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Capitolo 1 - La rivoluzione capitalista

Il grafico illustra i dati sul reddito pro-capite dal 1800 ad oggi. Si può notare come nel 1800 il grafico fosse piatto, con basse differenze tra i paesi e redditi stabili. Poi, alcuni paesi hanno iniziato a crescere prima di altri (es. UK per la Rivoluzione Industriale; l'India cresce dopo la Cina) e il tasso di crescita si mantiene alto. A partire dalla II guerra mondiale l'Italia ha avuto un boom e il PIL pro-capite è cresciuto molto, come in Giappone. Un gruppo di paesi ha avuto alti tassi di crescita prima di altri e ci sono nuovi che crescono in periodi recenti, esempio dell'India.

Il grafico indica che ci sono stati secoli a crescita zero fino al 1800, in cui il reddito medio era uguale e c'erano poche disparità; dopo è iniziata la crescita e i tassi di crescita sono saliti, portando i paesi a un progresso economico rapido. Si distinguono le scale lineari, dove l'asse verticale indica un aumento lineare, e le scale logaritmiche, dove l'asse verticale indica un aumento non costante (da 1000 a 2000, da 2000 a 5000 e da 5000 a 10000). Con la scala logaritmica il grafico è più leggibile perché evidenzia le differenze dei tassi di crescita, permettendo di capire meglio le pendenze e quindi i tassi di crescita del reddito pro-capite.

Tasso di crescita = come varia il PIL rispetto al livello iniziale, diviso per l'anno di partenza. Dal 18° secolo, la crescita del tenore di vita è diventata una caratteristica della vita economica in molti paesi, mentre altri a basso reddito (africani) hanno avuto una riduzione del reddito pro-capite anche nel dopoguerra. In generale, si ha avuto un aumento generalizzato del reddito pro-capite e questa nuova organizzazione dell'attività economica ha permesso di avere una maggiore produttività del lavoro, ovvero aumentare la quantità di prodotti che vengono fatti in una certa unità di tempo. Questa crescita ha portato a un aumento delle disuguaglianze.

Il grafico indica la distribuzione di reddito tra diversi paesi e anche all'interno di essi, evidenziando le disuguaglianze. Sull'asse orizzontale i paesi vengono ordinati per reddito (basso in rosso, alto in verde). La larghezza della barra indica la popolazione. Per ogni paese vi sono dieci barre e ogni parte calcola il reddito medio del 10% della popolazione corrispondente ai decili di reddito. In molti paesi l'ultimo decile (quello dei ricchi), svetta sugli altri.

Nel 2014 alcuni paesi hanno un reddito medio-alto, molti paesi poveri sono cresciuti e la Cina continua a crescere, ma crescono anche le disuguaglianze dentro al paese (gli scalini sono più alti). Per capire e quantificare le disuguaglianze tra ricchi e poveri si deve fare il rapporto tra l'altezza delle barre sul retro (ricchi) e di fronte (poveri), ottenendo così forti disuguaglianze tra il top 10% dei più ricchi e il bottom 10% dei più poveri.

In Norvegia il rapporto ricchi/poveri è 5,4, negli USA è 16 e in Botswana è 145, evidenziando le enormi differenze tra questi paesi. Il reddito medio in Norvegia è 19 volte il reddito medio in Nigeria; quindi le differenze di reddito tra paesi si sono molto accentuate col passare del tempo, perché i paesi che si sono sviluppati prima sono diventati ricchi, mentre chi ha iniziato a svilupparsi dopo è rimasto indietro.

Il PIL e la misurazione del benessere

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) di un paese è il valore di mercato della produzione di beni finali e servizi di un'economia in un certo arco temporale, solitamente un anno. Il PIL pro-capite confronta il tenore di vita di ciascun paese ed è il PIL diviso per la popolazione. È una misura che indica il reddito medio per il benessere degli individui, ma che non corrisponde al reddito medio dei lavoratori perché include tutta la popolazione (bambini e anziani).

I limiti del reddito nella misurazione del benessere: il PIL non è infallibile ma è indicativo e il reddito ha un impatto decisivo sul benessere perché consente di acquistare beni e servizi di cui abbiamo bisogno, ma molti aspetti del benessere non dipendono da ciò che possiamo acquistare. Per esempio, il reddito non considera la qualità dell'ambiente sociale e fisico; tempo libero; beni e servizi che non acquistiamo (cure sanitarie ed istruzione quando fornite dallo Stato) o beni e servizi prodotti all'interno della famiglia. Ci sono anche lavori gratuiti che non rientrano (lavoro domestico).

