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Progettazione e gestione della catena logistica

Indice

  • I Analisi della catena logistica
  • II Multi criteria decision making AHP
  • Le prestazioni della Supply Chain
  • III I motori e gli ostacoli per la Supply Chain
  • IV La progettazione della catena di distribuzione nella Supply Chain
  • V Metodologie progettuali della rete distributiva
  • VI Il progetto della rete di fornitura in ambiente incerto
  • VII La previsione della domanda nella Supply Chain
  • VIII La programmazione aggregata nella Supply Chain
  • IX La pianificazione della domanda e della fornitura in una Supply Chain
  • X Le economie di scala nella Supply Chain: La giacenza di ciclo
  • XI La gestione dell'incertezza nella Supply Chain: La scorta di sicurezza
  • XII La scelta del livello ottimo della disponibilità del prodotto
  • XIII Il trasporto nella filiera logistica
  • XIV La dinamica del flusso dei materiali nella Supply Chain: Effetto Bullwhip

Analisi della catena logistica

La catena logistica prevede una serie di attori collegati dal punto di vista fisico e informativo in modo tale da rendere possibile far arrivare al cliente finale i tipi di prodotti che il cliente richiede. Gli attori tipici di una catena logistica includono:

  • Fornitori: Le aziende o i singoli fornitori che forniscono materie prime o prodotti per iniziare il processo di produzione o distribuzione.
  • Produttori: Le aziende che trasformano le materie prime in prodotti finiti o semilavorati.
  • Magazzini: Le strutture dove vengono immagazzinati i prodotti in attesa di essere distribuiti.
  • Trasportatori: Le aziende di trasporto che si occupano di spostare i prodotti dai fornitori ai produttori, dai produttori ai distributori e così via.
  • Distributori: Le aziende che gestiscono la distribuzione dei prodotti ai punti vendita o direttamente ai clienti.
  • Punti vendita: I negozi fisici o i canali online dove i clienti acquistano i prodotti.
  • Clienti: Le persone o le aziende che acquistano i prodotti finali.
  • Gestori della catena logistica: Queste sono persone o aziende che coordinano l'intera catena logistica, gestendo il flusso di merci, l'ottimizzazione dei trasporti, l'inventario e altro ancora.
  • Autorità di regolamentazione: Le agenzie governative o organizzazioni che stabiliscono regole e regolamenti per garantire che la catena logistica funzioni in modo efficiente e sicuro.
  • Fornitori di servizi logistici: Queste sono aziende specializzate che offrono servizi come il monitoraggio delle spedizioni, la gestione dell'inventario, la logistica inversa, ecc. (La logistica inversa è il processo di gestione del flusso di merci dal consumatore o dal punto di utilizzo finale verso il produttore o il rivenditore, al fine di recuperare, riciclare, riutilizzare o smaltire i prodotti o i materiali in modo sostenibile)

Visione tradizionale della logistica nel settore manifatturiero

I costi della logistica contribuiscono alla competitività dell'azienda (prima ricevo il prodotto e meglio è). Quindi, la logistica è un valore aggiunto perché contribuisce a formare il valore del prodotto.

Cosa è la Supply Chain?

La supply chain, chiamata anche catena di approvvigionamento o catena logistica, è un concetto chiave nel mondo aziendale e rappresenta l'intero processo che coinvolge la produzione, la distribuzione e la fornitura di beni o servizi, dalla fase di approvvigionamento delle materie prime fino alla consegna del prodotto finale ai clienti. La supply chain quindi sono tutte le procedure, funzioni e attività coinvolte, direttamente o indirettamente, per poter soddisfare le richieste del cliente.

La supply chain include diversi attori come:

  • Produttori
  • Fornitori
  • Trasportatori
  • Magazzini
  • Rivenditori
  • Clienti

Le funzioni aziendali comprese nella supply chain sono:

  • Sviluppo prodotto
  • Marketing
  • Distribuzione
  • Finanza
  • Servizio al cliente
  • Movimentazione (prodotti fisici, informazioni, denaro)

Flussi fondamentali che interessano una filiera logistica

L'efficace gestione della Supply Chain è essenziale per ottimizzare costi, tempi e servizio al cliente. È possibile utilizzare anche termini come "supply network" o "supply web" per riflettere la complessità e l'interconnessione di questi processi.

I tipici stadi della Supply Chain includono

  • Clienti
  • Rivenditori
  • Distributori
  • Produttori
  • Fornitori

(La configurazione specifica può variare da un'azienda all'altra in base alle esigenze del settore e dell'azienda stessa)

Supply web: piattaforma web (e-commerce)

Obiettivo della Supply Chain

L'obiettivo fondamentale della Supply Chain è massimizzare la creazione di valore. In questo contesto, il "valore" si riferisce alla differenza tra ciò che il prodotto finale vale per il cliente e quanto la Supply Chain spende per soddisfare le richieste del cliente. In altre parole, è il beneficio netto generato dal processo di gestione della catena logistica.

