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Scienza delle finanze

Il ruolo del governo nell'economia

Il Governo interviene in molti aspetti della vita quotidiana:

  • Fornisce una serie di servizi (es. ospedali, scuole pubbliche, treni o altri trasporti pubblici, parchi) finanziati attraverso la spesa pubblica, la quale viene alimentata attraverso il prelievo fiscale (tasse e imposte)
  • Il peso finanziario che riveste il settore pubblico è ben il 47% del PIL in Italia: ciò vuol dire che l’intervento statale è davvero notevole nel nostro paese
  • Lo stato è in grado di influenzare anche l'assetto giuridico-istituzionale e prezzi e standard attraverso: regolamentazione dei mercati e della struttura dei contratti, interventi nella risoluzione di contenziosi civili e imposizione di standard di qualità e sicurezza riguardo beni e servizi

Tutte le economie sviluppate sono economie miste e il Governo è il principale datore di lavoro. La costituzione di molti paesi democratici assegna competenze inderogabili al Governo riguardo la distribuzione di beni pubblici e la tutela dei diritti di cittadinanza (lavoro/istruzione/salute).

L’intervento statale e la spesa pubblica cambiano però per ogni Paese: la quantità di risorse da destinare alla spesa pubblica dipende dalla visione politica di giustizia sociale = si propone l’obiettivo di attenuare le disuguaglianze sociali, rendendo accessibile a tutti i diritti sociali di libertà ed i servizi. (se si vogliono tanti servizi e una spesa pubblica elevata, si accetta un’elevata tassazione per finanziarla)

La scelta economica riguarda invece le risorse economiche da trovare per sostenere la spesa pubblica che si vuole realizzare con la propria visione politica di giustizia sociale. Dato che la spesa pubblica è solitamente più alta dell’entrata fiscale (imposte e tasse), si viene a creare debito pubblico = imposte non pagate, ma posticipate al futuro.

Storia e fallimenti dello stato

  • Crisi del 1929 = primo episodio che modificò il modo di vedere il ruolo dello Stato da parte degli economisti
  • Secondo dopoguerra = caratterizzato da forte intervento pubblico, portò all’istituzione del welfare state (stato assistenziale). Ma il modello di intervento generalizzato dello stato è stato messo in discussione per: inefficienza tecnica, inefficacia nel controllo sulla burocrazia, scarsa capacità di aderire alle preferenze individuali e insostenibilità finanziaria.

Sostenere l’intervento pubblico significa ammettere che anche lo stato presenta dei fallimenti: “lo stato interviene per correggere inefficienza e iniquità (del mercato) e produce altra inefficienza e iniquità”

Fallimenti dello stato

  • Informazioni limitate = il governo non ha tutte le informazioni necessarie per raggiungere i propri obiettivi (es. non riesce a distinguere tra disoccupazione volontaria e involontaria oppure tra invalidità effettiva o del tutto assente). Non può inoltre prevedere le conseguenze delle proprie azioni.
  • Controllo limitato sulle risposte del mercato = il governo non riesce a controllare prezzi e volumi scambiati in seguito ai propri interventi finanziari. Non può inoltre conoscere l’ampiezza delle transazioni tenute su mercati irregolari o illegali.
  • Controllo limitato sulla burocrazia = le norme per la pubblica amministrazione, per quanto dettagliate, vanno interpretate e applicate da parte delle agenzie pubbliche. I burocrati possono essere influenzati da interessi privati o di rappresentanti di gruppi specifici, trascurando così gli interessi generali.
  • Problemi nel processo politico = il problema è che la politica prende decisioni solo per brevi cicli politici, non attuando invece modifiche strutturali. Inoltre, i parlamentari potrebbero danneggiare gruppi di minoranza, promuovere l’interesse di gruppi poco estesi oppure favorire provvedimenti in cambio del supporto di altri parlamentari.

Ridimensionamento dell'intervento pubblico

La consapevolezza dei fallimenti dello stato porta l’intervento pubblico a ridimensionarsi a partire dagli anni ’90. In particolare, si assiste ai seguenti fenomeni:

  • Privatizzazione = servizi prima erogati da agenzie o imprese pubbliche vengono ora assegnati alla gestione di soggetti privati
  • Deregulation = il governo si limita a porre solo alcune regole al mercato, riducendo la pressione e incoraggiando le operazioni sul mercato. Il governo si limita a detenere la proprietà solo di ciò che ritiene strategico.

