Capitolo 6, 7, 8 e 9 riassunti di “La sfida dell’insegnamento” di Italo Fiorin
Capitolo 6
Il capitolo 6 parla della didattica delle competenze, connessa al costruttivismo, alla coalizzazione del soggetto e all’empowerment che si connette a questa idea del docente facilitatore dei processi di emancipazione dello studente, affinché lo studente potenzi sé stesso. Quindi l’idea è quella di sviluppare delle competenze che mettano il soggetto in grado di affrontare le condizioni del reale. Il capitolo raffigura il punto di arrivo di questo processo di sviluppo della cultura didattica, che fa tesoro delle diverse stagioni, quindi la vediamo un po' come un punto d’arrivo che contiene al suo interno tutte le stagioni della didattica, poiché in ogni scuola si possono trovare ancora in uso i diversi metodi didattici, questa ultima visione della didattica però va oltre le discipline, difatti si supera quell’orientamento epistemocentrico, poiché in esso si possono individuare due limiti: si sofferma troppo sulle discipline ingabbiandole senza legarle tra di loro; inoltre vi è una continua crescita delle competenze all’interno di ogni disciplina, quindi il sapere cambia troppo velocemente per essere insegnato come stabile.
Quindi si supera un insegnamento conformato ai metodi del modello scientifico delle discipline, per aprirsi invece ai compiti aperti, incerti, presenti nella complessità della realtà.
La consapevolezza dell’insufficienza dei modelli tradizionali di formazione evidenzia l’importanza di una preparazione che contribuisca a promuovere persone competenti, dunque persone che riescano a fronteggiare le sfide presenti nel nuovo quadro economico e sociale. Il concetto centrale del capitolo è quello di competenza, quindi, non solo il possesso di conoscenze e di abilità ma anche l’uso strategico di routines necessarie alla loro applicazione, nonché l’efficace gestione di emozioni e atteggiamenti adeguati. La scuola delle competenze porta avanti il sapere, il saper fare e il saper essere nella dimensione dell’empowerment dell’alunno; si guarda con attenzione alle competenze chiave riprese dalle Indicazioni nazionali proponendo attività che portino a lavorare: a) per situazioni problema, b) per progetti e c) in forma laboratoriale.
Si conclude con la proposta concreta rappresentata dal Service learning.
Tipologie di competenze
La lettura delle competenze distingue spesso tra competenze di base, trasversali e tecnico/professionali. Distinzione promossa, in particolare da ISFOL, in ambito lavorativo.
- Le competenze di base sono quelle indispensabili per poter esercitare il diritto di cittadinanza (a livello sociale e lavorativo): saper leggere e scrivere, saper comprendere un testo, conoscere l’informatica di base, una lingua straniera, conoscere le leggi fondamentali per vivere e lavorare, saper studiare, ecc. A livello europeo sono denominate competenze chiave (le otto competenze alla base delle Indicazioni nazionali) e sono riconducibili (anche se non indissolubilmente) ai campi dell’esperienza e agli ambiti disciplinari.
- Le competenze trasversali sono quelle che si attivano a fronte di qualsiasi richiesta, che permettono di comprendere, elaborare, comunicare. Sono alla base di qualsiasi apprendimento. Lo sono, ad esempio: comunicare, risolvere dei problemi, relazionarsi agli altri, ascoltare, comprendere, decidere...
- Le competenze tecnico/professionali (o specifiche) sono i saperi e le tecniche operative proprie delle attività relative a determinati processi operativi in particolare in ambito lavorativo, cioè le conoscenze dichiarative e procedurali che rendono possibile lo svolgimento di un compito (tecnologiche, commerciali, giuridiche, ecc.).
