Estratto del documento

WATKIN - ARCHITETTURA GRECA E ROMANA

Riassunto strutturato per lo studio universitario

1. IL LASCITO DELL'ETA' DEL BRONZO

Quadro storico: civiltà minoica e micenea

Contesto storico e culturale: tra il II millennio e il XII secolo a.C. l'Egeo vede dapprima la fioritura della civiltà minoica,

• marittima e palaziale, quindi l'affermazione micenea sulla terraferma. Le relazioni con l'Asia e l'Egitto favoriscono

l'uso di cortili, pilastri e pitture parietali; il controllo dei traffici marittimi sostiene la talassocrazia cretese.

Protagonisti: dinastie minoiche associate al mito di Minosse; sovrani micenei ricordati dall'epica omerica, fra cui

• Agamennone; maestranze cretesi e micenee, spesso anonime.

Caratteristiche formali e spaziali: il palazzo minoico è un organismo aperto e aggregativo, privo di fortificazioni; quello

• miceneo è inserito in una cittadella difesa e organizzato intorno al megaron.

Lessico tecnico: talassocrazia, predominio fondato sul controllo del mare; megaron, sala assiale con vestibolo,

• ambiente principale e focolare; muratura ciclopica, apparecchio di blocchi lapidei di dimensioni eccezionali.

Teorie e dibattiti: il contrasto tra palazzi cretesi non fortificati e cittadelle micenee è interpretato come riflesso di

• differenti strutture politiche e militari; l'assorbimento di forme minoiche da parte micenea resta una questione

storico-culturale centrale.

Palazzo di Minosse a Cnosso

Contesto: complesso avviato intorno al 1600 a.C., principale testimonianza dell'età del Bronzo cretese; esprime una

• società palaziale che concentra funzioni politiche, economiche e rituali.

Protagonisti e committenza: dinastia mitica dei Minossidi; maestranze specializzate nella costruzione in pietra,

• mattoni crudi, legno, intonaco e pittura.

Forma e spazio: organismo non unitario di circa un ettaro, sviluppato sino a cinque piani attorno a un cortile centrale;

• porticati, terrazze, logge, grande scala colonnata, magazzini al piano terreno e interni affrescati.

Lessico: loggia, spazio coperto aperto verso l'esterno; mattone crudo, impasto essiccato al sole e poi intonacato;

• affresco, pittura stesa sull'intonaco umido.

Dibattito: la fama labirintica del palazzo deriva dalla crescita per aggregazioni successive più che da un progetto

• unitario; l'assenza di fortificazioni è collegata a una cultura prevalentemente civile e marittima.

Micene, Tirinto e Tomba di Agamennone

Contesto: fra 1400 e 1200 a.C. i centri micenei dominano l'Egeo; Micene e Tirinto sono cittadelle fortificate,

• espressione di élite guerriere e monarchiche.

Protagonisti: re micenei; Agamennone nella tradizione omerica; maestranze che combinano tecniche locali e influenze

• minoiche.

Forma e spazio: a Tirinto mura spesse circa 6 metri e alte circa 10 racchiudono un palazzo con megaron, cortile e

• ambienti asimmetrici. A Micene la Porta dei Leoni impiega un triangolo di scarico scolpito; la cosiddetta Tomba di

Agamennone è una tholos con corridoio d'accesso e camera cupolata.

Lessico: triangolo di scarico, dispositivo che devia i carichi sopra un architrave; dromos, corridoio processionale di

• accesso alla tomba; tholos, ambiente circolare coperto da falsa cupola; pseudocupola, copertura ottenuta per aggetti

progressivi.

Dibattito: le attribuzioni tradizionali ad Agamennone sono convenzionali; il valore dei monumenti risiede soprattutto

• nella definizione di modelli fortificati e funerari destinati a lunga fortuna.

1

2. LA CULTURA ELLENICA E LA GENESI DEL TEMPIO

Dalla crisi micenea alla polis

Contesto: dopo il crollo miceneo, le comunità elleniche si riorganizzano in poleis; dall'VIII secolo a.C. la colonizzazione

• diffonde modelli religiosi e urbani nel Mediterraneo. Religione civica, competizione politica e identità comunitaria

convergono nell'architettura templare.

Protagonisti: comunità cittadine, aristocrazie, sacerdoti e maestranze; in età classica emergeranno architetti

• nominativamente riconoscibili.

Forma e spazio: il tempio deriva dalla trasformazione della casa del capo o del megaron; la cella custodisce la statua

• divina, mentre il culto si svolge soprattutto all'esterno, presso l'altare.

Lessico: polis, città-stato; cella/naos, vano sacro; pronao, vestibolo anteriore; peristasi, colonnato che circonda la

• cella; opistodomo, ambiente posteriore.

Dibattito: l'origine del tempio è ricondotta sia al megaron miceneo sia alla monumentalizzazione di edifici domestici; il

• passaggio dal legno alla pietra conserva memoria formale delle strutture lignee.

Tempio di Apollo a Thermos

Contesto: santuario della Grecia nordoccidentale, sviluppato fra età geometrica e arcaica; il tempio del VII secolo a.C.

• documenta il consolidamento dell'ordine dorico.

Protagonisti: comunità cultuale e maestranze anonime; Apollo è la divinità destinataria.

• Forma e spazio: cella lunga e stretta, colonnato periferico e materiali ancora misti; la trabeazione traduce in pietra

• elementi derivati dalla carpenteria lignea.

Lessico: trabeazione, sistema orizzontale sopra le colonne; triglifo, lastra scanalata del fregio dorico; metopa, riquadro

• fra due triglifi.

Dibattito: l'edificio è decisivo per comprendere la genesi del dorico, ma la ricostruzione delle fasi più antiche resta

• dipendente da dati archeologici frammentari.

Ordine dorico: Corfù, Corinto, colonie e Paestum

Contesto: nel VI secolo a.C. il dorico si stabilizza nella Grecia continentale e nelle colonie dell'Occidente, dove assume

• spesso proporzioni più massicce.

Protagonisti: maestranze di Corfù, Corinto, Sicilia e Magna Grecia; committenze civiche e santuariali.

• Forma e spazio: colonne prive di base, fusto scanalato, capitello con echino e abaco, fregio a triglifi e metope. Il

• tempio di Artemide a Corfù presenta un grande frontone scolpito con Gorgone; il tempio di Apollo a Corinto conserva

colonne monolitiche. A Paestum i tre templi mostrano l'evoluzione da forme arcaiche poderose a soluzioni più

regolari.

Lessico: stilobate, piano superiore del crepidoma; entasi, rigonfiamento ottico del fusto; echino, elemento curvo del

• capitello; abaco, lastra superiore; frontone, coronamento triangolare.

Dibattito: il cosiddetto conflitto angolare del fregio dorico impone correzioni nella disposizione di triglifi e colonne; le

• varianti coloniali dimostrano che l'ordine non è una formula rigida.

T

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Architettura greca e romana: Elementi di architettura e urbanistica Pag. 1 Architettura greca e romana: Elementi di architettura e urbanistica Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Architettura greca e romana: Elementi di architettura e urbanistica Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aba__dispense di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di architettura e urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Napoli - Accademianapoli o del prof Bruschi Nicola.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community