Reddito disponibile e parità di potere di acquisto

Il reddito disponibile è il reddito meno le tasse + eventuali trasferimenti. Per poter confrontare il reddito di paesi diversi in momenti diversi, bisogna separare ciò che vogliamo misurare da ciò che non è rilevante per il confronto e tener conto delle differenze nei prezzi tra i due paesi. Il PIL nominale è la somma delle quantità prodotte in un'economia moltiplicate per il prezzo corrente e che può fluttuare per l'inflazione; il PIL reale guarda le quantità reali e quindi non i prezzi (per questo viene anche detto PIL a prezzi costanti). Si costruisce prendendo un anno base e usando i prezzi di quell'anno. Per confrontare i due tipi di PIL e capire quanto l'economia cresce, si prende la quantità nominale e la si moltiplica per i prezzi fissi di quell'anno base. Se il PIL è cresciuto, il PIL reale è aumentato.

Potere di acquisto: con una stessa quantità di denaro in paesi con prezzi diversi si possono comprare beni diversi. La parità di potere di acquisto (PPP) è l'indice che si usa per confrontare la qualità di vita tra paesi diversi tenendo conto delle quantità di beni acquistabili e dei diversi prezzi tra paesi (esempio confronto del tenore di vita con 1000 euro al mese tra Italia e India). Uno stesso bene può avere prezzi differenti in paesi diversi (esempio Big Mac più caro in USA che in UK perché USA ha potere d'acquisto più alto).

Progresso tecnologico e capitalismo

La tecnica è il processo in cui si trasformano gli input in un prodotto che diventa l'output. La tecnologia è il modo in cui si assemblano lavoro e capitale per ottenere un prodotto output. Il progresso tecnico è un cambiamento della tecnologia ottenendo più output a parità di input. Con la rivoluzione industriale inizia una rivoluzione tecnologica permanente, in cui il progresso tecnologico non si è più arrestato ma è continuato ad aumentare. Anche la velocità di trasmissione delle informazioni è migliorata: è stata lentissima per secoli, poi i tempi si sono accorciati perché sono stati introdotti il telefono, la televisione ed internet e ora la trasmissione delle informazioni avviene in maniera istantanea.

Con la crescita della ricchezza sono aumentate anche le conseguenze dello sviluppo tecnologico: sono cresciuti l'utilizzo delle risorse naturali e il degrado dell'ambiente, con conseguenze globali (cambiamento climatico) e locali (inquinamento). Allo stesso tempo, il progresso tecnologico è usato anche per risolvere problemi ambientali riducendo l'uso di risorse naturali ed aumentando la produttività con nuove tecnologie e nuovi beni che usano meno risorse (esempio lampadine a risparmio energetico).

Il sistema economico è il modo in cui si organizza la produzione e la distribuzione di beni e servizi dentro all'economia. Il capitalismo è un sistema economico che ha delle istituzioni che lo governano e che predomina ad oggi a livello mondiale. Le istituzioni sono le leggi e le regole informali che disciplinano le interazioni sociali tra persone e ambiente, ovvero sono le regole del gioco. La principale forma di organizzazione del capitalismo è l'impresa, dove ci sono i proprietari privati di capitali che usano il lavoro per produrre beni e servizi che vengono venduti sul mercato e il cui obiettivo è quello di ottenere profitto. Le istituzioni più importanti di un sistema economico capitalista sono la proprietà privata, i mercati e le imprese. Nella maggior parte dei paesi il capitalismo funziona in simbiosi con la democrazia, ma si può trovare anche in regimi autoritari (Cina, Russia e Vietnam).

I beni capitali sono i macchinari usati nella produzione, sono gli input che hanno carattere durevole e quindi vengono usati per più cicli produttivi ad esclusione di altri che sono essenziali e che non possono essere di proprietà privata perché sono bene pubblico (acqua o aria). La proprietà privata si attribuisce a un individuo o impresa. Un bene è privato quando un individuo dispone del bene in maniera privata escludendo gli altri dal consumo; può beneficiare del suo utilizzo e può scambiarlo. La proprietà privata ha bisogno di regole che la proteggano.

