Diritto privato 2022
29/30 novembre compito diritto privato
30 domande con punteggi diversi
13/09/21
Ci riferiamo al diritto in senso oggettivo cioè parliamo delle norme che regolano la vita di tutti i cittadini, mentre il diritto soggettivo è il potere di un soggetto di agire nel proprio interesse o il potere di determinare che altri tengano un determinato comportamento.
Interpretazione della legge: dare un significato alle norme del nostro ordinamento.
Persone fisiche: ciascuno di noi, il diritto privato regola tutto ciò che viene attribuito alle persone (diritto al nome = diritto della personalità più importante).
Capacità di agire: capacità di compiere azioni nel nostro interesse, non ce l'hanno i minori di 18 anni, minore emancipato è il soggetto autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio prima dei 18 anni per motivi particolari.
Bene e proprietà: possesso e detenzione con relative azioni a loro tutela, in caso di lesione il titolare del diritto soggettivo ha la possibilità di rivolgersi al giudice a sua tutela. Ci occuperemo dunque delle azioni del petitorie (a tutela della proprietà) e delle azioni possessorie (a tutela del possesso).
Possesso: ho fatto il possesso di una cosa, che può oppure no corrispondere alla condizione di diritto.
Il diritto di proprietà è imprescrittibile ovvero non è soggetto a delle limitazioni di tempo.
Usucapione: modo di acquisto della proprietà che avviene tramite il possesso (usucapire = diventare proprietario di un bene).
Contratto: non per forza scritto (la mattina quando vado al bar sto stipulando un contratto senza aver scritto nulla, si applica un contratto di compravendita), abbiamo una norma del nostro c.c. che prescrive quali devono essere i contratti che hanno bisogno di una forma scritta per essere validi.
Fonti del diritto
14/09 - Fonti di produzione delle norme
Fonti del diritto: cosa serve il diritto e che funzioni ha: c’è contesa tra gli uomini, da sempre, è necessario che ci siano delle regole per evitare conflitti se possibile, o laddove già sorti, almeno risolverli. Se non ci fosse il diritto e le regole, prevarrebbe la forza.
Prima funzione del diritto: risoluzione delle controversie tra i cittadini, i quali aspirano a soddisfare i propri interessi.
Seconda funzione: prevenzione dei conflitti.
Assemblee collegiali nominate dai cittadini, elette a suffragio universale le quali attraverso le elezioni diventano titolari del potere legislativo e quindi del potere di elencare norme giuridiche e quindi creare diritto.
Diritto in senso oggettivo → insieme di norme giuridiche di un dato ordinamento.
Norma e disposizione = sono concetti che alcuni giuristi distinguono, la prof li usa come sinonimi.
disposizione → riferimento al testo della legge, ci si riferisce all’enunciato del testo (art. 1).
norma → ciò che risulta a seguito dell’attività interpretativa del giurista di una disposizione.
Capacità giuridica si acquista con la nascita.
Norma
Le norme compongono il diritto oggettivo, diritto dato in un determinato ordinamento giuridico.
Caratteristiche della norma: generalità e astrattezza.
- Generalità: le norme sono indirizzate a una moltitudine indeterminata di destinatari.
- Astrattezza: norma è destinata ad essere applicata ad un numero indeterminato di situazioni.
La legge non deve disciplinare singole situazioni, ma moltitudini di situazioni.
Fattispecie: astratta/concreta.
art. 2043 c.c. (risarcimento del danno)
rubrica = titoletto (risarcimento per fatti illeciti).
concreta: Roberta rompe il computer a Monica → interprete e giurista deve esaminare situazione per capire quale fattispecie astratta possiamo applicare alla fattispecie concreta che stiamo esaminando.
(Si applica es. art. 2043 c.c.).
La norma funziona con la combinazione di tre elementi: la regola, la sanzione, l’apparato.
- Regola: la norma è una regola di condotta per orientare i comportamenti dei consociati.
- Sanzione: alla violazione della regola discende una sanzione.
- Apparato: essenziale per il funzionamento dell’ordinamento → serve per applicare le sanzioni seguendo una procedura stabilita dal diritto.
Esistono norme che non impongono o vietano un comportamento ma semplicemente stabiliscono determinati effetti legali al verificarsi di certe situazioni.
