Economia aziendale I capitolo 1 – L’azienda
Il problema economico
Il problema economico nasce dal problema che abbiamo dei bisogni; quindi, alla base di tale problema vi è il soddisfacimento di bisogni illimitati attraverso mezzi limitati.
Ogni attività economica è legata al binomio bisogni/mezzi.
Il bisogno può essere individuale o collettivo ed è la sensazione di carenza di qualcosa, e sono soddisfatti tramite l’utilizzo di beni e servizi o dei mezzi materiali o immateriali, che però sono limitati.
Infatti, i mezzi sono beni economici che risultano essere scarsi, ovvero presenti in natura in quantità limitata rispetto ai bisogni effettivi.
I bisogni si modificano nel tempo e nello spazio con una tendenza ad aumentare rispetto a quelli che si avevano nel passato (es. cellulare), essi hanno anche la caratteristica della risorgenza, ovvero una volta soddisfatti essi risorgono; per questo si può dire che siano illimitati.
Es. Mentre prima si diceva “Se potessi avere 1000 lire sarei felicissimo” ad oggi non si può dire così, ma si direbbe “Se potessi avere 10000 euro sarei felicissimo”.
Questo perché i bisogni sono cambiati: i bisogni cambiano nel tempo.
Attività economica
Per sopperire al problema economico entra in gioco l’attività economica, ovvero l’oggetto di studio della scienza economica, quella scienza che descrive e cerca soluzioni ai problemi di convenienza economica riguardanti l’attività di produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi da parte del singolo o da gruppi di persone.
Il bene o servizio generico è tutto ciò che soddisfa il bisogno di qualcuno. Le attività economiche si svolgono per soddisfare bisogni individuali e/o collettivi e hanno la caratteristica di essere legate al binomio bisogni/mezzi.
Quindi da una parte avremo gli operatori economici che consumano i beni e dell’altra coloro che li producono.
L’attività economica è data dalla:
- Produzione di beni in senso stretto.
- Dalla distribuzione degli stessi.
- Dal consumo dei beni per il soddisfacimento dei bisogni.
Prima l’attività economica era svolta interamente all’interno della famiglia che si auto produceva la maggior parte dei beni volti al soddisfacimento dei propri bisogni.
Oggi invece grazie anche allo sviluppo della società stessa la famiglia non riesce più ad autoprodursi tutto quello di cui ha bisogno e si rivolge alle aziende; infatti abbiamo chi produce (aziende) e chi consuma (famiglie).
Ultimamente però questo schema semplice è andato a incrinare, perché spesso sono le aziende stesse che fanno sorgere al consumatore finale dei bisogni attraverso nuovi prodotti, trasformando un bisogno da superfluo a necessario (es. vestiti firmati: necessità che è stata creata).
Lo schema si è incrinato anche perché chi consuma non paga materialmente; infatti, può accadere che un bisogno sia soddisfatto attraverso un bene che ci viene “regalato”, come ad esempio la posta elettronica che è un servizio gratuito o come la maggior parte dei servizi Google.
Noi, infatti, non andiamo a pagare in senso stretto il fornitore del servizio, in quanto questo viene pagato attraverso, per esempio, delle pubblicità di prodotti, oppure perché si vanno ad acquisire delle informazioni sui nostri gusti o preferenze che poi in qualche modo vengono utilizzate.
Beni economici
I beni economici possiamo dividerli in:
- Prodotti: beni fisici (materiali, tangibili).
- Servizi: sono entità in grado di soddisfare un bisogno (di solito intangibili).
Generalmente si dividono in beni materiali e beni immateriali.
Beni di consumo finale destinati ai consumatori finali (famiglie, persone), quindi destinati alla vendita sul mercato e in minima parte all’autoconsumo.
Questi possono essere ad uso durevole (automobile), o ad uso immediato (benzina).
Beni di consumo intermedio rientrano nel processo produttivo, infatti sono i beni prodotti per l’attività produttiva di altre aziende (in genere si fa riferimento ai fattori produttivi) e hanno la caratteristica dell’onerosità e della disponibilità. Quindi sono consumati da altre aziende per produrre altri beni.
