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Corso: Filologia romanza

Docente: Resconi Stefano

Modulo A

Lezione 1: Martedì 14/02/2023

Introduzione

La filologia romanza è una disciplina relativamente giovane; come disciplina scientifica nasce agli inizi del 1800 in Germania nell’ambito romantico e poi ha altri sviluppi. In Italia ha una sua identità ben specifica. Etimologicamente, filologia vuol dire "amore per la parola".

Auerbach sostiene che: "La filologia è l’insieme delle attività che si occupano metodicamente del linguaggio dell’uomo e delle opere d’arte composte in questo linguaggio." La definizione insiste sulla centralità del testo. La filologia cerca di dare una lettura del testo, cercando di accertare la sua natura.

"La ricerca letteraria possiede tradizionalmente metodi suoi propri, cioè i metodi filologici, gli unici che io consideri indispensabili. Bisogna imparare grammatica e lessicografia, ricerca delle fonti critica dei testi, bibliografia e tecnica di raccolta; bisogna imparare a leggere coscienziosamente."

Auerbach è anche famoso per gli studi danteschi. Ad esempio, egli ha studiato come alcuni modelli di retorica latina sono stati applicati da Dante. L’opera più famosa di Auerbach è "Mimesis", in cui parla proprio di questo. Auerbach si interroga sulle diverse modalità di rappresentazione della realtà nella letteratura europea, mettendo a confronto molti autori diversi, comparandoli tra loro.

Etimologicamente, "romanza" è sinonimo di "neo-latino", quindi si occupa delle lingue neo-latine. Questo aggettivo romanice vuol dire "parlare con il modo dei romani", cioè espressione volgare distinta dal latino. La filologia romanza ha degli interessi che si spostano anche nella contemporaneità; però, nei paesi europei, e in particolare in quelli in cui si parlano lingue neolatine, è la materia che si occupa delle origini delle lingue e delle letterature delle lingue neolatine, fino all’epoca medioevale.

Questa prima definizione è ancora piuttosto generale.

Direttrici di studio

Essa ha tre direttrici di studio solo teoricamente scindibili (seppur si possono dividere sono strettamente legati l’una all’altro).

  • Prospettiva linguistica: Studia il processo linguistico che ha portato il latino a trasformarsi nelle diverse lingue romanze, privilegiando approccio comparato (sfrutta la comparazione, il mettere a confronto gli stessi esiti prodotti dalle diverse lingue).
  • Prospettiva filologico testuale (ecdotica): Essa si interroga sull’affidabilità dei testi che studia. Per la maggior parte degli autori antichi e medioevali non abbiamo dei manoscritti autografi. Questo causa dei problemi legati all’originalità del testo. (es: i primi versi della Divina Commedia non sono tutti uguali ma abbiamo diverse versioni che cambiano in base ai trascrittori che anche dal punto di vista linguistico vi sono delle deformità perché avvicinavano la scrittura originale al loro modo di parlare). La filologia romanza ha creato un metodo scientifico che permette di studiare le varianti, e capire quale davvero corrisponde alla volontà dell’autore. L’edizione ritenuta corretta si chiama edizione critica.
  • Prospettiva letteraria e storico-culturale: Studia le opere letterarie scritte nelle lingue romanze, nell’ambito cronologico che interessa la disciplina, privilegiando una prospettiva comparata. La preferenza per questo tipo di approccio si spiega tenendo conto di diversi fattori tra i quali:
    • Si tratta di letterature che condividono un medesimo retroterra culturale dovuto alla forte interconnessione con la letteratura e la lingua latina.
    • Sono letterature che si influenzano reciprocamente in maniera intensa, a maggior ragione in un’Europa nella quale i confini linguistici tendono a non coincidere necessariamente con i confini politici.
    • Le letterature galloromanze (francese antico e provenzale) godono di un primato cronologico e di un grande prestigio: diversi aspetti delle altre letterature romanze nascono imitando (con gli opportuni adattamenti) testi, modelli e generi galloromanzi.

La filologia romanza è una disciplina medievistica e comparata. Tutte queste prospettive collaborano insieme: ad esempio, se voglio comprendere un testo medievale devo conoscere la lingua, ma la trattatistica linguistica si fonda essa sull’analisi di testi.