Il nuovo modello di governo è caratterizzato da:

  • Decentramento del potere = trasferimento di una parte del potere a organismi politici decentrati (es. regioni), per affrontare le preferenze dei cittadini in modo più vicino e diretto. Inoltre, in questo modo, i cittadini possono controllare meglio l’operare dello stato.
  • Esternalizzazione produttiva = affidamento a soggetti privati dell’erogazione di alcuni servizi pubblici o dell’adempimento di funzioni pubbliche.
  • Meno potere di coercizione = riduzione delle relazioni di comando e del controllo gerarchico, a favore di un maggiore impiego di incentivi economici.

Modello di Richard Abel Musgrave

Richard Abel Musgrave elaborò il modello dei bureau = lo stato è chiamato ad intervenire quando il mercato non realizza equità ed efficienza e quando presenta fallimenti di mercato. Come interviene lo stato? Attraverso 3 uffici/bureau, che spesso finiscono per mescolarsi assieme:

  • Allocation bureau (corregge inefficienza) = si occupa di migliorare l’allocazione delle risorse attraverso politiche allocative.
  • Stabilization bureau (corregge inefficienza) = si occupa della stabilizzazione del sistema economico con interventi macroeconomici attraverso politiche di stabilizzazione.
  • Distribution bureau (corregge iniquità) = si occupa della ridistribuzione del reddito e della ricchezza per migliorare la giustizia sociale attraverso politiche redistributive.

Funzioni dello stato nella scienza delle finanze

La scienza delle finanze studia le funzioni attribuite allo stato ed ha come oggetto il suo ruolo economico:

  • Funzione allocativa = si occupa della fornitura di beni di interesse sociale. L’intervento diretto avviene con la spesa pubblica in istruzione/sanità/difesa, quello indiretto attraverso l’imposizione di tasse.
  • Funzione di stabilizzazione dell’economia = attraverso interventi di politica monetaria o fiscale per raggiungere obiettivi macroeconomici (es. occupazione, crescita o stabilizzazione dei prezzi).
  • Funzione distributiva = attraverso la definizione dei diritti di proprietà e sistemi di imposte e trasferimenti, lo stato può influenzare la distribuzione di risorse e ricchezza.

Analisi del ruolo dello stato

L’analisi del ruolo dello stato può essere di tipo:

  • Positivo = quando descrive il funzionamento reale del sistema economico o del processo di decisione collettiva, al fine di prevedere come l’intervento pubblico può modificare una situazione reale sul mercato. Economia politica ed economia pubblica si occupano di “ciò che è”.
  • Normativo = quando esamina costi e benefici di diversi meccanismi di intervento pubblico per modificare la realtà. L’analisi normativa richiede innanzitutto una corretta analisi positiva dell’intervento pubblico. Politica economica e scienza delle finanze si occupano di “ciò che si desidererebbe fare”.

Per definire la dimensione dell’intervento pubblico che si vuole realizzare, è importante tenere a mente la concezione dello Stato che viene applicata, ossia la visione di giustizia sociale adottata. Agli estremi:

  • Visione organicista = secondo cui lo stato è il soggetto principale, mentre l’interesse individuale è subordinato agli obiettivi dello Stato.
  • Visione meccanicistica (moderna) = il soggetto principale è la collettività. Lo Stato è un’organizzazione, con lo scopo di realizzare gli interessi della collettività.

Le visioni dello Stato e del mercato si possono raggruppare in 3 grandi gruppi:

  • Libertarian views (estrema dx) = prediligono libero mercato e Stato minimale (riduzione dell’intervento pubblico).
  • Liberal theories of society (posizione intermedia) = prediligono un’economia mista
  • Collectivist views (estrema sx) = visione negativa del libero mercato e si predilige un’economia pianificata.

Molto diffusa è adesso la concezione di stato minimale = lo stato deve garantire i titoli agli individui (es. diritti di proprietà), fornire beni e servizi di interesse sociale (es. difesa e giustizia) e provvedere a una minima redistribuzione della ricchezza a favore delle classi meno abbienti. Le restanti attività sono invece lasciate al libero mercato, considerato come strumento di tutela delle libertà individuali.

Modelli economici

Fasi dell’economista:

  • Modelli = cercano di replicare il funzionamento di un sistema economico attraverso semplificazioni delle caratteristiche essenziali.

Parte di analisi positiva:

  • Modello di economia pubblica = descrive il funzionamento nella realtà di un certo intervento pubblico. Occorre scegliere il modello che meglio descrive la realtà in questione.

