IL LASCITO DELL’ETA’ DEL BRONZO
Iniziare dal principio significa partire dalla civiltà elladica della seconda metà del II millennio a.C.
Gli scavi moderni nell’isola di Creta costituiscono i primi esempi di architettura europea.
La cultura cretese era nota anche come Minoica dai Minossidi, la mitica dinastia principesca di Cnosso, i
quali svilupparono intorno al 1600 a.C. una prima forma di architettura complessa caratterizzata da tratti
asiatici e da elementi egizi, quali pilastri, cortili centrali, e pitture parietali.
Sul finire del 1450 i palazzi costruiti da questa civiltà si presentavano come un’aggregazione di locali
intorno ad un cortile, ravvivate da porticati, terrazze e logge (poi anche verande) i materiali di costruzione
erano soprattutto la pietra o mattoni di fango essiccati al sole e poi intonacati.
1) PALAZZO DI MINOSSE
-Il palazzo di Minosse a Cnosso costituisce il più importante sito archeologico dell’età del bronzo (dal 3400-
al 600) iniziato verso il 1600 a.C. È un complesso di edifici alti fino a 5 piani, con una superficie di circa un
ettaro, le persone accedevano al complesso tramite una grande scalinata con colonne (la prima del genere
che si conosca).
-Questione labirintica, non nacque come progetto unitario, ma come un insieme di locali aggregati.
-Poco si sa dell’esterno dei palazzi cretesi (davano poca rilevanza architettonica, a parte i cortili i pilastri e le
logge) mentre gli interni erano talora affrescati (affreschi marinareschi del palazzo di Cnosso), mentre al
piano terreno erano presenti enormi magazzini per conservare i principali prodotti dell’isola. (Vino, olio,
lana, grano)
-L’assenza di fortificazioni in questi palazzi fa pensare che fossero progettati per un genere di vita tranquillo
e civile. Quella Minoica non era né una cultura funeraria né una cultura di guerrieri essendo le città cretesi
come i palazzi inadatti alle difese. (Era una cultura di tipo talassocratica, basata sulla navigazione e
commercio via mare)
2) MICENE E TIRINTO
Sulla terraferma greca si sviluppa intanto una cultura parallela nota oggi come Micenea o tardo ellenica. I
Greci di Micene dominarono le regioni dell’Egeo negli ultimi secoli dell’età del bronzo dal 1400-1200 a.C.
Uno dei maggiori centri fu sicuramente Micene nella piana di Argo dove troviamo i più importanti resti della
città risalente al 1300 a.C. circa. (Forse sono stati i re di Micene a porre fine alla civiltà minoica assorbendo
le forme edilizie e impiegando artisti minoici)
-I poemi omerici citano Agamennone come il re della capitale Micene.
Ma sicuramente il monumento più antico risalente a poco prima del 1400 a.C. e meglio conservato di
Micene è quello di:
-Tirinto una rocca (a cittadelle fortificate) con una cinta murata di 6 metri (la più antica) di spessore e circa
10 di altezza formata da massicci blocchi. Entro queste imponenti fortificazioni vi è il palazzo (risale al XIII
a.C.) una struttura relativamente modesta, rifletteva l’influenza minoica nella costruzione con mattoni
essiccati al sole e colonne lignee, nella pianta asimmetrica e nei vivaci affreschi.
-Micene anch’essa fortificata, per accedere alla città si passa per l’ingresso della “La porta dei Leoni”
costituito da un architrave sormontato da una lastra calcarea in cui appaiono due leoni affrontati separati
da una colonna. Questa composizione che unisce motivi minoici e micenei forma un’immagine del potere
regio(simbolo di forza e di potere).
Alla destra attraversando la porta dei Leoni si trova un cimitero con tombe sotterranee a “Thòlos”dietro di
esse, una rampa carrabile conduce al palazzo.
3) Il palazzo di Micene
-Il palazzo modesto conteneva un piccolo locale per la guardia e un cortile aperto che conduceva al
“mègaron” (ambiente privato del re) lo spazio principale del palazzo, una sala d’onore al cui interno
probabilmente si trovava il trono, quattro colonne sostenenti il tetto circondavano un focolare rotondo,
mentre le pareti erano dipinte con immagini di guerrieri, cavalli e carri.
Vi si accedeva attraverso un piccolo vestibolo segnato da una coppia di colonne. (Cortile centrale racchiuso
su tre lati da colonne isolate)
4) TOMBA DI AGAMENNONE
-All’esterno della rocca di Micene si trova il cosiddetto TESORO DI ATREO o TOMBA DI AGAMENNONE circa
del 1300 a.C. è la più grandiosa delle thòloi funerarie e nobile monumento architettonico della Grecia
Arcaica.
