CAUSE DI ESTINZIONE DEL REATO E CAUSE DI ESTINZIONE DELLA PENA “Nei reati per i quali è
art. 131-bis cod. pen. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto)
prevista la pena detentiva non superiore nel minimo a due anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o
congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per
l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'articolo 133, primo comma, anche in
considerazione della condotta susseguente al reato, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento
risulta non abituale.
L'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, ai sensi del primo comma, quando l'autore ha agito
per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha
profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all'età della stessa ovvero
quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le
lesioni gravissime di una persona.
L'offesa non può altresì essere ritenuta di particolare tenuità quando si procede:
1) per delitti, puniti con una pena superiore nel massimo a due anni e sei mesi di reclusione, commessi in
occasione o a causa di manifestazioni sportive;
2) per i delitti previsti dagli articoli 336, 337 e 341-bis, quando il fatto è commesso nei confronti di un
ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria nell'esercizio delle
proprie funzioni, nonché per il delitto previsto dall'articolo 343;
3) per i delitti, consumati o tentati, previsti dagli articoli 314, primo comma, 317, 318, 319, 319-bis, 319-
ter, 319-quater, primo comma, 320, 321, 322, 322-bis, 391-bis, 423, 423-bis, 558-bis, 582, nelle ipotesi
aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e
secondo comma, 583, secondo comma, 583-bis, 593-ter, 600-bis, 600-ter, primo comma, 609-bis, 609-
quater, 609-quinquies, 609-undecies, 612- bis, 612-ter, 613-bis, 628, terzo comma, 629, 644, 648-bis,
648-ter;
4) per i delitti, consumati o tentati, previsti dall'articolo 19, quinto comma, della legge 22 maggio 1978, n.
194, dall'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, salvo che per i
delitti di cui al comma 5 del medesimo articolo, e dagli articoli 184 e 185 del decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58;
4-bis) per i delitti previsti dalla sezione II del capo III del titolo III della legge 22 aprile 1941 n. 633, salvo
che per i delitti di cui all'articolo 171 della medesima legge;
4-ter) per i delitti consumati o tentati previsti dagli articoli 255-ter, 256, commi 1-bis, 3 e 3-bis, 256-bis e
259 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Il comportamento è abituale nel caso in cui l'autore sia stato dichiarato delinquente abituale,
professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto,
isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad
oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.
Ai fini della determinazione della pena detentiva prevista nel primo comma non si tiene conto delle
circostanze, ad eccezione di quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella
ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale. In quest'ultimo caso ai fini dell'applicazione del primo
comma non si tiene conto del giudizio di bilanciamento delle circostanze di cui all'articolo 69.
La disposizione del primo comma si applica anche quando la legge prevede la particolare tenuità del
danno o del pericolo come circostanza attenuante”
>>> ratio
è finalizzata a garantire l’applicazione del principio di proporzionalità e meritevolezza della
sanzione penale
ha anche una funzione di deflazione del carico giudiziario
>>> introdotta con d.lgs. 28/2015 + modifica con d.lgs. 150/2022 (riforma Cartabia) nel caso in
cui quando venga realizzato un fatto di reato concretamente offensivo del bene giuridico tutelato,
il giudice deve evitare di irrogare la sanzione penale se l’offesa è di consistenza talmente minima
da ritenersi “irrilevante” ai fini della punibilità
com.1 requisiti necessari ai fini dell’applicabilità di questa causa di non punibilità
realizzazione di un fatto di reato per cui è prevista la pena detentiva minima di 2
anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena ( prima
riguardava solo reati con una pena massima non superiore a 5 anni)
fatto di reato sia concretamente offensivo del bene giuridico tutelato e che l’offesa
sia di particolare tenuità per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno
o del pericolo
>>> particolare tenuità dipende da
modalità della condotta
esiguità del danno o del pericolo
>>> queste vanno valutate in base a
valutazione da effettuarsi in base ai criteri indicati
o dall’art. 133 com.1 cod. pen. per il giudizio sulla
gravità del reato ( natura, specie, mezzi, oggetto,
tempo, luogo e ogni altra modalità dell’azione,
gravità del danno o del pericolo cagionato alla
persona offesa, intensità del dolo o grado della
colpa)
giudizio integrato tenendo anche in considerazione
o la condotta susseguente al reato (criterio inserito
dalla riforma Cartabia)
è necessario che il comportamento risulti “non abituale”
com.2 limiti di applicabilità derivanti dalla natura dell’offesa
>>> offesa non può ritenersi di “particolare tenuità”
se il soggetto ha agito per motivi abietti o futili;
se il soggetto ha agito con crudeltà (anche in danni di animali) o ha
adoperato sevizie;
se l’agente ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima
(anche in relazione all’età della stessa);
se la condotta ha cagionato o da esse sono derivate, come conseguenze
non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona
com.3 limiti di applicabilità in relazione alla tipologia di reato
>>> legislatore ha stabilito una “presunzione di intensità” dell’offesa nei casi
espressamente individuati
com.4 precisa che il comportamento abituale si ha quando
autore del reato dichiarato “delinquente abituale, professionale o di tendenza”
autore ha commesso più reato della stessa indole (anche se ciascun fatto –
considerato isolatamente – risulta di particolare tenuità)
si tratta di reati che hanno ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate
>>> si è dibattuto sull’applicabilità della causa di non punibilità nel caso
di pluralità di reati unificati dal vincolo della continuazione
>>> sezioni unite cassazione pluralità di reati unificati nel
vincolo della continuazione non è di per sé un ostacolo alla
configurazione della particolare tenuità del fatto in quanto il
giudice può riconoscere la particolare tenuità del fatto all’esito di
una valutazione complessiva della fattispecie concreta,
considerando una serie di parametri
>>> cassazione causa di non punibilità applicabile anche nel caso di
concorso formale di reati (in virtù dell’unicità della condotta)
reato permanente (sul piano sostanziale, la condotta è unica)
com.5 (con riferimento al com.1) non si tiene conto delle circostanze, salvo che si tratti
di circostanze autonome (le quali comportano l’applicazione di una pena di specie diversa
da quella ordinaria del reato) e di circostanze ad effetto speciale (che determinano una
variazione superiore ad 1/3)
>>> in questi casi per l’applicazione del com.1 non si tiene contro del giudizio
di bilanciamento delle circostanze di cui all’art. 69 cod. pen.
