Futurismo
Futurismo: insieme di autori e tendenze differenziate
- Umberto Boccioni morirà prima della marcia su Roma e del Fascismo.
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- Carlo Carrà
- Luigi Russolo
- Arnoldo Bonzagni
- Romolo
Gli ultimi due verranno sostituiti poi da Balla e Severini.
Movimento con concezione totalmente nuova rispetto alla concezione cattolica, positivista,
neorinascimentale e neoellenica. Si torna ad attingere al “vero”; non più il “vero” statico delle epoche
passate, ma un vero dialettico, oggetto di creatività inestinguibile. Ha espressione attraverso opere con
continuità di moto. Il Futurismo rivendica anche un atteggiamento proprio in tutti gli ambiti della vita.
Manifesto del futurismo: scritto da Marinetti nel 1909 “Le Figaro”, firmato da Marinetti. 1909 fine della
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BELLE EPOQUE, termina un momento di grande stabilità, mentre la classe borghese è in ascesa. Periodo di
transizione. Il manifesto coglie la società in un momento di buio e transizione (borghesia).
Marinetti, a seguito di un incidente d’auto, cambia la sua visione delle cose; ruolo maieutico; si esalta la
sensibilità di Marinetti. Qualcosa di NON previsto, scatena in lui ebrezza ed emozione.
“Chiaro di luna” manifesto futurista, cerchiamo di andare oltre la sensibilizzazione romantica. Motto dei
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giovani futuristi contro l’immobilità classicista; il soggetto non è più equilibrato, statico, immobile e chiuso
in sé ma rappresenta il punto di incontro di svariate energie vitali che assorbe ed al contempo irradia verso
tutto e tutti. Venezia porta a suggestione storica, i futuristi volgono lo sguardo al futuro, in avanti. Puntano
alla velocità e al dinamismo, opposto della sensibilità romantica.
11 aprile 1910 “Manifesto dei pittori futuristi”, pubblicato subito dopo “Chiaro di luna” da Umberto
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Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini, i punti salienti:
- Distruggere il culto del passato. Non pensare all’arte come una pratica che si insegnava e si basava
sul passato.
- Va bene tutto ciò che è rivoluzionario, se scuote un momento di stasi. Esaltare la rivoluzionarietà,
per scuotere “VIOLENTISSIMA”
- Disprezzare le forme di imitazione DELL’ANTICO
- Se ci danno dei passi vuol dire che stiamo scuotendo il sistema. Trarre coraggio e orgoglio dalle
critiche.
- Critici d’arte, inutili, dannosi e disonesti
- “armonia” e “buon gusto” espressioni troppo elastiche con le quali si potrebbe demolire le opere
dei pionieri della rivoluzione.
- Spezzare via dal campo ideale dell’arte tutti i motivi, tutti i soggetti già sfruttati (arte sacra, natura
morta…)
- Rendere e manifestare la vita odierna, magnifica, grazie alle innovazioni e trasformazioni della
scienza vittoriosa.
I manifesti futuristi avranno forte presa su diversi ambiti negli anni successivi. Il Futurismo prenderà aspetti
di “giovanità”, violenza… Questi ultimi verranno presi dal Fascismo.
“Manifesto tecnico della pittura Futurista” (1910)
Necessario calarsi nell’immaginario degli artisti
- Il complementarismo congenito è una necessità assoluta nella pittura, come il verso libero nella
poesia e come la polifonia nella musica; (colori opposti si esaltano tra loro, punti di colori diversi e
altri colori secondari).
- Il dinamismo universale deve essere reso come sensazione dinamica
- Nell’interpretazione della natura occorrono sincerità e verginità;
- Il moto e la luce distruggono la materialità dei corpi.
Complementarismo congenito: nasce dall’esigenza di dipingere il movimento stesso degli oggetti nello
spazio, creando composizioni in cui si rende concreto il dinamismo, velocità, suoni, odori e rumori. Nessun
oggetto vive isolatamente, si modifica nel suo continuo spostarsi, si modifica per l’influsso di ogni altro
oggetto, non soltanto per l’influsso di ogni altro oggetto o per i riflessi dei colori, ma anche per i rapporti
delle forme, compenetrandosi vicendevolmente, l’una nell’altra.
