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Geografia 21/02/2022

Il termine “geografia” significa “descrizione della Terra”. Se per molto tempo si è pensato alla geografia come descrizione fisica, in realtà quello che si pensa è alla geografia come interazione dell’uomo che modifica il territorio. La geografia potrebbe essere meglio definita come il sapere che spiega il perché i fenomeni, fisici (non legati all’intervento dell’uomo: pioggia, vulcani) e umani, differiscano da luogo a luogo sulla superficie terrestre e quindi perché un determinato fenomeno in un territorio può essere differente dallo stesso fenomeno in un altro territorio. La geografia ci dà la spiegazione di come e perché un territorio si evolve. Quindi la geografia si occupa dello spazio (1) e di ciò che in esso agisce (2).

Spazio geografico e territorio

1. Quando parliamo di spazio geografico ci riferiamo a un’area senza considerare ciò che vi interagisce e ciò che c’è (es. Aula C → non ci riferiamo a noi o ai banchi ma solo alla limitazione dell’Aula).

2. Lo spazio geografico + ciò che in esso agisce = territorio.

C’è una differenza tra insieme e sistema:

  • L’insieme è una somma di elementi.
  • Il sistema è un insieme di elementi che interagiscono tra loro in maniera diretta o indiretta (Es. Aula). Quindi il territorio è un sistema. La geografia quindi studia il sistema territoriale, perché si rende conto che gli elementi si interfacciano, cambiano continuamente.

La nostra conoscenza della città e dell’area in cui viviamo è una conoscenza di natura geografica, in quanto si basa sulla nostra consapevolezza dell’ubicazione delle cose (1), dei loro rapporti spaziali (2) e del contenuto mutevole delle varie aree in cui ci muoviamo. (Es. La conoscenza dell’Università che frequentiamo è una conoscenza materiale: sapere dove sono le aule ecc.).

Ubicazione e rapporti spaziali

(1) Per ubicazione si intende la posizione di un fenomeno, di tutti gli elementi presenti in un territorio. La distinzione tra ubicazione e localizzazione non è in virtù del tempo (una cosa non rimane ferma in eterno). La posizione (o ubicazione) la consideriamo sia in termini assoluti sia relativi:

  • La posizione assoluta viene definita in un modo che non cambierà mai, cioè in base alla longitudine e alla latitudine (se sono ferma è sempre uguale).
  • La posizione relativa viene definita in base ad altri elementi (io sono seduta di fronte a una ragazza, se la ragazza si sposta la posizione relativa cambia, pur rimanendo fermi).

(2) I rapporti spaziali sono le interazioni che avvengono tra di noi e tra noi e gli altri elementi che si verificano in uno spazio (noi oggi stiamo intraprendendo rapporti spaziali).

Geografia fisica e umana

La geografia si divide in geografia fisica e geografia umana o antropica:

  • La geografia fisica si occupa del rapporto uomo-ambiente.
  • La geografia umana o antropica si occupa del mondo come è e come potrebbe essere. Il suo ambito specifico di interesse è quello degli esseri umani e di come interagiscano nello spazio. Lo studio della geografia umana, quindi, può servire a renderci cittadini meglio informati, meglio capaci di capire le questioni che le nostre comunità e i nostri Paesi sono chiamati ad affrontare, e meglio preparati per contribuire alla soluzione di esse.

Dunque, le analisi dei sistemi spaziali ci rendono maggiormente consapevoli delle realtà e delle prospettive della nostra società in un mondo sempre più interconnesso e competitivo: i punti del territorio entrano tra di loro in relazione proprio perché il territorio è un sistema; le cose cambiano molto rapidamente perciò la geografia studia questi cambiamenti del territorio (competizione nell’acquisto di merci, nei mezzi di trasporto, ecc.).

L’interconnessione si svolge grazie a vie di comunicazione effettive (Es. Strade, autostrade, ferrovie) ma anche telematiche (Es. Teams). Questa interconnessione ci permette sempre di più di rapportarci e conoscere ad esempio a cultura, la religione, la ricerca.

Scala di riferimento

Esiste, nel momento in cui noi studiamo i fenomeni, una scala di riferimento. Quando parliamo di scala in geografia, ci riferiamo a due aspetti: lo spazio di riferimento (1) oppure la scala in termini di rapporto cartografico (2).