Evoluzione del latino nelle lingue romanze

La Romània (dominio romanzo) è l’insieme delle aree geografiche e delle culture dove si parlano le lingue romanze. Esso non è solo un concetto geografico ma anche culturale. A noi interessano i dialetti, cioè lingue limitate alla comunicazione interpersonale poco formale, e interessano anche le lingue, intese come lingue che coprono l’intera gamma degli usi ufficiali (giuridico, amministrativo, pubblico), tecnico, scientifico, letterario, fino alla conversazione informale. Le lingue romanze continuano il latino, nel senso che ognuna di esse è il risultato della sua evoluzione. Importante è anche sottolineare che ogni lingua romanza ha un sistema linguistico autonomo, ma ogni suo aspetto può essere messo in relazione con il latino, e attraverso questo con le altre lingue romanze. La linguistica romanza considera perciò un punto di vista verticale (dal latino alle lingue romanze) e orizzontale (comparazione fra le lingue romanze).

Nella situazione attuale si distinguono in Europa due aree geografiche separate. La prima va dall’Atlantico, a ovest, fino al Friuli e alla riva italiana dell’Adriatico, a est; fino all’Ottocento includeva anche la riva orientale dell’Adriatico, dove si parlava il dalmatico, una lingua romanza ad oggi estinta. Per sottolineare la continuità geografica di questo insieme di lingue si usa il nome di Romània continua. L’altra area è quella del romeno, che comprende la Romania e la Moldavia.

Classificazione delle lingue romanze

  • Lingue iberoromanze (lingue della penisola iberica):
    • Portoghese
    • Castigliano → quello che comunemente si chiama spagnolo, perché diventerà poi la lingua dello stato spagnolo
    • Catalano → presenta molti punti in contatto con l’occitanico. Questo si spiega sia per ragioni di vicinanza geografica che per ragioni storiche e culturali.
    • Galego
    • [Il basco non è compreso, perché non è una lingua romanza]
  • Lingue galloromanze, originatesi in Gallia (Francia attuale):
    • Francese → varietà galloromanza settentrionale. Il francese antico è la lingua d’oil.
    • Occitanico o provenzale → varietà parlata nella Francia meridionale. Si tratta della lingua d’oc.
    • Pittavino → parlato in una lingua di transizione da quella d’oc e quella d’oil, in area occidentale
    • Francoprovenzale → parlato anche in Valle d’Aosta.
  • Lingue italo-romanze (cioè l’italiano con il sistema dei dialetti italiani a cui si può accostare il sardo, che ha caratteristiche proprie):
    • Italiano
    • Sardo
  • Lingue retro-romanze:
    • Romancio → cantone dei Grigioni
    • Ladino dolomitico → parlato in alcune vallate del versante orientale della provincia autonoma di Bolzano
    • Friulano
  • Lingue balcano-romanze:
    • Rumeno → Romania, Moldavia (isolato e circondato dalle lingue slave, questo isolamento ha delle implicazioni linguistiche infatti il rumeno tende a essere più conservativo e presenta influssi con le lingue che lo circondano).
    • Dalmato → Dalmazia

Continuità e distinzioni nella Romània

Possiamo riconoscere una romània continua in quanto possiamo trovare una continuità geografica. Il catalano presenta caratteristiche comuni con l’occitano, tanto che si è discusso se non sia piuttosto una lingua galloromanza, e in ogni caso si può considerare una "lingua ponte" fra iberomanze e galloromanza. Così il dalmatico aveva caratteristiche comuni ai dialetti italoromanzi settentrionali, e si può considerare una "lingua ponte" fra le italoromanze e le balcanoromanze. I dialetti dell’Italia settentrionale, tranne il veneto, hanno caratteristiche comuni con le lingue galloromanze e vengono per questo comunemente detti "gallo-italici". Sono oggetto di discussione, inoltre, le lingue retroromanze con i dialetti italiani settentrionali.

Possiamo anche distinguere una romània occidentale e una romània orientale. Questa suddivisione taglia in due le lingue italoromanze: la Romània occidentale comprende, infatti, tutte le varietà linguistiche italiane settentrionali (a nord della linea La Spezia-Rimini), le lingue retroromanze, galloromanze e iberoromanze; la romània orientale comprende tutte le varietà linguistiche italiane centro-meridionali (incluso il toscano) e il romeno. I due tratti linguistici fondamentali, che sono propri della Romània occidentale e non della Romània orientale, sono la lenizione delle consonanti intervocaliche del latino e la conservazione di -S finale.