Umberto Boccioni, Le 3 donne, (1909)
Campiture costituite da tante pennellate vive di colori diversi, luci che quasi
sfilacciano le parti del quadro, prese ispirazione dalla polvere nell’aria, che mostra
l’entrata di un raggio di luce. Questa tecnica rende il quadro meno definito
Gaetano Prediati, Maternità, (1891)
Tiene colori primari vicini, costituito da
tanti puntini, (anche rosso e verde),
contrapposti all’azzurro lo rendono più
brillante. Principio del
complementarismo, colori accostati.
Victoria Gronbicy, L’ultima battuta il giorno che muore, (1896)
Coglie una sensazione illuministica, lui fissa un momento ben preciso.
Effetto percettivo della profondità. Boccioni si protrae per diversi
secondi. Giovanni Segantini, La morte (1898-1899)
Titolo dell’opera drammatico, in contrapposizione a
ciò che appare.
Altro pittore divisionista. Rappresenta l’inverno che
incombe in montagna. Figure umane piccole,
transitorie, rispetto all’eternità della dimensione
naturale. Dimensione umana: temporanea,
relativamente breve. Neve e celo comprendono
pennellate di colore primario, che le rendono più
luminose. La sola stesura del colore bianco l’avrebbe reso piatto.
G. Previati, L’eroica (trittico 1907)
Uso netto di colori complementari e
pennellate evidenti. Carlo Carrà, Sogliano, (1908)
Pennellate di colori complementari o primari.
Prisma (1908-1910)
Stesura cromatica e campiture contrastanti vicine. Rappresenta/ da
sensazione di dinamismo, non è un’opera figurativa.
Boccioni,
Crepuscolo,
(1909)
Ritrae un sobborgo urbano. Dipinge un panorama
semplice, a cui poi attribuirà significato. Dipinto che
segue ancora la corrente visionista. Molto dinamico.
Carlo Carrà, Uscita da teatro, (1909)
Situazione dinamica, cerca di cogliere gli effetti della luce
elettrica, quasi delle chiazze bianche che lasciano campiture
scure. Le campiture fanno fatica a distinguersi, es presenta una
carrozza scura con cavalli chiari. Boccioni, Officine, (1909-1910)
Stesso paesaggio di “crepuscolo”, la tecnica è ancora
divisionista, città che cresce è una ricaduta, meno avvolta
dalla nebbia rispetto a quanto fosse crepuscolo. Visione
accidentale, Non c’è ancora la vera e propria intenzione di
rappresentare l’evoluzione dell’industria.
Boccioni, Lutto (1910)
2 donne che piangono, esplora soggetti e modi, per lui nuovo
metodo espressivo. Boccioni, Rissa in galleria (1910)
Scelta ideologicamente precisa, notte, grande caffè,
luce elettrica fortissima, persone che si muovono.
Bonzagni, Dopo la veglia, (1910)
Soggetto riferito a rituale sociale nuovo della borghesia, la mondanità. Pittura sfaldata e voluminosa, colore
non diviso.
Carlo Carrà, Stazione di Milano (1910)
Figure più grandi, sperimentazione di nuove tecniche espressive.
Treno: elemento figlio dell’ingegneria e tecnica meccanica.
Russolo, Lampi (1910)
Fenomeno naturalistico, rappresentate l’energiafulmini durante un
temporale
Russolo, Profumo (1910)
Tecnica del divisionismo
Russolo, Strada ferrata
- Realtà che gli artisti potevano osservare dalle finestre.
Boccioni, La città che sale
- Significato simbolico di come sta cambiando la città
- Cavallo che sta trasportando un carico
- Filamenti luminosi.
Primo grande dipinto Boccioniano, nettamente futurista per senso di movimento e modernità. Considerato
anche come il suo ultimo dipinto monumentale e involontariamente tradizionale (p.294).
Modalità molto riconoscibile. Russolo, La chioma
Severini, Chat Noir
- Parigi, dove si sta sviluppando il cubismo. Boccioni
trovare un’evoluzione del cubismo. Il cubismo non da
idea di movimento, ma visioni simultanee fisse e
permanenti. Severini, Ricordi di Viaggio
Russolo, La musica
- Immagine di un
pianista in controluce.
