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Insegnare storia nella scuola primaria e dell’infanzia – Panciera - 201601

La storia oggi

Competenze europee e Indicazioni nazionali

Insegnare storia

Sussidi

Appendice

Prefazione

  • Capitolo 1: parla dei fondamenti e dello statuto della storia.
  • Capitolo 2: parla della storia in relazione agli assetti legislativi e programmatici in ambito europeo e nazionale.
  • Capitolo 3: parla delle specificità pratiche e tecniche dell’insegnamento della storia.
  • Capitolo 4: esempi di laboratori per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria.

Capitolo 1 - La storia oggi

La storia non è il passato

  • La storia come disciplina di studio nasce in Grecia nel 5° secolo a.C. (dal 500 a.C. al 401 a.C.).
  • In quel periodo molte società già possedevano forma di fissazione e di rappresentazione degli eventi del passato (racconti orali, incisioni rupestri, documenti scritti, etc.).
  • Le varie forme di trasmissione del ricordo testimoniano il bisogno d’identità e di coesione delle società.
  • Erodoto di Alicarnasso e Tucidide di Atene, considerati i fondatori della storia come disciplina, aggiunsero a tutto questo la necessità di trovare una spiegazione/interpretazione agli eventi del passato. La storia diventa così un’indagine: bisogna collocare gli eventi in un tempo e in uno spazio precisi e bisogna accertare l’adeguatezza e la credibilità delle testimonianze.
  • La storia è una modalità di ricostruzione razionale del proprio o dell’altrui passato. La storia come disciplina è la somma delle risposte che gli studiosi hanno via via fornito ai problemi delle società.
  • A partire dal 1929, anno di fondazione della rivista “Annali di storia economica e sociale”, l’indagine sui problemi delle società si è allargata a tutte le attività umane. Fino al primo 1900, le ricerche storiche si focalizzavano solamente sulla storia politico-istituzionale legata all’evoluzione degli Stati. Dal 1929 le ricerche storiche si sono estese a tutte le attività umane (demografia, tecnologia, alimentazione, rituali, etc.).
  • L’estensione dei campi d’indagine e l’aumentare dei contatti tra le diverse società hanno portato all’abbandono della funzione di insegnamento morale della storia. Si è affermata una concezione della storia come comprensione degli eventi umani, come capacità di capire le motivazioni delle scelte e dei percorsi intrapresi dagli uomini.
  • La storia ricostruisce e spiega razionalmente i fenomeni e lascia al lettore e all’opinione pubblica i giudizi e le opinioni. La storia cerca di ricostruire e spiegare il più oggettivamente possibile gli eventi.
  • La storia non è il passato; la storia è ciò che fornisce senso al presente sulla base di quanto è avvenuto nel passato e viceversa.

I generi storiografici

La storia è una disciplina unitaria e coerente, che si occupa di tutte le società. All’interno della storia possiamo trovare vari ambiti di ricerca.