La tomba a Thòlos è un’antichissima tipologia funeraria del Mediterraneo orientale, è composta da una
camera circolare semi sotterranea cioè coperta da un tumulo di terra, la cui volta di copertura è costituita
di conci aggettanti che le danno la forma di un alveare: vi si accede attraverso un corridoio o dromos,
scavato nel tumulo esterno.
-La realizzazione della camera interna a Thòlos alta 13 m e 14,5 di diametro dovette richiedere una
notevole abilità tecnica sia per la sua resistenza sia per ottenere una superficie interna perfettamente
levigata, adatta alla decorazione in oro, argento e bronzo che la copriva-La porta di ingresso al tesoro di
Atreo o tomba di Agamennone è formata da un architrave con sopra un’apertura triangolare, rastremata
verso l’alto e con accorgimenti per ridurre la compressione data dal peso dei conci (scarica il peso).Il
frontespizio era decorato con ornamenti in alabastro verde e porfido rosso (di ispirazione egizia) e da una
coppia di semicolonne.
LA CULTURA ELLENICA
(MICENE TIRINTO E CRETA FANNO PARTE DELL’ETA’ DEL BRONZO)
Verso 1330 a.C. la cultura micenea che aveva reso possibili questi edifici iniziò a declinare, forse a causa
delle invasioni dei Dori. Intorno al 1100 a.C. la cultura dell’età del bronzo era in rovina, i suoi palazzi
bruciati, tesori saccheggiati e artigiani dispersi. Dal IX s. Inizio della cultura ellenica, ebbe largo impiego il
ferro che si prestava ad un genere di vita fondato sulla spada e sull’aratro. Importante evoluzione rispetto
all’età del bronzo è rappresentata dall’importanza che ora si dà ai templi, una nuova tipologia costruttiva
sconosciuta ai Minoici. La cultura ellenica era diffusa dalla Grecia alle isole Egeo, dalle coste dell’attuale
Turchia e del Mar Nero fino all’Italia meridionale, e coste della Spagna. Le popolazioni della Grecia e
dell’Egeo erano formate da due gruppi etnici, lo ionico e il dorico le cui maggiori città erano Atene e Sparta.
LA GENESI DEL TEMPIO
E’ molto probabile che la genesi del tempio greco derivi dalla scelta di estendere le colonne frontali in un
colonnato esterno (pteròn) di cui il primo esempio è costituito dalla tomba di Lefkandi (isola Eubea difronte
ad Atene) che si fa risalire al 1050 a.C. è un edificio absidato, una via di mezzo tra una tomba e un tempio.
(Costituisce la teoriadella genesi del tempio in età del ferro) Aveva uno zoccolo di pietra, pareti in mattoni
crudi rifinite all’interno con stucco, un tetto di canne sostenuto da pali e circondato da un peristilio di
montanti a sezione rettangolare
Il primo tempio che possiamo citare che ha un peristilio è quello di Samo, il tempio di Hera 750 a.C. con un
colonnato e montanti lignei.
-(Il mondo dell’età bronzo cantato da omero era caratterizzato da cittadelle dominate dai palazzi dei
principi, mentre quello ellenico dell’800 ad aveva città con templi che accoglievano le statue degli dei.
Costruiti in mattoni essiccati al sole, elementi lignei di sostegno, i primi di essi) avevano probabilmente
coperture di paglia (a falde e non piani come quelli minioici)
-La scelta di estendere le colonne frontali in un colonnato esterno detto “pteron”ebbe grande importanza
per il futuro dell’architettura templare. Nella nostra conoscenza frammentaria della genesi del tempio è
importante sapere che le tegole di copertura in terracotta furono usate per la prima volta a Corinto nel VII
s. Probabilmente quando si incominciò a ricercare maggiore monumentalità e durata, e il loro peso indusse
all’uso delle colonne in pietra anziché in legno e alla costruzione dei muri. (Si diffusero i tetti a doppio
spiovente e piante rettangolari.
Domanda: Qual è il primo tempio in cui viene risolto l’elemento verticale della colonna con il tetto?
5) IL TEMPIO DI APOLLO A THERMOS
-Il tempio di Apollo a Thermos (630 a.C.) nella Grecia nordoccidentale fu uno dei primi grandi edifici con
copertura in tegole, (primo tempio in cui viene risolto l’elemento verticale della colonna con il tetto
inserendo la trabeazione) importante perle caratteristiche protodoriche della trabeazione, vale a dire gli
elementi interposti tra i capitelli e la gronda.
