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ECONOMIA POLITICA

UNIFI - Prof. Lonardo Boncinelli

Capitolo 1, La rivoluzione capitalista

La disciplina prevede astrazione nei modelli di complessi fenomeni reali, rischia però di perdere contatto con la

realtà. Simile al metodo scientifico di Galileo, si parte e si torna alla realtà.

Per costruire un modello si identificano i punti chiave che lo caratterizzano e si esclude il resto.

Nelle scienze sociali la difficoltà sta nell’identificare un modello che descrive il passato come il futuro, il mondo

cambia talmente tanto che cambia l’ambiente dentro cui faccio le mie osservazioni. I modelli non sono sempre

precisi e non possono prevedere il futuro.

Il tenore di vita, crescita a bastone da Hockey

X anni

Y PIL pro capite, la ricchezza prodotta in un paese in un anno, divisa per il numero di

abitanti (scala logaritmica)

Per molti anni la ricchezza media era simile tra i paesi, con crescita nulla. Con la rivoluzione industriale la crescita è

aumentata esponenzialmente, subito in GB, seguita da Italia e Giappone, e ancora da Cina e India. Il grafico

sottolinea forti differenze tra paesi.

Un’interpretazione del grafico è che la disuguaglianza dipenda dal momento in cui nei diversi paesi inizia il processo

di industrializzazione. In alcuni casi questo è legato al dominio coloniale.

L’accuratezza dei dati varia, i dati storici sono meno accurati (grande margine di errore). L’unità di misura cambia il

grafico.

La disuguaglianza La disuguaglianza esiste tra paesi e all’interno dei paesi,

relativa alla distribuzione della ricchezza.

I paesi sono ordinati in base al livello del PIL pro capite

dal più povero a sinistra al più ricco a destra. L’ampiezza

di ciascuna barra rappresenta la dimensione della sua

popolazione.

Per ogni paese vi sono dieci barre, corrispondenti ai

decili di reddito. L’altezza di ciascuna barra è il reddito

medio di un 10% della popolazione, andando dal più

povero sulla parte anteriore del grafico fino al più ricco

sullo sfondo.

Guardando le figure si osserva che la disuguaglianza interna c’è sempre stata e rimane, quella tra paesi è stata invece

alimentata dalla rivoluzione industriale e dal momento in cui sono “decollati” i diversi paesi. È importante

considerare anche il potere d’acquisto quando si confrontano i redditi.

Il prodotto Interno Lordo (PIL o GDP) è la misura del valore di mercato della quantità prodotta di beni e servizi finali

nell’economia in un dato periodo. Il PIL pro capite (reddito medio), si ottiene dividendo il PIL per la popolazione del

paese stesso. Si esclude la produzione di beni intermedi che sono input di altra produzione per evitare doppi

conteggi. I prezzi sono quello che permette di aggregare beni diversi.

Il reddito disponibile = Reddito totale – tasse + trasferimenti pubblici

Il reddito disponibile è considerato una buona misura del tenore di vita perché rappresenta il massimo ammontare

di cibo, vestiario e altri beni e servizi che una persona è in grado di acquistare senza ricorrere a prestiti.

Entrambi sono comunque misure imperfette di benessere. Il reddito ha un impatto rilevante sul benessere perché

ci consente di acquistare i beni e servizi di cui abbiamo bisogno o che desideriamo, ma molti aspetti del nostro

benessere non dipendono da ciò che possiamo acquistare e dalla nostra posizione relativa nella distribuzione del

reddito.

La tecnologia è la descrizione di un processo in cui si usano vari fattori produttivi (input), compresi lavoro e

macchinari, per ottenere produzione (output).

Grazie alla riduzione del tempo di lavoro richiesto per produrre ciò di cui abbiamo bisogno, il progresso tecnologico

ha permesso significati miglioramenti dei nostri standard di vita (rivoluzione agricola). I più importanti progressi

scientifici e tecnologici si sono verificati più o meno contemporaneamente al decollo economico in Gran Bretagna

o

verso la metà del 18 secolo.

Il progresso tecnologico ha molto aumentato la velocità di circolazione dell’informazione, rendendo il mondo più

connesso e cambiando la geografia economica e sociale globale.

L’aumento della produzione e popolazione ha conseguenze ambientali, impatta sull’ambiente in una dimensione

globale (cambiamento climatico) e in una dimensione locale (inquinamento e deforestazione).

