Copiright Marco Scottini 2010
Codice Civile
martedì 12 ottobre 2010
17:23
CODICE CIVILE
E' una legge ordinaria. Codice civile, promulgato nel 1943, fotocopia di quello del 1865. Ottocento epoca delle
"codificazioni"
Obiettivo dei legislatori era la COMPLETEZZA ovvero che prevedesse ogni aspetto della vita dei privati. Questo comporta
una regola per l'operatore del diritto (l'interprete): bisogna partire dal postulato della completezza ovvero che la ng sia
all'interno del codice
2969 articoli, diviso in sei libri.
1) Delle persone e della famiglia
2) Delle successioni
3) Delle proprietà
4) Delle obbligazioni
5) Del lavoro
6) Della tutela dei diritti
Ogni libro è diviso in titoli, ogni titolo in capi. Titolo dell'articolo è detto rubrica. L'articolo indica solo una divisione formale.
Articolo, disposizione normativa, divisione formale. In un articolo ci possono essere più norme. Ogni regola è una norma.
Articolo è un concetto FORMALE.
Ogni articolo si divide in commi. (Ogni capoverso è un comma)
Come si applicano le norme?
La risposta si trova nelle preleggi.
DIRITTO PRIVATO, NORME DEROGABILI E INDEROGABILI
Cos'è il diritto privato? Il diritto privato è un sistema di norme, un ordinamento che si contrappone al diritto pubblico.
Diritto privato, norme che si occupano di rapporti tra soggetti privati. Soggetti che interagiscono tra loro, che hanno
rapporti giuridici in posizione di parità.
Criterio distintivo. POSIZIONE DI PARITA'
Nessuno si trova in condizione di autorità
Norma giuridica: regola di comportamento, esistenza di fatto. Trova la sua "cittadinanza" nel mondo del diritto, ovvero è
sanzionata e produce conseguenze. Fatti rilevanti solo per l'ordinamento giuridico
Es: mi lascia la fidanzata, cado in depressione, perdo il lavoro ---------> inadempimento morale NON giuridico.
Il diritto privato è un diritto "cinico", NON giudica. E' un osservatore dei fatti della vita. Non esiste giudizio. Analizzazione
tecnica, qualificazione giuridica dei fatti della vita.
La ng di diritto privato è DEROGABILE, ovvero si applica spesso in mancanza di una diversa volontà delle parti.
E' INDEROGABILE invece la ng del diritto pubblico.
Esistono ng inderogabili nel diritto privato, ad esempio il testamento. Maggior part e di norme inderogabili sono nel diritto
di famiglia. (condizione tra i soggetti i non assoluta parità, figlio minore soggetto debole)
Norma imperativa = norma inderogabile, ovvero che non può essere derogata dalle parti. Che sorte ha l'atto in deroga alla
norma imperativa? È nulla.
La norma INDEROGABILE è la norma che derogata provoca la nullità dell'atto.
Le norme inderogabili proteggono un interesse al di sopra delle parti. Talvolta (contratto di locazione) interviene
Principi generali Pagina 1
Le norme inderogabili proteggono un interesse al di sopra delle parti. Talvolta (contratto di locazione) interviene
modificando la volontà delle parti.
Tecnica normativa: modo in cui il legislatore ha deciso di disciplinare una certa situazione
Art 1182-1183 cc Queste norme riguardano luogo e tempo dell'adempimento ( rapporto obbligazionario, diritto di credito)
Se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita il creditore può esigerla immediatamente
In mancanza di accordo delle parti il giudice fissa un termine
NORMA DISPOSITIVA SUPPLETIVA, ovvero se non è determinato il tempo, il luogo
Per prima cosa bisogna accertare il presupposto (ovvero che le parti non abbiano effettivamente deciso in comune accordo
data e luogo) Principi generali Pagina 2
Interpretazione della Norma Giuridica
martedì 12 ottobre 2010
17:19
L'interpretazione della norma giuridica consiste nella ricerca e chiarimento del senso della norma s
tessa.
E' la lettura tecnica della stessa. Le norme giuridiche vanno sempre interpretate.
Attività sempre necessaria poiché
1) molto spesso c'è un significato ambiguo
2) il codice civile è del 1943 e non può prevedere ogni cosa
3) Le eventuali lacune vanno colmate al suo interno.
Locuzioni di carattere generale (gravi difetti, lunga durata, pericolo evidente) sono "polmoni" del
diritto, ovvero lasciano spazio all'interpretazione. Clausola generale: norme generali che vanno
attualizzate e interpretate.