1. Se parliamo di riferimento, ci riferiamo ad una determinata ampiezza dello spazio geografico (Es. A scala dell’Aula A gli studenti sono 50). Quindi la scala è un riferimento geografico di ampiezza. Ci sono diverse scale: statale, europea, globale, ecc.

2. La scala cartografica è, invece, il numero che ci dice 1 cm sulla carta a quanti m o km corrisponde nella realtà.

Geografia 22/02/2022

Livelli di utilità della geografia

La Geografia ha 3 livelli di utilità:

  • Un primo livello, più semplice, è descrittivo, e risponde a domande del tipo Che cosa?, Dove?. Se noi volessimo fermarci al primo livello descrittivo potremmo semplicemente descrivere la situazione oppure utilizzare/elaborare una carta (NO CARTINA);
  • Un secondo livello, esplicativo, è caratterizzato dalle domande Chi?, Perché così? E soprattutto, Perché lì?. Il secondo livello, introduce la motivazione, cioè ci spiega perché uno o più fenomeni sono localizzati in determinati punti del territorio e perché si presentano così come li osserviamo: sono scelte spaziali che vengono fatte. (Es. un castello viene costruito in un determinato punto, come un’altura, per poter rispondere alla necessità del controllo e della difesa del territorio). Inoltre, cerca di capire quali rapporti spaziali, vecchi (già esistenti che si modificano nel tempo) e nuovi, sussistano tra di loro e con il sistema territoriale di cui fanno parte, e come tali rapporti influiscano su di essi; cerca infine di interpretare le modalità della loro organizzazione spaziale.
  • Vi è infine un terzo livello, critico-applicativo, più professionale, che risponde a domande tipo Dove e come dovrebbe essere? E Dove e come sarà?, con finalità e utilità professionali e previsionali (Es. Sostenibilità per il futuro: prima di costruire delle strutture si pensa all’impatto ambientale). Lo studio scientifico deve fornire, infatti, strumenti per analizzare una o più localizzazioni dei fenomeni, ma anche per prevedere loro possibili sviluppi spaziali.

Siamo quindi nel campo applicativo, degli interventi sul territorio, che suscita interesse e attenzione crescenti.

La Geografia, in sintesi, è il Perché del dove. Perché e come alcuni elementi si concentrano in certi luoghi per produrre particolari risultati? Quindi, perché ci sono dei luoghi più “fortunati” di altri? Sicuramente, ci sono delle condizioni inizialmente casuali (esistenza della fonte di una materia), ma da ciò si crea un sistema territoriale che utilizza i suoi tratti particolari.

Perché sono assenti in altri? In quale misura ciò che è presente in un luogo influenza ciò che avviene altrove? Es. San Giovanni Rotondo: se Padre Pio non ci fosse andato, non sarebbe conosciuta perché non ci sono elementi fisici che dessero importanza al paese, non ha caratteristiche particolari dal punto di vista agricolo. Quindi il suo arrivo ha comportato un enorme progresso del sistema territoriale per far fronte all’affluenza di pellegrinaggi. Se non fosse per la casualità di San Pio, non si avrebbero pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo, o anche non ci sarebbe l’ospedale d’eccellenza.

San Giovanni Rotondo oggi fa muovere capitali molto alti tra ricerca e donazioni che arrivano da tutto il globo, e di conseguenza, un centro che era al pari agli altri del Gargano in termini di economia, si è trovato ad avere un posto primario per i pellegrinaggi facendo muovere l’economia con gli alberghi e il riuso di vecchi edifici. Sono tutte scelte localizzative.

Dunque, occorre osservare innanzitutto dove si trovano i fenomeni da studiare e, successivamente, ricercare perché e come essi sono andati a localizzarsi laddove risultano ubicati (livello esplicativo). In altri termini, è necessario prima accertare la distribuzione spaziale dei fenomeni, per intere aree (Es. La distribuzione geografica dei castelli in una regione) e l’ubicazione dei singoli elementi del fenomeno stesso. Quindi, il livello descrittivo ci dà unicamente l’ubicazione dei fenomeni (Dove?). Con la localizzazione si va a capire il processo spaziale: ci dicono il secondo livello (Perché lì?), cioè ci spiegano il processo per cui determinati elementi sono in quella ubicazione.