Il cambiamento climatico è un esempio di esternalità

globale

La rivoluzione tecnologica permanente può essere

parte della soluzione, rendendo possibile usare

meno risorse a parità di output.

Sistemi economici e istituzioni

• Istituzioni: le leggi e le regole informali che disciplinano le interazioni tra le persone e tra persone e biosfera,

le “regole del gioco”.

• Sistema economico: un modo di organizzare l’economia caratterizzato dalle sue istituzioni fondamentali,

istituzioni che plasmano in modo sostanziale il funzionamento dell’economia. I sistemi economici del

passato e del presente includono: pianificazione centralizzata (URSS nel 20 secolo), feudalesimo (Europa nel

Medioevo), schiavismo (piantagioni degli Stati Uniti del Sud e dei Caraibi prima dell’abolizione della

schiavitù nel 19 secolo) e capitalismo.

Il Capitalismo è un sistema economico nel quale la principale forma di organizzazione economica è l’impresa, dove

i proprietari del capitale assumono lavoro per produrre beni e servizi destinati alla vendita sui mercati allo scopo di

ottenere un profitto. Le principali istituzioni economiche in un sistema economico capitalista sono quindi la

proprietà privata, i mercati e le imprese.

Le imprese sono organizzazioni economiche in cui i proprietari privati dei beni capitali assumono e dirigono il lavoro

per produrre beni e servizi da vendere sul mercato per ottenere un profitto. Altre forme di organizzazione economica

che non sono imprese coesistono con le imprese in un sistema economico capitalista:

- Famiglia o produzione individuale (non si assumono altri)

Production if 100% of time is spent - Organizzazioni no-profit (non mirano all’ottenimento del

on one good profitto)

- Cooperative (il lavoro è svolto dai soci stessi, capitalisti e

Greta 1250 apples or 50 tonnes of wheat lavoratori coincidono)

- Istituzioni pubbliche (non mirano al profitto; i beni capitali

Carlos 1000 apples or 20 tonnes of wheat non sono posseduti privatamente)

La proprietà è privata se colui che la possiede ha il diritto di escluderne gli altri, di beneficiarne dal suo uso e di

scambiarla con altri.

I beni capitali sono i fattori produttivi costosi e durevoli, diversi dal lavoro, usati per la produzione (come macchinari

ed edifici); non sono ricompresi gli input essenziali disponibili a costo zero, come aria, acqua e conoscenze.

I mercati sono un sistema di scambio di beni e servizi tra persone basato su mutui trasferimenti (a differenza dei

doni), per i quali serve il mutuo consenso (a differenza del furto e della tassazione), spesso caratterizzati da relazioni

impersonali (non tra amici o in famiglia). Il prezzo è la misura della scarsità di un bene.

Il capitalismo ha portato alla crescita degli standard di vita con l’impatto che ha avuto sulla tecnologia: le imprese

in competizione sui mercati hanno forti incentive a sviluppare nuove tecnologie; e il suo impatto sulla

specializzazione: la crescita delle imprese e l’espansione dei mercati mondiali interconnessi ha permesso una

specializzazione senza precedenti nelle attività produttive.

La specializzazione aumenta la produttività del lavoro in quanto concentrarsi su un solo compito (o un numero

limitato di compiti) permette di essere più efficienti, questo è il principio del learning by doing di Adam Smith. Il

lavoratore specializzato sfrutta meglio le naturale differenze di abilità e talento. La specializzazione permette anche

la ricerca più efficiente delle economie di scala

La specializzazione è però possibile solo se le persone hanno la possibilità di acquisire tutte le altre cose di cui hanno

bisogno. In una società capitalista, sono i mercati a permetterlo.

Ridurre i costi di trasporto implica ampliare il mercato.

Il vantaggio assoluto e comparato

Greta ha un vantaggio assoluto nella produzione di entrambi.

Carlos ha un vantaggio comparato nella produzione di mele, è relativamente meno svantaggiato nella loro

produzione.

Tutti i produttori possono beneficiare dalla specializzazione dal commercio, anche quando questo porta ad un

produttore che si specializza in un bene che l’altro potrebbe produrre ad un costo inferiore. I mercati contribuiscono

ad aumentare la produttività del lavoro permettendo alle persone di specializzarsi.