Quindi il fattore produttivo è un bene prodotto per la produzione di un altro bene.
Es. farina può essere comprato da mia mamma e dal ristoratore per fare un dolce.
Anche questi possono essere ad uso durevole o ad uso immediato (es. Energia elettrica).
Fattori produttivi
I fattori produttivi sono qualsiasi elemento in grado di fornire utilità per alimentare l’attività di produzione.
Si dicono fattori primitivi della produzione quei fattori che sono sempre necessari e presenti perché ci sia la vicenda aziendale e sono:
- Il capitale è in genere rappresentato dal denaro o mezzi equivalenti (fattori generici), oppure è formato da quei beni e servizi che subiscono un processo di trasformazione fisico-tecnica per ottenere beni o servizi di output (fattori specifici).
- Il lavoro rientra invece tra i fattori produttivi correnti.
Classificazione fattori produttivi
In base alla sua fungibilità il fattore capitale può essere diviso in:
- Fattore capitale generico: ci riferiamo al denaro, che può essere trasformato in altri servizi o beni.
- Fattore capitale specifico: beni e servizi impiegati dall’azienda per ottenere prodotti di output dopo aver subito una trasformazione fisico-tecnica o una combinazione.
Il capitale si può ulteriormente dividere in capitale fisso (capitale investito in beni durevoli), capitale circolante, capitale investito (formato da capitale fisso e capitale circolante), capitale proprio, capitale di terzi ecc.
In base all’utilizzabilità il fattore produttivo può essere diviso in:
- Fattori ad utilità durevole (anche detti pluriennali, strutturali o a fecondità ripetuta): questi fattori mantengono integre le proprie caratteristiche fisico-tecniche e partecipano più volte all’attività produttiva.
- Fattori ad utilità corrente (anche detti correnti, di consumo o a fecondità semplice): il fattore lavoro rientra tra i fattori ad utilità corrente.
N.B.: i fattori che hanno natura pluriennale (es. fabbricato venduto come prodotto finito) può anche essere un fattore di consumo.
In base alla tangibilità il fattore produttivo può essere diviso in:
- Fattori produttivi materiali: materie prime, attrezzature, beni.
- Fattori produttivi immateriali: servizi, brevetto, consulenza, marchi.
Queste classificazioni si possono combinare tra di loro.
Requisiti dei fattori produttivi
- Onerosità: l’azienda sostiene un sacrificio (costo) per l’acquisizione del fattore produttivo, che non deve essere per forza monetaria; infatti, può avvenire un onere figurativo (quindi materialmente non c’è un’uscita di denaro).
Un esempio può essere quando un imprenditore offre la sua attività nel suo immobile: è un onere figurativo perché comunque fa un sacrificio perché non riceve la mensilità dell’affitto da un altro).
L’onerosità implica dei costi di acquisizione, che possono essere:
- Anticipati: l’azienda compra anticipatamente rispetto all’utilità ceduta dal fattore produttivo.
- Contestuali o paralleli: l’azienda compra contestualmente all’utilizzo del fattore produttivo (energia elettrica).
- Disponibili e utilizzabili in un tempo conveniente: la disponibilità di un fattore produttivo si realizza nella maggior parte dei casi per le aziende rinunciando ad un altro fattore della produzione, ovvero al denaro; in alcuni casi però essi possono essere prodotti direttamente all’interno dell’azienda.
Modalità di acquisizioni dei fattori produttivi
La trasformazione del fattore generico (denaro) in fattore specifico implica la formazione di costi di acquisizione (quantità*prezzo).
Il costo di acquisizione può essere:
- Anticipato quando il fattore produttivo risulta già presente in azienda prima dell’inserimento nel processo produttivo.
- Contestuale o parallelo, quando il costo si ha contestualmente all’acquisizione del fattore produttivo (ad esempio i costi per energia elettrica oppure il fattore lavoro).
- Acquisizione esterna: vengono acquisiti sul mercato mediante un processo di investimento.
- Acquisizione interna: vengono prodotti attraverso un processo interno di produzione oppure anche attraverso un processo di apprendimento, ovvero le capacità che acquisisci mentre lavori.