Il giudice ha il compito di interpretare la norma giuridica attraverso la traduzione di una fattispecie
concreta in una fattispecie astratta. (sussunzione)
L'interpretazione della legge non è una scoperta di una verità precedente ma attribuzione di
significato nell'ambito di ciò che è compatibile con il testo interpretato, e secondo criteri non
arbitrari e assoggettabili ad un controllo di razionalità.
Quali sono i criteri di interpretazione?
Art 12 preleggi: Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto
palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del
legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo
alle disposizioni che regolano casi simili o analoghi; se il caso rimane ancora dubbio si decide
secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico.
1) INTERPRETAZIONE LETTERALE
La disposizione è espressa in parole, riunite in proposizioni. Si considerano quindi le parole usate nel
testo. Una parola può avere una gamma più o meno ristretta di significati, in questa gamma si dovrà
stabilire il significato delle parole in relazione al contesto.
2) INTERPRETAZIONE STORICA - ATTUALE
Si cercano di capire le ragioni (ratio) che hanno spinto il legislatore a produrre quella determinata
norma giuridica e il perché ancora oggi è in vigore.
3) INTERPRETAZIONE SISTEMATICA
Prescrive di attribuire ad una disposizione normativa quel significato che essa può avere in quanto
posta in relazione con tutte le altre facenti parte del sistema.
4) INTERPRETAZIONE PER ANALOGIA
Si fa riferimento ad una norma simile o analoga che disciplina fatti simili a quelli accaduti; si ricerca la
fattispecie astratta simile a quella concreta. (soluzioni simili per problemi simili)
5) INTEPRETAZIONE AUTENTICA
Fatta dal legislatore stesso con una o più nuove disposizioni normative che prescrivono come si
debba interpretare le disposizioni vigenti risultanti di difficile interpretazione.
6) INTERPRETAZIONE GIURISPRUDENZIALE
Principi generali Pagina 3
6) INTERPRETAZIONE GIURISPRUDENZIALE
Si forma con orientamenti giurisprudenziali influenzati dalle decisioni della Corte di Cassazione e in
modo particolare dalle decisioni emesse a sezioni unite.
7) SECONDO I PRINCIPI GENERALI DELL'ORDINAMENTO GIURIDICO
Ad esempio non arrecare a qualcuno danno ingiusto, buona fede e lealtà nei rapporti reciproci,
libertà contrattuale, etc. Permette di chiudere qualsiasi lacuna.
8) INTERPRETAZIONE ESTENSIVA, RESTRITTIVA O DICHIARATIVA
Quando la legge esprime di più, di meno o esattamente di ciò che vuole affermare
Una piccola influenza ha anche l'interpretazione dottrinale, ovvero quella fatta da giuristi e studiosi
del diritto, fonte sulla quale il giudice può attingere per la sua decisione.
Principi generali Pagina 4
Situazioni Giuridiche soggettive
martedì 19 ottobre 2010
10:49
La norma è una regola di diritto, la regola di diritto ha come scopo quello di disciplinare, interessi dei soggetti, molto spesso
per risolvere un conflitto di interessi. Non tutti gli interessi dei soggetti sono rilevanti per il diritto
Il diritto attraverso la ng considera rilevante certi interessi (meritevoli di tutela) Quando l'ordinamento constata che taluni
interessi vadano protetti, fornisce al titolare del diritto lo strumento giuridico idoneo a tutelare quell'interesse anche se
non riconosciuto d terzi. (DIRITTO SOGGETTIVO)
La situazione giuridica soggettiva è la situazione in cui viene a trovarsi un soggetto per effetto dell'applicazione di una o
più regole di diritto.
L'ordinamento si pone nei confronti degli interessi dei privati in quanti modi?
1) INDIFFERENZA
2) GIUDIZIO DI MERITEVOLEZZA
3) L'ORDINAMENTO AVVERSA QUEL TIPO DI INTERESSE
L'interesse è sempre riferito ad un bene (non solo bene materiale es oggetto, ma anche immateriale es brevetto, o
comportamento umano es credito)
In che modo il soggetto è interessato al bene?
O vuole conservare il bene che ha o vuole ottenere un bene che non ha. La forma più piena di riconoscimento
dell'ordinamento di un certo interesse è il "diritto" .
Il diritto soggettivo è la situazione giuridica soggettiva più piena e si ha quando la norma di diritto privato attribuisce al
soggetto, al fine di realizzare il proprio interesse, un diritto soggettivo.