Il concetto di competenza secondo OCSE-PISA
Tra le molte definizioni del concetto di competenza una delle più convincenti è quella maturata all’interno di un gruppo di ricerca impegnato nel progetto OCSE denominato PISA:
Fronteggiare efficacemente richieste e compiti complessi comporta non solo il possesso di conoscenze e di abilità ma anche l’uso di strategie e di routines necessarie per l’applicazione di tali conoscenze e abilità, nonché emozioni e atteggiamenti adeguati e un’efficace gestione di tali comportamenti. Pertanto, la nozione di competenze include componenti cognitive ma anche componenti motivazionali, etiche, sociali e relative ai comportamenti. Costituisce l’integrazione di tratti stabili, risultati di apprendimento, sistemi di valori e credenze, abitudini e altre caratteristiche psicologiche. Da tale punto di vista, leggere, scrivere e far di conto sono abilità che, ai livelli di base, rappresentano le componenti critiche di numerose competenze. Mentre il concetto di competenza si riferisce alla capacità di far fronte a richieste di un elevato livello di complessità e comporta sistemi di azione complessi, il termine conoscenze è riferito ai fatti o alle idee acquisiti attraverso lo studio, la ricerca, l’osservazione o l’esperienza e designa un insieme di informazioni che sono state comprese. Il termine abilità viene usato per designare la capacità di utilizzare le proprie conoscenze in modo relativamente agevole per l’esecuzione di compiti semplici.
Altre definizioni di competenza
Come sappiamo però esistono diverse definizioni di competenza:
- Le competenze sono costituite dall'attitudine individuale e, al limite, soggettiva, di utilizzare le proprie qualificazioni, i propri saper fare e le proprie conoscenze al fine di raggiungere un risultato. Infatti, non esistono competenze «oggettive», tali da poter essere definite indipendentemente dagli individui nei quali esse si incarnano. Non ci sono le competenze in sé, ci sono soltanto le persone competenti. (OECD, Qualifications et compétences professionnelles dans l’enseignement technique et la formation professionnelle. Paris, 1996)
- La competenza non è uno stato o una conoscenza posseduta. Non è riducibile né a un sapere, né a ciò che si è acquisito con la formazione. [...] La competenza non risiede nelle risorse (conoscenze, capacità...) da mobilizzare, ma nella mobilizzazione stessa di queste risorse. Qualunque competenza è finalizzata (o funzionale) e contestualizzata: essa non può dunque essere separata dalle proprie condizioni di «messa in opera». La competenza è un saper agire (o reagire) riconosciuto. Qualunque competenza, per esistere, necessita del giudizio altrui. (G. Le Boterf. De la compétence, Les éditions d’Organisation, Paris, 1994)
- Una competenza è la capacità di far fronte ad un compito, o un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto e ad orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive, e ad utilizzare quelle esterne in modo coerente e fecondo. (M. Pellerey, Le competenze individuali e il portfolio. La Nuova Italia, Firenze, 2004)
L’idea di fondo che emerge dai documenti delle iniziative internazionali come PISA (Program for International Student Assesment) è che per fronteggiare efficacemente richieste e compiti complessi non sia sufficiente il possesso di conoscenze e di abilità ma anche l’uso di strategie necessarie per la loro applicazione, nonché emozioni e atteggiamenti adeguati e un’efficace gestione di tali componenti.
- Il termine conoscenze è riferito ai fatti o alle idee acquisiti attraverso lo studio, la ricerca, l’osservazione o l’esperienza e designa un insieme di informazioni che sono state comprese.
- Il termine abilità viene usato per indicare la capacità di utilizzare le proprie conoscenze in modo relativamente agevole per l’esecuzione di compiti semplici.
Le conoscenze e le abilità sono i due mattoni su cui si fonda la competenza.
Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli
Per il Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli (EQF):
- La conoscenza è l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche;
- L’abilità è la capacità di usare la conoscenza ed è descritta come cognitiva (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratica (manualità, uso di metodi, materiali e strumenti);
- E infine la competenza è la capacità di usare la conoscenza, abilità e capacità personali, sociali e metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale; è descritta in termini di responsabilità e autonomia. Quest’ultima individua la capacità di prendere decisioni che nascono dalla responsabilità.
Oggi, in particolare il mondo della scuola, preferisce parlare di competenza come di una integrazione di conoscenze (sapere), abilità (saper fare), capacità metacognitive e metodologiche (sapere come fare, trasferire, generalizzare, acquisire e organizzare informazioni, risolvere problemi), capacità personali e sociali (collaborare, relazionarsi, assumere iniziative, affrontare e gestire situazioni nuove e complesse, assumere responsabilità personali e sociali).
Quindi la nozione di competenza include componenti cognitive ma anche componenti motivazionali, etiche, sociali e relative ai comportamenti. Costituisce l’integrazione di tratti stabili, risultati di apprendimento (conoscenze e abilità), sistemi di valori e credenze, abitudini e altre caratteristiche psicologiche. Da tale punto di vista, leggere, scrivere e far di conto sono solo abilità che, ai livelli di base, rappresentano le componenti critiche di numerose competenze.
