Modelli di Sistemi Biologici
Blocco 6
Cinetica dei traccianti e produzione endogena
Dispensa discorsiva per la preparazione dell’esame orale
con formule in LaTeX, interpretazione dei grafici, domande probabili ed errori da evitare
Fonti di riferimento
Fonte principale: Integrazione con:
MODELLI APPUNTI.pdf. Blocco 6 - Cinetica
collegamenti
dei traccianti e produzione endogena.pdf, Domande orale Modelli.pdf,
con ed Esercitazione 7.
Blocco 7 - Deconvoluzione.pdf
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Indice
6 Cinetica dei traccianti e produzione endogena 3
6.1 Produzione endogena e problema dello steady-state . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
6.1.1 Produzione endogena come ingresso ignoto . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
6.1.2 Modello monocompartimentale con produzione costante . . . . . . . . . . . 4
6.1.3 Lo steady-state: cosa permette e cosa non permette di stimare . . . . . . . 4
6.1.4 Perturbare il sistema per vedere la dinamica . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
6.1.5 Produzione nota se i parametri sono noti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
6.2 Modello alle differenze nei sistemi lineari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
6.2.1 Sovrapposizione degli effetti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
6.2.2 Sottrazione del basale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
6.2.3 Risposta al bolo e stima di e . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
k V
6.2.4 Estensione a più compartimenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
6.2.5 Caso bicompartimentale: flussi interni e produzione . . . . . . . . . . . . . 8
6.3 Traccianti e tracciato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
6.3.1 Perché servono i traccianti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
6.3.2 Definizione di tracciante e tracciato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
6.3.3 Piccola perturbazione e attività specifica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
6.3.4 Traccianti isotopici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
6.3.5 Categorie di traccianti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
6.3.6 Differenza rispetto al modello alle differenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
6.4 Principio di indistinguibilità e stima dei flussi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
6.4.1 Principio di indistinguibilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
6.4.2 Monocompartimentale con cinetica non lineare . . . . . . . . . . . . . . . . 10
6.4.3 Perché il modello del tracciante diventa lineare . . . . . . . . . . . . . . . . 11
6.4.4 Interpretazione grafica del coefficiente locale . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
6.4.5 Stima della produzione nel punto di lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
6.4.6 Estensione multicompartimentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
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Modelli di Sistemi Biologici Blocco 6
6.5 Stato non stazionario e produzione variabile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
6.5.1 Produzione variabile come segnale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
6.5.2 Approccio parametrico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
6.5.3 Approccio non parametrico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
6.5.4 Collegamento alla deconvoluzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
6.5.5 Deconvoluzione discreta e regolarizzazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
6.5.6 Stime senza modello e tecniche di clamp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
6.6 Collegamento con Esercitazione 7 e C-peptide . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
6.6.1 Secrezione insulinica come ingresso ignoto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
6.6.2 Risposta impulsiva come somma di esponenziali . . . . . . . . . . . . . . . . 15
6.6.3 Punti probabili all’orale sull’Esercitazione 7 . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
6.7 Domande d’orale, risposte pronte ed errori da evitare . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
6.7.1 Come si stima una produzione endogena costante? . . . . . . . . . . . . . . 16
6.7.2 Perché lo steady-state è poco informativo? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
6.7.3 Che cos’è il modello alle differenze? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
6.7.4 Che cos’è un tracciante? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
6.7.5 Che cosa dice il principio di indistinguibilità? . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
6.7.6 Quando serve la deconvoluzione? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
6.7.7 Errori tipici da evitare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
6.8 Mini-scheda finale di ripasso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
6.8.1 Formule essenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
6.8.2 Risposta orale unica di sintesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
6.8.3 Checklist prima dell’orale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
2
Capitolo 6
Cinetica dei traccianti e produzione
endogena
Idea generale del blocco
Il Blocco 6 studia come stimare una produzione interna dell’organismo, cioè un ingresso
endogeno non direttamente misurabile. Nel caso più semplice la produzione è costante e
si può usare il bilancio di massa allo steady-state. Quando i parametri cinetici non sono
noti, serve una perturbazione. Quando la cinetica è non lineare, una perturbazione grande
altererebbe il sistema: per questo si introducono i traccianti. Quando la produzione varia nel
tempo, non si stima più un numero ma un segnale, e il problema porta naturalmente alla
deconvoluzione.
