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Capitolo uno

Reddito pro capite

Il reddito pro capite è la quantità di prodotto interno lordo ipoteticamente prodotta, in un certo periodo di tempo, da una persona. Dati relativi alla crescita del reddito pro capite: in passato le differenze tra i paesi erano bassissime e i redditi erano più o meno stabili, poi alcuni paesi hanno iniziato a svilupparsi e a crescere più velocemente di altri (es. Regno Unito), a partire dalla seconda guerra mondiale anche l'Italia ha avuto un boom economico, mentre l'India per esempio ha iniziato a crescere solo più recentemente. Ci sono stati secoli a crescita zero, circa fino al 1800.

Per comprendere la crescita sull'asse verticale si usa una scala differente, ogni tacca corrisponde ad un aumento economico costante (scala logaritmica e scala lineare). Con la rivoluzione industriale l'UK inizia a crescere più degli altri paesi e nel tempo ha mantenuto un alto tasso di crescita. A partire dal XVIII secolo aumenta il tenore di vita a causa di una crescita economica, nuovo modo di organizzare l'attività economica, lo sviluppo tecnologico e la specializzazione produttiva.

Rappresentazione della distribuzione del reddito: si prendono le informazioni sul reddito e si calcola il reddito medio per percentuali (10% della popolazione), si ordinano in senso crescente i vari redditi. Osservazione: dal 1990 al 2014 tanti paesi poveri sono cresciuti molto, mentre paesi che prima avevano un reddito medio più alto ora ce l'hanno più basso (es. la Cina è cresciuta tanto ma è cresciuta anche la disuguaglianza tra i cittadini). In tutti i paesi ci sono grandi disuguaglianze economiche tra i cittadini, i ricchi hanno molto di più dei poveri, e enormi differenze fra i paesi che si sono accentuate col passare del tempo.

PIL: prodotto interno lordo, il valore della produzione di beni e servizi finali in una economia in un certo arco temporale. PIL pro capite: è il PIL diviso per la popolazione (tutta la popolazione) - fa riferimento al reddito medio - misura del tenore di vita. Altre misure più utili per il benessere degli individui sono per esempio il reddito disponibile = reddito - tasse + trasferimenti.

Il PIL ha delle limitazioni, esempio ci sono lavori gratuiti che non rientrano nel PIL (es. lavoro domestico), non rientrano nel PIL delle risorse naturali, non tiene conto della qualità dell'ambiente e di altri fattori che influenzano la qualità della vita (reti sociali, contatti, avere tempo libero ecc.), non tiene conto dei beni serviti dallo Stato (es. istruzione).

PIL nominale: somma delle quantità prodotte di una economia QI moltiplicate per il prezzo corrente (valori di mercato). PIL reale: si riferisce ai beni reali, fisici, indipendenti dal prezzo e dal valore economico. La stessa quantità di denaro in paesi differenti può comprare diversi panieri di beni a causa di diversi prezzi.

PPP (Purchasing Power Parity): indice che si utilizza per confrontare la qualità della vita in paesi diversi - qualità del potere di acquisto. Lo stesso bene può avere prezzi differenti in paesi differenti (es. Big Mac index) - concetto di convergenza economica tra paesi. Il PIL nei grafici solitamente si indica con la y - diversi usi con scala lineare (aumenti costanti, meno chiaro il confronto tra il tasso di crescita) e scala logaritmica (più evidente la convergenza di tasso di crescita dei diversi paesi).

Progresso tecnico

Lo sviluppo dei paesi è dato dall'evoluzione tecnologica, meccanismo di input (lavoro e capitale, L e K) e output (prodotto), il progresso tecnico è il fatto che cambia la tecnologia e le tecniche che permettono di ottenere più output a parità di input (aumento della produttività). Con la rivoluzione industriale inizia la rivoluzione tecnologica permanente.

Esempio: evoluzione della produzione della luce fino al 1800 e post 1800 - conseguenze ambientali dello sviluppo tecnologico. D'altra parte però un aumento della produttività implica meno uso di risorse, la tecnologia può essere usata anche per migliorare le condizioni ambientali (energie rinnovabili ecc.).