La localizzazione avviene in base a dei fattori, che sono quelli che noi consideriamo per mettere in atto un comportamento spaziale, cioè il processo che ha determinato l’ubicazione, la distribuzione spaziale: tutto ciò che è animato compie una scelta, ma anche molti degli elementi inanimati si spostano in base alle scelte spaziali che si fanno per loro (Es. Io decido di mettere una cosa vicino a me per non alzarmi nel caso mi servisse). Tuttavia, non tutto si localizza: gli elementi naturali, come i mari, i fiumi, i laghi, sono un caso particolare, perché possono ritrarsi, possono essere deviati o eliminati artificialmente (Es. dighe); i monti, le colline possono essere ubicati ma non localizzati perché non c’è una scelta spaziale che avviene, non si possono spostare.

La rappresentazione cartografica della distribuzione spaziale di un fenomeno è generalmente il primo passo verso la sua comprensione.

Il geografo Yi-Fu Tuan ha affermato: “sono le persone che creano i luoghi”. I luoghi, quindi i vari punti del territorio, non esistono nel vuoto né possono essere catalogati in termini di caratteristiche o “fatti”, nel senso che c’è una continua evoluzione nell’ambito del territorio stesso, che può essere più facilmente riscontrabile o meno a seconda dei fenomeni che gli accadono (Es. Il territorio dell’Aula se noi usciamo si modifica, perché si hanno più strutture e meno esseri umani). Dunque, i luoghi cambiano continuamente e gli esseri umani sono responsabili di questi cambiamenti: creano culture, valori, estetica, politica, storia, economia e molto altro.

La geografia umana si concentra su come gli esseri umani plasmino i luoghi, come organizzino lo spazio e la società, come interagiscano nello spazio e come comprendano se stessi e gli altri in relazione ai territori, alle regioni (un ambito geografico più piccolo del mondo: può essere anche un continente, un’aula, una nazione) e al mondo.

Geografia 25/02/2022

Interconnessione e globalizzazione

I progressi nelle tecnologie delle comunicazioni e dei trasporti fanno aumentare la connessione tra luoghi e persone. Questa forte interconnessione che si crea, permette sempre di più lo scambio (di persone, di merci, di capitali, di informazioni) tra aree diverse e anche una maggiore rapidità negli spostamenti. Noi siamo abituati ad utilizzare questo tipo di rappresentazione con qualcosa che si propaga; in realtà, queste sono isolinee, cioè linee concentriche, ciascuna delle quali unisce punti di uguale livello, esattamente come succede ad esempio per rilevare la sismicità dei terremoti. Qui, però gli Stati sono distanti e non correttamente posizionati. Questa è infatti una carta deformata: le carte geografiche si costruiscono sulla base di un rapporto di scala, che può essere sia spaziale di riferimento, sia specifica alla distanza sulla carta, che deve rappresentare la distanza nella realtà con un rapporto numerico; dunque, le carte geografiche devono manifestare dei fenomeni, il cartografo sceglie cosa riprodurre e anche la scala.

In questo caso, la carta non è tradizionale, ma è una carta costruita sulla base del fenomeno e non del territorio, tracciando i luoghi che distano 1 ora da Londra, centro economico globale, punto di partenza. Questa carta risale agli anni ‘70: se noi la realizzassimo oggi, vedremmo ad esempio New York più vicina di alcuni punti del Galles, perché ovviamente la carta è stata realizzata in base ai mezzi di trasporto esistenti (non tutti i punti sono accessibili con l’aereo). La scelta di cartografare in questo modo anomalo Spagna, Francia, Germania è stata fatta perché non c’era spazio.

Quindi, i progressi nelle tecnologie delle comunicazioni e dei trasporti fanno avvicinare alcuni grandi luoghi, come una rete in cui i nodi sono smistamenti perché molte linee aeree passano per quegli aeroporti per poter andare in altri, in cui i punti che sono interconnessi sono punti importanti su scala globale (New York, Londra, Parigi), a differenza di altri più inferiori (Roma non è ancora una global city): questo è il rango di una città, cioè la sua importanza, il suo livello, la sua capacità di fornire servizi alla propria popolazione. Quindi, ci sono delle aree più vicine tra di loro e altre più distanti, dal punto di vista di accessibilità.