6.1 Produzione endogena e problema dello steady-state
6.1.1 Produzione endogena come ingresso ignoto
Nei modelli farmacocinetici classici l’ingresso è spesso noto: somministriamo una dose, conosciamo
il bolo oppure il rate di infusione, e osserviamo come la sostanza si distribuisce ed elimina. Nel
Blocco 6, invece, l’ingresso può essere generato dall’organismo stesso. Una ghiandola, un tessuto o
un organo immettono sostanza nel sistema con un rate che può essere costante o variabile.
Questa è la situazione tipica dei sistemi fisiologici. L’insulina, ad esempio, viene prodotta dalle
cellule beta pancreatiche; alcuni ormoni vengono secreti da ghiandole endocrine; alcuni metaboliti
vengono prodotti o trasformati da organi come fegato e rene. Il problema modellistico è che
la produzione endogena non è direttamente misurabile: possiamo misurare una concentrazio-
ne plasmatica, ma quella concentrazione è il risultato combinato di produzione, distribuzione,
eliminazione e scambi tra compartimenti.
La produzione endogena è quindi un flusso:
[quantita/tempo].
P
Dire che una ghiandola produce molto non significa che nel compartimento ci sia tanta sostanza
in assoluto; significa che nell’unita di tempo viene immessa molta sostanza nel sistema.
3
Modelli di Sistemi Biologici Blocco 6
Frase utile all’orale
La produzione endogena è un ingresso interno del sistema, spesso non direttamente misurabile.
Il nostro obiettivo non è solo descrivere la concentrazione osservata, ma ricostruire il rate con
cui l’organismo produce la sostanza.
6.1.2 Modello monocompartimentale con produzione costante
Il caso più semplice è un modello monocompartimentale lineare. Indichiamo con la quantità
Q(t)
della sostanza nel compartimento, con la concentrazione misurabile e con il volume
C(t) V
apparente di distribuzione. Se la sostanza viene prodotta con rate costante ed eliminata con un
P
flusso proporzionale alla quantità presente, il bilancio di massa è:
dQ(t) = −
P kQ(t).
dt
La concentrazione è legata alla quantità da: Q(t)
=
C(t) .
V
Il termine rappresenta il flusso uscente. La costante ha dimensione 1/tempo ed esprime
kQ(t) k
la frazione del contenuto del compartimento eliminata nell’unita di tempo. Il volume consente
V
invece di passare dalla quantità alla concentrazione.
Figura 6.1: Schema concettuale del modello monocompartimentale con produzione endogena. La
produzione entra nel compartimento, mentre l’eliminazione è proporzionale alla quantità,
P kQ(t).
La concentrazione misurata è = .
C(t) Q(t)/V
La figura comunica tre concetti: il sistema ha un ingresso endogeno, un’uscita per eliminazione
e una misura indiretta della quantità tramite concentrazione. È importante non confondere la
quantità che è la variabile di stato, con la concentrazione che è l’uscita misurata.
Q(t), C(t),
6.1.3 Lo steady-state: cosa permette e cosa non permette di stimare
Se il sistema è allo steady-state, la quantità non cambia nel tempo:
dQ(t) = 0.
dt 4
Modelli di Sistemi Biologici Blocco 6
Applicando questa condizione al modello monocompartimentale:
0 = −
P kQ ,
ss
da cui: =
P kQ .
ss
Poiché = , possiamo scrivere:
Q V C
ss ss =
P kV C .
ss
Questa formula è fondamentale, ma va interpretata con attenzione. Se e sono noti, una misura
k V
basale permette di stimare la produzione. Se invece e non sono noti, la misura basale da
C k V
ss
sola non basta. Infatti: P
= .
C ss kV
Lo stesso valore di
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