Quasi simbolista.
Russolo, Ricordi
Bonzagni, Moti del ventre Boccioni, La risata
- Natura morta cubista,
realizzato post viaggio a Parigi
Carrà, Le nuotatrici
- Pennellate sull’acqua
- Come foto col diaframma aperto
- Corpi deformati perché colti nei movimenti
Boccioni, La strada entra nella casa 1912
- Cubismo orfico
- Donna appoggiata al balcone più strade e cantieri
- Accentua le indicazioni spaziali prospettiche all’interno
delle sue opere a seguito di critiche date dalla “mancanza di
tridimensionalità.
Carrà, Ritmi
- Si intravedono dei
numeri
Boccioni, Stati d’animo
- Quelli che vanno
- Gli addii
- Quelli che restano
Russolo, Rivolta
- Quadri troppo pesanti
- Opere a se Severini, Pan pan
Boccioni, Visioni
- Viso di donna con cappello, sfaldato, immagine
scomposta, ricomposta e raddoppiata. Elementi
geometrici.
Balla, finestra
- Da vicino il serramento appare a pois, da lontano crea l’effetto della luce sul serramento.
Boccioni, elasticità
- Superato il cubismo si avvicina alla sintesi plastica,
uomo a cavallo, volume in movimento, come se
rendesse solido il movimento.
Boccioni sperimenta anche sulla scultura, tra il 12 e il 14. Figure mischiate allo sfondo. Es. scultura della
madre si fonde con la ringhiera. Materia, dipinto dello stesso soggetto.
Boccioni, sviluppo della bottiglia nello spazio
- Bottiglia ruotare e poi cadere; unisce questi movimenti
Boccioni, il
cavallo
- Sulla soglia dell’astrazione, sintesi del dinamismo.
Boccioni, forme uniche della
continuità dello spazio
- Traccia i movimenti.
- Uomo che cammina
Carrà, Galleria
- Cubismo Carrà, donna al balcone
Russolo, solidità Severini, Bal Tabarin
Balla, Automobile Balla, espansione dinamica più velocità
Boccioni, dinamismo di un ciclista Boccioni, dinamismo di un calciatore
- Sintetizza il movimento umano
Balla, velocità astratta e rumore
- Luce dipinta Balla, mercurio
- Mercurio visibile, perché passa davanti al sole
Boccioni, Bevitore Boccioni, Il pergolato
Severini, Ballerina più mare
- Utilizza il curvilinee, motto preciso
Boccioni, Ritratto di maestro Busoni
- 1916 anno della morte di Boccioni METAFISICA
Metafisica, oltre la fisica, oltre l’apparenza
Artistici metafisici:
- Giorgio de Chirico
- Carlo Carrà
- Giorgio Morandi
- Filippo de Pisis
GIORGIO DE CHIRICO
Nasce in Grecia a Volo nel 1888: il padre lavora nelle compagnie ferroviarie, quindi viaggia parecchio. A 18
anni si sposa a Monaco di Baviera dove frequenta l’accademia d’arte, allievo di Bocklin.
- 1909 arriva a Milano
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- Marzo 1910 arriva a Firenze
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- Luglio 1911 – maggio 1915 Parigi
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- 1915-1919 Ferrara
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Nel periodo in cui è a Monaco dipinge quadri che rappresentano paesaggi, coste rocciose… Secessioni:
scollamenti di un gruppo di artisti dallo status quo, dalle regole dell’accademia.
De Chirico scriveva molto (grafomane) lettera di G. De Chirico a Gartz 26.01.1910 (artisti non modesti,
à à
non fanno affermazioni reali, è importante nell’analisi mantenere un certo distacco). Si definisce come
“l’unico artista in grado di dipingere quadri profondi”, oltre a lui si può nominare solo Arnold Bocklin, il suo
maestro.
Quadri profondi, difficili da comprendere. Stima verso Nietzsche (per lui il poeta più profondo): cultura di
De Chirico legata a quella tedesca, lui costruisce la propria poetica attorno a questi paesaggi non molto
ottimisti… Vuole andare oltre ad una forma di classicità (che identifica in Michelangelo), oltra a qualcosa di
codificato e trasmissibile.
La profondi
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