Biochimica degli alimenti e della nutrizione
Esame a fine giugno (esame unico) – 6 appelli
- 5 domande per modulo aperte
- 90 min
- Due prove in itinere, durante la lezione, da 5 domande da 1 oraà 15/01
QUALITÀ DEGLI ALIMENTI
La qualità di un alimento dipende da diversi fattori:
- Oggettivi= la composizione, nutrizione, sicurezza
- Soggettivi= culturale (paesi che mangiano insetti), convenienza, costo, salutari
- Edonistico= aspetti culturali, religiosi
Un alimento è una matrice complessa in cui interagiscono le macromolecole (proteine,
glucidi, lipidi) con quelli che vengono definiti microelementi (acqua, sali, zuccheri).
Un alimento deve essere apprezzato a livello sensoriale, ed è dato dall’interazione tra
macro, micromolecole e solventi.
Ci soffermeremo principalmente sulle proteine in quanto hanno un ruolo predominante
nella definizione della qualità di un alimento, perché:
- interagiscono molto con gli altri elementi, sia micro che macro. Queste
interazioni però non sono sempre positive, alcune proteine ad esempio legano
alcuni microelementi non rendendoli più disponibili.
- Determinano la struttura, texture e stabilità dell’alimento. esempio formaggio:
se le proteine non si organizzano correttamente, non si ottiene il formaggio. Di
fatto il formaggio fatto con il latte di cavallo non esiste! Inoltre, le proteine sono
in grado di legare l’acqua e questo è un aspetto importante per rendere un
alimento accettabile e apprezzabile dal punto di vista sensoriale.
La biochimica interviene anche sulla sicurezza, per giudicare la qualità delle
proteine
- non esistono allergeni che non sono proteine. Esempio, un’allergia al lievito è
solamente al tipo di lievito naturale, non quello chimico che è formato da
bicarbonato. ®
- INTOLLERANZE C’è un ruolo molto importante delle proteine nella celiachia, in
quanto sono implicate le proteine come la GLIADINA, costituita da sequenze aa
specifiche ripetitive che vengono riconosciute dal s.i. della persona allergica.
Questi amminoacidi e i frammenti peptidici che ne derivano possono attraversare
la barriera intestinale danneggiata, essere modificati dalla transglutaminasi
tissutale (tTG) e scatenare la risposta immunitaria che porta all'infiammazione e
all'atrofia dei villi intestinali, causando malassorbimento. Il mais non causa
problemi nei celiaci, perché nelle zeine del mais sono assenti le sequenze AA
celiacotossiche
- I fattori anti-nutrizionali sono spesso proteine e possono essere inibitori di
proteasi o sequestrati d vitamine. Gli inibitori delle proteasi sono proteine,
esempio l’anti tripsina si lega al sito attivo della tripsina,se denaturata non si lega
più alla tripsina). Sequestrano le vitamine (l’avidina lega fortemente la biotina,
se denaturo la proteina posso rilasciare la biotina).
I fattori anti- nutrizionali sono molto presenti negli alimenti di origine vegetale.
Se le proteine sono piene di fattori anti-nutrizionali, è solamente commerciale.
- Malattie metaboliche: alcune proteine sono coinvolte in difetti metabolici, ad
esempio la fenilchetonuria è un’alterazione nelle vie metaboliche della
fenilalanina, non hanno l’enzima fenialanina idrossilasi. Questo tipo di persone
devono vivere senza mangiare praticamente proteine animali, in quanto
contengono fenilalanina. Attenzione all’aspartame, un comune dolcificante che è
un dipeptide (Asp + methyl ester of Phe) e rappresenta una fonte nascosta di
fenilalanina.
LA QUALITA NUTRIZIONALE DELLE PROTEINE
- COMPOSIZIONEà presenza di aa essenziali. La loro presenza non basta in quanto
possono non essere digeriti. Il problema non è sapere la differenza tra gli aa
essenziali e non, ma la digeribilità e la bioavibilità. Rivedere aa e quali aa
possono essere digeriti e biodisponibili.
Es. la tripsina idrolizza gli aa basici (lisina e arginina) e li riconosce tramite il
gruppo NH3+, per cui se, ad esempio, questo gruppo ha reagito con altro, allora la
tripsina non può idrolizzarla.
Es. metionina —> il gruppo S-OH viene spesso modificato da vari trattamenti e
questo interviene nella qualità nutrizionale che è ridotta
- LA COMPLEMENTAZIONE NUTRIZIONALE, i cereali e i legumi sono poveri di lisina,
ma con molta cisteina
- LA DIGERIBILITA La digeribilità dipende da come sono strutturate le proteine e
à
se sono presenti altre componenti, come i polifenoli, ottimi antiossidanti,
intervengono sulla digeribilità, sono inibitori della digeribilità proteica
- Un altro aspetto è che la qualità è anche TECNOLOGICA, legato all’interazione
della struttura proteica con altre componenti, in particolar modo l’acqua.