-Il tetto in tegole era sostenuto da quindici colonne lignee su ciascun lato e da cinque sul lato corto. Il primo
esempio di edificio con copertura tegole e trabeazione lignea. (rimase così per molto tempo)
-Della trabeazione, le grandi metope dipinte a colori vivaci di terracotta raffiguravano immagini di Gorgoni
e altre scene mitologiche e riempivano lo spazio trai triglifi in terracotta o legno (sia decorativi che di
protezione). Il tempio conservava l’antica tradizione della fila di colonne al centro della cella. La gronda
sormontata da maschere, precedenti delle antefisse.
I TEMPLI ARCAICI (dal 600 a 480 a.C.) l’origine dell’ordine dorico
si definiscono a partire dal VII s. E da thermos.
L’impianto del tempio greco e le origini dell’ordine dorico vennero definiti nel VII SECOLO. Le sue
caratteristiche:
-Nel fronte rivolto a oriente c’è (l’accesso è posto sempre ad est dove sorge il sole) il vestibolo o atrio
colonnato (prònao) che conduceva direttamente al nucleo o cella del tempio.
-Nella cella o Naos c’era posto l’idolo della divinità a cui era dedicato, dietro ad essa si trovava talvolta una
sala interna (àdyton) usata come camera del tesoro, santuario o camera dell’oracolo, nonché l’opistòdomo
(prolungamento della cella ad esso contrapposta chiusa)
-La funzione del tempio è quella di conservare l’immagine del dio e raccogliere leofferte all’interno, per
questo era di solito protetto da cancellate.
-Mentre l’altare su cui venivano sacrificati gli animali a scopo propiziatorio era generalmente situato di
fronte alla facciata principale con l’ingresso (est) le cerimonie e riti si facevano quindi all’esterno del tempio
con il sacerdote rivolto di spalle al tempio (probabilmente l’immagine del dio doveva essere nascosta
secondo la mentalità greca, solo i sacerdoti avevano l’accesso. Questo è quello che oggi si pensa, insomma
non erano praticabili, forse le statue degli dei si potevano manifestare solo durante le feste)
Il completo sviluppo del tempio greco avvenne quando i greci impararono a scolpire la pietra per lavori sia
di architettura che di scultura dalla metà del VII secolo a.C.
L’ORDINE DORICO
Secondo Vitruvio (architetto storico del I sec) le caratteristiche dell’ordine dorico si sarebbero sviluppate da
precedenti strutture lignee, mentre gli studiosi moderni ritengono che i vari elementi dorici sono
un’invenzione puramente estetica della metà del VII secolo. Rimane aperto se l’emergere dello stile dorico
sia influenzato dall’architettura egizia, perché la stessa scultura monumentale greca che inizia nella metà
del VII secolo risente delle rigidità frontali tipica della scultura egizia.
6 CORFU
TEMPIO DI ARTEMIDE A
Il grande tempio di Artemide a Corfù fu costruito verso l’inizio del VI ed è uno dei primi templi greci
peripteri in pietra (quello a thermos aveva le colonne in legno). Il tempio è attualmente scomparso, è
importante perché:-È il primo con una decorazione scultorea frontale con una gorgone affiancata da
pantere.
-E il primo esempio probabile in cui fu pienamente definito l’ordine dorico.
COLONNE DORICHE:
le colonne rastremate verso l’alto e scanalate, erte senza base su uno stilobate di pietra (su cui si erige la
colonna, che porta le colonne) sono coronate da bassi capitelli a cuscinetto schiacciato, che portano la
trabeazione adorna di fregio con triglifi e metope.
Capitelli: elemento di raccordo tra la colonna e la trabeazione
Triglifi: partitura decorativa della trabeazione che intervalla le metope
Metope: elemento architettonico del fregio dell'ordine dorico. Consiste in una formella in pietra scolpita a
rilievo, in alternanza con i triglifi. (VEDI struttura trabeazione e colonne pg 9)
7) TEMPIO DI APOLLO A CORINTO
Il più antico colonnato pervenutoci di un tempio è quello della metà VI s. di Apollo a Corinto. Le sette
colonne, piuttosto tozze di calcare sono rivestite di stucco e sono alte circa 6 m. Il tempio di Apollo a
Corinto è anche il primo esempio di tempio periptero dorico in cui vengono utilizzati degli accorgimenti
ottici sia nella trabeazione che nel pavimento:
-Quest’ ultimo è leggermente convesso (costituisce il più antico esempio di raffinato accorgimento ottico,
che verrà riproposto nel Partenone). Correzione ottica presentata dallo stilobate.
-Un’ altra raffinata soluzione presente nel tempio di Corinto riguarda il problema dei triglifi ad angolo. I
Greci per conservare l’impressione di forza insistevano nel disporre un triglifo sopra ogni colonna ma
questo ritmo portava a delle irregolarità perché volevano anche che l’angolo del fregio della trabeazione si
concludesse con un triglifo e non con una metopa visivamente più debole. Per risolvere questo problema e
per ridurre gli effetti di queste irregolarità le colonne terminali dell’angolo erano leggermente più
ravvicinate tra loro rispetto alle altre e le metope terminali più larghe di 5 cm.