  • La storia generale. La storia generale è la rappresentazione sistematica dei percorsi e dei cambiamenti che hanno riguardato l’umanità dalla preistoria a oggi, organizzata secondo un principio sequenziale e formata dalle principali conoscenze che abbiamo sviluppato. Di solito la storia generale è organizzata in base ai rapporti istituzionali e di potere: guerre, dinastie, trattati, rivoluzioni, crisi, etc. La storia generale è incentrata solamente sulla civiltà europea, le altre civiltà vengono prese in considerazione solo in relazione al contatto e alle dinamiche incontro/scontro con la civiltà europea.
  • La storia globale (world history). La storia globale nasce negli anni 1970 negli Stati Uniti. La storia globale utilizza un punto di vista non eurocentrico, ma globale. La storia globale è una forma di analisi storica nella quale fenomeni, eventi e processi vengono inquadrati in contesti globali. La storia globale utilizza un approccio che evidenzia le connessioni, gli scambi e la circolazione di merci, persone, idee e istituzioni all’interno di processi storici su scala globale, il cui sguardo supera i confini nazionali. L’utilizzo della storia globale nell’insegnamento pone molti problemi: è poco diffusa anche nelle università, mancano gli strumenti di base per insegnarla e manca un canone condiviso. I manuali didattici della storia globale tendono a un eccesso di semplificazione. A livello didattico è sensato partire dalla conoscenza della propria civiltà e del proprio paese, essendo consapevoli della visione eurocentrica, e poi dedicare maggiore attenzione alla storia delle civiltà e dei paesi extraeuropei.
  • La storia nazionale. La storia del proprio Stato (eventi più importanti, tradizioni, usi e costumi, cultura, etc.).
  • Le storie settoriali. La necessità di isolare gruppi di fenomeni di particolare importanza e complessità ha portato gli storici ad analizzare specifici aspetti di una civiltà o specifici argomenti. Le storie settoriali si distinguono per l’oggetto, per la concreta problematica dell’indagine. Esempi di storie settoriali: la storia economica, la storia della medicina, la storia della scienza, la demografia storica (utilizza in modo sistematico i dati quantitativi forniti da censimenti e registri anagrafici e indaga le tendenze sul piano demografico e i meccanismi di riproduzione delle diverse popolazioni), la storia della famiglia (si concentra sulla vita familiare, es: rapporto genitori-figli, rapporti tra coniugi, etc.), la storia della cultura materiale (si occupa della definizione e dell’evoluzione degli oggetti che vengono utilizzati durante la vita: vestiti, utensili, arredi, macchine, etc.), la storia dell’alimentazione.
  • La storia delle donne. Gli studi sulla storia delle donne sono apparsi contemporaneamente alla diffusione del movimento femminista, a partire dagli anni 1960. La storia delle donne riguarda il corpo e la sessualità, la prostituzione, la contraccezione, la maternità, etc.
  • La gender history. Il rischio di subalternità di una storiografia solo al femminile è stato superato, a partire dagli anni 1980, utilizzando il concetto di genere.
  • La storia locale. Dal punto di vista scientifico non esiste nessuna storia locale perché ogni interpretazione storica deve essere precisamente localizzata. Ogni fenomeno storico si svolge in uno spazio definito. Isolare una dimensione continentale, nazionale, regionale, municipale o scegliere altre definizioni spaziali (es: le Alpi, il Mediterraneo, i Balcani, etc.) dipende solamente dall’oggetto dell’analisi e dal livello di approfondimento. La storia locale è un sottoinsieme della storia di una civiltà, che incrocia una o più storie settoriali, a seconda delle caratteristiche del luogo.

