del Trentino, dell’Istria e della Dalmazia. Oggi assolutamente attuabile alla situazione dei migranti.
- Stato e Chiesa Cattolica sono entrambi autonomi nel loro ordinamento ed entrambi sono liberi.
- Libertà di pensiero generale e laicità dello Stato italiano.
- Tutela dell’ambiente (nuova) e del patrimonio culturale e storico. Sviluppo sostenibile a tutela delle nuove generazioni.
- Tutela degli stranieri.
- L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa. Insieme all’articolo tre che prevede l’uguaglianza sostanziale, stabilisce un altro principio che solo l’Italia ha nella sua Costituzione. L’unica strada per risolvere le controversie tra Stati è quella diplomatica. La grandezza dell’articolo undici sta anche nel fatto che pone ulteriori limiti alla sovranità per partecipare a consessi internazionali che avessero come obiettivi pace e sviluppo, questi sono principalmente l’ONU e l’UE; l’obiettivo è arrivare a una sovranità condivisa con chi condivide i nostri valori fondamentali così da poter essere più autorevoli a livello mondiale. Dal punto di vista oggettivo la sovranità condivisa è conveniente perché ci porterebbe ad essere competitivi a livello economico e non solo con le grandi potenze mondiali.
- Stabilisce che il tricolore è la bandiera dello Stato italiano, simbolico perché stabilisce l’unità suggellata con il sangue dei patrioti risorgimentali. È ispirato al tricolore francese con la differenza che al posto del blu c’è il verde.
La Costituzione italiana è espressione di quattro principi:
- Personalista.
- Pluralista.
- Lavorista.
- Democratico.
Da questi poi derivano tutti gli altri (autonomista, eguaglianza, ecc.).
Lezione 25.02.2025
I quattro semi fondamentali
- Costituzione (Italia) – Carta di Nizza (Europa).
Carta di Nizza approvata nel 2001. 10.12.’48 dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo.
1972 rapporto sui limiti allo sviluppo = alcuni studiosi iniziano a notare i primi problemi ambientali dati dal modello economico lineare (estraggo-produco-consumo-butto), l’esito del rapporto fu che nel 2050 si sarebbe arrivati al punto di non ritorno che avrebbe causato problemi alla sopravvivenza umana. 2015 nasce l’agenda 2030, inutile. Ad oggi abbiamo maggiore coscienza, almeno tra i giovani.
- Transizione ecologica, che avviene con il passaggio totale ad un modello economico circolare. È una transizione complessa perché economicamente il modello lineare dà più profitto. Articolo 9 del 2022.
- Welfare state = stato del benessere. Modo di porsi della comunità e dello Stato nel confronto dei cittadini, ha preso piede in Europa. Al momento funziona particolarmente bene nell’Europa del Nord.
- Europa.
Welfare state = non è uno Stato assistenziale che si occupa e preoccupa dei più “deboli”.
Stato Sociale in cui sono centrali temi come sanità, lavoro, istruzione, previdenza che corrispondono a quattro pilastri. Lo Stato sociale che deve garantire questi quattro pilastri è stato concepito forse per la prima volta nella Germania di Bismark che però non ha ancora questi pilastri, poi si ha uno sviluppo in questo senso negli USA dopo la crisi del ’29 con Roosevelt e il New Deal, però non vengono attuati in modo assoluto questi pilastri, tanto che ancora oggi in America la sanità ha grossi problemi.
Il concetto vero e proprio di welfare state nasce con Churchill in Inghilterra durante la Seconda guerra mondiale. Churchill pensa al post-guerra con Lord Beverage, un economista liberale di stampo keynesiano, che crea una commissione sotto suo nome che si occupa di pensare alla riorganizzazione dell’Inghilterra nel periodo successivo alla guerra. Keynes viene dopo Smith e Marx e li supera entrambi.
1700 Smith teorizza durante la rivoluzione industriale, e inventa il “lascia fare” che corrisponde al liberismo economico: lo Stato quindi non deve occuparsi di economia e deve lasciare le imprese libere di agire come ritengono sia meglio; ha a cuore gli interessi degli imprenditori, il mercato è regolato dalla “mano invisibile” che corrisponde agli scambi tra le imprese. 1800 Marx prende di mira le tesi di Smith perché ha a cuore degli interessi degli operai e concepisce un tipo di economia diametralmente opposto, quello che poi sarà il Modello Comunista. L’economia deve essere solo pubblica e governata solo dallo Stato che decide cosa, quanto e come produrre, elimina la libera iniziativa economica privata. Evolve poi nella dittatura comunista e degenera.
1926 Keynes pubblica un libretto intitolato la “fine del “lascia fare”” in cui si oppone a entrambi i modelli precedenti, liberista e collettivista, ma ne crea uno nuovo misto che verrà messo in pratica da molti tra cui Roosevelt. Inoltre, nello stesso partito liberale inglese vi erano Keynes e Beverage.
Quest’ultimo, incaricato dal primo ministro inglese, si preoccupa di pensare ad una nuova organizzazione del paese dopo la guerra, perciò pensa al Welfare state che non potrà limitarsi a riconoscere i diritti ai cittadini, ma dovrà anche garantirli a tutti i cittadini (perciò non è uno Stato assistenziale). Ciò avviene tra il 1941 e il 1942, quando il nazismo ha sconfitto praticamente tutti.
Si pone anche l’obiettivo di stabilire quali sono questi diritti fondamentali da garantire a tutti “dalla culla alla tomba”, quindi: sanità universale per tutti, istruzione in scuole pubbliche, lavoro che ognuno può scegliere sulla base delle sue attitudini personali (in Italia attuato non troppo bene, basato sull’art. 4), previdenza. Libretto tradotto in italiano e in tedesco distribuito ai soldati inglesi affinché potessero divulgare le idee inglesi per il comportamento da attuare post-guerra anche ai soldati degli altri paesi.
1941 manifesto di Ventotene: Spinelli, Colorni e Rossi, antifascisti fanno questo documento.
Lezione del 4.03
L’Europa
Dopo le guerre mondiali si pensa che l’unione dell’Europa possa essere utile per evitare conflitti futuri, ma anche per la difesa, per evitare che persone europee debbano nuovamente subire i massacri avv
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