Capitalismo

Sistema economico che ha delle istituzioni che lo governano - un sistema economico è il modo in cui organizziamo la produzione e la distribuzione di beni e servizi in una economia. Il capitalismo è oggi giorno il sistema prevalente, le istituzioni sono le leggi e regole informali che disciplinano le interazioni sociali tra persone e tra persone e ambiente. La principale forma di organizzazione del capitalismo è l'impresa, dove abbiamo proprietari di beni capitali che impiegano forza lavoro per produrre beni e servizi da vendere sul mercato per trarne un profitto - le istituzioni principali sono proprietà privata, mercati e impresa.

I beni capitali sono input costosi e di carattere durevole usati nei processi produttivi (macchinari, materiali ecc.). Bene privato: un individuo dispone di un bene privato se può escludere gli altri e usarlo in modo esclusivo e privato. La proprietà può essere attribuita ad un individuo, una famiglia, un’impresa. Vi sono cose cui attribuiamo valore che non sono oggetto di proprietà privata, beni pubblici (es. aria). La proprietà privata deve essere regolata e tutelata da delle regole.

Il mercato è un modo con cui le persone possono scambiarsi beni e servizi attraverso scambi reciproci e volontari per mutuo beneficio, che spesso è impersonale, cioè generalmente non è guidato dalla conoscenza personale tra gli interlocutori. L'impresa è la proprietà dei mezzi di produzione e organizzata al fine della produzione e scambio di beni e servizi.

Il mercato del lavoro è il mercato in cui datori di lavori offrono un salario ai lavoratori, cioè a chi lavora alle loro dipendenze. Uno dei vantaggi del sistema capitalistico è la specializzazione del lavoro, che comporta un aumento della produttività del lavoro, perché consente di concentrare i mezzi produttivi e le abilità su un insieme limitato di attività - vantaggi:

  • Acquisizione di una maggiore abilità nel produrre attraverso il learning by doing (letteralmente: “imparare facendo”).
  • Valorizzazione delle diversità di abilità o di condizioni ambientali (es. la qualità dei terreni).
  • Economia di scala: all’aumentare della quantità prodotta, il costo di produrre ciascuna unità si riduce.

La specializzazione funziona solo se funzionano i mercati. Per questo motivo la specializzazione, detta anche divisione del lavoro, pone alla società un problema: come redistribuire i beni e servizi prodotti da chi li produce a chi li consuma - intervento redistributivo dello Stato e dei mercati.

Con la specializzazione si deve fare una distinzione importante tra vantaggio assoluto e vantaggio comparato: un individuo (o un Paese) ha un vantaggio assoluto nella produzione di un bene se per ottenere una certa quantità di prodotto utilizza una quantità di input minore di quella necessaria a un altro individuo (o Paese); mentre quando il rapporto tra il costo di produzione di un bene e il costo di produzione di un altro bene è minore per un individuo (o Paese) che per un altro, il primo ha un vantaggio comparato nella produzione di quel bene, si guarda cioè il vantaggio in termini relativi. Imprese, paesi e persone si specializzano nella produzione in cui hanno un vantaggio comparato nella misura in cui è poi possibile scambiare i beni perché è la cosa più conveniente - i mercati aumentano la produttività del lavoro consentendo alle persone di specializzarsi.

Tutti i produttori traggono beneficio dalla specializzazione e lo scambio, anche quando ciò implica che un produttore si specializzi nella produzione di un bene che qualcun altro potrebbe produrre ad un costo inferiore. Bisogna indagare sul fatto che sia il capitalismo la causa della svolta nei grafici sul tenore di vita (differenza tra correlazione e rapporto causale). Nella maggior parte dei paesi il capitalismo funziona in simbiosi con la democrazia, ma non solo (es. Cina, Russia e Vietnam).

Capitolo due

I modelli

I modelli descrivono come gli agenti agiscono per raggiungere un modello e come interagiscono con gli aspetti essenziali dell'economia, inoltre i modelli studiano l'equilibrio e cosa succede invece quando cambiano le condizioni. Equilibrio di un modello = situazione che si perpetua da sé, nel senso che nessuno ha interesse a scostarsi da tale situazione a meno che una forza esterna (uno shock esogeno, esterno al modello) non alteri la situazione descritta dal modello.