Il mercato è il modo in cui le persone scambiano beni e servizi. Questi scambi sono reciproci ed avvengono volontariamente per un mutuo beneficio (impersonale). Un'impresa è un'attività economica basata sulla proprietà dei mezzi di produzione e organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi, con lo scopo di massimizzare il profitto. Il mercato del lavoro è il mercato in cui i datori di lavoro offrono un salario a chi è disposto a lavorare come dipendente. I datori domandano i servizi di lavoro e i lavoratori rappresentano l'offerta.

Ciò che caratterizza il capitalismo è la specializzazione, ovvero un aumento della produttività del lavoro concentrando i mezzi produttivi e le abilità su una determinata attività. I vantaggi sono l'acquisizione di una maggiore abilità nel produrre attraverso il learning by doing (imparare facendo), la valorizzazione delle diverse abilità aumentando la produttività e l'introduzione delle economie di scala, ovvero aumenta la produzione e il costo per produrre un'unità di bene si riduce. Questo permette di ottenere di più a parità di costi, ma funziona solo se ci sono mercati funzionanti dove si può scambiare.

Il vantaggio assoluto lo ha chi è più efficiente ed usa meno risorse (quindi meno input) per la produzione di un bene; il vantaggio comparato riguarda i termini relativi in cui ognuno si specializza in ciò che riesce a fare relativamente meglio per poi scambiare i beni con altri paesi. Se si ha un vantaggio assoluto in entrambe le cose, conviene specializzarsi.

Capitolo 2 - I modelli

Il modello economico si concentra sugli aspetti che sono rilevanti ai fini della domanda di ricerca, descrive come gli agenti interagiscono per raggiungere un equilibrio e studia cosa succede se cambia l'equilibrio, ovvero quella situazione stabile in cui si trova il modello, a meno che non vi siano shock esterni. "Ceteris paribus", espressione che significa "a parità di altre condizioni tenendo tutto il resto uguale", perché si vuole capire come questa condizione di shock influenza il mercato del lavoro. L'incentivo è un premio che spinge a fare qualcosa. Può essere monetario o non monetario. La rendita economica si ha quando compiendo una certa azione si ottiene un beneficio maggiore di quello ottenibile scegliendo un'altra alternativa disponibile (piano B).

Capitolo 3 - Scelte individuali in condizioni di scarsità

Dobbiamo compiere delle scelte perché ci sono risorse limitate per raggiungere i nostri obiettivi. Il costo opportunità indica le alternative che si lasciano da parte nel momento in cui si deve compiere una scelta per raggiungere un obiettivo. Indica cioè le risorse risparmiate e non utilizzate. Il trade off si ha quando si deve scegliere tra due alternative che abbiamo preso in considerazione.

Il modello di scelta in condizione di scarsità si verifica quando si deve optare per una scelta, per esempio quanto tempo lavorare quando l'alternativa è avere un reddito più alto o disporre di più tempo libero. Maggior tecnologia permette di lavorare meno guadagnando uguale ma producendo di più, perché ci sono diversi equilibri e diverse istituzioni nel mercato del lavoro con diverse condizioni di salario. Le scelte degli individui in condizioni di scarsità sono vincolate e limitate nel tempo. La scelta ottimale si realizza dove il saggio marginale di sostituzione (SMS) è uguale al saggio marginale di trasformazione (SMT), ovvero nel punto di tangenza. In questo contesto si può inserire il concetto di "Ceteris paribus", che controlla una serie di fattori che possono influenzare la qualità del tempo speso a compiere una determinata azione.

La funzione di produzione mostra come gli input (esempio ore di studio) possono essere trasformati in output (voti ottenuti) tenendo costanti i fattori che possono influenzarli (qualità dell'ambiente in cui si studia). Il progresso espande la funzione di produzione: con lo stesso numero di ore di produzione si ottiene di più e la tecnologia altera come si combinano gli input per ottenere più output. La produttività media corrisponde alla pendenza della curva ed è il prodotto medio per l'unità di input, ovvero quanto si produce in media in 1 ora di lavoro. La produttività media non è costante ma tende a ridursi perché la produttività nelle singole ore tende a ridursi.

