Saggio breve didattica speciale: la sindrome di Asperger
Introduzione
La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo, annoverato fra i disturbi dello spettro autistico. Non comportando ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche o disabilità intellettive, è comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico “ad alto funzionamento”. Gli individui portatori della sindrome di Asperger presentano una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività ed interessi ristretti in alcuni casi. Diversamente dall’autismo, non si verificano importanti ritardi nello sviluppo del linguaggio o nello sviluppo cognitivo, mentre tali individui possono presentare un talento musicale, artistico o in ambito matematico. Quest’ultimo aspetto è un fattore in comune con l’autismo a basso funzionamento (definito anche classico). Alcuni soggetti hanno presentato anche una capacità mnemonica mediamente più alta e, in molti casi, una memoria eidetica. Alcuni sintomi di questa sindrome sono correlati anche ad altri disturbi, come il disturbo non verbale dell’apprendimento, la fobia sociale, il disturbo schizoide di personalità. La sindrome di Asperger non è diagnosticata solo grazie ai disturbi caratteristici, ma anche a diverse comorbilità, come depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo da deficit di attenzione/iperattività.
Nonostante siamo nel 2021, le cause della sindrome d’Asperger non sono ancora chiare. Le teorie più accreditate sono:
- La teoria dell’autismo preoperativo: lo sviluppo cognitivo si trova allo stato visuale, non verbale e musicale.
- La teoria della mente: i bambini non hanno ancora raggiunto la decentralizzazione dall’egocentrismo.
- La teoria della sotto-connettività: si concentra sullo sviluppo funzionale in campi come l’analisi logica e le capacità linguistiche, mentre non hanno sviluppato l’aspetto sociale e neurofisiologico.
Caratteristiche
La sindrome di Asperger è caratterizzata da un insieme di sintomi e non da un unico singolo sintomo. Si presenta con una compromissione qualitativa dell’interazione sociale, modelli comportamentali stereotipati, attività ed interessi limitati ma nessun ritardo clinicamente significativo nello sviluppo cognitivo o ritardo generale del linguaggio.
L’interazione sociale
La carenza di empatia cognitiva dei soggetti con tale sindrome causa un impatto significativo sugli aspetti della vita comunitaria. L’incapacità di reagire in modo adeguato all’interazione sociale può apparire come una forma di disprezzo o indifferenza verso i sentimenti altrui e può essere interpretata come una forma di insensibilità; d’altra parte si può riscontrare anche un particolare egocentrismo. Essi mostrano difficoltà nelle elementari interazioni sociali, difficoltà che possono comprendere la mancanza di sviluppo di amicizie o il non ricercare gratificazioni o realizzazioni relazionali, un’assenza di reciprocità sociale o emotiva e alterazioni nei comportamenti non verbali in settori come il contatto visivo, nelle espressioni facciali, nella postura e nella gestualità. Una persona affetta dalla sindrome di Asperger è in grado di affrontare una conversazione, un dibattito su un argomento preferito, mentre ha difficoltà nel comprendere o riconoscere i sentimenti o le reazioni di chi ascolta. Alcuni soggetti possono mostrare un mutismo selettivo, non rivolgendo la parola alla maggior parte delle persone tranne ad individui specifici.
Le capacità cognitive di questi bambini possono essere espresse in un contesto di laboratorio, in quanto sono in grado di dimostrare una comprensione teorica delle emozioni altrui. Il bisogno di compagnia tipico dell’infanzia può risultare quasi assente a causa di fallimenti precedenti nelle relazioni con altri.
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