Concetti chiave del capitolo:

  • Less is more: Ceteris paribus = semplificazione che richiede di mantenere «costanti» tutti gli altri elementi del modello.
  • Incentivi = stimolo che ci spinge a fare una certa cosa, possono essere premi o penalizzazioni che influenzano i costi e i benefici di scelte (e conseguenti azioni) alternative. Più avanti vedremo che le persone sono motivate anche da incentivi non monetari e intangibili (valori morali, altruismo, amore, odio), ma è innegabile che gli incentivi economici abbiano un ruolo importante.
  • Rendita economica = Diremo di aver ottenuto una rendita economica quando, compiendo un’azione (chiamiamola A), otteniamo un beneficio maggiore di quello ottenibile scegliendo la migliore tra le azioni alternative disponibili (la cosiddetta «opzione di riserva», che potremmo anche chiamare «piano B»).

Capitolo tre

Le scelte

Noi abbiamo risorse limitate per realizzare i nostri obiettivi, quindi bisogna fare delle scelte su come utilizzarle, ogni volta che si fa una scelta c'è una alternativa che viene scartata, questo in economia si chiama costo opportunità: costo derivante dal mancato sfruttamento di un’opportunità, misurato dal valore della migliore alternativa tralasciata. In altri termini, il costo opportunità è il sacrificio che un agente deve compiere per effettuare una determinata scelta.

Modello di decisione in condizione di scarsità applicato alla scelta di quanto tempo lavorare, quando l’alternativa è fra avere un reddito più alto (e consumare di più) e disporre di più tempo libero - il lavoro è un input per la produzione di beni e servizi, le nuove tecnologie aumentano la produttività del lavoro. I diversi equilibri dipendono dalle diverse condizioni dei paesi.

Come un individuo fa delle scelte in condizioni di scarsità? Vi sono diverse condizioni di ore lavorate e reddito percepito. Esempio ore di studio e voto ottenuto - uso della funzione di produzione: è una curva che mostra come gli input possono essere trasformati in output, tenendo costanti tutti gli altri fattori della produzione e gli elementi che possono influenzarla. Dal grafico si possono trarre due informazioni rilevanti: la pendenza della curva in un punto e il valore medio che si ottiene da certi input (prodotto x unità di input) - la pendenza quindi ci dà la produttività media. Nella funzione di produzione chiamiamo invece produttività marginale l'aumento degli output (es. l'aumento del voto che si ottiene studiando un'ora in più), che corrisponde all'inclinazione della funzione di produzione (cioè corrisponde alla retta tangente nello specifico punto).

Quindi dalla funzione di produzione possiamo vedere qual è il:

  • Prodotto marginale: variazione dell’output causata dall’uso di una unità addizionale di input (misurato in un ogni dato punto della “scala produttiva e tenendo costanti tutti gli altri input e le condizioni della produzione). (PMg o in inglese MP)
  • Prodotto medio: quantità di output realizzata in media per ogni unità di input utilizzata (PM o in inglese AP).

Ogni individuo fa delle scelte di azione e produzione (es. uno studente può scegliere se studiare di più e puntare a certi risultati o studiare di meno), queste si chiamano preferenze, che sono il modo in cui diamo un ranking (cioè ordiniamo) diverse alternative. Si chiama trade-off la situazione in cui bisogna scegliere tra due opzioni che ci piacciono - per rappresentare le preferenze degli individui si usa la curva di indifferenza: una curva che mostra tutte le combinazioni di beni che danno all’individuo la stessa utilità (soddisfazione). La pendenza della curva di indifferenza è il tasso marginale di sostituzione (ovvero quanto siamo disposti a cambiare un bene per un altro, corrisponde alla tangente alla curva di indifferenza in un determinato punto) e rappresenta le scelte che fronteggia l’individuo. Per ogni possibile scelta, esiste un insieme di curve di indifferenza, a ciascuna delle quali corrisponde un certo livello di soddisfazione - più ci si allontana dall’origine degli assi e più è alta la soddisfazione. Non tutte le combinazioni desiderabili sono però realizzabili. Le curve di indifferenza sono inclinate negativamente. Curve di indifferenza più alte sono associate a livelli più elevati di utilità. Man mano che ci allontaniamo dall’origine, più in alto e più a destra nel grafico, passiamo a combinazioni con una maggiore quantità di entrambi i beni. Le curve di indifferenza solitamente sono “lisce”: significa che piccoli cambiamenti delle quantità di beni non provocano grandi cambiamenti nell’utilità. Man mano che ci spostiamo verso destra lungo una curva di indifferenza la pendenza si riduce (la curva diventa più piatta). Le curve di indifferenza non si incrociano.