Spesso sono proprio queste le condizioni produttive per avere un vantaggio sulle altre aziende, perché ti danno un vantaggio competitivo.
Es. Rayner, negli anni è riuscito a ottimizzare i costi.
Es. Ikea, beni ottimali a ottimi prezzi, abilità che hai creato tu, che tu non puoi comprare.
Gli operatori economici
Gli operatori economici sono soggetti che con le loro azioni danno origine a una attività economica.
I 3 operatori economici sono:
- Famiglie: sono composte da lavoratori che percepiscono un reddito e da consumatori.
In teoria le famiglie possono produrre da sole beni per soddisfare i propri bisogni (concezione legata alle famiglie del passato).
Esse percepiscono un reddito e accumulano ricchezza grazie alla quale possono acquisire beni.
- Aziende: acquisiscono fattori produttivi, in particolare il capitale e riescono ad avviare il processo produttivo.
Di per sé non hanno il capitale, o glielo danno le famiglie o qualche istituzione.
Lo sviluppo si ebbe nel 1700 con la rivoluzione industriale.
Le aziende svolgono attività di consumo e attività finale. In base al rapporto tra attività di consumo e ad attività di produzione le aziende si possono dividere in:
- Aziende di produzione – prevale l’attività produttiva rispetto a quella di consumo finale.
- Aziende di erogazione – dove prevale l’attività finale (aziende pubbliche).
Esistono anche aziende sia di produzione che di erogazione, dette aziende miste o composte.
Possiamo dire perciò che:
- Tutte le aziende producono ricchezza.
- Tutte le aziende consumano beni intermedi.
- Solo alcune aziende soddisfano direttamente i bisogni individuali e collettivi.
In base al punto c) si possono dividere in:
- Aziende di produzione in senso stretto – sola attività di produzione, nessuna attività di consumo (no consumo finale) es: azienda industriale.
- Aziende di produzione e consumo – indipendentemente dalla percentuale c’è una parte di consumo finale, oltre a produrre soddisfano direttamente il bisogno della collettività (sì consumo finale) es: Pubblica Amministrazione, enti, aziende agricole, no-profit.
- Pubblica amministrazione: svolge attività di produzione di beni e servizi per soddisfare i bisogni della collettività (istruzione, giustizia, sanità).
L’attività economica è stata fortemente aumentata grazie alla rivoluzione industriale, dando il via a grandi organizzazioni che producevano beni e generavano benessere, facendo diventare le aziende il principale operatore economico.
Le scienze economiche
Le scienze economiche sono quelle scienze che hanno come oggetto di studio l’attività economica degli individui, ne studiano i comportamenti, e le condizioni di equilibrio.
In altre parole, le scienze economiche descrivono e cercano soluzioni ai problemi di convenienza economica riguardanti produzione, distribuzione e consumo della ricchezza.
Le scienze economiche possono essere:
- Scienze empiriche: verificano e ricercano leggi e principi per convalidarli o falsificarli attraverso il metodo induttivo (parto dal caso singolo per stabilire delle leggi generali) o attraverso il metodo deduttivo (parto da leggi generali per arrivare al caso particolare).
- Scienze positive: vanno a vedere ciò che è effettivamente la realtà, quindi analizzano "ciò che effettivamente è", ossia i fenomeni come essi si presentano.
Fanno parte delle scienze positive anche le scienze sociali perché studiano i comportamenti umani.
- Scienze normative: vanno a vedere ciò che dovrebbe essere, cercano di dare delle guide/regole per indirizzare i soggetti. Queste scienze hanno un connotato normativo.
Le due principali scienze economiche sono l’economia aziendale e l’economia politica.
Economia aziendale vs economia politica
Abbiamo due raggruppamenti: l’economia aziendale e l’economia politica.
L’economia aziendale: scienza che elabora teorie per capire i comportamenti delle singole aziende.
L’economia politica: scienza che elabora teorie per capire i comportamenti di aggregati di aziende.
Va a vedere tutta l’economia, ma non entra nella struttura della singola azienda.
Dipendono però l’uno dalle altre.
Il ricercatore aziendalista vede ogni azienda diversa dalle altre mentre il ricercatore economista vede tutte le aziende uguali o simili tra di loro.