La ricerca storica

  • Le domande che riguardano il passato e le domande che stanno alla base di una ricerca storica nascono sempre dal presente, ovvero sono l’espressione di una particolare sensibilità culturale o di una qualche esigenza pratica che si manifesta nell’attualità.
  • Ogni storico si dedica ad una specifica tematica perché un complesso di ragioni culturali, personali ed ideologiche lo spingono ad affrontare un certo problema che gli interessa risolvere, perché mai trattato prima, oppure ripercorrere perché le 2 interpretazioni esistenti gli sembrano parziali o insoddisfacenti. Alcune volte, le domande alla base di una ricerca storica possono nascere dall’osservazione diretta della realtà presente (es: le tecniche di coltivazione del suolo, i mezzi di trasporto, etc.). Altre volte lo spunto di partenza di una ricerca storica proviene da concetti più astratti o da problematiche più complesse (es: la mancata modernizzazione delle strutture socioeconomiche di alcuni paesi). Altre volte le ricerche storiche partono dalla curiosità dello studioso. Esistono anche delle tendenze comuni o delle “mode” storiografiche.
  • Solo l’analisi delle fonti e la disponibilità dello storico a seguirne criticamente i suggerimenti garantiscono concretezza alla ricerca e ne possono aggiungere valore e profondità. In gran parte il lavoro dello storico consiste nel corretto utilizzo delle fonti. Le fonti assegnano oggettività all’interpretazione dei fenomeni e orientano e stimolano la ricerca storica.
  • Il passato lascia un’enorme quantità di tracce (monumenti, oggetti, testi scritti, etc.). I resti del passato diventano fonte solo nel momento in cui vengono interrogati dagli storici, cioè quando possono acquistare senso attraverso la loro interpretazione e la ricostruzione dei legami logici che essi hanno con altre fonti. Un qualsiasi oggetto o documento è assolutamente muto riguardo alla conoscenza storica, se non arrivano le domande dello storico che chiedono risposte precise. Fonte è ogni elemento, materiale o immateriale, adatto a fornire risposte ai problemi e alle domande che vengono proposti da una ricerca storica.
  • Le fonti possono essere divise in fonti primarie e fonti secondarie.
  • Le fonti primarie sono le testimonianze di qualsiasi genere che provengono direttamente dal passato (testi scritti, quadri, fotografie, audio, filmati, oggetti, edifici, tecniche, etc.).
  • Le fonti secondarie sono tutta la storiografia già esistente sull’argomento di ricerca e rappresentano le conoscenze che si sono già acquisite grazie alle ricerche e alle ricostruzioni fatte da altri studiosi.
  • L’analisi critica delle fonti è il momento fondamentale dell’interpretazione storica perché si tratta di valutare la validità, l’utilità delle risposte che le fonti stesse possono fornire.
  • Per quanto riguarda l’analisi critica delle fonti secondarie lo storico si deve fidare del lavoro svolto dagli altri storici, che è validato dal consenso della comunità scientifica.
  • L’analisi critica delle fonti primarie si suddivide in quattro fasi, che spesso si svolgono contemporaneamente: la decifrazione, l’esame del contenuto, la prova dell’autenticità, la definizione del grado di attendibilità.
  1. La decifrazione di una fonte: la lettura e la comprensione della fonte.
  2. L’esame del contenuto di una fonte: è possibile solo assieme o subito dopo che è avvenuta la decifrazione della fonte.
  3. La prova dell’autenticità: serve a stabilire l’autenticità della fonte. Oggi è molto semplice smascherare un documento falso. Le tecnologie disponibili rendono sempre possibile scoprire se materiali, modalità, tecniche siano o meno compatibili con una determinata epoca e con un certo ambiente.
  4. La definizione del grado di attendibilità: anche la più autentica delle fonti può contenere elementi non oggettivi o fuorvianti, ingannevoli; un esempio è l’articolo di giornale, che fornisce molto spesso una ricostruzione parziale o distorta dei fatti, anche se il giornale è autentico e l’articolo è stato davvero pubblicato. L’unica vera modalità per stabilire l’attendibilità di una fonte è la sua comparazione e il confronto con altre fonti.
  • Il fatto che non sia possibile una diretta osservazione degli eventi e dei fenomeni che si sono svolti nel passato non costituisce affatto un problema per gli storici. La distanza temporale, e spesso anche geografica, garantisce un certo distacco emotivo e consente di essere più oggettivi.
  • Per lo sguardo della storia ciò che risulta essenziale è capire perché le cose sono andate in un certo modo: ad esempio, come mai un certo aggregato sociale, davanti a tante 3 opzioni ha scelto quella e non altre etc. Lo sguardo della storia è un’abitudine a cercare in profondità e con precisione le ragioni dei fenomeni.
  • Datare con la maggiore precisione possibile i fenomeni oggetto dell’indagine è un’operazione obbligatoria per la storia. Il tempo storico è di tipo lineare, rettilineo, è una successione lineare senza possibilità di ritorno o inversione. I concetti di successione, simultaneità, durata, ordine temporale sono necessari per affrontare ogni argomento storico.
  • La capacità di leggere l’orologio, di tenere un calendario, di contare i secoli e i millenni devono essere possedute molto bene dai bambini. XVI secolo = dal 1501 al 1600.
  • La datazione è l’operazione di base sul tempo storico. La datazione è l’assegnazione della data; l’accertamento, eseguito mediante l’indagine storica o una serie di ragionamenti induttivi, del tempo in cui un fatto è avvenuto.
  • La cronologia è una scelta coerente di date/eventi fondamentali in successione, scelti tra tutti quelli relativi a un dato fenomeno.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher riccardoricci95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Baviello Davide.
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