Rapporto causale tra capitalismo e crescita

I rapporti di causazione sono fondamentali per le politiche pubbliche. Per stabilire un rapporto di causazione è

necessario effettuare un esperimento, un’analisi ceteris paribus. Gli esperimenti in economia sono molto complessi,

è difficile analizzare il comportamento delle persone nel contesto di un esperimento di laboratorio, problema della

validità esterna. I risultati di un esperimento artificiale possono non valere nella vita di tutti i giorni.

In questo caso, un esperimento naturale deriva dall’osservazione tra la divisione della Germania al termine della

Seconda Guerra Mondiale, col capitalismo nella parte occidentale e l’economia pianificata in quella orientale.

Divergenza nella crescita Non tutte le economie capitaliste hanno avuto ugual successo,

variano le:

- condizioni economiche: imprese, proprietà privata e

mercati possono fallire

- condizioni politiche: le istituzioni capitaliste sono regolate

dal governo. il governo può fornire anche altri beni e servizi

essenziali.

L’innovazione è continua, il divario permane e aumenta.

Il capitalismo coesiste insieme a molti diversi sistemi politici. Un Sistema politico determina come vengono

selezionati i governi e come questi possono implementare le loro decisioni. Nella maggior dei paesi oggi, il

capitalismo coesiste con la democrazia (garantisce diritti individuali e libere elezioni). Il capitalismo è coesistito

anche con sistemi non-democratici (Cina).

L’economia come disciplina è figlia dell’atteggiamento positivista che prevede che i metodi delle scienze naturali

vadano applicati anche alle scienze sociali. C’è la volontà di individuare leggi e poter prevedere “il futuro”.

L’economia è lo studio di come le persone interagiscono le une con le altre e con l’ambiente (risorse) allo scopo di

produrre e procurarsi da vivere, e di come questi rapporti cambiano nel tempo.

Capitolo 2 – Cambiamento tecnologico, popolazione e crescita

Ciò che accade in un'economia dipende dalle azioni e dalle interazioni di milioni di persone. Usiamo i modelli per

comprendere il quadro generale.

Per creare un modello efficace dobbiamo distinguere tra le caratteristiche essenziali dell'economia che sono

rilevanti per la domanda a cui vogliamo rispondere, che dovrebbero essere incluse nel modello, e dettagli non

importanti che possono essere ignorati. I modelli omettono necessariamente molti dettagli.

- Catturare gli elementi dell'economia che pensiamo siano importanti per la nostra domanda

- Descrivere come agiscono gli agenti e come interagiscono tra loro e con gli elementi del modello.

- Determinare i risultati di queste azioni (un equilibrio).

- Studia cosa succede quando le condizioni cambiano.

L’equilibrio di un modello implica una situazione che si autoriproduce. Non si verificano cambiamenti nelle variabili

di interesse a meno di forze esterne che facciano cambiare le caratteristiche del modello.

Un buon modello è chiaro, utile e migliora la comunicazione. Il principio di ceteris paribus porta una semplificazione

che implica la costanza di fattori interni o esterni al modello.

Gli incentivi sono ricompense o punizioni economiche, che influenzano i benefici e i costi di linee d'azione

alternative. I prezzi relativi ci aiutano a confrontare le alternative. La rendita economica è il beneficio ricevuto da

una scelta, tenendo conto della migliore alternativa successiva (l’opzione di riserva). È la base per come facciamo (o

dovremmo fare) le scelte.

Spiegare la rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale è avvenuta per la prima volta solo nel 18° secolo, in GB. Al contrario del passato, quando

gli schiavi garantivano un costo del lavoro quasi nullo, in Inghilterra osserviamo un costo relativamente alto del

lavoro e la presenza del carbone, una fonte locale di energia a basso costo. Uno dei primi settori a subire

cambiamenti tecnologici è stato quello tessile.

Allo stesso tempo la rivoluzione scientifica europea e l’illuminismo incoraggiano la ricerca e l’innovazione. L’accesso

alle materie prime e i mercati consumatori delle colonie incentivano gli imprenditori a investire e innovare.

Modellare la tecnologia

La tecnologia è un processo continuo, non lascia tempo per una fase di recupero che consenta ai paesi che la

sviluppano dopo di convergere con gli innovatori. La tecnologia secondo gli economisti è una lista di processi noti

che utilizzano input per produrre output, nel tempo aumentano i processi noti.

Le tecnologie si distinguono tra labour-intensive, energy-intensive e capital-intensive. Le imprese scelgono tra

tecnologie (combinazioni specifiche di input scarsi) per produrre output.

