LIBRO “per un insegnamento di qualità speciale” da studiare per intero, gli altri a
scelta.
Argomenti:
-autismo
-disabilità intellettivo-relazionali
Fare una diagnosi non significa inquadrare qualcuno, mi può aiutare a vedere le sue
potenzialità, i suoi punti di forza e di debolezza, così che possono essere rafforzati.
Classificazioni internazionali di autismo, 2 classificazioni:
-DSM, esiste anche il dsm5, manuale diagnostico disturbi mentali
-IC10, classificazione internazionale delle sindromi e disturbi psichici
Autismo= disturbo pervasivo (sinonimo di generalizzato, cioè va ad intaccare tutte le
aree di sviluppo in grado diverso da soggetto in soggetto, quindi comunicazione,
linguaggio, livello motorio, relazionale, emotivo ecc.) dello sviluppo caratterizzato dalla
compromissione qualitativa (sindrome di down= compromissione quantitativa, non
qualitativa, perché la diagnosi nella disabilità intellettiva si basa sulla misurazione del
QI, inferiore a 70).
Nell’autismo, nella diagnosi, non c’è un riscontro del quoziente intellettivo, una
persona autistica potrebbe anche avere un QI superiore alla media…si parla infatti
come detto di compromissione qualitativa e non quantitativa.
Il nostro punteggio del QI circa è di 100.
Tra il primo e il terzo anno di vita si può già capire se il bambino è autistico.
Sono 3 le aree che vengono considerate, per verificare se un bambino è autistico,
parliamo di triade: interazione sociale, comunicazione, repertorio comportamentale. Il
DSM5 considera tutte queste aree, ma interazione sociale e comunicazione sono state
messe nella stessa area, non si parla di triade ma di diade: interazione sociale e
comunicazione, e repertorio comportamentale.
Come si fa la diagnosi di autismo?
Cosa vuol dire comunicare? Farsi capire da un’altra persona, far recepire un messaggio
ad una persona.
In che modo possiamo comunicare? Parole, gesti, ecc, il tono della voce.
Importante anche la comunicazione non verbale.
L’autismo: è uno sviluppo fondato su modalità percettive, immaginative, mnestiche
(relative a memoria), ideative, socio-affettive,,, qualitativamente diverse. Ciò
comporta l’avere modi diversi di interpretare la realtà e il mondo che lo circonda, è
anche incompreso.
(il rumore che si sente nell’audio potrebbe mandare il bambino autistico in
tiltcomportamento problematico e aggressivo perché infastidito, si concentra solo
sul rumore mentre una persona non autistica sente il rumore ma lo evita, non gli da
fastidio.)
Quali sono i primi segni che fanno sospettare che il bambino sia autistico? (maggiori
bambini che bambine autistiche, dipende da geni). Per accorgersi, un occhio molto
attento e competente potrebbe notare qualcosa che non va già dal primo anno, in
genere nei primi 24 mesi ci si accorge, poi dipende da caso a caso. Negli anni’60 non
c’era diagnosi di autismo, venivano considerati schizzofrenici, oggi ogni 73-77 bambini
nati uno è autistico, la sindrome di down uno ogni 600-700.
primi sospetti:
-ritardo del linguaggio: il bambino non parla, il pediatra risponde di dare tempo al
tempo perché ognuno ha i suoi tempi nello sviluppo, anche nello sviluppo del
linguaggio, non c’è una data fissa dello sviluppo (del linguaggio).
-ritardo dell’udito: chiamo il bambino e non si gira, non mi guarda, il pediatra manda a
fare l’esame dell’udito e si scopre che l’apparato dell’udito è perfetto, quindi primo
campanello di allarme perché chiami il bambino e non si gira, non ti guarda.
PRIMA AREA: relazioni, comportamenti non verbali, reciprocità sociale
Il bambino con autismo non gioca volentieri con i compagni e si isola magari, quando
partecipa a giochi con i compagni potrebbe farlo in maniera non funzionale, non
seguendo le regole. Magari pensi che c’è reciprocità sociale ma in realtà il bambino
autistico ti usa solamente per arrivare magari a prendere un gioco che non riesce a
prendere da solo.
Possono essere incuranti degli altri bambini, inclusi fratelli e sorelle, possono non
avere idee delle visioni degli altri o non accorgersi del malessere di un’altra persona.
(ad esempio se vede una persona piangere, non è però una questione di cattiveria ma
l’aspetto empatico nel bambino autistico è molto carente, poca capacità di ascolto, di
capire come sta e cosa sta provando l’altro e di mettersi nei panni dell’altri, di
immedesimarsi nell’altro).
Ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio. Incapacità di iniziare una
relazione, uso stereotipato sempre dello stesso linguaggio.
Altezza, intonazione, velocità, ritmo del linguaggio parlato sono strani, anomali,
bizzarri.
Quando si vuole sottolineare un qualcosa di solito noi alziamo leggermente la voce, o
scandiamo bene le parole perché è un concetto importante, quando è un qualcosa di
discorsivo e meno importante vado più veloce e il tono della voce rimane un po’ più
basso…i bambini autistici non hanno tali sfumature di voce, quindi non hanno
cambiamenti di voce e di velocità.
Talvolta molto sintetici.
IL GIOCO DI IMMAGINAZIONE: esempio GUARDIE E LADRI si fa finta che alcuni sono
ladri e scappano e altri sono guardie e rincorrono. Esempio far finta di cucinare con
padelle vuote. Il gioco simbolico è il gioco di immaginazione.
SINDROME DI ASPERGER:
Andrea per il 5 ottobre deve fare una riconduzione su google di tutti i personaggi
famosi che hanno la sindrome di asperger, poi la espone in aula.
PERSONE CON SINDROME DI ASPERGER: persone con autismo ad alta
funzionalità/funzionamento, predilige alta funzionalità perché alto funzionamento da
l’idea di una macchina, un po’ sminuisce a livello umano la persona. Questa
definizione andrà a scomparire ma ancora oggi viene utilizzata.
Immaginiamo una linea retta da A a B, da un lato c’è un autismo a bassa funzionalità
(spesso e volentieri non c’è linguaggio verbale, ci sono altri tipi di compromissioni
ecc.), dall’altra parte c’è tutto un passaggio di gradi passando per bassa-media
funzionalità, media funzionalità, medio-alta funzionalità ed infine alta funzionalità che
è paragonata alla sindrome di asperger.
Le differenze tra autismo a bassa funzionalità e alta funzionalità ci sono:
-nella sindrome di asperger non ci sono ritardi clinicamente significativi del linguaggio,
ci troviamo di fronte a persone che parlano benissimo, anche con linguaggio ben
forbito; nell’autismo a bassa funzionalità ci troviamo di fronte a persone/soggetti che
molto probabilmente non parlano
-non ci sono ritardi significativi nello sviluppo cognitivo, quindi il QI è come quello di
una persona normotipica e potrebbe anche essere superiore alla media/norma.
La maggior parte dei casi sono descritti da tali differenze, ci sono poi in percentuali
minori anche casi particolari e diversi.
La sindrome di asperger ha un esordio piuttosto tardivo, cioè la diagnosi viene fatta
più tardi rispetto ad un autismo a bassa funzionalità…è più difficile da individuarlo
Magari tarda a parlare ma alla fine parla, magari ha un QI superiore alla media, allora
a che età inizio a scoprire che potrebbe avere la sindrome di asperger, non a 3 anni
ma quando inizia ad esserci un’interazione sociale. Lo scopriamo dal comportamento
sociale, vediamo che c’è qualcosa di strano.
Es: bambina con due barattoli uno pieno di colori a legno non temperati ed uno vuoto,
temperava i colori a legno e li metteva nel barattolo vuoto, poi una volta finito li
spuntava e riiniziava. La prof si è accorta.
Il bambino con la sindrome di asperger ha difficoltà nelle relazione sociali.
I DISTURBI ASSOCIATI
Nella linea immaginaria da A a B a sinistra, A, c’è la bassa funzionalità, e c’entra
sempre la triade.
Cosa va ad appesantire ancor più ciò:
- frequentemente la bassa funzionalità è accompagnata da un RITARDO MENTALE,
ossia QI inferiore a 70
- spesso e volentieri nella bassa funzionalità c’è anche l’EPILESSIA
Alta funzionalità:
-associato alla alta funzionalità spesso c’è un disturbo dell’umore (principalmente
ansia e depressione), forse perché non riescono ad esprimere sentimenti ed emozioni,
non sentendosi compresi dalle altre persone tendono a chiudersi. Perché arrivano
all’ansia e alla depressione? Perché hanno la consapevolezza di essere diversi dagli
altri, di funzionare diversamente, quindi si sentono quasi sbagliati/stranieri/diversi.
DSA
Comuni a bassa ed alta funzionalità sono:
-iperattività
-disattenzione
-disturbi alimentari: potrebbero avere intolleranze alimentari, possono mangiare solo
determinate cose, o solo cose di un determinato colore.
