Estratto del documento

Terzo capitolo, la scuola dell'insegnamento

Tra i diversi pareri riguardo all'insegnamento, la lezione conferenza incarna l'idea della trasmissione. La lezione classica nasce nel Medioevo, in cui la relazione didattica avveniva nel rapporto esperienziale che i discepoli avevano con i loro insegnamenti. Gli alunni ascoltavano e studiavano accuratamente la lezione del maestro per poi discuterne con lui, confrontando le diverse posizioni e possibili interpretazioni in accese discussioni, per poi arrivare ad una sintesi finale del discorso. Oggi la lezione si è trasformata in una lunga spiegazione dell'insegnante, molto simile ad una conferenza. Gli insegnanti, nel momento che riflettono per impostare una lezione conferenza, fanno riferimento alle loro esperienze passate ricordando le modalità con cui i loro insegnanti preferiti conducevano le lezioni.

Limiti della lezione conferenza

Quali sono i limiti della lezione conferenza? La parola è l'unico mediatore, parola che può essere suggestiva, ma che rischia di essere inadeguata a favorire la spiegazione dei concetti che si propongono all'alunno; essa, difatti, non tiene conto della materia trattata, utilizzando lo stesso metodo per ciascuna di esse; non lascia spazio alla ricerca personale; e inoltre propone un modello di apprendimento mnemonico e nozionistico (meccanico). Ogni modello, nonostante ciò, ha dei limiti, soprattutto quando applicato male. Le critiche rivolte alla lezione conferenza di solito enfatizzano in maniera generica e grossolana un certo modo, passivizzante, di uso di tale metodo. Ci sono, invece, numerose occasioni didattiche nelle quali è molto utile, esso infatti permette di inquadrare, economizzare il tempo e avere certezza che i contenuti siano forniti a tutti. In tutti i casi la lezione dipende molto dal tipo di relazione che il docente instaura con la classe e, soprattutto, dal modo scelto per proporre il contenuto.

Modelli di lezione

Maurizio Castagna identifica tre possibili modelli di lezione:

  • Deduttiva: l'insegnante introduce l'argomento anticipando i principi generali, che consentono di inquadrare la sequenza dei contenuti informativi via via introdotti e sviluppati durante le varie fasi della lezione. Per rafforzare la comprensione, l’insegnante appoggia la sua esposizione a numerosi esempi e propone un esercizio a riguardo.
  • Induttiva: si propone un caso particolare, una situazione specifica ritenuta emblematica. Lo scopo è favorire il superamento delle informazioni dettagliate e situate per guadagnare un sistema di idee più generali.
  • Per problemi: si colloca in una posizione intermedia tra orientamento espositivo ed orientamento euristico, l'avvio delle lezioni avviene attraverso domande che focalizzano l'attenzione e stimolano. Lo scopo è quello di favorire la proposta di soluzioni e lo sviluppo di concetti che possano risolvere il problema.

Perciò la lezione efficace è una lezione ben strutturata che non mira alla passiva ricezione o alla memorizzazione, ma ambisce a favorire attività cognitive significative. Gagné ha provato a strutturare la lezione in 9 passaggi:

  1. Catturare l'attenzione degli alunni.
  2. Informare gli alunni degli obbiettivi.
  3. Stimolare il recupero di preconoscenze.
  4. Presentare le informazioni; fornire una guida.
  5. Far fare pratica.
  6. Fornire un feedback.
  7. Valutare la prestazione.
  8. Accrescere la ritenzione e il transfert (applicare le conoscenze apprese, al lavoro).
  9. Vedere se sanno applicarlo in un altro contesto.

Cosimo Laneve (2012) struttura la lezione invece in 10 passi:

  • La contestualizzazione. Attivare interesse e conoscenze.
  • L'accertamento delle conoscenze precedenti. Verificare la presenza di dubbi.
  • La scansione dei punti tematici in un percorso (la trasposizione didattica).
  • La fase di orientamento generale. Creare una impalcatura cognitiva.
  • La fase di analisi. Dal quadro generale al dettaglio.
  • L’utilizzazione del feedback. Verifica della comprensione.
  • Lo schema riassuntivo. Il riepilogo.
  • La discussione collettiva.
  • La fissazione delle conclusioni.
  • Dalla conclusione della lezione all'introduzione alla nuova lezione.

Didattica per concetti

La didattica per concetti estende l'idea del modello espositivo impegnandosi a rendere il contenuto significativo per il discente costruendone il percorso di avvicinamento a partire dalle conoscenze già possedute per passare, progressivamente, a modelli più ricchi e articolati. Essa è focalizzata sulla struttura concettuale che caratterizza ogni materia, la quale riguarda i contenuti, ovvero l'insieme organizzato delle conoscenze di cui un sapere disciplinare dispone; la struttura sintattica riguarda i metodi utilizzati dai ricercatori per raggiungere certe conoscenze attraverso vari processi di indagine e ricerca, però essi non sono casuali come erano nell'attivismo, ma bensì finalizzati affinché poi l'alunno possa riuscire a risolvere i problemi che vengono posti all'interno di una prospettiva disciplinare. La didattica per concetti si caratterizza per lo scopo di favorire negli alunni un corretto processo di costruzione dei concetti base nelle diverse discipline, a partire da azioni che aiutano a modificare, attraverso la rielaborazione, la matrice cognitiva degli allievi.

Per poter apprendere il soggetto però deve avere già le idee pertinenti a cui poter collegare il nuovo contenuto e deve essere disposto a mettere in relazione appunto la didattica per concetti, contenuto precedentemente acquisito con quello nuovo, quindi, presta molta attenzione al processo attraverso il quale il nuovo contenuto viene incorporato nella matrice cognitiva di chi apprende. Per l'insegnante diventa determinante focalizzare le strutture portanti di ogni sapere, distinguendo i concetti essenziali, irrinunciabili, dai dettagli a partire da questi. Questo parte dalla filosofia che recupera, da Woods Hole, l'esigenza di:

  • Individuare e fare emergere la struttura della disciplina nei processi di apprendimento;
  • Individuare l'età giusta per l'inizio dell'apprendimento;
  • Promuovere la complementarità tra pensiero intuitivo e pensiero analitico;
  • Valorizzare il ruolo della motivazione nei processi di apprendimento.

L'azione didattica è sostanzialmente una mediazione tesa a guidare l'alunno al superamento dei concetti spontanei per pervenire ai concetti scientifici, questo richiede di focalizzare i concetti strutturanti, i contenuti realmente qualificanti e irrinunciabili; E fare attenzione ai saperi dello studente, partire dai suoi livelli e dialogare con lui.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Riassunto esame Didattica generale, Prof. Bongiovanni Giovanni, libro consigliato La sfida dell'insegnamento , Italo Fiorin Pag. 1 Riassunto esame Didattica generale, Prof. Bongiovanni Giovanni, libro consigliato La sfida dell'insegnamento , Italo Fiorin Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Didattica generale, Prof. Bongiovanni Giovanni, libro consigliato La sfida dell'insegnamento , Italo Fiorin Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe1745 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Bongiovanni Giovanni.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community