Fonti di produzione delle norme: sono gli atti o fatti idonei a produrre diritto → documenti da cui i consociati possono prendere conoscenza delle fonti di produzione.
fonti di comunicazione: la Gazzetta Ufficiale → dove i consociati possono leggere il contenuto del testo normativo.
Le nostre fonti sono regolate dal principio gerarchico (piramidale), ovvero quando due fonti di grado diverso stabiliscono regole confliggenti tra loro prevarrà la legge con il rango/grado maggiore; al primo posto la Costituzione (1948), le leggi costituzionali e di revisione costituzionale; la nostra Costituzione è rigida; al secondo posto le normative comunitarie in particolare dobbiamo distinguere le direttive dai regolamenti, le direttive sono indirizzate agli Stati membri i quali devono entro un certo tempo recepire il contenuto delle normative emanando delle direttive nazionali e ormai sono fonti del nostro ordinamento; al terzo gradino la legge ordinaria (codice civile), gli atti aventi forza di legge (dlg, dlgs) il decreto legge è emanato in situazioni di necessità e urgenza il quale deve essere poi convertito in legge dal Parlamento entro 60 gg, il decreto legislativo invece funziona al contrario, il Parlamento fa una legge che si chiama legge delega nella quale detta i caratteri generali che dovranno essere seguite dal Governo per l’emanazione dei decreti legislativi; troviamo poi le leggi regionali).
Gerarchia
Gerarchia (principio gerarchico): costituzione e leggi costituzionali e di revisione costituzionale.
Norme comunitarie:
- Direttive → indirizzate/notificate agli Stati membri dell’UE i quali devono entro un certo tempo recepire il contenuto delle direttive, emanando una normativa nazionale.
- Regolamenti → immediatamente produttivi di effetti nei confronti di Stato e cittadini perché non necessitano di attuazione/recepimento ma dettano norme immediatamente operative.
La normativa comunitaria è fonte del diritto italiano e si trova al secondo posto dopo la Costituzione.
atti aventi forza di legge: leggi regionali, decreto legislativo e decreto legge.
27/09/2021
Art. 1 delle preleggi: disposizioni prima del primo libro nel c.c.
A tutti gli articoli c’è un titolo = rubrica.
Codice civile 1942
Costituzione 1948
Norme corporative sono state abrogate insieme al fascismo.
Norme comunitarie divise in direttive e regolamenti.
2001 titolo V Costituzione, art. 117 → modifica: non c’è differenza di livello tra leggi statali e leggi regionali, cambia solo alcune competenze.
Allo Stato riservate determinate materie → su queste materie può legiferare solo lo Stato: riferimento all'ordinamento civile = diritto privato.
Materie di legislazione concorrente: su determinate materie lo Stato e le regioni hanno la possibilità di emanare norme entrambi → di solito Stato emana norme generali e regioni più dettaglio → la salute è materia concorrente.
Le altre materie che non rientrano in questi gruppi, sono materie che competono solo alle regioni.
Leggi secondarie: regolamenti Governo e unità rappresentative.
Ultimo gradino: fonte → usi o consuetudine (art. 1 delle preleggi) → è l’unica fonte del diritto a non essere scritta, ma non significa che non sia fonte.
Consuetudine formata da 2 elementi: elemento oggettivo e soggettivo.
- Elemento oggettivo: la maggior parte dei consociati tengono nel tempo ripetutamente un determinato comportamento.
- Elemento soggettivo: non solo l'elemento oggettivo, ma tengono questo comportamento con la convinzione che sia un comportamento dovuto per legge.
La consuetudine è quindi ultimo gradino delle fonti del diritto, è non scritto, e si ha consuetudine quando la maggior parte dei consociati tiene un comportamento ripetuto nel tempo, convinti che sia un comportamento dovuto dalla legge; es. lasciare la mancia: in Italia non è ordine giuridico; in altri ordinamenti è obbligatorio. Se si lascia tutti insieme la mancia non è consuetudine perché si sa che non è per legge;
3 tipi di consuetudine:
- Consuetudine contra legem (contro la legge) → la consuetudine non può disciplinare una materia già regolata dalla legge; se lo fa non produce effetti.
- Consuetudine secundum legem (secondo la legge) → una consuetudine può regolare una materia già disciplinata dalla legge, ma solo laddove la legge la richiami.
- Consuetudine praeter legem (oltre la legge) → la consuetudine può liberamente disciplinare le materie non regolate dalla legge.