Questi "diritti" hanno un loro contenuto. Il contenuto di un diritto è il comportamento che è consentito al soggetto in
quanto titolare di quel diritto. Es L'usufruttuario ha il diritto di usufrutto in quanto titolare del diritto di usufrutto.
Questi comportamenti sono denominati FACOLTA'. (es Il proprietario ha FACOLTA di godere e disporre del bene, in quanto
proprietario)
SITUAZIONI ELEMENTARI
Obbligo: situazione della persona che deve tenere un certo comportamento. Condotta obbligatoria.
Facoltà: situazione del soggetto che può lecitamente compiere un atto giuridico
Potere: situazione del soggetto che può efficacemente compiere un atto giuridico
Soggezione:situazione di un soggetto che, senza essere obbligato a un determinato comportamento, subisce le
conseguenza dell'esercizio di un potere altrui.
Onere: peso che il soggetto deve sopportare per raggiungere un determinato risultato.
Ogni norma crea un rapporto giuridico tra due o piu soggetti, stabilendo una relazione di carattere giuridico. (potere-
dovere)
Si parla di DIRITTO SOGGETTIVO quando la legge attribuisce ad un soggetto un potere per la tutela primaria e diretta del
proprio interesse.
Ufficio: attività del titolare che serve a proteggere interessi altrui in una posizione di potere-dovere. (es curatore)
DIRITTI ASSOLUTI E RELATIVI Principi generali Pagina 5
DIRITTI ASSOLUTI E RELATIVI
Diritto soggettivo ------------- diritti relativi, tutelato nei confronti di particolari soggetti (diritto di credito)
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diritti assoluti, tutelato nei confronti di chiunque (diritto di proprietà)
Il diritto relativo è un diritto riconosciuto solo nei confronti di una persona determinata. (creditore ---> debitore)
Può essere soddisfatto o leso solo da quel soggetto.
Il diritto assoluto è un diritto che viene riconosciuto nei confronti di chiunque, la cui realizzazione prescinde dalla
collaborazione di un altro soggetto. Comprende una pluralità di facoltà (comportamenti).
Quali sono i diritti assoluti? I diritti REALI (sulla cosa) e diritti della PERSONALITA' (diritti che attengono alla tutela della
persona umana)
OBBLIGAZIONE
Obbligazione: il soggetto è tenuto ad una prestazione, cioè ad un comportamento diretto a soddisfare l'interesse di un
altro soggetto. Tale prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica.
Rapporto debitore-creditore
TITOLARITA' E SUCCESSIONE
La relazione di appartenenza di un diritto o di un obbligo ad un soggetto si esprime con il concetto di titolarità.
Acquisto a titolo originario: significa che il diritto si costituisce in capo ad una persona senza dipendere dalla posizione di
un precedente titolare.
Acquisto a titolo derivativo: significa invece che il diritto dell'acquirente ha fonte nel diritto del precedente titolare.
Nessuno può trasmettere ad un'altra persona più di quello che ha; se viene meno il diritto dell'alienante viene meno anche
il diritto dell'acquirente.
Successione: è ogni sostituzione di un soggetto ad un altro come titolare di un diritto o obbligo: essa indica la continuità del
rapporto giuridico attraverso il mutare dei titolari.
A titolo universale/particolare: si verifica mortis causa mediante la successione dell'universalità dei diritti e obblighi che
spettavano al de cuius. Ogni altra successione tra vivi è a titolo particolare.
ESTINZIONE DI DIRITTI E OBBLIGHI
La regola di diritto che qualifica il comportamento, è condizionata ad una situazione di fatto: essa vale finchè quella
situazione non viene meno, o finchè non si verificano altri fatti per effetto dei quali è previsto che la regola cessi di valere.
Sono questi i fatti estintivi di diritti e obblighi.
Un diritto o un obbligo può cessare per rinuncia, per abbandono o per scadenza del termine.
Prescrizione: consiste nel fatto che un diritto non può più essere fatto valere quando non è stato esercitato per un
determinato periodo di tempo.
Decadenza: è legata a termini brevi e serve a risolvere drasticamente situazioni di incertezza.