I dialetti delle varie lingue sono tutti simili tra di loro. La differenza fra i parlanti di due frontiere diverse è che, "al di sopra" del dialetto, essi hanno una lingua ufficiale diversa. Per definire questo fatto si usa il concetto di lingua tetto (per es. ai due lati della frontiera tra Francia e Italia si parlano dialetti simili, ma sono diverse le lingue tetto).

Lezione 2: Giovedì 16/02/2023

Le lingue iberoromanze in prospettiva storica

Evento storico particolare per la penisola iberica: La conquista arabo-islamica della gran parte della penisola iberica che va a partire dall’anno 711-718 che porta gli stati cristiani a spostarsi all’estremo nord, tenendo conto che la civiltà è molto avanzata linguisticamente. Mentre nel territorio occupato dagli arabi si perde l’uso delle lingue romanze che rimane legato agli stati settentrionali. Eccezione: alcune comunità autoctone della penisola iberica che decidono di non convertirsi e di non spostarsi dal territorio conquistato continuano ad adottare una varietà romanza il mozarabo, che subisce l’influsso arabo.

Il cammino di Santiago garantisce un forte collegamento culturale tra i regni cristiani nel nord della Spagna con il resto d’Europa, e in particolare con l’area gallo-romanza. Subito dopo la conquista araba del sud della penisola iberica, incomincia il progetto di riconquista delle stesse aree da parte dei cristiani. Lo stato più attivo nel processo si riconquista è la Castiglia. È per questo che il castigliano è destinato a diventare la lingua nazionale. Man mano che la Castiglia riconquista i territori, nei territori riconquistati a sud si insediano comunità di persone che parlano appunto castigliano. La Castiglia diventa dunque un’entità statale sempre più importante.

Personaggio importante del tempo è Alfonso X, detto il saggio. Si tratta di una figura politica e culturale molto importante. Egli commissiona dei trattati in volgare, e anche traduzioni in volgare di opere latine. Inoltre, tutti i documenti della cancelleria dello stato in questo periodo sono scritti in volgare.

Un’altra varietà linguistica molto importante è il galego portoghese. Nel medioevo, questa è la lingua nella quale si scrivono, nella penisola iberica, le poesie liriche che imitano la lirica provenzale. In quasi tutta l’area iberica, la poesia lirica di stampo provenzale era scritta in galego portoghese. L’unica eccezione sono i catalani, che scrivono poesia lirica direttamente in provenzale, proprio perché più vicine all’area provenzale (simile a quello che succede in Italia settentrionale più tardi). Il galego portoghese nel tardo medioevo si suddivide in due varietà: il galego, parlato in Galizia, e il portoghese.

Nel 1295, in seguito al Trattato di Anagni, la Sardegna viene assegnata alla corona d’Aragona, nei cui territori si parlava Catalano. Per questo ancora oggi c’è una comunità ad Alghero che parla Catalano.

Nell’800, in età romantica, comincia un processo di riscoperta di varietà che hanno perso importanza dopo il Medioevo. Nel caso della penisola iberica, la riscoperta di queste varietà viene bloccata dalla dittatura franchista, e riprende solamente a partire dagli anni 70.

I tratti linguistici

  • Portoghese:
    • Contraddistinto dalla sincope (caduta di una parte di una parola all’interno di una parola) - nel caso del portoghese cade la -L: es: DO(L)OREM < dor
    • La (N) scompare, nasalizzando la vocale che precede: es: LUNAM < lua
  • Castigliano:
    • La (F) iniziale è divenuta -H (fricativa laringale), poi non più pronunciata e mantenuta solo dalla grafia: FILIUM < hijo
    • Le (E) e (O) toniche dittongano non solo in sillaba aperta, ma anche in sillaba chiusa (dando esito rispettivamente a /ie/ e a /we/: es. VENTUM < viento)

L'area galloromanza

In quest’area troviamo due lingue principali: la lingua d’oc, cioè il francese antico, parlato al nord; e la lingua d’oil, cioè il provenzale, parlato al sud. Un’altra varietà è il franco-provenzale. In questa lingua è scritto il più antico testo che abbiamo oggi che si può ricondurre al genere del romanzo. L’opera, di cui rimane in realtà solo una parte, parla della vita di Alessandro Magno (soggetto molto praticato nel romanzo medioevale).