Gli alimenti vegetali sono pieni di Glutammina: aa abbondante nelle proteine
vegetali in quanto lega meno l’acqua
AGENTI FISICI E CHIMICI
Gli AGENTI FISICI che modificano le proteine nei processi alimentari sono temperature,
mechanical stress (shear forces), Alte pressioni (>1000 atm), Radiazioni ad alta energia
(raggi gamma)
Gli AGENTI CHIMICI invece sono: pH, agenti chelanti, variazione stato redox,
concentrazione salina
Gli AGENTI BIOLOGICI sono gli enzimi
Gli agenti fisici e chimici possono agire da soli oppure in combinazione
EFFETTI DELLA TEMPERATURA SULLE PROTEINE
LA TEMPERATURA: la struttura tridimensionale della proteina è stabilizzata dalla
struttura terziaria, quindi non dalla catena aa ma dal legame peptidico, idrogeno,
idrofobico, ponti di solfuro e forza ionica.
Il bersaglio della temperatura sono principalmente i legami idrogeno, ovvero legami
non covalenti, quando vengono rotti provocano un grado di libertà della proteina
esponendo le regioni idrofobiche.
LA TEMPERATURA NON ROMPE il LEGAME PEPTIDICO, gli unici trattamenti che
producono peptidi sono enzimi o condizioni estreme (HCl 6N a 120°)
Quindi, questo porta a denaturazione parziale o completa della proteina, alterandone
la struttura tridimensionale. Esposizione del core, le zone idrofobiche, solitamente
sepolte, vengono esposte al solvente. Variazione della pKa cambia la ionizzazione dei
residui cariche, di conseguenza, le interazioni ioniche (ponte salino) nella proteina
possono indebolirsi o sparire.
Le proteine possono subire modifiche strutturali:
- REVERSIBILI= può ritornare alla conformazione nativa
- IRREVERSIBILI= la proteina subisce cambiamenti permanenti, spesso con perdita
completa della struttura tridimensionale
CONSEGUENZE DELLE MODIFICAZIONI STUTTURALI DELLE PROTEINE NEGLI
ALIMENTI
Le modificazioni strutturali delle proteine indotte da agenti fisici (in particolare il
calore) influenzano profondamente la qualità nutrizionale e tecnologica degli alimenti.
Le interazioni tra proteine, acqua, lipidi e glucidi sono per lo più non covalenti e
permettono la formazione di una texture adeguata.
Le proteien possono stabilizzare le emulsioni (latte, panna, salse), perché interagiscono
sia con la fase idrofobica sia con quella idrofila.
Un’applicazione tecnologica è l’aggiunta di siero-proteine nel prosciutto cotto,
utilizzate perché resistono meglio alla denaturazione rispetto alle proteine muscolari e
permettono di trattenere acqua, garantendo una texture morbida.
SOLUBILITA DELLE PROTEINE E BIODISPONIBILITA DEI NUTRIENTI
Un aspetto fondamentale delle modificazioni strutturali è la solubilità proteica.
Durante i trattamenti tecnologici (es. calore), le proteine cambiano organizzazione
strutturale, influenzando:
la loro capacità di legare il solvente (acqua),
• la solubilità dei micronutrienti associati.
•
Se le proteine denaturate aggregano e precipitano possono trascinare con se
micronutrienti associati, rendendoli non disponibili.
È quindi essenziale che, dopo il trattamento, le proteine mantengano una struttura tale
da rimanere in soluzione.
Esempio:
Un eccessivo riscaldamento del latte porta alla separazione in:
una fase liquida
• un precipitato di siero-proteine denaturate, meno digeribili e di qualità
• nutrizionale inferiore
Formazione dei gel proteici
Un’altra importante conseguenza delle modificazioni strutturali è la formazione dei gel
proteici.
Un gel proteico è un aggregato tridimensionale ordinato di proteine che trattiene
acqua.
Si distinguono:
- gel di polisaccaridi (amidi)
- gel proteici
Esempi di gel proteici
- Gelatina: ottenuta solubilizzando il collagene e successivamente raffreddandolo;
le proteine si associano in modo ordinato grazie a legami a idrogeno.
La formazione di un gel ordinato richiede un controllo del trattamento.
- Uovo: durante la coagulazione dell’albume, l’ovoalbumina (ricca di cisteina)
forma ponti disolfuro.
In seguito a denaturazione termica, avviene uno scambio di disolfuri: i ponti SS
intra-catena diventano inter-catena, formando una rete che trattiene acqua.
