Definizioni e caratteristiche del diritto
Diritto oggettivo e soggettivo
Diritto oggettivo: sistema di norme giuridiche.
Diritto soggettivo: potere di azione o pretesa che uno ha nei confronti di un altro. Come attributo di una persona, dipende dal diritto oggettivo, che stabilisce quali sono e a chi spettano.
Norme giuridiche
Elemento base dell'ordinamento, che costituisce la struttura del diritto oggettivo. Strumento per orientare i comportamenti sulla base delle gerarchie di interessi da tutelare. Fine del diritto: risolvere o prevenire conflitti di interessi.
Istituto giuridico: insieme di norme che regolano un importante fenomeno della vita sociale costituita da 3 elementi:
- Regola: generalmente una regola di condotta indirizzata agli uomini per orientarli.
- Sanzione: conseguenza che la norma giuridica fa derivare dalla violazione della regola → lo schema della norma è sempre se A (situazione verificata), allora B (conseguenza legale). Diversi ruoli:
- Satisfattivo: soddisfazione dell'interesse leso cancellando l'effetto indesiderato.
- Compensativo: risarcimento in denaro nei confronti della vittima della violazione.
- Punitivo: colpisce un comportamento riprovevole, collegato all'interesse leso.
- Apparati: pubblici funzionari che provvedono ad applicare le sanzioni, secondo le procedure stabilite dal diritto.
Caratteristiche delle norme
- Generalità: per una moltitudine indeterminata di destinatari.
- Astrattezza: applicabile a un numero indeterminato di situazioni concrete.
Fine di garantire equo trattamento dei consociati.
Applicazione della norma
Operazione logica con cui si verifica che una fattispecie concreta corrisponde a una fattispecie astratta. Descrizione di un fatto sulla base di elementi che lo caratterizzano. Sussunzione: superamento dell'astrattezza della legge e disciplinamento dei fatti concreti.
La giurisprudenza è l'insieme delle sentenze già emesse su casi analoghi.
Nota Bene: per sapere come è regolato un caso concreto, si va a vedere la giurisprudenza, non si legge la legge (per sua natura è conformistica e ha una tendenza a ripetersi).
Interpretazione
Art. 12 prel.: Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello palese dal significato proprio delle parole:
- Criterio letterale: sulla base del comune significato delle parole. Per essere sufficiente presuppone che il significato sia univoco. Nel caso in cui il testo sia ambiguo, coadiuvato da altri criteri per superarlo.
- Criterio logico: scelta del significato che meglio corrisponde alla intenzione del legislatore. Inteso in senso soggettivo (criterio psicologico): opinioni concretamente manifestate. In senso oggettivo (criterio teleologico): considerazione della ratio che la norma vuole realizzare.
- Criterio sistematico: considerazione delle altre norme giuridiche collegate alla norma.
- Criterio storico: confronto con le norme che hanno preceduto la norma in questione.
Diritto privato e diritto pubblico
Diritto privato: complesso di norme che codificano il vivere comune, basato sull'autonomia delle persone, lasciate libere di scegliere e di agire nel proprio interesse. Si ispira all'idea che le persone siano su un piano di uguaglianza (solo formale: permangono disuguaglianze sostanziali).
Diritto pubblico: complesso di norme che attribuiscono a un'autorità pubblica il potere di incidere gli interessi delle persone. Si ispira ai principi di soggezione e subordinazione.
Nota Bene: il principio di sussidiarietà indica il confine tra i due: per la realizzazione di fini sociali si può fare ricorso agli interventi del diritto pubblico solo quando quei fini non sono raggiungibili con altrettanta efficacia mediante la libera e autonoma iniziativa dei soggetti.
Art. 118 c.: "Favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà".
Definizione di diritto privato
- Naturalista: traduzione normativa della natura umana. Possiamo pensare alla nostra vita associata a prescindere dagli schemi giuridici → per il mero fatto di appartenere a una società, si generano rapporti. Viviamo la giuridicità quotidianamente e in modo spontaneo → anche lo scambiarsi il saluto è una manifestazione del vivere associato.