Il francese oggi è parlato non solo in Francia, ma anche nella parte romanza del Belgio. Il franco-provenzale è parlato anche in Valle d’Aosta. Il provenzale, anche oggi, è parlato in alcune vallate del Piemonte. All’inizio del Novecento, Frederic Mistral ha ricevuto il premio Nobel per le sue poesie scritte in provenzale moderno. In realtà però il provenzale come lingua della poesia e della cultura perde prestigio nel tardo medioevo in conseguenza della mutata condizione politica. Infatti, all’inizio del 200, con la crociata anti-albigese, il regno della Francia del nord si impone su quello del sud. A livello linguistico, tra le varietà parlate nella Francia del nord (varietà della lingua d’oil) quella che si impone maggiormente è quella chiamata franciano, che era la varietà parlata a Parigi, dunque a corte. L’avanzata militare dà un’ulteriore spinta alla cosiddetta diaspora trobadorica, il processo per cui i trovatori si spostarono dalla Francia alle corti dell’Italia settentrionale.

Il provenzale tende ad identificarsi quasi totalmente al genere lirico. Esistono opere di altri generi in questa lingua, ma sono opere molto legate alla tradizione settentrionale, cioè a quella in francese. Quando la situazione politica cambia, e il genere lirico perde importanza, anche il provenzale diventa meno centrale come lingua letteraria. Nell’800 abbiamo un momento di riscoperta di questa varietà, che però in Francia non ha prodotto grandi risultati. Ancora oggi il provenzale in Francia è percepito come un patois, un dialetto di valore non molto alto.

Nel XII secolo, in Francia c’è una situazione peculiare per cui quasi tutta l’area occidentale ricade dal punto di vista politico sotto il potere del re d’Inghilterra, che però a sua volta è feudatario del regno di Francia. Questo condurrà a molti scontri politici tra Inghilterra e Francia che continueranno fino al 400. Al sud, il territorio è frammentato in molte unità politiche più piccole, ed è questo che rende il territorio facilmente conquistabile da parte della Francia del Nord durante la crociata anti-albigese.

Nella storia del francese riconosciamo tre fasi storiche:

  • Il francese antico
  • Il medio francese (300-500)
  • (500-600) Forte riflessione grammaticale che determina l’inizio del francese moderno.

Informazioni linguistiche

  • Le lingue galloromanze nel loro insieme presentano alcuni tratti in comune tra cui la caduta delle vocali finali atone diverse da -A.
  • Il francese è la lingua romanza che presenta i tratti di maggiore innovazione rispetto al latino. Lo si vede ad esempio nel grado avanzato di lenizione delle consonanti intervocaliche, che può arrivare fino al dileguo: AMICA < fr. amie. Si vede anche un fenomeno proprio del francese cioè la riduzione di -A (nel medioevo diventa una e) ad oggi divenuta muta. Inoltre, A tonica in sillaba aperta preceduta da palatale dà esito a E o IE : PRATUM < pré.
  • L’occitano è una lingua più conservativa rispetto al francese ad esempio nella fase medievale mantiene la A tonica (mare < mar in fr. e -mer in provenzale).

L'area italo-romanza

L’italiano letterario si definisce e viene condiviso durante la Prosa del volgare lingua di Bembo che si indirizza verso una lingua che si ispira a Petrarca (per la poesia) e Boccaccio (per la prosa). Qui è molto forte l’importanza della storia culturale. Vi sono anche delle differenze tra: dialetti settentrionali, centrali, meridionali, in più vi è il sardo che è diverso in quanto possiede dei caratteri di conservazione linguistica incentivati dalla posizione geografica.

Tratti linguistici che provano la derivazione dell'italiano dal fiorentino del 1300

Anaforesi → chiusura di E e O davanti NC e NG e di E davanti agli esiti di NJ e LJ es. lungo e.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gullovalentina80 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Resconi Stefano.
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