Le fonti del diritto privato: Costituzione, codice civile (legge ordinaria), legislazione speciale (altre leggi ordinarie che regolano determinate materie).
1865 (c.c. vecchio)
1942 (nuovo codice c.)
Codice civile diviso in 6 parti → 6 libri; inoltre, fanno parte del c.c. le preleggi e le disposizioni di attuazione (alla fine, dopo il sesto libro).
Libri
- Delle persone e della famiglia → contiene norme che disciplinano i soggetti del diritto (persone), ma con persone ci riferiamo a persone fisiche e persone giuridiche come le associazioni, le società.
- Delle successioni (+ contratto di donazione = donazione es. di un cellulare, regalo);
- Della proprietà → disciplina i beni (distinzioni tra beni mobili e beni immobili → forma di contratto); disciplina il diritto di proprietà, le azioni a tutela della proprietà, gli altri diritti reali minori, il possesso e le
- Disciplina dell’obbligazione, del contratto, dei contratti tipici;
- Del lavoro;
- Della tutela dei diritti.
28/09/2021
Efficacia temporale delle leggi:
art. 11 delle preleggi: la norma si applica alle fattispecie concrete che si verificano dopo la sua entrata in vigore, vale la regola dell’irretroattività.
fattispecie concreta: caso che si verifica nella realtà (es. io che vendo a Laura il mio libro).
fattispecie astratta: descrizione delle norme → giurista interpreta la fattispecie concreta (situazione) per adattare una fattispecie astratta (norma).
Che cos’è l’abrogazione?
Si ha quando una norma perde efficacia. E quindi vuol dire che è una norma che non dobbiamo più seguire. Può avvenire in più modi:
Può essere espressa (quando un nuovo atto, una nuova norma, abroga espressamente una norma presente nel nostro ordinamento). E tacita (si ha quando la nuova norma successiva è incompatibile con quella precedente, oppure quando una materia viene disciplinata totalmente da norme nuove, incompatibili con quella precedente). Da qui deriva il principio cronologico, cioè quello che fra due norme contrastanti, prevale quella nuova. L’abrogazione si può verificare anche a seguito del referendum abrogativo. Si può verificare anche in seguito a una pronuncia della Corte costituzionale laddove la Corte ne dichiari l’illegittimità costituzionale della norma in questione. Tra l’altro l’abrogazione da parte della Corte costituzionale annulla la disposizione (ossia come se non fosse mai esistita, salvo casi definiti con sentenza passata e giudicata????:..).
Interpretazione della legge
art. 12 delle preleggi
Il primo criterio che bisogna seguire che emerge dall’art. 12 è il criterio letterario: che è quando le parole hanno un significato. A volte il significato/senso delle parole non è sufficiente per capire ciò che il legislatore voleva dire.
Quindi laddove questo criterio non è sufficiente è necessario che l’interprete valuti anche l’intenzione del legislatore e qui richiamiamo il criterio logico. L’intenzione del legislatore può essere interpretata in due modi:
- Criterio psicologico (è impossibile applicarlo perché come faccio a sapere quello che stava pensando ogni singolo parlamentare) o
- Teologico (quindi andrà a ricercare lo scopo, la ragione che ha spinto l’introduzione di questa legge).
Non bisogna pensare a questi criteri come criteri unici, ma come un insieme. Es: anche se la norma è scritta molto bene dal punto di vista letterario bisogna comunque usare il criterio logico; quindi, si usa un insieme di criteri per interpretare la legge.
Interpretazione analogica o analogia, articolo 12 comma II delle preleggi (domanda compitino) → l'istituto dell’analogia serve per risolvere un problema che riguarda il problema delle lacune del diritto = lacuna del diritto → è possibile che il giudice si trovi a dover risolvere una fattispecie concreta, ossia un caso/controversia, ma senza trovare una norma/fattispecie astratta che disciplini quel caso che sta esaminando; allora il giudice non può denegare giustizia, utilizzerà quindi l’istituto dell’analogia (caso simile) → esistono 2 tipi di analogia:
- Analogia legis → norma che disciplini un caso simile alla materia analoga;
Se nemmeno così trova qualcosa...
- Analogia iuris → il giudice decide applicando i principi che emergono dal complesso delle norme del nostro diritto oggettivo, prendendo i principi che emergono dalla nostra carta costituzionale.
