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Caratteristiche richieste per le unità di misura:

- Che siano INVARIABILI, le misurazioni devono poter essere ripetibili.

- Che siano facilmente RIPRODUCIBILI.

- Che siano PRECISE.

- Che ci sia su di esso un accordo UNIVERSALE. Si basa sulle misurazioni e sugli esperimenti e ha come

scopo la descrizione oggettiva dei fenomeni.

Le cifre significative di una misura sono le cifre certe e la prima cifra incerta. Se si hanno due vettori

A e B, si dice che sono

uguali se hanno la stessa

direzione, lo stesso verso

e lo stesso modulo.

La differenza è la

somma del secondo

invertito

Un corpo è in moto se la posizione dei suoi punti cambia nel tempo rispetto ad altri corpi, che non mutano la reciproca posizione, presi come riferimento (sistemi di riferimento). Nel concetto di moto sono quindi presenti i concetti di

spazio e tempo.

La velocità di un corpo ci dice con quale rapidità esso si muove e in quale direzione si dirige rispetto al sistema di riferimento (è la rapidità con cui cambia la sua

posizione).

L’accelerazione di un corpo esprime la rapidità con la quale la sua

velocità varia.

Quando un corpo si muove con accelerazione costante, l’accelerazione è uguale all’accelerazione media, quindi <a>=a

Il moto con cui un oggetto cade verso il suolo viene chiamato caduta libera. È lecito ammettere che l’accelerazione del corpo è dovuta quasi esclusivamente alla gravità. Per gravità si intende la causa della caduta dei corpi sulla superficie del pianeta Terra.

Galileo Galilei studiò la caduta l’obera e stabilì che l’accelerazione dovuta alla gravità è costante. Successivamente si scoprì che questa accelerazione è uguale per corpi diversi.

Se un corpo viene lanciato verso l’alto con velocità iniziale v0, possono essere misurate due grandezze: il tempo necessario perché l’oggetto raggiunga la massima altezza e l’altezza massima raggiunta

dall’oggetto. Al tendere dell’intervallo di

tempo Δt a zero,

l’accelerazione media <a> tende

all’accelerazione a.

Sulla superficie terrestre, un corpo che sia in volo dopo essere stato lanciato viene chiamato PROIETTILE.

La gittata orizzontale è la distanza percorsa dal proiettile tra il punto di lancio e il momento in cui ripassa per lo stesso punto y iniziale

(solitamente y=0).

Se un corpo percorre una traiettoria circolare con velocità di modulo costante, il moto è detto MOTO CIRCOLARE UNIFORME. (La parola uniforme si riferisce al valore costante del modulo della velocità. La velocità è tangente alla circonferenza e il suo verso è quello del moto.

L’accelerazione è perpendicolare alla velocità ed è diretta verso il centro della circonferenza).

Consideriamo l’angolo θ formato da r(Δt+t) e da r(t), al trascorrere del tempo, cambiando vettore posizione r, varia l’angolo; se si calcola il [limite per Δt che tende a zero di θ/Δt] si ottiene la derivata dell’angolo rispetto al tempo, e questa è una misura di quanto rapidamente cambia nel tempo l’angolo durante il moto del punto.

Se si considera che l’angolo al centro θ (misurato in radianti) e l’arco della circonferenza Δs sono legati dalla relazione Δs=Rθ e che per intervalli molto piccoli Δr=Δs, passando al limite per Δt che tende a zero si ha che θ/Δt=v/R. Ex. Un pedone è fermo sul bordo del marciapiede e osserva

Finora, abbiamo calcolato tutti i moti considerando che fossero SOLIDALI (fermi) rispetto al sistema di un fenomeno, per esempio una moto che da destra va verso

riferimento. sinistra. Un automobilista nella sua macchina compie il

percorso inverso, da sinistra verso destra. Per il pedone, la

moto e l’auto si avvicinano, per l’automobilista, moto e auto si

allontanano.

Un punto materiale P parte dalla

posizione A con una velocità di modulo

pari a 30km/h e si muove di moto

circolare uniformemente vario in senso

orario. Determinare le compone

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Scienze fisiche FIS/01 Fisica sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lt493 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Muto Giovanni.
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