Parte di analisi normativa:

  • Modello normativo = individuazione di un obiettivo da conseguire (cosa si vuole cambiare nell’intervento?)
  • Modello di politica economica = descrive il modo in cui si vuole cambiare la realtà, dopo l’individuazione di un obiettivo fattibile e desiderabile. Occorre tener conto delle possibili conseguenze (in termini di costi e benefici) correlate all’intervento

Obiettivi possono essere:

  • Fissi = quando sono trasmessi mediante l’individuazione di uno specifico risultato da realizzare, indicando anche il modo per ottenerlo.
  • Flessibili = quando si indicano le preferenze su tutti gli esiti possibili e come soddisfare le preferenze.

Quale tipologia di obiettivo è meglio scegliere? Entrambi presentano limiti e vantaggi. La delega al policy maker può essere:

  • Limitata (con obiettivo fisso) = la delega limitata invecchia con ogni rinnovamento, perché viene individuata una soluzione migliore a priori: infatti, in seguito a processi di rinnovamento, la soluzione migliore potrebbe essere diventata un’altra. Inoltre, pur presentando meno rischi, ha costi di organizzazione più elevati
  • Ampia (con obiettivo flessibile) = la delega più ampia comporta meno rischio di invecchiamento di una soluzione, ma può portare a comportamenti opportunistici da parte del policy maker.

Dato che entrambi gli obiettivi presentano pro e contro, non esiste una soluzione dominante. Occorre perciò valutare le varie strategie politiche. Ad esempio: parlamento (decisore pubblico), governo (policy maker) e consiglieri (policy adviser). Ogni modello di politica economica deve essere verificato nel tempo per valutare l’impatto reale. Questo è uno dei compiti del policy adviser.

Economia del benessere

Ottimo individuale e sociale

Studia la desiderabilità sociale di allocazioni economiche alternative. Analizza come i risultati teorici che individuano l’ottimo individuale possono essere estesi all’identificazione dell’ottimo sociale.

Mercato di concorrenza perfetta

Il mercato di concorrenza perfetta soddisfa tutte le seguenti condizioni:

  • Assenza di barriere all’entrata e uscita dal mercato
  • Informazione perfetta e simmetrica
  • Beni omogenei e privati (rivali ed escludibili)
  • Prezzo dato dal mercato (prezzo come strumento di allocazione delle risorse, che si genera dall’interazione tra domanda e offerta). Nessuno è in grado di influenzare il prezzo
  • Razionalità perfetta degli agenti: si sceglie l’alternativa che massimizzi la propria funzione di utilità

Quando sono soddisfatte tutte le condizioni di concorrenza perfetta, il mercato è Pareto-efficiente se comprende tutte e 3 le nozioni di efficienza:

  • Efficienza nello scambio (teoria del consumo) = i beni sono allocati agli individui con maggiore disponibilità a pagare.
  • Efficienza nella produzione (teoria d’impresa) = a parità di risorse, la produzione di un bene non può essere aumentata senza ridurre la produzione di altri beni.
  • Efficienza nella combinazione produttiva (teoria del consumo + teoria d’impresa) = se gli individui valutano di più un bene rispetto ad un altro e il primo ha costi di produzione inferiori o uguali all’altro bene, allora il primo bene dovrebbe essere prodotto in quantità maggiore.

Equilibrio in concorrenza perfetta

Come funzionano in particolare gli equilibri in concorrenza perfetta in assenza dell’intervento pubblico dello stato?

Efficienza nello scambio

1 agente (consumatore) e 2 beni

Il consumatore ha il proprio vincolo di bilancio (= indica tutte le possibili combinazioni di bene 1 e 2 dato un certo livello di reddito). Il reddito dell’individuo è Y = w1p1 + w2p2 (w è la dotazione iniziale di bene 1 e bene 2). Se w è la quantità preferita dall’individuo non ha bisogno di fare altri scambi. L’allocazione diventa efficiente quando da parte dell’individuo non c’è interesse a procedere ad ulteriori scambi. Ciascun bene ha il proprio prezzo p. La pendenza della retta di vincolo di bilancio è data dal rapporto negativo tra i prezzi (-p1/p2).

Le preferenze del consumatore si rappresentano mediante la mappa di curve di indifferenza (= rappresentazione grafica di tutte le funzioni di utilità del consumatore). Fissando un certo livello di utilità U, le curve di indifferenza sono il luogo geometrico che fornisce tutte le possibili combinazioni di bene 1 e bene 2 che forniscono quel livello U. Allontanandosi dall’origine, l’utilità del consumatore cresce.

