Riassunto per l'esame di didattica della storia
Basato sul corso e sullo studio autonomo del libro consigliato dal Prof. Andrea Savio: Insegnare storia nella scuola primaria e dell'infanzia, A. Savio. Università degli Studi di Padova - Unipd, facoltà di Scienze della formazione.
La storia oggi
La storia non è il passato
Annalistica: registrazione degli eventi considerati degni di ricordo. Mitologia: proiezione in un indeterminato tempo lontano di memorabili epopee. In generale, il bisogno di trasmettere il ricordo testimonia il bisogno di identità e di coesione, e il bisogno di indagare si può tradurre nel bisogno di collegare gli eventi in un tempo e in uno spazio precisi. La storia è quindi una modalità di ricostruzione razionale del proprio o dell'altrui passato. La storia è un processo in continuo divenire.
La storia come disciplina è la somma delle risposte che gli studiosi hanno via via fornito in merito ai problemi riguardanti il divenire delle società. Dal 1929 a Strasburgo nasce la rivista Annales d’histoire économique et sociale, grazie alla quale l'indagine sui problemi si è allargata sull'intero spettro delle attività umane. Gli storici si mantengono fedeli alle partizioni e alle scansioni dettate dalla storia dei grandi avvenimenti politici, ma i cambiamenti nel pattern tecnologico o nei costumi sessuali sono più importanti dell'esito di una singola guerra o rivoluzione. Nasce quindi una Nuova Storia che in realtà oggi è l'ossatura stessa della disciplina.
L'affermazione della nuova storia ha anche coinciso con il cambiamento delle finalità d'indagine. La storia oggi è una pura comprensione dei fatti umani come capacità di capire le motivazioni delle scelte e dei percorsi intrapresi. La storia è quindi una palestra di tolleranza e di rigore concettuale e fornisce senso al presente alla luce del passato, e viceversa.
I generi storiografici
Storia generale
La storia è una disciplina unita e coerente che si occupa dell'umanità nel suo complesso. La storia generale è il genere storiografico più praticato. L'idea di storia è influenzata dai manuali scolastici tra cui quelli di storia. La storia generale è una sorta di enciclopedia del passato, un insieme di conoscenze e nessi. Le finalità e il ruolo della storia generale devono essere fissati con estrema chiarezza dal legislatore e sarebbe auspicabile che fossero frutto di una parca scelta consapevole. Le attuali partizioni programmatiche sono troppo vaste e troppo pretenziose sul piano dei contenuti per permettere di relativizzare il ruolo della storia generale.
Storia globale
Le accuse contro la storia generale riguardano l'essere incentrata solo sulla civiltà europea. La World History appare come un approccio interessante e fecondo, ma per adottarlo nell'insegnamento presenta non pochi problemi. I manuali didattici concepiti con questo approccio tendono ad un eccesso di semplificazione. La suddivisione della storia secondo grandi tappe reintroduce una visione deterministica per stadi di sviluppo fuorviante ed da lungo tempo obsoleta. La visione non incentrata sull'Occidente ha consentito la relativizzazione del supposto primato europeo. Comunque, è necessario partire a livello didattico dalla conoscenza della propria civiltà e del proprio paese.
Storia nazionale
Nessuna nazione si forma senza una propria storia nazionale. Lo stato nazionale si costruisce sulla base della combinazione persuasiva di diversi materiali. La funzione della storia è stata quella di proiettare nel passato i necessari schemi identitari e di evidenziare passaggi ed episodi che certificano i valori originari della nazione. La salute dello Stato Nazionale è ancora ottima. Anche in Italia la storia nazionale ha rivestito grande importanza ed è ancora oggi terreno di scontro ideologico-politico. In Italia quanto più appaiono scontante le problematiche tanto più gli storici tendono ad essere relegati sullo sfondo.
Storie settoriali o speciali
Le storie settoriali o speciali si distinguono per l'oggetto, ovvero la concreta problematica dell'indagine. Si sente la necessità di isolare gruppi di fenomeni di particolare rilevanza e complessità e gli storici analizzano specifici aspetti di una civiltà. L'utilizzo di temi di storia settoriale è fondamentale perché rompono i rigidi schematismi delle periodizzazioni tradizionali. Alcuni esempi sono:
- Storia economica: si occupa del divenire dei fatti economici
- Storia di impresa: nascita ed evoluzione di singole grandi aziende
- Storia della famiglia
- Storia della medicina
- Storia della scienza
- Demografia storica: utilizza i dati quantitativi forniti da censimenti e registri anagrafici per indagare le tendenze sul piano demografico. Essa è legata all'utilizzo della schedatura a computer delle fonti seriali disponibili
- Storia della cultura materiale si occupa della definizione e dell'evoluzione degli oggetti che entrano a far parte della vita quotidiana
- Storia dell'alimentazione: la scuola francese di Annales fa moltiplicare ricerche e dibattiti e fa arricchire le conoscenze sulle grandi trasformazioni
Storia delle donne e la gender history
La storia delle donne appare in concomitanza con la diffusione del movimento femminista dagli anni 70 negli USA. Fa parte di questo ramo tutto ciò che riguarda il corpo e la sessualità, la prostituzione, contraccezione e la maternità, la stregoneria e la sua repressione. La gender history costituisce quasi un nuovo approccio complessivo alla storia dell'umanità e ha conosciuto una forte espansione nel mondo accademico statunitense.