Quindi vi è una visione della competenza come l’atto della mobilitazione efficace della persona di fronte a problemi.
La metafora dell’iceberg
Questo concetto viene sintetizzato dalla metafora dell’iceberg di David McClelland, dove nella parte visibile dell’iceberg vi sono le conoscenze e le abilità, in quanto esse possono essere verificate; mentre se scendiamo in profondità scopriamo altre componenti che hanno a che fare con l’affettività, la motivazione, l’immagine di sé e i valori che ci orientano, i quali si strutturano nel corso della vita, nei contesti sociali a partire da quello familiare.
La complessità delle conoscenze può essere schematizzata in questo modo:
| Sapere | Conoscenze concettuali o dichiarative | La conoscenza dichiarativa si riferisce al sapere fatti, concetti, o teorie. |
| Saper fare | Abilità o conoscenze procedurali | La conoscenza procedurale si riferisce al sapere come essere abile. |
| Essere | Atteggiamenti o attitudini, o disposizioni | Questa terza componente riguarda la sfera delle emozioni, della motivazione, della volontà. |
Le competenze, quindi, si manifestano e si sviluppano quando la persona si trova ad affrontare un compito complesso che chiede di mettere in gioco tutto il proprio patrimonio conoscitivo, emozionale e valoriale.
Lo sviluppo delle competenze non dipende in maniera deterministica dal contesto di vita, ma il contesto sociale, culturale, economico svolge un ruolo molto importante.
Chi vive in un ambiente sociale aperto, la cui famiglia ha molte frequentazioni e molte occasioni di socializzazione sarà molto probabilmente più allenato a socializzare e ad avere relazioni interpersonali rispetto ai suoi compagni; la scuola perciò non ha il monopolio sulla formazione, in quanto non può cancellare il peso che il contesto sociale esercita nella vita degli alunni, nonostante ciò e proprio per questo motivo, la scuola ha il compito di compensare le eventuali carenze degli studenti introducendo stimoli altrimenti assenti, prestando una particolare attenzione “l’ultimo della classe”, e cambiando la didattica affinché tutti gli studenti possano trarne vantaggio.
Competenze chiave nelle raccomandazioni europee
Il testo poi ci fa conoscere le competenze chiave nelle Raccomandazioni europee, le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.
La raccomandazione indica otto competenze chiave:
- Comunicazione nella madrelingua;
- Comunicazione nelle lingue straniere;
- Competenza matematica e competenze di base in campo scientifico e tecnologico;
- Competenza digitale;
- Imparare a imparare;
- Competenze sociali e civiche;
- Spirito di iniziativa e imprenditorialità;
- Consapevolezza ed espressione culturale.
Sul piano personale le competenze sono: dotazioni funzionali allo sviluppo, capaci di mettere il soggetto nella condizione di poter affrontare le situazioni dell’esistenza.
Sul piano sociale e civico: dotazioni per sviluppare relazioni interpersonali di tipo collaborativo, agire in termini prosociali e di responsabilità civica.
Le competenze chiave entrano nelle Indicazioni nazionali e costituiscono il punto di riferimento sintetico al quale vanno finalizzati i traguardi di competenze di tipo disciplinare.
Le competenze di cittadinanza, in particolare, sono la bussola del curricolo, non elementi aggiuntivi a lato dei saperi «forti» (quelli disciplinari): orientando la formazione scolastica.
Formazione alla cittadinanza
La formazione alla cittadinanza si svolge lungo tre direzioni:
- Dimensione funzionale: possesso degli aspetti strumentali (lettura, scrittura, lingue, calcolo, informatica).
- Dimensione culturale e interculturale: conoscenza del passato, del presente e dei rischi e opportunità del futuro. Promozione dei valori per vivere democraticamente insieme in una società umana multiculturale.
- Dimensione pro-sociale: impegno individuale e di gruppo verso l’ambiente, sé stessi e gli altri.
La competenza non è qualcosa che viene fornito dall’esterno, essa è collegata alle disposizioni potenziali di una persona, e rappresenta la progressiva manifestazione e lo sviluppo delle originali cap
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