La produttività delle singole ore è detta marginale, perché è al margine se si aggiunge un'ora in più e corrisponde all'inclinazione della funzione di produzione. La produttività marginale è decrescente, perché se si aggiungono più input il contributo marginale tende ad assottigliarsi. Il prodotto marginale è l'aumento di output che si ottiene aumentando le unità di input. Si vede nella pendenza della curva. Il prodotto medio è la quantità di output realizzata in media per ogni unità di input utilizzata. Si vede nella pendenza del segmento che unisce l'origine alla combinazione studiata.

Il concetto di preferenza fa sì che si possa scegliere la combinazione che si preferisce: chi vuole guadagnare di più preferisce lavorare di più; chi preferisce lavorare meno guadagna meno. Le possibili alternative dipendono dalle scelte dell'individuo.

Le curve di indifferenza indicano le preferenze che il soggetto ha in merito a due alternative (esempio combinazioni di voto e tempo libero di uno studente). Più sono esterne, più è alta la soddisfazione. Le curve di indifferenza sono inclinate negativamente a causa dei trade off, perché se aumenta un bene sull'asse orizzontale si riduce quello sull'asse verticale. Sono lisce e non si incrociano mai. Il saggio marginale di sostituzione - SMS dice quanto siamo disposti a scambiare un bene per un altro quantificando la scelta tra due beni. La curva non è costante ma varia ed è rappresentata dalla pendenza della curva di indifferenza. Il saggio marginale di trasformazione - SMT è la pendenza della frontiera delle possibilità e rappresenta i trade-off che dobbiamo affrontare.

Nell'utilità marginale decrescente le curve di indifferenza sono piatte. Più abbiamo di un bene, più siamo disposti a sacrificarne una quota per avere di più dell'altro. La frontiera delle possibilità produttive mostra il massimo output ottenibile data una quantità di input. La pendenza di questa curva dice quali sono i limiti che abbiamo dal punto di vista produttivo.

Vincolo di bilancio: non si può spendere più di quanto si guadagna. L'equazione che identifica il vincolo di bilancio è = (24-t): salario orario per numero di ore lavorate, in cui t è il numero di ore libere al giorno. Questa equazione mostra quanto possiamo permetterci di acquistare. La pendenza del vincolo di bilancio corrisponde al salario e la scelta ottimale si realizza dove la pendenza della curva di indifferenza eguaglia il salario. Se aumenta il salario, aumenta la pendenza e si hanno due effetti distinti:

  • Effetto reddito: aumentano i guadagni complessivi a parità di ore di lavorate ma incentiva a lavorare di meno. È positivo perché aumentano le ore di tempo libero e per ottenere lo stesso salario è sufficiente lavorare meno.
  • Effetto sostituzione: aumenta il costo opportunità del tempo libero. È negativo perché si ha un incentivo a lavorare di più e diminuiscono le ore di tempo libero.

Questo modello non è però realistico perché non si può scegliere il proprio orario di lavoro (si può solo nella GIG Economy - rider e delivery) e i fattori culturali e politici cambiano fra i paesi quindi le scelte tra gli individui sono diverse.

Capitolo 4 - Interazioni sociali tra gli individui

Ci sono contesti in cui le decisioni dipendono dalle azioni di altri e queste interazioni possono portare a risultati benefici per la società. L'agire individuale porta benessere alla società, mentre il proprio interesse potrebbe essere dannoso per la collettività. Un dilemma sociale è una situazione in cui gli individui si muovono per il proprio interesse e le azioni si traducono in un risultato non ottimale per la società; quindi, il benessere è inferiore a quello che si potrebbe avere se ogni individuo tenesse conto delle conseguenze delle proprie azioni. Le persone non internalizzano i costi e benefici sociali e non tengono in considerazione i costi e le conseguenze della loro scelta. Questo fa sì che scelgano un risultato che non è ottimale per la società. Un esempio è la tragedia delle risorse comuni, in cui si sfruttano più del dovuto le risorse.

La teoria dei giochi vede come i soggetti interagiscono e come risolvono i dilemmi sociali. Interazioni sociali: le azioni di ciascuno influenzano sia il proprio risultato sia quello degli altri. Interazione strategica: le persone sono consapevoli dell’effetto delle proprie azioni sulle altre persone.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher laurapiconeeee di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Nicolini Giovanna Marcella.
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