- Formaggio: la caseina, denaturata enzimaticamente, si organizza in una struttura
ordinata; il formaggio è un gel proteico di caseina che ingloba lipidi.
- Pasta: il glutine forma un gel proteico regolare al cui interno è trattenuto
l’amido.
- Carne: le proteine sono organizzate in una rete che trattiene acqua, conferendo
succosità.
La bassa cottura permette di preservare acqua e microelementi, migliorando
texture e qualità sensoriale.
LA DIGERIBILITA
La digeribilità dipende dall’accessibilità del legame peptidico alle proteasi.
®
- PROTEINE COMPATTA BASSA DIGERIBILITA
®
- PROTEINE DESTRUTTURATE ALTA DIGERIBILITA
®
- AGGREGAZIONE BASSA DIGERIBILITA
Molte proteine alimentari sono naturalmente poco strutturate e ricche di amminoacidi
accessibili
DA COSA DIPENDE LA DIGERIBILITA DI UNA PROTEINA
1. Proteine ricche di -SH (gruppi tiolici)
I gruppi tiolici -SH (LIBERI) possono rompere ponti disolfuro
o ®
intramolecolari, rendendo la proteina più flessibile, più aperta quindi
accessibile agli ENZIMI digeribilità maggiore.
→
Esempi: ovalbumina (uova), proteine dei legumi.
o
2. Proteine stabilizzate da ponti disolfuro
I ponti disolfuro rendono la struttura rigida e compatta, proteggendo la
o proteina dalla denaturazione.
Questo può ridurre l’accessibilità agli enzimi proteolitici digeribilità
→
o minore.
Esempio: β-lattoglobulina (latte).
o
3. Proteine poco strutturate
La mancanza di strutture ordinate (folding complesso) non influenza
o significativamente la digeribilità, perché sono già abbastanza accessibili
agli enzimi® non viene limitata la digeribilità
Esempio: glutelina.
o
Esempi:
- OVALBUMINA = se denaturata è più digeribile
- PROTEINE DEI LEGUMI= sono estremamente compatte, quindi con la denaturazione
sono più digeribili
- B-LATTOGLOBULINA= la denaturazione forma aggregati solubili che comporta una
diminuzione della digeribilità
- GLUTELINA= non c’è nessun cambiamento sulla digeribilità con la denaturazione
LE PROTEASI
Le proteasi idrolizzano il legame peptidico solo in corrispondenza di specifici
amminoacidi bersaglio.
Per poter agire, l’enzima deve raggiungere fisicamente il legame peptidico. Se la
proteina ha una struttura molto compatta, che nasconde i legami peptidici, l’enzima non
riesce a intervenire.
UN RECAP: Un amminoacido è formato da un gruppo amminico (basico, può legarsi ad un
idrogeno o a un altro gruppo per la formazione di legami peptidici), carbossilico (acido,
responsabile della natura acida del aa), l’atomo di CARBONIO centrale legato a un
idrogeno e al gruppo laterale (R) che determina le proprietà chimiche e fisiche
dell’amminoacido:
Polare o non polare
• Carico positivo o negativo
• Aromatico o alifatico
•
Tipi di amminoacidi
Essenziali: il nostro corpo non li può sintetizzare devono essere assunti con la
→
• dieta (lisina, istidina, triptofano, fenilanalina, valina, treonina, metioina, leucina,
isoleucina).
Non essenziali: il corpo li può produrre (es. alanina, glutammina).
•
Si classificano in base al sito di taglio nella catena polipeptidica:
®
1. ENDOPROTEASI tagliano legami peptidici all’interno della catena, non agli
estremi ®
2. ESOPROTEASI tagliano aminoacidi agli estremi della catena polipeptidica.
Si distinguono in due tipi:
• 1. AMINOPEPTIDASI tagliano dall’N-terminale (inizio della catena)
→
2. CARBOSSIPEPTIDASI tagliano dal C-terminale (fine della catena)
→
Si possono poi distinguere in base alla specificità del substrato:
- TRIPSINA= è una endoproteasi che idrolizza riconoscendo solo gli aa BASICI: ARG e
LYS
- CARBOSSIPEPTIDASI= è una esoproteasi che riconosce solo gli aa BASICI: ARG e LYS
- ENDOPROTEINASI= prevalentemente sugli aa acidi, maggiormente ASP
- CHIMOTRIPSINE E PEPSINA= agiscono su aa idrofobici ( leu, phe, val, ile, met, ala)
- ELASTASI= agisce sulla PRO e la GLY
- PROLINASI = è batterica
- Ci sono anche delle proteasi chiamate ASPECIFICHE come la CARBOSSIPEPTIDASI A
che agisce su tutti gli aa tranne arg, lys, pro e la AMINOPEPTIDASI M tranne pro
La maggior parte di queste proteasi taglia su aa essenziali
Possono anche essere classificate in base all’optium del pH
- ACIDE pepsina, papaina
- BASICHE chimotripsina, tripsina, termolisina, prolinasi
- NEUTRE neutrasi
E in base al optimum di temperatura
- MESOFILE = A 37°C (noi)
- TERMOFILE
- IPERTERMOFILE
Le proteasi possono essere divise anche per il meccanismo di azione. Il sito attivo è
una piccola regione della proteina (non tutto l’enzima) dove avviene la reazione
chimica. È formato da alcuni residui amminoacidici chiave che partecipano
direttamente alla catalisi.