Corinto è molto importante era un ricco centro commerciale che raggiunse il suo massimo splendore nel VI
secolo con la costruzione del tempio di Apollo.
Stilisticamente il tempio di Apollo è connesso ad altri due templi, uno ad Atene e uno a Delfi.
8) TEMPIO DI ATENA Poliàs (da “”polis”, era la protettrice della città) sull’acropoli di Atene
Il tempio fu costruito verso la metà del VI secolo sotto il governo del tiranno Pisistrato (organizzò anche le
feste dionisiache e le panatenaiche) Il primo in ordine ionico e in cui le sculture del frontone sono in marmo
e a tutto tondo (cioè realizzate separatamente dallo sfondo in calcare)
9) TEMPIO DI APOLLO A DELFI (513 a.C.)Fu il primo tempio in cui fu rivestito l’intero fronte in marmo.
LE COLONIE DORICHE
Dello stile dorico tra la metà del VI e la metà del V ci sono pervenuti altri pochi esempi importanti di grandi
templi costruiti nelle colonie della Magna Grecia del sud Italia. In Sicilia, Siracusa fu la più grande delle
colonie doriche e la maggiore città del mondo greco, all’inizio del VI secolo vi fu realizzato il tempio di
Apollo (colonne rastremate e ravvicinate) e Selinunte restano importanti parti di una notevole serie di
templi dorici.
10) I TRE TEMPLI DI PAESTUM
Un altro importante gruppo di templi dorici sopravvivono a sud di Napoli, a Poseidonia una colonia
ribattezzata Paestum dai Romani.
-Il più antico dei 3 templi è il primo tempio di Hera, chiamato anche la “Basilica” della metà VI s.
-A fianco ad esso e più tardo di un secolo, il secondo tempio di Hera (detto anche di Nettuno o Poseidone)-
Su un rilievo poco più a nord sorge il più piccolo dei tre, il tempio di Atena (detto anche di Cerere o
Demetra) della fine del VI s.
-Le colonne realizzate in calcare locale (travertino) del tempio di Hera e di Atena possiedono l’effetto di
rigonfiamento detto propriamente “entasi” tipico dell’ordine dorico. Questo accorgimento verrà riproposto
nel Partenone dopo la metà del V s.
Nel progetto dei templi di Paestum ci sono altre peculiarità, elementi ionici si fondono con quelli dorici, i
capitelli scolpiti con ornamenti, vengono omessi elementi quali cornici, mutuali, regalae e gocce, inoltre
tutte le colonne sono leggermente inclinate verso l’interno (intensificano lo slancio verticale nel tempio di
Atena)
11) TEMPIO DI ZEUS OLIMPIO
Il più grande dei templi dorici fu quello di Zeus Olimpio nella città di Akragas (l’attuale Agrigento) forse del
VI s. ma la sua costruzione fu lasciata incompiuta nel V s. -Questo enorme monumento sorgeva su un
basamento di 5 gradini su uno stilobate di 4,5 m. Le colonne perimetrali non erano isolate per sostenere
meglio il peso della trabeazione, ed erano incassate in una parete continua. -Gli elementi più singolari e
misteriosi del tempio sono i frammenti di alcune figure in pietra pervenutici, che hanno dato il nome
popolare di “Tempio dei giganti” alla costruzione, in quanto era presenti queste gigantesche figure maschili
(telamoni o atlanti) a sorreggere la parte superiore della costruzione, la posizione è controversa ma gli
archeologi moderni ritengono che queste figure si ergessero sulla cortina muraria tra le colonne incassate.
Esprime la fatica nel reggere i carichi costruttivi o forse simboleggiano i prigionieri costretti ai lavori forzati
per la costruzione del tempio (disfatta dei cartaginesi)
-È una anomalia di questo tempio essendo così poderoso, gigantesco che le colonne fossero incassate nello
stilobate.
12) TEMPIO DI APHAIA (dea della terra) nell’isola Egina (Eghina) presso Atene
Un altro esempio di tempio dorico arcaico ben conservato, costruito tra il 510 e 490 sulla rocciosa sommità
della collina. -Fu realizzata in pietra calcarea locale rivestita di stucco, dipinta in bianco crema-Il fronte del
tempio è scolpito con scene della guerra di Troia, il primo importante gruppo del genere che ci sia
pervenuto, con sculture di guerrieri, tutte dipinte con colori brillanti.
-L’interno offre un esempio di colonnato a doppio ordine, le colonn
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Architettura greca e romana: Elementi di architettura e urbanistica
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