Alcune tecnologie sono dominate da altre tecnologie. Le aziende mirano a massimizzare il loro profitto. Questo è il

motivo per cui la scelta della tecnologia da parte delle imprese dipende dalle informazioni economiche sui prezzi

relativi dei fattori produttivi (costo del lavoro, delle materie prime ecc.).

Le linee di isocosto sono combinazioni di input che danno

lo stesso costo. La loro pendenza (sempre la stessa)

rappresenta il prezzo relativo degli input.

L’isocosto può essere derivato dall’equazione dei costi

in forma implicita:

= − , L e C sono le variabili.

La combinazione meno costosa è quella sulla linea di

costo più vicina all’origine

Caso della Gran Bretagna La tecnologia era ad alta intensità di lavoro prima della Rivoluzione

Industriale (tecnologia B).

L'aumento dei salari rispetto al prezzo del carbone in Gran Bretagna ha

creato l'incentivo per trovare tecnologie a più alta intensità di capitale

(tecnologia A).

Si è verificato un cambiamento relativo dei prezzi dei fattori produttivi, è

necessario un cambiamento della tecnologia. La variazione del profitto è

uguale alla diminuzione dei costi associati all'adozione della nuova

tecnologia. Questa è la rendita dell'innovazione, che funziona grazie ai

brevetti.

Il primo adottante della nuova tecnologia è chiamato imprenditore. Un'impresa imprenditoriale è disposta a

sperimentare nuove tecnologie e ad avviare nuove attività.

I primi utilizzatori godono delle rendite “Shumpeteriane”. La distruzione creatrice è il processo attraverso il quale

le vecchie tecnologie e le imprese che non si adattano vengono spazzate via dalle nuove, perché non possono

competere sul mercato.

Spiegare la stagnazione

Abbiamo bisogno di un modello diverso per spiegare la stagnazione della popolazione e degli standard di vita prima

del 18 ° secolo. Il prodotto medio del lavoro decrescente

La funzione di produzione fornisce il massimo output

per un dato insieme di input.

Se manteniamo fisso un input (terra) ed espandiamo

l'altro input (lavoro), la produzione media per

lavoratore diminuirà. Questa è la legge del prodotto

medio decrescente del lavoro.

Il modello di Malthus

Parte dal presupposto che la popolazione si espande se gli standard di vita aumentano. La legge del prodotto medio

decrescente del lavoro implica che man mano che più persone lavorano sulla terra, il loro reddito diminuirà

inevitabilmente.

In equilibrio, gli standard di vita saranno costretti a scendere

al livello di sussistenza. La popolazione e il reddito

rimarranno costanti.

Il modello prevede una risposta auto-correttiva alle nuove

tecnologie.

A lungo termine, un aumento della produttività si tradurrà in

un aumento della popolazione ma non in un aumento dei

salari. Il rapporto tra salari reali e popolazione in Inghilterra tra il

1280-1600 mostra evidenza di questa "trappola

malthusiana".

Sono necessarie 3 condizioni per rimanere nella trappola

Malthusiana:

- Prodotto medio del lavoro decrescente

- Aumento della popolazione in risposta all'aumento dei salari

- Assenza di miglioramenti tecnologici per compensare la diminuzione del prodotto medio del lavoro

La rivoluzione tecnologica permanente ha fatto sì che la terza condizione non regga più, e spiega perché la Gran

Bretagna è stata in grado di sfuggire alla trappola Malthusiana.

Capitolo 3 – Unità, lavoro e scelte

Scarsità e scelta La funzione di produzione mostra come gli input (e.g. lavoro) si

traducono in output (e.g. beni e servizi), tenendo gli altri fattori

costanti (e.g. fattori ambientali)

Il prodotto marginale è il cambiamento nell’output per unità di

cambiamento in input (valutato in un punto dato, tenendo gli altri

input costanti).

Il prodotto medio è l’output medio per unità di input.

Se il prodotto marginale è decrescente, lo è anche il prodotto medio

Il prodotto marginale è sempre minore del prodotto medio.

Le curve di indifferenza

All’aumentare dei beni aumenta la soddisfazione.

Le curve di indifferenza sono luoghi di punti e mostrano tutte le

combinazioni di beni (su x e y) che danno la stessa utilità (soddisfazione) al

consumatore. Le scelte dipendono dalle preferenze. L’utilità è misurata con

un valore numerico.

Il saggio marginale

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lucaregnicoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Boncinelli Leonardo.

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