Baldassarre Peruzzi 1481-1536
È stato un architetto, pittore, scenografo prospettico, disegnatore di architetture in prospettiva nei primi teatri del 1500. Oggetto di studio nel periodo, studioso dell’architettura e ingegnere militare.
Impiegato in vari campi di attività, fu uno dei pochi da potersi considerare un uomo universale, al pari di figure come Raffaello.
Nato ad Ancaiano, Siena, si formò come pittore con Pinturicchio, impegnato in Roma che riscopriva l’antico e che dipingeva la Cappella Sistina, e Francesco Di Giorgio Martini, responsabile Palazzo ducale di Urbino, al seguito del quale è probabile abbia iniziato un’attività architettonica, visto che gli è generalmente attribuito a soli vent’anni un ruolo progettuale per Villa Chigi di Volte, porticato e logge, ruolo di otium della famiglia Chigi senese.
Modello della villa, luogo dell’otium, avrà grande fortuna in questo periodo.
Villa Chigi alle Volte, Siena
La sua prima opera di architettura. Famiglia senese di banchieri, legata al mondo del prestito e del denaro, importanti nell’ottica politica del tempo. Commissionata da Sigismondo Chigi. Alle volte: porticato.
Palazzetto extra urbano: palazzo in campagna, luogo agreste, residenze di campagna, le seconde case: disporre di verde, aria, acqua, prodotti della terra di prima mano e di animali che non potevano essere allevati in città, si riposava, lontano dalla città: case di campagna che davano tenute e beni di prima necessità.
Concepita come un corpo a C, suddivisione di più piani: piano terra con piccole aperture per proteggere; piano nobile con finestre architrave all’antica; granaio a mezzanino di servizio e di deposito; al centro ad unire i due blocchi: il lato porticato, piano terra, e loggiato, primo registro, che consentiva di avere l’affaccio sul giardino. Dialogo della villa condotto a breve distanza da quello sui giardini.
Opera giovanile che risente degli influssi del maestro Francesco Di Giorgio Martini.
Villa Farnesina a Roma
Roma, incaricato nel 1505 da Agostino Chigi, banchiere di Giulio II, commissione di una villa in Trastevere. Non la Roma di oggi, ancora molti spazi a disposizione: Trastevere = possibilità di inserire la villa in un panorama quasi totalmente agreste, scuderie commissionate a Raffaello, tanto ornate, grandi e ricche da essere quasi un palazzo a sé stante, inaugurate con un banchetto, disposte sul retro accanto al giardino segreto.
Due giardini: il principale con conformazione a C, funzionale all’uso scenografico fisso secondo lo schema latino del teatro, un palazzo fregiato di lesene e ordini architettonici, sfondo per gli attori: creare una scena fronte che serviva agli attori per muoversi lasciando lo spazio del giardino come spazio per la cavea.
Suddivisione in tre piani: trabeazione con ordine architettonico su tutte le superfici, lesene sovrapposte che inquadrano le finestre.
Loggia al piano terreno, al piano superiore galleria come Belvedere.
Planimetria: lungara = viale che costeggia il Tevere, viale allungato = vestibolo all’aperto, si accede tramite la loggia, con giardino segreto recintato, hortus conclusus medievale connesso agli appartamenti, immerso in un giardino più grande che disponeva di ali con boschetti e aiuole.
Lungofiume: affaccio panoramico sul Tevere mediante un casino: loggia con grotta e piscina-pescheria.
Casino: piccola residenza staccata: pendice degli appartenenti, per svolgere i banchetti direttamente sul fiume.
Due logge: seconda ortogonale alla prima, poi trasformata in una vera e propria sala, rivolta sul giardino maggiore.
Bicromia: verde per le pareti a richiamare il giardino attorno, finto marmo delle parti in finta pietra con cornici e finestre, perdute le originali cromie.
Monocromi sulle finestre con scene che simulavano un rilievo scultoreo.
Cornice del primo piano: finestre a mezzanino = rilievi veri con putti e amorini che reggono dei festoni fissati a candelabri, elementi allusivi alla vita agreste, come il flauto di Pan. Tutto simulato: nonostante la presenza di cavee a cielo aperto si utilizzano malte dipinte per risparmiare.
Loggia che si innesta sulla seconda loggia, a destra lo studio del proprietario di casa affacciato sul vestibolo-cortile e scala nascosta e scala principale che partiva dalla sala pranzo affacciata sul giardino segreto e due camere più piccole.
Parte del piano nobile: zona notte.
Loggia di Amore e Psiche, Raffaello e scuola, dal 1517
1517: nel momento delle stanze vaticane, subito dopo la morte del committente Giulio II.
Loggia di ingresso non più concepita come delle colonne tonde in pietra con archi a tutto sesto, ma costruzione più massiccia con pilastri crociati che richiamano ai temi più romani e archeologici.
Peruzzi può avvalersi delle maestranze pontificie. Colle, Penni, Romano.
Tema decorativo: favola di amore e psiche: Asino d’oro di Apuleio = tema mitologico ed erotico tratto dall’antico, la storia d’amore contrastata fra Eos, Psiche e Venere che si contrappone. = grandi corpi nudi, forse anche più del vero sotto un cielo azzurro che spicca sotto la loggia verde = ricerca anatomica.