com.6 stabilisce che il com.1 trova applicazione anche quando la particolare tenuità del
danno o del pericolo è prevista dalla legge come circostanza attenuante
LIBRO I, TITOLO VI, CAPO I (DELLA ESTINZIONE DEL REATO)
“La morte del reo, avvenuta prima della
art. 150 cod. pen. (morte del reo prima della condanna)
condanna, estingue il reato”
>>> ratio fondamento nel principio costituzionale secondo cui la responsabilità penale è
personale (art. 27 Cost.), quindi destinata ad estinguersi quando il soggetto decede
>>> morte determina un effetto estintivo del reato dato dall'impossibilità di pervenire
all'accertamento in merito alla colpevolezza del soggetto, nonché di applicare eventuali
pene principali ed accessorie
>>> obbligazioni civili continuano a sussistere e graveranno sul patrimonio del
colpevole e quindi sugli eredi
>>> se c’è un dubbio serio sul fatto che il soggetto sia in vita o meno sospensione del
processo “'L’amnistia estingue il reato, e, se vi è stata condanna, fa cessare
art. 150 cod. pen. (amnistia)
l'esecuzione della condanna e le pene accessorie.
Nel concorso di più reati, l'amnistia si applica ai singoli reati per i quali è conceduta.
L'estinzione del reato per effetto dell'amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la
data del decreto, salvo che questo stabilisca una data diversa.
L'amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi.
L'amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell'art. 99, né ai delinquenti abituali,
o professionali, o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente ”
>>> distinzione tra
amnistia propria prima della condanna definitiva (processo in corso), provocando
l’estinzione del reato
amnistia impropria dopo la sentenza irrevocabile di condanna, facendo cessare
l’esecuzione della pena principale e delle pene accessorie (non estingue gli "altri effetti
penali" della condanna)
>>> provvedimento che dispone l’amnistia apposita legge adottata a maggioranza qualificata
dei 2/3 dei componenti di ciascuna Camera (art. 79 Cost.)
>>> non vale per chi ha abbia commesso un reato il giorno seguente alla presentazione
del disegno di legge ( si determinerebbe una licenza a delinquere)
>>> legge che contiene l’atto di clemenza deve indicare i reati amnistiati,
usando numero dell’articolo, nome del reato o massimo della pena prevista
>>> agisce su di una serie di reati individuati dalla legge
>>> indulto agisce su una porzione di pena inflitta
>>> effetti estingue il reato facendo venire meno le pene principali, le pene accessorie, le
misure di sicurezza e anche le eventuali sanzioni sostitutive, ad eccezione di quelle di cui agli artt.
196 e 197, che rappresentano casi di responsabilità civile per fatto altrui
>>> non si estinguono le obbligazioni civili nascenti dal reato
>>> non si applica ai casi di recidiva aggravata e reiterata (art. 99 cod. pen.), né ai delinquenti
abituali (artt. 102-103 cod. pen.), professionali (art. 105 cod. pen.) o per tendenza (art. 108 cod.
pen.)
>>> può inoltre essere sottoposta ad obblighi e condizioni (sospensive o risolutive)
>>> è rinunciabile illegittima la norma che impediva al reo di rinunciare al beneficio, perché
violava il diritto di difesa
>>> se rinuncia all’amnistia processo continua normalmente e può concludersi con una
condanna o un’assoluzione “Nei reati punibili a querela della persona offesa, la
art. 152 cod. pen. (remissione della querela)
remissione estingue il reato.
La remissione è processuale o extraprocessuale. La remissione extraprocessuale è espressa o tacita. Vi è
remissione tacita, quando il querelante ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di persistere nella
querela.