-disturbi del sonno: no sonno regolare
2 LEZIONE, 5 OTTOBRE 2024
LE VARIE AREE DI SVILUPPO:
1 IL LINGUAGGIO
Attenzione, quando si parla di linguaggio è parlato. Linguaggio verbale è diverso infatti
da comunicazione, ma possono completarsi.
Cosa è più importante, linguaggio verbale o comunicazione non verbale, cosa da
maggiori informazioni? Quella non verbale (es se dico che sono felice ma con aria
incazzata o triste).
Quando nell’autismo parlo del linguaggio verbale parlo del 25 30 % delle casistiche di
autismo, solo questa piccola percentuale riesce a avere linguaggio verbale, quindi a
dire qualche parola o una frase minima.
Caratteristiche del loro linguaggio:
-aspetti fonetici: ci arrivano ad apprendere gli aspetti fonetici non con le tappe di
bambini normotipici, comunque in ritardo ma non ci sono grosse anomalie/ differenze.
Anche quelli che vanno oltre la frase minima, di bambini autistici, la tonalità della voce
è strana, meccanica. Sembrano non esprimere emozioni.
Non c’è qui la vera caduta/compromissione.
-struttura sintattica: anche qui non c’è una vera compromissione/caduta, la lunghezza
e la complessità di una frase è la stessa di una persona della stessa età normotipica.
-comprensione: qui c’è la vera caduta, quando parlo al bambino autistico non è detto
che comprenda ciò che voglio dire. Opportuno usare una frase semplice e sintetica. Se
qualcuno normotipico non capisce e mi ferma dicendomi che non ha capito un
concetto, solitamente cerco di usare parole diverse per dire lo stesso concetto…con il
bambino autistico invece bisogna usare sempre le stesse parole, poi se non capisce lo
aiutiamo in un altro modo ma non cambiare parole altrimenti faremmo una grande
confusione nel bambino autistico. Quindi prediligere poche parole semplici, sempre
quelle. Importante è anche l’ordine delle parole, se dici una frase nella forma attiva e
poi nella forma passiva, noi riusciamo a capire che le frasi indicano lo stesso concetto,
mentre il bambino autistico no. Se dico “il cane morde la code” e “la coda è morsa dal
cane” il bambino nel primo caso pensa al cane, nel secondo la coda, perché immagina
la prima cosa che diciamo per cui provochiamo un grande caos nella comprensione.
Funzione pragmatica:
si chiedono che senso ha parlare, non gli serve.
Quando c’è linguaggio verbale ci sono una serie di caratteristiche:
-ecolalia: ripetizione di parole o di frasi minime. Ecolalia immediata se ripete una frase
che ha sentito immediatamente prima. Ecolalia differita se ripete una frase che ha
sentito tempo fa, giorni prima, mesi prima. Comunque l’ecolalia ci fa capire qualcosa
della persona autistica. (bassa e media funzionalità riescono a dire parole o frasi
minime, alta funzionalità molto di più). Nel momento in cui il bambino autistico ripete
qualcosa, sta trasmettendo un’emozione, uno stato d’animo. Se l’ecolalia è immediata
posso capire che stato d’animo c’è dietro alle parole che ripete il bambino, non è detto
però che sempre ci azzecco ma magari vedo che emozioni sta provando. Se l’ecolalia
è differita come faccio a capire che stato d’animo sta provando il bambino, che
emozione ci sta trasmettendo? perché la frase/parola che ripete magari l’ha sentita
anni prima…l’ecolalia differita: o acquisiamo informazioni da parenti o altri o non
capiremo mai lo stato d’animo che c’è dietro, che nasconde il bambino (es: francesco,
gita, pubblicità suono).
-inversione pronominale: solitamente i bambini autistici non usano l’io, usano molto
spesso il tu o voi, anche se devono parlare di loro stessi. Negli anni ’60 si pensava che
i bambini con autismo annullavano/rifiutavano il loro io, la loro identità. Si dava la
colpa ai genitori, si diceva che era colpa loro se erano così per il loro comportamento,
magari perché erano distanti e freddi ecc.
Si è visto che l’uso del pronome tu è dovuto alla loro incapacità di comprendere i ruoli
sociali. Potrebbero dire anche “Gabriele ha fame”, non per forza “tu hai fame”, quindi
potrebbero anche usare il nome di un altro.
-comprensione letterale: es: autista sbaglia strada e dice “ho perso la testa” oppure
“ho la testa tra le
nuvole”, il bambino autistico ad alta funzionalit
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