Il saggio marginale di sostituzione è la pendenza della retta tangente in un punto a una curva di indifferenza (calcolare derivata prima della tangente nel punto). È la quantità di bene 1 cui un individuo è disposto a rinunciare per 1 unità di bene 2 aggiuntiva. È dato dal rapporto di scambio tra bene 1 e bene 2, mantenendo l’utilità inalterata. SMS = Δx2/Δx1

L’ottimo individuale è dato dal punto di tangenza tra vincolo di bilancio e curva di indifferenza più alta, ossia dall’uguaglianza tra SMS nel punto di ottimo x* e pendenza del vincolo di bilancio. SMS (x*) = p1/p2. Il consumatore in conclusione compie la propria scelta considerando contemporaneamente costi e preferenze.

2 agenti e 2 beni

Si costruisce la scatola di Edgeworth. La dimensione della scatola dipende dalle dotazioni iniziali w1 (dotazione dell’agente 1) e w2 (dotazione agente 2). La somma di bene 1 disponibile è: x1 = w11 + w21. Viceversa, la somma di bene 2 disponibile: x2 = w12 + w22.

Una volta individuate le curve di indifferenza di ciascun agente, si può costruire la curva dei contratti (= insieme di tutte le allocazioni pareto-efficienti). La curva collega tutti i punti di efficienza nello scambio, dove SMSagente 1 = SMSagente 2.

Con più di 1 agente, il mercato è Pareto-efficiente quando i saggi marginali di sostituzione di ogni agente si eguagliano. Infatti, finché gli individui hanno saggi marginali diversi, c’è un interesse reciproco allo scambio.

La frontiera delle utilità è il luogo geometrico di tutti i punti pareto-efficienti, avente per coordinate le utilità dei 2 individui. Definisce il livello massimo di utilità raggiungibile da un agente, data l’utilità dell’altro agente. I punti all’interno della frontiera sono punti di spreco (non vengono usate tutte le risorse disponibili), mentre i punti all’esterno non sono raggiungibili dai consumatori (non se lo possono permettere).

Quindi con più di un agente, non si ricorre più alla nozione di ottimo individuale, ma alla definizione di ottimo paretiano = non è possibile aumentare l’utilità di un agente senza diminuire quella dell’altro agente.

Efficienza della produzione

1 agente (produttore) e 2 input/beni (es. terra e lavoro)

Si sostituisce al vincolo di bilancio la retta dell’isocosto (= rappresenta il costo di produzione immettendo diverse quantità dei 2 input). La mappa di isoquanti è invece l’insieme di tutte le combinazioni possibili di tecniche di produzione per ottenere una certa quantità di bene. Ad ogni curva è associato un livello di produzione Q.

Il saggio marginale di sostituzione tecnica = grado di sostituibilità tra input a parità di Q. Indica la pendenza della tangente in un punto dell’isoquanto.

L’ottimo per il produttore è rappresentato dall’uguaglianza tra SMST (derivata prima nel punto di ottimo dell’isoquanto) e pendenza della retta di isocosto: SMST = plavoro/pterra. Graficamente l’ottimo è dato dal punto di tangenza tra la retta di isocosto e l’isoquanto più elevato, associato a un certo livello di Q.

2 agenti e 2 input

Si costruisce la scatola di Edgeworth. L’allocazione è pareto-efficiente quando i SMST di tutti i produttori si eguagliano: SMSTagente1 = SMSTagente2.

Dall’insieme di tutte le allocazioni pareto-efficienti (in cui i SMST si eguagliano) si può disegnare la curva dei contratti.

Un sistema economico è Pareto-efficiente quando non è possibile produrre una quantità maggiore di un bene senza ridurre la produzione dell’altro.

Costruendo un altro piano cartesiano avente per coordinate i 2 beni output, si può disegnare la frontiera delle possibilità produttive = insieme delle combinazioni efficienti dei beni nell’insieme di produzione (= insieme di combinazioni di beni producibili data una certa quantità di input). Solo i punti sulla frontiera rispettano le condizioni di pareto-efficienza.

Saggio marginale di trasformazione = pendenza della tangente in un punto della frontiera delle possibilità produttive. È la possibilità tecnica di trasformare la produzione dell’output.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinaagalliani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ugolini Cristina.
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