Principi generali Pagina 6
ALTRE POSIZIONI PROTETTE
Interessi diffusi: non fanno capo a singoli individui ne a gruppi di persone, ma sono riferiti a intere categorie, classi sociali o
a collettività non delimitate. Es: tutela del consumatore
Aspettativa: situazione in cui si trova un soggetto non ancora titolare di un diritto ma che ha ragionevole possibilità di
acquistarlo in futuro. (Il figlio nei confronti dell'eredità del padre)
STATUS
Il concetto di status indica un diritto particolare, ovvero prerogative, diritti e obblighi, che non sono di tutti ma solo di chi
occupa una particolare posizione. (es: cittadino, coniuge, imprenditore)
ABUSO DEL DIRITTO
esercizio improprio ed eccessivo del diritto che un soggetto ha. Art 833 cc " Il proprietario non può fare atti i quali non
abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri" Norma Paradigma. Sono comportamenti leciti ma che
non rispondono ad un suo apprezzabile interesse.
Principi generali Pagina 7
Atti e fatti giuridici
venerdì 12 novembre 2010
14:57
ATTI e FATTI GIURIDICI
Fatto giuridico: indica ogni fatto al quale una norma giuridica collega un qualsiasi effetto
In senso stretto: il fatto è preso in considerazione in modo oggettivo, cioè nel suo materiale
- accadere. (fatto naturale o atto materiale)
Atto giuridico: indica ogni comportamento, lecito o illecito che la legge prende in considerazione in
quanto imputabile ad una persona come sua propria azione.
Atto lecito: norma che attribuisce rilevanza giuridica ad una condotta lecita
- Atto illecito: condotta che viola una regola di diritto e perciò lede gli interessi protetti della norma
- Atto illecito:
• Penale: comprende tutti i comportamenti lesivi di un interesse generale, che prevede una fattispecie
di reato a cui è collegata una pena a carico dell'autore dell'illecito.
• Civile: lede direttamente un interesse particolare protetto da una norma giuridica provocando un
pregiudizio per il soggetto leso. E' inoltre fonte di responsabilità, cioè dell'obbligo di risarcire il danno
cagionato.
• In senso ampio: atti contrari a norme inderogabili (es, forma contrattuale)
• Contrattuale: la lesione dell'interesse di un soggetto viene provocata all'interno di una relazione
precostituita. (obbligazione)
• Extracontrattuale: la lesione dell'interesse di un soggetto viene provocata al di fuori di ogni relazione
precostituita ed è sempre tutelata.
La funzione di riparazione del danno ha una forza maggiore rispetto alla funzione sanzionatoria.
AUTONOMIA PRIVATA
Art 2 cc ----> si individua l'autonomia privata e gli atti di autonomia
Attraverso l'atto giuridico il privato può determinare la disciplina dei propri interessi nei limiti e
secondo le regole del legislatore: può cioè esercitare la propria autonomia.
Autonomia: dare delle regole a sé stessi, farsi da sé le proprie regole.
Limiti ----> interessi disponibili (si possono disporre liberamente)
----> interessi indisponibili (sono soggetti a limitazioni, es testamento)
L'autonomia quindi non è mai pura, ma quasi sempre parziale o combinata con elementi più o meno
forti di eteronomia.
Autonomia significa dunque che gli atti dei privati divengono fonte di un regolamento di interessi
congruente con il contenuto dell'atto stesso.
TIPI DI ATTI Principi generali Pagina 8
TIPI DI ATTI
Esistono diverse categorie di atti giuridici:
• Atti unilaterali/plurilaterali: consistono in una dichiarazione proveniente da una sola parte/da più
parti
• Atto unipersonale: può essere fatto solo da un'unica persona (testamento)
• Atti patrimoniali/non patrimoniali: sono primariamente di natura economica/personale
• Atti personalissimi: possono essere compiuti solo personalmente e direttamente dall'interessato e
non dai suoi rappresentanti (riconoscimento figlio naturale)
• Atti tra vivi/mortis causa: destinati a regolare rapporti tra viventi/ la successione
EFFICACIA e VALIDITA' DEGLI ATTI GIURIDICI
Validità: idoneità dell'atto a produrre i suoi specifici effetti giuridici, ma non invece per una
conclusione di efficacia.
Invalidità: atto che non è in se idoneo a produrre i suoi effetti causa un mancato requisito o un
difetto in uno di essi. Esistono due gradi di invalidità:
Nullità: deriva dalla mancanza di un requisito essenziale o dall'illiceità dell'atto ed è una inidoneità
- radicale a produrre i suoi effetti.
Annullabilità: deriva da un vizio di uno dei requisiti. Produce i suoi effetti ma non in modo definitivo
- poiché è annullabile con sentenza di annullamento la quale cancella i suoi effetti in modo
irretroattivo. Principi generali Pagina 9
Capacità giuridica e di agire
martedì 12 ottobre 2010
17:20
Diritto
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