- Artificiale/Autoritativo: l'uomo è visto in termini passivi e come centro di pulsioni egoistiche. I rapporti esistono ma sono informi: il diritto arriva dopo e in termini coercitivi → le norme impongono certi comportamenti che non sarebbero spontanei → il diritto evita il caos.
Descrive meglio la natura delle norme del diritto privato: le rispettiamo senza sapere che esse esistano; probabilmente le osserveremmo spontaneamente anche in mancanza di codici; la maggior parte di esse risale al diritto romano, continuità storica che suffraga la naturalità dei rapporti.
Fonti del diritto privato
Fattori in grado di creare norme giuridiche:
- Codice civile
- Costituzione
- Legislazione speciale
Il codice civile
Testo normativo ampio e complesso che raccoglie organicamente l'insieme delle norme relative a una determinata materia. Fonte primaria.
Storia
I codici moderni nascono nell'Europa di fine '700 e il loro prototipo è il codice napoleonico. Prima c'era il c.d. particolarismo giuridico, poi unico diritto per tutti. In Italia il primo codice civile fu quello del Regno d'Italia nel 1865, sulla base del quale nel 1942 fu pubblicato il nuovo codice.
Struttura
- Preleggi (o disposizioni sulla legge in generale): riguardo le fonti, l'efficacia, i criteri di interpretazione.
- 6 Libri:
- 1°: Delle persone e della famiglia
- 2°: Delle successioni
- 3°: Della proprietà
- 4°: Delle obbligazioni
- 5°: Del lavoro
- 6°: Della tutela dei diritti
Rispecchiano la complessità delle manifestazioni umane e tutti gli aspetti della persona.
Caratteristica del codice civile
È una legge di "compromessi", flessibile, con un "target mediocre" di condotta: si pretende il minimo dal vivere associato; ha l'obiettivo di fare stare insieme, non di rendere felici.
Gerarchia delle fonti
Dal punto di vista gerarchico le norme preminenti sono nella costituzione e nelle altre fonti di grado costituzionale. Dal punto di vista della struttura del diritto privato italiano è il codice civile a conservare tutt'ora un ruolo centrale, sebbene non più con l'importanza che aveva al tempo della sua emanazione del 1942.
Le fonti del diritto creano disposizioni, cioè enunciati che hanno valore normativo perché situati in testi di legge. Per intendere ed applicare le disposizioni di legge occorre ricavarne il preciso significato, cioè le norme.
I soggetti del diritto
Sono i titolari della capacità giuridica. Capacità, riconosciuta dall'ordinamento, di essere titolari di situazioni giuridiche. Nota Bene: differente dalla capacità di agire: l'incapace di agire può essere sostituito, se incapace giuridicamente no.
Tipi di soggetti
- Persone fisiche
- Persone giuridiche
- Soggetti collettivi personificati
Le persone fisiche
Persone in carne e ossa, esseri umani, considerate soggetti del diritto dal momento della nascita (momento di acquisto di diritti e doveri, di carattere patrimoniale e non solo).
Identificazione del soggetto nella vita di relazione
- Nome
- Residenza: luogo in cui la persona ha la dimora abituale; punto di riferimento per svolgimento di rapporti giuridici.
- Domicilio: luogo in cui il soggetto ha stabilito la sede principale dei suoi affari.
- Cittadinanza
Le capacità della persona fisica
Capacità giuridica generale (partecipare al traffico giuridico)
Art. 1 cc: "La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita".
- Spetta a tutti per il solo fatto di essere in vita
- Persona fisica nata è astrattamente idonea ad assumere diritti e doveri
È quindi astratta, ma ha un lato di concretezza: ci sono diritti e doveri concreti come ad esempio i diritti della personalità che sono attribuiti concretamente a prescindere dall'età della persona. Solo con la morte si perde questa capacità giuridica generale.