La storia locale
Dal punto di vista scientifico non esiste nessuna storia locale perché ogni interpretazione storica è precisamente localizzata o non è. Ogni fenomeno storico si dipana in uno spazio definito: è piuttosto un problema di scala di analisi. Quello della storia locale è un concetto ambiguo e fa riferimento a una dimensione che va da quella municipale a quella regionale. La storia locale è un sottoinsieme della storia di una civiltà che incrocia una o più storie settoriali a seconda delle specificità del luogo. Ogni storia locale non può non rimandare alla dimensione più ampia di una civiltà nel suo divenire storico. Dal punto di vista didattico è necessaria perché partire dal territorio di cui gli allievi hanno esperienza diretta è fondamentale perché fornisce una più precisa conoscenza delle relazioni esistenti tra un uomo e un territorio. La storia locale può contribuire anche all'educazione civica.
La ricerca storica
Il rapporto con il presente e le ipotesi di ricerca
Le domande nascono sempre dal presente e solitamente uno storico si dedica a una questione perché gli interessa risolvere un problema, perché non è mai stato trattato oppure perché le interpretazioni esistenti gli sembrano insoddisfacenti o parziali. Le domande sorgono dall’osservazione diretta della realtà presente ed all'evidenza quotidiana. Si vuole cercare di capire i motivi del sottosviluppo di una marcata modernizzazione o semplicemente c'è curiosità culturale. Esistono anche tendenze comuni o mode storiografiche e solitamente le domande sono seguite da precise ipotesi di lavoro. La storia corre il rischio delle scienze esatte nel senso che la tentazione di far corrispondere il dato empirico alle ipotesi di lavoro è sempre dietro l'angolo. Nuove domande e nuovi percorsi di lavori possono aprirsi durante la ricerca, ma gran parte del lavoro dello storico consiste nel corretto utilizzo delle fonti.
Cosa sono le fonti
Il passato lascia tracce e relitti: monumenti, oggetti, carte, paesaggio, lingua e sistemi di pensiero. Tutto ciò conserva una funzione o ne ha assunte di diverse. Un oggetto o documento è muto riguardo alla conoscenza storica se non arrivano le domande dello storico: la storia vuole ricavare informazioni da questo oggetto. Per FONTE si intende ogni elemento, materiale o immateriale, adatto a fornire risposte ai problemi e alle domande che vengono proposti da una ricerca storica. Le fonti disponibili sono spesso troppe e variegate e possono essere indirette o secondarie, ovvero tutta la storiografia già esistente sull'argomento e rappresenta le conoscenze che si sono già acquisite grazie alla ricerca e alla ricostruzione fatta da altri; fonti primarie o dirette, testimonianze di qualsiasi genere che provengono direttamente dal passato. La raccolta e l'analisi di queste ultime dipende anche dalla loro disponibilità.
La critica delle fonti
L'analisi critica delle fonti è un momento fondamentale dell'interpretazione storica perché si tratta di valutare la bontà delle risposte che le fonti stesse possono fornire. Lo storico disinvolto può essere portato a forzare la lettura di una fonte per cercare conferma alle sue intuizioni e l'analisi critica delle fonti primarie si articola in quattro fasi:
- Decifrazione: è complicata nel caso delle lingue morte o scritture diverse da quella alfabetica per cui si fa ricorso a tecnologie e competenze scientifiche molto specifiche e raffinate
- Esame del contenuto: avviene dopo la decifrazione e può essere anche molto complicato
- Prova dell'autenticità: i motivi per falsificare un oggetto sono i più vari. Nel medioevo si tendeva a falsificare molte cose, ma questo avviene anche in epoche recenti. Oggi però non è molto difficile per un'attenta analisi critica smascherare un documento falso
- Definizione del grado di attendibilità: anche la più autentica delle fonti può contenere elementi non oggettivi o apertamente fuorvianti. Ad esempio, l'articolo di giornale può fornire una ricostruzione parziale o distorta dei fatti anche perché l'autore potrebbe esser male informato e trasmettere un'informazione fallace. L'unica vera modalità per stabilire l'attendibilità è la comparazione e il confronto con altre fonti per creare una scala di attendibilità. Gli specialismi usano tecniche e preconoscenze specifiche e sono ancora di più connessi alla operazione di reimmersione e ricreazione del passato.
Lo sguardo della storia
La distanza temporale e geografica garantisce distacco emotivo che consente di sfuggire alla soggettività della percezione. Lo sguardo dello storico è quello di un osservatore dall'alto e può ingrandire a suo piacimento sul particolare e sul fatto essenziale. Lo storico conosce l'esito finale del processo, ma il suo vero scopo è capire perché le cose sono andate in un certo modo.
Il tempo storico e la periodizzazione
Datare è un'operazione necessaria e imprescindibile. Il tempo della storia è di tipo lineare ed è una successione di eventi senza possibilità di ritorno o inversione. I concetti di successione, simultaneità, durata, ordine temporale sono quindi necessari per affrontare ogni argomento storico. La datazione è l'operazione di base sul tempo storico. Per cronologia s’intende una scelta coerente di date ed eventi fondamentali in successione. La cronologia non è un dato di fatto: il suo livello di dettaglio dipende dalla scelta effettuata. Fondamentale è la connessione logica. Per periodizzazione s’intende segnare sulla linea retta i limiti temporali che circoscrivono un periodo ovvero i momenti di discontinuità e cambiamento che danno senso alla continuità storica.
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