La tripsina è classificata come una proteasi digestiva secondo diversi criteri.
Dal punto di vista del sito di taglio, la tripsina è una endoproteasi, perché idrolizza i
legami peptidici all’interno della catena polipeptidica e non agli estremi.
In base alla specificità del substrato, è una proteasi specifica per amminoacidi basici,
poiché riconosce e taglia il legame peptidico a livello dei residui di lisina
(Lys) e arginina (Arg).
Dal punto di vista del meccanismo catalitico, la tripsina appartiene alla classe
delle serina-proteasi, poiché nel suo sito attivo sono presenti i residui catalitici Serina,
Istidina e Aspartato, che partecipano direttamente alla reazione di idrolisi del legame
peptidico.
In base all’optimum di pH, la tripsina è una proteasi basica, attiva in ambiente
alcalino, tipico dell’intestino tenue.
Infine, in base all’optimum di temperatura, è una proteasi mesofila, con massima
attività intorno ai 37 °C, la temperatura corporea umana.
Sito attivo / residui
Tipo di proteasi Esempi principali
catalitici
Serina-proteasi I ASP, SER, HIS Tripsina, Chimotripsina, Elastasi
Serina-proteasi II ASP, SER, HIS Subtilisina
Papaina, Actinidina, Ficina, Bromelaina,
Cisteina-proteasi ASP, CYS, HIS Prolinasi
Aspartico-proteasi ASP, ASP Pepsina, Chimosina
Metallo-proteasi I Zn, GLU, TYR Carbossipeptidasi A, Aminopeptidasi
Metallo-proteasi II Zn, GLU, HIS Termolisina
MECCANISMO DELLA TRIPSINA
1. Stato iniziale
Il peptide si lega al sito attivo
• dell’enzima. (che contiene
tasca di riconoscimento e
triade)
La Ser195 assistita da Hes57 e
• Aso102 (TRIADE CATALITICA) è
pronta per attaccare il legame
peptidico. ®
2. Primo stato di transizione >
dove avviene la rottura del legame
peptidico
⁺
H viene trasferito dalla Ser195
• alla His57. Quindi la SERINA
altamente nucelofila, attacca
il carbonile del legame
peptidico formando uno stato
tetraedrico di transizione con
l’enzima.
Questo stato è molto instabile, ma fondamentale per la rottura del legame
• peptidico.
3. Formazione del complesso acil-enzima
Il peptide C-terminale viene rilasciato.
• Il peptide N-terminale rimane legato alla Ser195 tramite un legame acilico.
• Questo è l’intermedio stabile chiamato acil-enzima.
•
4. Attacco dell’acqua
Una molecola d’acqua entra nel sito attivo, prendendo il posto del peptide
• rilasciato.
L’acqua viene attivata da His57 e colpisce il legame acilico.
•
5. Secondo stato di transizione
L’acqua forma un nuovo stato tetraedrico di transizione con l’acil-enzima.
• Il legame acilico viene scisso, e il protone viene trasferito dalla His57 alla
• Ser195.
6. Enzima libero
Il secondo frammento peptidico viene rilasciato.
• L’enzima torna allo stato iniziale, pronto per catalizzare un’altra reazione.
•
LA MODIFICAZIONE DEI GRUPPI R
Un altro aspetto che influenza la digeribilità è il cambiamento chimico del gruppo R
(Maillard, ossidazioni), in quanto l’enzima può non riconoscere più il sito di taglio,
riducendo la digestione anche se la catena proteica è ancora presente.
LE OSSIDAZIONI
Esempio 1: Cisteina (Cys)
La cisteina possiede un gruppo laterale –SH (tiolico).
• In seguito a trattamento termico intenso o ossidativo, il gruppo –SH può ossidarsi
• (→ –SO o forme simili) quindi modifica chimica dell’aa. Questa modifica:
cambia la natura chimica dell’amminoacido (non viene più ricosnociuto)
o impedisce alla proteasi specifica per la Cys di riconoscere e idrolizzare il
o legame peptidico.
Risultato: ridotta digeribilità della proteina.
•
Esempio 2: Lisina (Lys) ₃⁺
La lisina ha un gruppo –NH molto reattivo.
• Dura
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