Art. 14 delle preleggi: disciplina i divieti di analogia, perché nel nostro ordinamento il giudice non può sempre utilizzare l'interpretazione analogica, ma nel rispetto dell’art. 14, deve astenersi dal diritto di questo istituto in 2 casi:
- Leggi penali: la ratio è: i consociati devono sapere prima quali comportamenti sono penalmente rilevanti e cosa no.
- Norme eccezionali, ossia le norme che stabiliscono una disciplina che deroga rispetto alla normativa generale. Proprio perché si tratta di un'eccezione, non può essere applicata in via analogica. (Es. legge sull’alluvione, non può essere adattata a tutti).
Diritto soggettivo
Diritto soggettivo: insieme delle norma che compongono il nostro ordinamento;
capitolo dedicato alle situazioni giuridiche → fanno capo ai soggetti di diritto, persone fisiche e giuridiche.
Soggetti del diritto operano nel nostro ordinamento giuridico ai quali fanno capo determinate situazioni giuridiche tra le quali: il diritto soggettivo.
Le relazioni tra i soggetti del diritto richiamano il tema delle situazioni giuridiche, perché ad ogni soggetto sono attribuibili determinate situazioni giuridiche, che sono poi quelle che ci permettono di regolare i rapporti giuridici tra i consociati.
Il diritto soggettivo è il potere di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse, interesse protetto dall’ordinamento. Oppure il diritto di pretendere che qualcun altro tenga un determinato comportamento.
diritti assoluti: garantiscono al loro titolare un potere che può far valere verso tutti i consociati.
diritti relativi: garantiscono al titolare un potere fatto valere nei confronti di alcuni soggetti determinati (es. diritto di credito).
04/10/2021
Il diritto soggettivo:
- È il potere di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse protetto dall'ordinamento oppure il diritto di pretendere che qualcun altro tenga un determinato comportamento; (se io ho il diritto di proprietà su un codice civile (o qualsiasi oggetto) ho il potere di agire per soddisfare l'interesse nei confronti del mio codice civile e tutti gli altri consociati si devono astenere a tutti i comportamenti che disturbino il mio diritto soggettivo).
- È la situazione giuridica attiva, il dovere di astensione degli altri e la situazione giuridica passiva corrispondente.
- È il diritto di credito del possessore → se io ho venduto il codice civile a Lavinia ho il diritto di pretendere che Lavinia mi paghi nel mio interesse, questa distinzione è importante perché esistono due diritti ben diversi e sono i diritti assoluti e i diritti relativi.
La caratteristica del diritto soggettivo è la libertà del soggetto titolare, il quale può decidere se esercitarlo o meno, nell'ambito del diritto soggettivo. Occorre poi distinguere le singole facoltà che sono le manifestazioni, il contenuto del diritto soggettivo.
Esempio 1: parlando del diritto di proprietà abbiamo detto che il proprietario può decidere se usare il suo bene, se venderlo, addirittura distruggerlo, tutte queste attività sono le singole facoltà del diritto di proprietà, stiamo dicendo che il titolare del diritto soggettivo può manifestare il proprio diritto in diversi modi, come abbiamo già detto le singole facoltà che fanno capo al diritto soggettivo non hanno carattere autonomo quindi non si prescrivono tranne se si prescrive il diritto soggettivo.
Esempio 2: parlando del diritto di proprietà, il fatto che io per dieci anni non utilizzi il mio bene, non viene meno, le facoltà non sono altro che il contenuto del diritto soggettivo e non hanno carattere autonomo rispetto al diritto, ciò determina che le singole facoltà non si possono prescrivere autonomamente ma solo laddove si prescriverà il diritto in quanto tale.
È possibile che l'acquisto di un diritto soggettivo derivi dal concorso di più elementi, nell'ambito di questi elementi potrebbe venire in gioco l'aspettativa, ossia una situazione/posizione di attesa che viene tutelata dall'ordinamento, quando questa situazione di attesa è tutelata dall'ordinamento, si parla di aspettativa di diritto, la quale è tutelata dall’ordinamento e si distingue dall’aspettativa di fatto che però l’ordinamento non tutela.
Esempi:
Se io ho un vecchio zio milionario e lo vado a trovare tutte le settimane perché spero che mi nomini suo erede universale io ho un'aspettativa, ma è un aspe
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