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I manifesti: futuristi, dadaisti, surrealisti

Appunti di Sara Catalano (Accademia di Belle Arti di Napoli a.a 2025-2026)

Manifesto futurista I (Fondazione e manifesto del futurismo):

I futuristi parlano di come vogliano eliminare a tutti i costi il sistema religioso, arcaico

visivamente e di fatto, tutti i musei in quanto definiti "cimiteri" con persone conosciute

affiancate a persone sconosciute (quadri) imposte lì per essere criticate e osservate

per il resto del loro riposo eterno. Puntano alla glorificazione della guerra - definita

"igiene" del mondo -, delle armi e di tutti i macchinari moderni per l'epoca. Affermano

che un'automobile in corsa è più affascinante della "Vittoria" di Samotracia,

alimentando così la passione per tutto ciò che è dinamico ed è in movimento. I

futuristi sono spericolati, coraggiosi, temerari. Affrontano la vita con aggressività,

pronti ad una lotta contro la tradizione, per distruggere musei, biblioteche e

accademie, estinguendo docenti e religiosi. Il manifesto in sé appare aggressivo e

provocatorio, così che possa smuovere la società.

Manifesto futurista II (Manifesto dei pittori futuristi):

I futuristi vogliono eliminare la falsa modernità (borghesia) e qualsiasi forma d'arte

ritenuta antica. Vogliono far sì che il dinamismo, il movimento e la velocità arrivi a

"scorrere nelle vene" della società. Affermano di voler distruggere il passato e

qualsiasi forma di imitazione di esso per esaltare qualsiasi forma di originalità.

Allontanare i critici d'arte, ritenuti inutili, eliminando talvolta anche il concetto di

"ideale" nell'arte; coinvolgere la scienza vittoriosa appieno nella vita quotidiana,

seppellendo in profondità i morti (le tradizioni) così da non farli riemergere.

Manifesto futurista III (Manifesto tecnico):

Esempio di come il dinamismo possa invadere la quotidianità di una persona con un

tram che passa e le persone che vediamo sono di più, poi di meno, a seconda del

movimento e viceversa finché non vediamo il treno scomparire. La nostra percezione

dipende dal dinamismo e dal movimento di esso. In questo manifesto si dichiara di

esser contro le forme più arcaiche di arte, incluso il nudo e i colori spenti; i futuristi

faranno uso di colori accesissimi, comparandoli ai colori delle ombre dei

predecessori artisti, affermando che li renderanno più vividi di qualsiasi ombra e

qualsiasi luce. Si avvalgono la facoltà di definire la pittura passata come grottesca e

infantile, superando l'arcaismo superficiale ed elementare. Il dinamismo universale

diventerà sensazione dinamica, e la rappresentazione della natura sarà sincera e

vergine. Il moto e la luce distruggono la materialità dei corpi e il complementarismo

congenito è una necessità assoluta in pittura.

Manifesto Dada 1918 (Tristan Tzara):

Per scrivere un manifesto bisogna saperlo fare e bisogna sapersi imporre. Dada non

significa nulla, può significare qualcosa per qualcuno e nulla per qualcun altro in

base a lingua, cultura e provenienza. Non si può stabilire se l'arte è "bella" oppure

no, perché oggettivamente non esiste un pe

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pvncxke di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Napoli - Accademianapoli o del prof Demma Alessandro.
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