La distanza assoluta si riferisce alla separazione spaziale tra due punti sulla superficie terrestre: quando parliamo di distanza assoluta ci riferiamo alla distanza misurata in termini chilometrici, in linea d’aria. La distanza relativa, invece, trasforma le misurazioni lineari (la distanza assoluta) in altre unità più significative per il rapporto spaziale in questione: la distanza relativa ci dà le informazioni che ci permettono di cogliere meglio il fenomeno. Es. Non ci interessa la distanza assoluta di quelli che seguono su Teams perché sono comunque collegati con noi come se fossimo tutti in aula; ma, in termini di collegamento, se va via la luce la distanza relativa diventa incolmabile nel fenomeno “lezione di Geografia”.

Tipi di distanza relativa

  • La distanza funzionale, in questo caso, è la possibilità di relazione tra le persone in quanto non si basa esclusivamente sulla distanza assoluta, ma sulla possibilità effettiva di scambi, che dipende dalle connessioni (rete, strade, vie aeree), dai valori, dalle culture, dal modo di pensare (noi possiamo anche essere a due metri da una persona che ha valori diversi dai nostri e non avere intenzione di entrare in rapporto con questa persona).
  • La distanza itineraria, che si riferisce alla via da percorrere, quindi alla distanza effettiva (non in linea d’aria). Es. Pietra Monte Corvino: comune con pochissima accessibilità del Subappennino Dauno (provincia di Foggia), difficile da raggiungere perché le strade non sono statali, sono poco percorribili, strette, con problemi di dissesto idrogeologico. Questo perché gli scambi tra questo punto e le grandi città sono irrisori, quindi non ha senso costruire un’autostrada o una linea aerea.

Vari aspetti della cultura popolare, quali l’architettura e la moda, stanno rapidamente omologando persone e luoghi. Infatti, si accusa la globalizzazione di creare un’omologazione: l’apparente mancanza di confini, la maggiore facilità di scambi, la maggiore diffusione di cultura che la globalizzazione ha portato con sé, ha creato un’omologazione, tanto che secondo alcuni non esiste più l’importanza del locale (nel senso di prodotti, di specificità). Questo non è vero perché la globalizzazione può essere l’occasione per far conoscere qualcosa di estremamente locale (tradizioni, architetture) su scala globale. Nonostante tutti questi cambiamenti tendano ad appiattire le differenze, sono ancora molti i modi in cui ci distinguiamo dagli altri, c’è sempre una forte identità territoriale, un forte senso del locale.

Il mondo è costruito da circa 200 Paesi, molte religioni, migliaia di lingue e numerosi tipi di insediamenti, dai piccoli villaggi alle megalopoli, quindi per quanto ci possa essere uno scambio tale da uniformare il mondo, le differenze continueranno ad esserci e ad essere valorizzate. Tutto ciò agisce contemporaneamente, seppur in modi differenti, sull’intero Pianeta contribuendo a creare una moltitudine di luoghi e individui infinitamente diversi. Scopo della geografia umana è comprendere e spiegare tali differenze. In sintesi, essa studia le relazioni fra gli esseri umani e il Pianeta.

Geografia 28/02/2022

Distribuzione dei fenomeni e globalizzazione

I geografi considerano la distribuzione diseguale dei vari fenomeni; quindi ricorrono alla scala per comprendere le relazioni tra locale, regionale, nazionale e globale. Ciò che accade su scala planetaria influenza il locale, ma anche l’individuale, il regionale e il nazionale e, analogamente, i processi che si svolgono su queste scale influenzano l’intero Pianeta.

La globalizzazione è un fattore di grande importanza per determinare come gli esseri umani influenzino i luoghi. Con tale termine si intende comunemente un insieme di processi che aumentano le interazioni, approfondiscono le relazioni ed esaltano l’interdipendenza, a prescindere dai confini dei Paesi. Tali processi hanno portato a risultati differenti in luoghi differenti e su differenti scale. La globalizzazione comporta l’aumento dell’interconnessione fra popoli e società in tutte le parti del mondo, man mano che l’intera gamma di processi sociali, culturali, politici, economici e ambientali diventa internazionale per scala ed effetto.

I processi che si svolgono a scala mondiale non si manifestano a tale dimensione per magia: è ciò che accade alle altre scale che contribuisce a crearli e a plasmare i loro risultati. Il nostro Pianeta è dunque un sistema, un insieme di elementi in reciproca connessione che hanno una loro identità se presi singolarmente: ciascuno ha un suo significato anche a scala di riferimento più piccola.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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