Art. 22 cost.: "Nessuno può essere privato per motivi politici della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome".
Capacità di intendere e di volere (capacità naturale)
- Concetto specificato dall'ambito medico: capacità di intendere il reale ed elaborare una rappresentazione mentale della realtà.
- Presupposto "naturale", non istituto giuridico
Ne facciamo uso, ma non spetta a noi stabilire se uno è più o meno capace: ci affidiamo ad altre scienze.
Intendere significa attitudine della persona fisica di rendersi conto del reale, volere significa avere la capacità di scegliere. Il comportamento deve essere semplicemente voluto.
Si acquista a 18 anni, anche se è convenzionale e c'è un decadimento.
Capacità di agire (compiere atti giuridici vincolanti, agire in proprio)
- È la capacità di compiere atti negoziali.
- Convenzionalmente è stato stabilito (art. 2cc, modificato nel '75) il compimento dei 18 anni come momento iniziale, poiché si presume che mediamente un diciottenne abbia acquisito:
- Un livello sufficiente di capacità di intendere e di volere per valutare i suoi interessi.
- Una complessità valoriale per prendere scelte giuste per realizzarli.
Perdura fino alla morte, se non interviene qualche provvedimento limitativo.
Il feto
Difficile questione su come bisogna considerarlo:
- Problema dell'aborto: conflitto di interessi tra il diritto alla vita e la autodeterminazione della madre. Art. 190 → l. 194/78: l'interruzione della gravidanza possibile per legge prima del 3° mese di gravidanza.
- Problema in caso di mal sanità: per colpa professionale del medico o dei genitori (in caso di contagi) → è stato affermato dalla Cassazione che il feto possa patire danno e abbia diritto a un risarcimento. In specifici casi gli viene attribuita una particolare soggettività giuridica: c.d. capacità prenatale.
Prima si risolveva tutto dicendo che il feto non era una persona fisica. Successivamente la cassazione inizia a dire: se, ad esempio, il feto contrae un'infezione (il caso era l'HIV) è titolato al risarcimento dei danni. Secondo la stessa cassazione il feto chiederà il prima possibile il risarcimento e ne ha diritto.
Le incapacità legali
Casi di incapacità definiti dalla legge:
- Minori
- Inabilitazione
- Interdizione giudiziale
- Persone soggette ad amministrazione di sostegno
Confronto tra incapacità legale e naturale
Incapacità legale
- Risulta in modo ufficiale e può essere accertata in modo obiettivo da chiunque sia interessato poiché risulta dagli atti di nascita → risponde a un'esigenza di certezza.
- Tutti gli atti compiuti da un incapace legale sono invalidi.
Irrilevante che il soggetto fosse occasionalmente lucido/il minore sembrasse sveglio e accorto. Eccezione art. 1426 cc: "Il contratto non è annullabile, se il minore ha con raggiri occultato la sua minore età; ma la semplice dichiarazione da lui fatta di essere maggiorenne non è di ostacolo all'impugnazione del contratto".
Viene tutelata la controparte vittima della frode di un minore sleale, ma non premia la negligenza della controparte, che consultando l'atto di nascita non avrebbe fatto porre il problema.
Incapacità naturale
- È la condizione di incapacità di intendere e di volere in cui si può venire a trovare un soggetto che non sia un incapace legale.
- Non è mai ufficialmente documentata e quindi è più difficile da accertare.
L'annullabilità degli atti dipende dalla loro tipologia:
- Gli atti personali (la donazione, il testamento, il matrimonio) essendo importanti e delicati, richiedono una piena consapevolezza e sono sempre annullabili.
- Gli atti unilaterali sono annullabili solo se si dimostra che hanno recato un grave pregiudizio all'incapace naturale.
- I contratti sono annullabili se si prova:
- Grave pregiudizio per l'interessato.
- La mala fede della controparte: consapevolezza infermità altrui.
Confronto tra incapacità assolute e relative
Incapacità assolute
- Sono i casi più gravi di incapacità: minori e interdetti.