Vi è altresì remissione tacita:
1) quando il querelante, senza giustificato motivo, non compare all'udienza alla quale è stato citato
in qualità di testimone;
2) quando il querelante ha partecipato a un programma di giustizia riparativa concluso con un esito
riparativo; nondimeno, quando l'esito riparativo comporta l'assunzione da parte dell'imputato di
impegni comportamentali, la querela si intende rimessa solo quando gli impegni sono stati
rispettati.
La disposizione di cui al terzo comma, numero 1), non si applica quando il querelante è persona incapace
per ragioni, anche sopravvenute, di età o di infermità, ovvero persona in condizione di particolare
vulnerabilità ai sensi dell'articolo 90-quater del codice di procedura penale. La stessa disposizione non si
applica altresì quando la persona che ha proposto querela ha agito nella qualità di esercente la
responsabilità genitoriale su un minore, ovvero di rappresentante legale di una persona minore o
incapace, ovvero di persona munita di poteri per proporre querela nell'interesse della persona offesa priva
in tutto o in parte di autonomia, ovvero di curatore speciale nominato ai sensi dell'articolo 121.
La remissione può intervenire solo prima della condanna, salvi i casi per i quali la legge disponga
altrimenti.
La remissione non può essere sottoposta a termini o a condizioni. Nell'atto di remissione può essere fatta
rinuncia al diritto alle restituzioni e al risarcimento del danno ”
>>> remissione della querela atto con cui la persona offesa revoca la querela già presentata,
manifestando espressamente o tacitamente la volontà che non si proceda penalmente per il fatto
di reato com.1 determina l’estinzione del reato
com.2 remissione può essere processuale o extraprocessuale
remissione processuale disposta, personalmente o a mezzo di procuratore
speciale, nel contesto processuale
>>> solo espressa consiste in una dichiarazione resa dinanzi al giudice
remissione extraprocessuale si concretizza all’esterno del processo
>>> può essere espressa ( compimento di un atto di carattere formale)
o tacita ( mediante la realizzazione di comportamenti dai quali emerga
inequivocabilmente la volontà di non far proseguire l’azione penale a
carico del querelato)
>>> concorso di persone nel reato remissione proposta a favore
di uno solo tra i concorrenti si estende a tutti, salvo il diritto di ciascuno di
essi di rifiutarla
com.3 introduce due ipotesi specifiche di remissione tacita
quando il querelante, senza giustificato motivo, non si presenta all’udienza alla
quale è stato citato come testimone
quando il querelante ha partecipato a un programma di giustizia riparativa
concluso con un esito riparativo
>>> quando l’esito riparativo comporta che l’imputato assuma impegni
comportamentali remissione tacita si avrà solo se questi impegni siano
stati rispettati
com.4 il comportamento sopra citato non determina remissione tacita quando
querelante versa in condizione di incapacità per ragioni, anche sopravvenute, di
età o di infermità
querelante si trova in condizioni di particolare vulnerabilità ai sensi dell’art. 90
quater del cod. proc. pen.
querelante ha agito come esercente la responsabilità genitoriale su un minore o di
rappresentante legale di una persona minore o incapace, nonché come persona
munita di poteri per proporre querela nell’interesse dell’offeso (se quest’ultimo è
anche solo parzialmente sfornito di autonomia) oppure come curatore speciale
nominato a norma dell’art. 121 del cod. pen.
com.5-6 precisazioni
la remissione può intervenire solo prima della condanna, salvi i casi per i quali la
legge disponga altrimenti. Per autorevole dottrina e giurisprudenza di legittimità,
ci si riferisce ad una pronuncia comunque irrevocabile (sentenza o decreto penale
ormai divenuti definitivi)
la remissione non può essere sottoposta a termini o a condizioni
nell’atto di remissione può esserci rinuncia al diritto alle restituzioni e al
risarcimento del danno
com.6 remissione non produce effetto se il querelato l’ha espressamente o tacitamente
rifiutata
art. 340 com.4 cod. proc. pen. spese del procedimento sono a carico del querelato,
salvo che nell’atto di remissione sia stato diversamente convenuto
“Per i minori degli anni quattordici e per
art. 153 cod. pen. (esercizio del diritto di rimessione. Incapaci)
gli interdetti a cagione di infermità di mente, il diritto di remissione è esercitato dal loro legale
rappresentante.
I minori, che hanno compiuto gli anni quattordici, e gli inabilitati possono esercitare il diritto di remissione,
anche quando la querela è stata proposta dal rappresentante, ma, in ogni caso, la remissione non ha
effetto senza l'approvazione di questo.
Il rappresentante può rimettere la querela proposta da lui o dal rappresentato, ma la remissione non ha
effetto, se questi manifesta volontà contraria.
Le disposizioni dei capoversi precedenti si applicano anche nel caso in cui il minore raggiunge gli anni
quattordici, dopo che è stata proposta la querela ”
>>> ratio per esercitare validamente il diritto di remissione della querela, il titolare deve
possedere una adeguata capacità di remissione, in mancanza è previsto il ricorso alla figura del
rappresentante
minori di 14 anni + interdetti remissione di querela è esercitata
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