Oltre alle preferenze bisogna capire qual è la scelta ottimale per un individuo - si prende in considerazione il costo opportunità, ovvero il costo in cui incorriamo perché non sfruttiamo l'opportunità alternativa - quando si considera il costo dell’azione A teniamo conto del fatto che se scegliamo A non possiamo scegliere B. Quindi, non ottenere B diventa parte del costo di ottenere A. Parliamo appunto di costo opportunità, ovvero rinuncia all’opportunità di ottenere B, il beneficio netto che si potrebbe trarre dall’azione alternativa più conveniente. La frontiera delle possibilità mostra il massimo output ottenibile data una certa quantità di input (nel caso in cui questi siano combinati nel migliore dei modi possibili). Il tasso marginale di trasformazione è la pendenza (tangente) della frontiera delle possibilità e rappresenta i trade-off che dobbiamo affrontare ogni giorno.

Scelte in condizioni di scarsità

Nella scelta di un individuo la frontiera delle possibilità è il vincolo alla scelta e la relativa inclinazione mostra il trade-off al quale egli è costretto nel compierla. La migliore delle situazioni possibili si avrà nel punto in cui il prezzo relativo delle due alternative (la quantità di uno dei due beni cui lo studente è costretto a rinunciare per avere una unità dell’altro) coincide esattamente con il modo in cui lo studente valuta un bene rispetto all’altro - in questo punto il saggio marginale di sostituzione (SMS) è uguale al saggio marginale di trasformazione (SMT) - il SMT è la pendenza della frontiera delle possibilità. Sul grafico SMT e SMS sono uguali, coincidono, nel punto di tangenza.

Conseguenze del progresso tecnologico: ottimizzazione vincolata. Aggiungendo alla frontiera delle possibilità le curve di indifferenza, possiamo rappresentare graficamente la scelta ottimale di un individuo chiamato a fare una scelta in condizioni di scarsità. Questo è il punto di tangenza nel quale i due trade-off si bilanciano: nel quale cioè il saggio marginale di sostituzione fra output e input (la pendenza della curva di indifferenza) è uguale al saggio marginale di trasformazione (la pendenza della frontiera delle possibilità) - esempio agricoltore. Il progresso tecnologico consente di consumare di più e avere più tempo libero. La scelta della combinazione preferita di consumo/tempo libero dipende dalle preferenze e dalla volontà di sostituire un bene con un altro (consumare di più sacrificando del tempo libero, o lavorare di meno sacrificando un po’ di consumo).

Vincolo di bilancio

Ipotizziamo che la nostra spesa (per il consumo di cibo, alloggio, e altri beni e servizi), non possa superare i nostri guadagni (ad esempio perché non possiamo prendere denaro a prestito). Se indichiamo con w il salario orario, e con t il numero di ore di tempo libero al giorno, le ore di lavoro sono (24−t), e il livello massimo dei nostri consumi, c, è dato da: c = w (24 − t). Questa equazione è il vincolo di bilancio, che mostra quanto possiamo permetterci di acquistare, che in un grafico è rappresentato dalla linea retta inclinata negativamente ottenuta unendo i punti del grafico. I vincoli di bilancio sono la frontiera delle possibilità per le scelte di consumo. La pendenza del vincolo di bilancio corrisponde al salario. La scelta ottimale si realizza dove la pendenza della curva di indifferenza (SMS) eguaglia il salario, che dal punto di vista del consumatore è il tasso marginale di trasformazione (SMT). Ipotizzando un aumento del salario si hanno due possibili effetti:

  • Aumentano i guadagni complessivi, a parità di ore di lavorate (effetto reddito).
  • Aumenta il costo opportunità del tempo libero (effetto sostituzione).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elena.giannot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Ferrari Marcella.
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