- Sono previsti una serie di controlli di garanzia da parte dell'autorità giudiziaria.
- Non possono compiere da sé alcun atto: viene tutto compiuto dal genitore/tutore in rappresentanza.
Eccezione: interruzione della gravidanza, fatta personalmente dalla donna. Per gli atti più importanti è necessaria l'autorizzazione del giudice, che ne accerti la convenienza. In caso di cattiva amministrazione il rappresentante può essere rimosso dall'ufficio.
Incapacità relative
- Sono i casi meno gravi: inabilitati e minori emancipati.
- Viene assegnato dal giudice un curatore (preferenza a un familiare), che ha un ruolo diverso dal rappresentante:
- Non interviene per tutti gli atti.
- Il concetto di assistenza è diverso da quello di rappresentanza: il curatore non sostituisce completamente il soggetto, ma si limita ad integrare la sua volontà.
L'incapace può compiere:
- Gli atti familiari e personali, se ha una sufficiente capacità naturale.
- Gli atti di ordinaria amministrazione (disposizione del reddito e rivolti conservazione dei beni), poiché non comportano un elevato rischio economico.
L'incapace non può compiere senza assistenza del curatore gli atti di straordinaria amministrazione. Per gli atti più gravi è anche necessaria l'autorizzazione del giudice.
- Gli atti di esercizio di un'impresa commerciale:
- Il minore emancipato li può compiere se autorizzato dal tribunale: acquisisce capacità piena e può compiere tutti gli atti, anche di straordinaria amministrazione (ecc. per quelli in cui sono richiesti 18 anni).
- L'inabilitato riceve un trattamento più rigido: può essere autorizzato solo a continuare l'esercizio di attività già esistente, non acquisendo piena capacità.
Il minore
Art. 315 cc: "Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa".
Dal punto di vista giuridico ha solo la capacità giuridica generale: semplicemente soggetto a diritti e doveri.
- La legge gli attribuisce dei rappresentanti legali (genitori, tutore nominato dal giudice) per compiere qualsiasi atto.
- Se si tratta di un atto di straordinaria amministrazione occorre anche l'autorizzazione del giudice.
Può agire anche come rappresentante dei genitori, sulla base dell'articolo 1389, se:
- Ha raggiunto una certa: deve esserci una sufficiente capacità naturale.
- Si tratta di atti semplici e correnti contratti ad esecuzione automatica, scevri da possibili contenziosi utili a soddisfare le normali esigenze.
Nota bene: ne rispondono sempre i genitori (anche se il minore ha agito di sua spontanea volontà). Può agire come rappresentante di se stesso dai 16 anni stipulando validamente atti in proprio:
- Contratti di lavoro
- Riconoscimento del figlio naturale o per effetto di un provvedimento del giudice dietro istanza del genitore/minore (in casi gravi)
- Matrimonio
Art. 390: "Il minore è di diritto emancipato col matrimonio". Tutti gli atti compiuti dal minore senza rappresentanza dei genitori sono quindi annullabili e non validi. Solitamente si fa finta comunque che il minore quando agisce lo faccia come rappresentante dei genitori (con gli alcolici c'è il divieto invece, norma imperativa).
Il minore emancipato
- Diventa un soggetto con parziale capacità di agire.
- Il minore viene emancipato:
- Con il matrimonio
- Per effetto di un provvedimento del giudice, su istanza del genitore/tutore/del minore (in casi gravissimi)
Acquista "capacità piena", in caso di autorizzazione del tribunale per compiere atti di esercizio di un'attività commerciale. È previsto dal codice civile, anche se non si usa più: prima capitava, negli anni '60, a donne in dolce attesa che avevano bisogno del matrimonio lo contraevano anche prima dei diciott'anni.
Provvedimenti giudiziari in caso di perdita della capacità naturale
La legge prevede l'affiancamento di un soggetto per tutelare l'incapace nei suoi atti giuridici.
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