Scene inserite in un intreccio di festoni vegetali di Giovanni da Udine che accresce il senso di continuum della loggia con il giardino.
Festoni che definiscono le linee di costruzione della volta, traverso che definisce un grande piano su cui dipingere: invenzione raffaellesca di grandissima fortuna: finzione spazio aperto vegetale che parte da una architettura simulata di marmi pregiati fatti a pennello o veri in opus sectile, ricerca ricchezza. Pavimenti con marmi di riutilizzo, porte con marmi venati di polio.
Pareti: non integralmente decorate, ciclo è parzialmente interrotto, non su tutte le scene: morte prematura di Agostino Chigi.
Allusioni erotiche parzialmente velate.
Loggia di Galatea 1512-13
Poggio ortogonale, volta meno fantasmagorica nelle proporzioni delle figure e nella definizione dello spazio ma più ingessata.
Tema zodiacale-astrologica: rappresenta la ninfa su un cocchio tirato da delfini.
Dipinta équipe del Peruzzi, eccetto per la parete con Galatea di Raffaello = tema amoroso di Aci e Galatea suscitando la furia di Polifemo, ciclope pastore, innamorato segretamente di Galatea, Polifemo di Sebastiano del Piombo, prima opera eseguita a Roma, artista veneziano che dipinge parte dei decori.
Sala delle colonne-delle prospettive 1518-19
Si svolse parte del ricevimento nuziale di Chigi nel 1519.
Dipinta da Peruzzi: rivela la sua abilità di prospettico = Sala delle colonne, in realtà sono finte, simula con la prospettiva uno scorcio attraverso due loggiati tetrastili verso Roma. Si riconoscono architetture della città scomparsa, documento fotografico. => Opus sectile del pavimento simulato, tutto è simulato dalle paraste. Marmi verdi e variegati su cui si inseriscono i veri marmi.
Temi a carattere mitologico: sopra il camino si trova la fucina di Vulcano = tema di vulcano: divinità affidata al fuoco, colui che fregiava le armi degli eroi, arte metallurgica.
Facciata della cattedrale vecchia di Carpi, dal 1513
Nel 1513, Alberto Pio, signore di Carpi, commissiona a Peruzzi la facciata in cotto del Duomo, Santa Maria della Pieve: una delle prime riflessioni sul tema della facciata delle chiese, necessità di creare un modello facciate all’antica che conciliassero però la forma della chiesa: risolvere classicamente il profilo con un progetto interno poco classico. Tentativo di creare una sovrapposizione di due ordini su piani diversi, dove il minore regge la trabeazione e il maggiore su alti dadi. Soluzione ancora embrionale rispetto a Palladio.
Peruzzi si ispira alla soluzione di Bramante per S. Maria del Popolo a Roccaverano con corpo alto centrale che corrisponde alla grande navata, e ali più basse che corrispondono alle navatelle.
- Vecchio duomo della città sostituito dal progetto di Peruzzi: grande cattedrale sulla piazza accanto al palazzo Pio. Richiama alla costruzione del San Pietro: 4 grandi pilastri che reggono 4 barconi, 4 pennacchi e cupola. Secondo progetto del 1506.
Spazio centrale marcato dal transetto a definire la croce greca bramantesca: riflessione sull’impianto centrale prolungato. Riflessione di Peruzzi aggiornata sui tempi.
La cupola non è estradossata come San Pietro Vaticano, ancora da costruire, qui è racchiusa nel tiburio.
Cattedrale di Bologna 1522
Si mimetizza nel lessico tardo gotico, chiamato insieme ad altri a Bologna compila 3 progetti per la facciata di San Petronio, definito solo per la parte bassa: chiamati a concorso i migliori architetti dell’epoca. Disegna una sezione longitudinale dove coniuga lessico gotico, 3 progetti non realizzati.
Progetti per San Pietro a Roma dal 1520
Chiamato a prendere il posto di Raffaello sul cantiere di San Pietro, Bramante-Raffaello-Antonio da Sangallo-Fra Giocondo-Peruzzi.
Lascia una serie di schizzi su planimetrie e progetti su come avrebbe voluto completare il progetto bramantesco. Progetto di Peruzzi con rinforzo delle esedre interne alle braccia della croce greca a contrafforte i piloni della cupola, semplificando tutte le soluzioni precedenti.
Rimangono le 4 torri campanarie e facciata colonnata ripresa da Michelangelo, Peruzzi congela il progetto di Bramante, per l’impianto centrale, no soluzione centrale.
Prospetto: variante sul tema di Bramante con grande cupola colonnata e costruzione in calcestruzzo.
Segue il cantiere ma non lo porta a termine: cupola sotto Michelangelo, navata sotto Maderno.
Palazzo Massimo alle Colonne, Roma, dal 1527
Palazzetto urbano, una delle più belle architetture del periodo.
In questi anni si va a definire con Bramante e Raffaello l’idea di palazzo urbano moderno, che si stacca dai modelli romani, definendo caratteri diversi che si consolideranno nei secoli.
Capacità di adattare lotti irregolari alle esigenze abitative simulando una regolarità non esistente: impianto irregolare ma che all’esterno sembra totalmente simmetrico.
Progetto relativo ad una serie di tre palazzi che sorgono sulla stessa via: palazzi dei fratelli Massimo, Peruzzi riceve la commissione da Pietro Massimo, famiglia che vantava una origine an
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