Come nasce l’economia aziendale
Nel 1700, con la rivoluzione industriale abbiamo una forte nascita delle aziende, ma esistevano già prima, e c’erano già degli studi.
Convenzionalmente i primi studi si fanno risalire al 1494 con Fra Luca Paciolo, che parla dell’arte della tenuta dei conti.
Il metodo era chiamato italiano o veneziano, da cui poi nascerà la partita doppia, che si usa ancora oggi.
Esso serviva per indicare come rilevare alcune operazioni all’interno dell’azienda, non era ancora una vera e propria metodologia, si davano soltanto delle istruzioni ai soggetti economici su come svolgere il proprio lavoro (prevaleva l’aspetto informativo).
La vera nascita si ha nel 1927 da Zappa, e viene definita una scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, ovvero la scienza dell’amministrazione economica delle aziende.
L’economia aziendale si può suddividere in 3 dottrine:
- Gestione: si occupa della parte relativa alle varie operazioni di gestione finalizzato al raggiungimento di prefissati obiettivi (finanziamento, investimento, trasformazione, disinvestimento).
- L’organizzazione: va a definire i rapporti umani, gerarchici e funzionali tra le persone all’interno dell’azienda e studiare le forme più convenienti per coordinare le risorse umane.
- Rilevazione (ragioneria o contabilità): studia le grandezze economiche (quindi studia l’azienda intesa come un sistema di grandezze economiche) e si occupa di rappresentare sotto forma di numeri le varie operazioni e saper interpretare questi numeri per capire le operazioni che sono state generate.
Da qui si va a creare anche il sistema informativo di controllo della gestione.
Definizione di azienda
Non è possibile dare una definizione precisa di azienda, per questo molte definizioni date sono state collocate in tre macro-gruppi in base all’interpretazione di azienda:
- Interpretazione statica (o strutturale): si focalizza sugli elementi che compongono l’azienda lasciando in secondo piano le operazioni interne ad essa (danno maggior peso alle persone e ai beni dell’azienda).
Non si ha una spersonalizzazione dell’azienda.
- Interpretazione dinamica: tendono a focalizzarsi sulle operazioni che la compongono.
D’altra parte, senza la dinamicità, ovvero il movimento e la funzionalità dell’azienda, l’azienda stessa non avrebbe senso di esistere.
- Interpretazione complessa (dinamico/strutturale): prende in considerazione sia gli aspetti dell’interpretazione statica sia di quella dinamica. Il problema di queste definizioni è che sarebbero eccessivamente lunghe e complesse.
La definizione più completa è quella elaborata da Giannessi nel 1960, basata su 5 domande, la cui validità ed attualità si adattano all'approccio della teoria sistemica:
“L’azienda può essere intesa come una unità elementare dell’ordine economico generale, dotata di vita propria e riflessa, costituita da un sistema di operazioni, promanante dalla combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne, nel quale i fenomeni della produzione, della distribuzione e del consumo vengono predisposti per il conseguimento di un determinato equilibrio economico, a valere nel tempo, suscettibile di offrire una rimunerazione adeguata ai fattori utilizzati e un compenso, proporzionale ai risultati raggiunti, al soggetto economico per conto del quale l’attività si svolge”.
1- Dove si trova l’azienda?
L’azienda si trova nell’ordine economico generale come unità elementare dotata di vita propria e riflessa.
Nell’ordine economico generale non esiste un’azienda avulsa dal sistema economico, ma esiste in funzione delle altre aziende e del sistema economico. Quindi non esiste un’azienda isolata dalle altre o dal mondo.
L’azienda ha una vita propria e riflessa, significa che ogni azienda è diversa dalle altre e riflessa perché l’azienda ha bisogno delle altre aziende per poter sopravvivere.
2- Che cosa la compone?
È composta da un sistema di operazioni promanante dalla combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne.
L’azienda è composta da un sistema di operazioni derivanti dalla combinazione di particolari fatti e dalla composizione di forze interne ed esterne.
L’azienda è composta da 3 ordini:
- Ordine combinatorio: ovvero un insieme di azioni che si caratterizzano da un
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Economia aziendale I, contabilità, Verona
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