Citopatologia: citologia e tipi di cellule
La citologia è una branca dell’anatomia patologica che, tramite tecniche diverse, valuta le alterazioni delle cellule dei vari organi, con l’intento di identificare entità morbose di cui il paziente è affetto.
Campione citologico
Campione citologico: ci permette di ricostruire la morfologia di un tessuto a partire da elementi singoli, infatti in citologia diagnostica viene persa la “geografia spaziale” dell’organo/tessuto. (Non osservo la struttura microscopica dell’organo).
In un campione citologico i criteri diagnostici si basano sulle caratteristiche delle cellule:
- 1) Morfologia del citoplasma e del nucleo. In particolare, ci concentriamo su:
- Dimensioni di nucleo e citoplasma
- Rapporto nucleo/citoplasma
- Forma citoplasma
- Morfologia nucleo → margini; forma; tridimensionalità; distribuzione cromatina; presenza nucleolo.
- 2) Pattern di aggregazione
Differenze con campione istologico
Differenze con campione istologico: nel campione istologico si riconosce l’epitelio con la membrana basale e il tessuto connettivo e si vede quindi la struttura nell’insieme. Sono mantenuti “siti, orientamento e rapporti” delle componenti tissutali prelevate e anche nelle lesioni che si discostano molto dall’anatomia dell’organo da cui derivano, è mantenuta “la geografia spaziale” tra epitelio, stroma e vasi.
Esempio: Si riconosce che è un adenocarcinoma perché si vedono le strutture ghiandolari immerse nel tessuto connettivo insieme ad atipie cellulari e cellule disposte irregolarmente. Ciò non è possibile nel campione citologico in quanto è ciò che c’è attorno alle cellule che facilita l’indagine istologica.
La citologia dà diagnosi indicative e non certe ed è anche piuttosto difficile da interpretare poiché bisogna concentrarsi solo ed esclusivamente sulle alterazioni delle singole cellule o piccoli aggregati e non sull’intero tessuto. (Non è importante trovare una diagnosi netta dall'analisi del campione citologico; infatti, il clinico vuole sapere, per esempio, se sono presenti cellule neoplastiche e la citologia nasce prevalentemente per questo).
Distretti di interesse della citologia
Distretti di interesse della citologia: In tutti i distretti si può fare citologia. Quelli più frequentemente usati nella routine diagnostica sono:
- Liquor in caso di tumori del SNC e meningiti, si evidenziano cellule neoplastiche; in caso di patologie infiammatorie si evidenziano cellule infiammatorie. Mediante l’analisi chimico-fisica, si evidenziano determinati marker proteici.
- Urine → mediante l’emissione delle urine (atto fisiologico), si possono esaminare le cellule all’interno.
Gli organi più semplici da esaminare sono gli organi superficiali poiché più aggredibili con un ago. Più il parenchima è profondo e si deve superare, con l’ago, strutture importanti, più è difficile (ad esempio, rene, pancreas).
Tipi di materiale per un esame citologico
Tipi di materiale per un esame citologico:
- Citologia esfoliativa
- Citologia abrasiva
- Citologia da agoaspirazione
Citologia esfoliativa
È l’esame più semplice in quanto avviene attraverso il prelievo di cellule che normalmente hanno un turn-over e tendono perciò a desquamarsi fisiologicamente (talvolta ciò accade in seguito a patologia).
- Urine
- Espettorato → quando abbiamo un sospetto di lesione a livello bronchiale per possibili contaminazioni. In caso di espettorato si devono prelevare 3 campioni con % di positività elevata su 3 campioni.
- Secrezioni → es. morbo di Paget, che può dare secrezioni ematiche
- Versamento pleurico, cardiaco, ascitico, sinoviale.
- Liquor
- Lavaggi
- Pap-test (vedi dopo)
Le cellule esfoliano spontaneamente e si devono raccogliere nel liquido o secrezione già presente. Si attua una esfoliazione provocata (forzata) quando la lesione esfolia poco oppure si vuole essere più precisi nella localizzazione.
L’esfoliazione può essere provocata tramite:
- Lavaggio washing → Si fa laddove ci sono lesioni a cui non si può accedere perché sono troppo distanti. Si inietta la fisiologica e poi si aspira. È poco invasivo. Usato per l’albero bronchiale e cavità peritoneale.
- Scraping → è la metodica in cui si fa una scarnificazione (grattamento maggiore) con eventuale sanguinamento. Analisi lesioni cutanee.
- Brushing spazzolamento: possibile sugli organi cavi accessibili dall’esterno (trachea, bronchi, tubo digerente, cervice uterina, vagina, utero).
- Tubo digerente: è importante distinguere un altro esame da un brushing. Quando abbiamo lesioni evidenti a livello gastrico/duodenale facciamo esame agobioptico, quando siamo a livello vie biliari facciamo brushing. Dipende quindi dall’organo interessato.
- Trachea e bronchi: quando la lesione è troppo lontana per l’agobioptico agiamo con il brushing.
- Cervice uterina e vagina: non provoca sanguinamento.
- Utero
Citologia abrasiva
Scarificazione cute/mucose. Effettuata mediante una spazzolina che provoca un minimo di traumatismo, si raschia la lesione superficiale, quindi, c’è invasività maggiore (può dare minimo fastidio e sanguinamento).
Si ha una maggiore invasività se le lesioni sono a livello della laringe, trachea, bronchi. Questo non perché l’esame in sé è invasivo (o comunque lo è minimamente), ma perché a queste lesioni dobbiamo arrivarci tramite un broncoscopio.
Citologia da agoaspirazione (FNAC o FNC)
In questo caso c’è come target un nodulo o massa espansiva. Si può vedere palpatoriamente o ecograficamente.
Quindi con la guida ecografica e con un ago molto sottile ((5 mm) andiamo a pungere. Si può arrivare alla diagnosi definitiva e in caso di positività non è necessario fare un intervento diagnostico istologico, ma è sufficiente l’intervento citologico per proseguire l’iter terapeutico (es. intervento chirurgico).
Le sedi di prelievo più frequenti sono:
- Mammella
- Tiroide
- Ghiandole salivari
- Linfonodi
- Noduli sottocutanei
- Fegato (è preferibile esame istologico)
- Polmone (è preferibile esame istologico)
- Pancreas (è preferibile esame istologico)
- Reni (è preferibile esame istologico)
Metodi analisi citologica
Citologia convenzionale
È il metodo più antico che però tutt’ora è il più utilizzato in alcune strutture dove il materiale viene prelevato e strisciato sul vetrino. È una metodica semplicissima che però spesso viene fatta male in quanto, se lo striscio viene fatto realizzando uno strato sottile, si possono vedere bene le singole cellule mentre, se lo striscio viene realizzato senza le adeguate attenzioni ci si troverà il materiale spesso che non permetterà la visione corretta al microscopio (si vedrà stratificazione di elementi cellulari che non si vedono singolarmente).
Citospin
È un esame più vecchio di quello della citologia su strato sottile, ma simile in quanto si basa su delle macchine che separano le varie cellule.
Citoincluso
Si utilizza la boccettina con il liquido, si fa la citologia su strato sottile e successivamente viene centrifugato in altre macchine. Il concentrato rimane nel fondo del barattolo e viene incluso con paraffina come se fosse una biopsia e questo fa sì che si abbia un campione paraffinico di cellule che si può trattare come un campione istologico. Si potranno pre
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