Ecco alcune chiavi per comprendere meglio questo concetto:

  1. Valore per il cliente: È importante fornire prodotti o servizi che siano altamente desiderabili per il cliente e che soddisfino le sue esigenze. Questo valore può essere espresso in termini di qualità, prezzo, tempi di consegna, servizio post-vendita, e altro ancora.
  2. Redditività della Supply Chain: Il valore è direttamente correlato alla redditività della Supply Chain. Questa redditività è la differenza tra il guadagno generato dalla vendita al cliente e i costi complessivi sostenuti lungo la catena logistica.
  3. Sorgente dei guadagni: La principale sorgente di guadagni nella Supply Chain è il cliente stesso. La soddisfazione del cliente porta a vendite ripetute, raccomandazioni e una migliore reputazione aziendale.
  4. Sorgente dei costi: I costi nella Supply Chain derivano dalla gestione dei flussi di informazioni, prodotti e denaro tra i diversi stadi della catena. Ridurre i costi e aumentare l'efficienza è fondamentale per aumentare il valore complessivo.
  5. Supply Chain Management: La gestione della catena logistica consiste nella pianificazione, nell'ottimizzazione e nel coordinamento dei flussi all'interno dei diversi stadi della Supply Chain. L'obiettivo è massimizzare la redditività totale della catena, garantendo al contempo la soddisfazione del cliente.

Quindi, il successo della Supply Chain è misurato dalla sua capacità di massimizzare il valore generato per il cliente, mantenendo allo stesso tempo costi efficienti e redditività elevata per l'intera catena logistica.

Fasi del ciclo di vita del prodotto in base alle vendite

  • L = Lancio
  • S = Sviluppo
  • M = Maturità
  • D = Declino

Le fasi decisionali della Supply Chain

1. Il progetto della supply chain: In questa fase iniziale, le decisioni strategiche vengono prese per progettare la struttura complessiva della catena logistica. Ciò può includere:

  • Ubicazione e capacità delle facilities
  • Prodotti da fabbricare o immagazzinare nelle differenti ubicazioni (posizione)
  • Modalità di trasporto
  • Sistemi informativi

L'obiettivo del progetto della supply chain è creare una base solida per la catena logistica in modo da soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. Le decisioni sulla fase progettuale sono di lungo periodo e costose da modificare. Devono inoltre tenere conto dell'interesse che caratterizza il mercato.

2. La pianificazione della supply chain (supply chain planning): Questa fase riguarda la definizione dei piani operativi a medio e breve termine per la catena logistica. Include la previsione della domanda, la pianificazione della produzione, la pianificazione della distribuzione e la gestione degli inventari. L'obiettivo è sincronizzare i flussi di materiale e informazioni per evitare scorte eccessive o insufficienti, riducendo al minimo i costi operativi.

Decisioni della fase di pianificazione:

  • Quali mercati fornire da quale ubicazione
  • Incremento pianificato delle giacenze
  • Subcontracting, ubicazioni di appoggio
  • Tempistica e dimensioni delle promozioni
  • Politiche sulla giacenza

Nella pianificazione si prende in esame l'incertezza della domanda, i tassi di scambio delle valute e la competizione con altri attori per l'orizzonte temporale analizzato.

3. La gestione della supply chain: Questa è la fase operativa in cui si prendono decisioni quotidiane per mantenere il flusso efficiente dei materiali e delle informazioni lungo la catena logistica. Queste decisioni includono la gestione degli ordini, il monitoraggio delle spedizioni, la gestione delle scorte, la risoluzione dei problemi in tempo reale e la comunicazione con i fornitori e i clienti. L'obiettivo qui è garantire che la catena logistica funzioni in modo coerente e soddisfi le esigenze dei clienti. È caratterizzata da minore incertezza.

La visione di processo della Supply Chain

La visione di processo della Supply Chain considera l'intera catena logistica come una serie di processi interconnessi.

2 visioni:

  1. Visione ciclica: Nella visione ciclica della Supply Chain, i processi sono suddivisi in cicli che si ripetono lungo la catena. Ogni ciclo è eseguito all'interfaccia tra due stadi successivi della Supply Chain. Questo significa che ciascun passaggio in un ciclo si basa sul risultato del passaggio precedente e influisce sul passaggio successivo. Ad esempio, il ciclo può iniziare con l'acquisizione di materie prime da un fornitore, quindi passare alla produzione, quindi alla distribuzione e infine alla consegna al cliente. Ogni ciclo rappresenta una fase nella catena logistica e contribuisce a far avanzare il prodotto lungo il percorso fino al cliente finale.
  2. Visione push/pull: Questo concetto distingue tra processi "push" e "pull" all'interno della Supply Chain. I processi "push" sono quelli in cui i prodotti vengono spinti lungo la catena in base a previsioni o pianificazioni, senza un ordine specifico del cliente. Ad esempio, un produttore può pianificare la produzione di un certo numero di unità in anticipo basandosi su previsioni di domanda. I processi "pull" vengono innescati direttamente da un ordine del cliente. Quando un cliente effettua un ordine specifico, il processo "pull" viene attivato, e il prodotto viene prodotto o distribuito in risposta a questa richiesta specifica del cliente.

La visione ciclica

La visione ciclica della Supply Chain suddivide il flusso di lavoro in cicli distinti, ciascuno dei quali si verifica all'interfaccia tra due stadi successivi della catena logistica. Questi cicli definiscono chiaramente i processi coinvolti e le figure interessate in ciascuna fase della Supply Chain. Ecco alcuni esempi di cicli nella visione ciclica:

  • Ciclo dell'ordine del cliente (cliente-rivenditore): Questo ciclo inizia quando un cliente effettua un ordine per un prodotto o un servizio. Il ciclo comprende la registrazione dell'ordine, la verifica della disponibilità del prodotto, l'imballaggio, la spedizione e la consegna al cliente. (È un processo "pull" in quanto è innescato direttamente dall'ordine del cliente.)
  • Ciclo del rifornimento (rivenditore-distributore): Questo ciclo coinvolge la comunicazione tra il rivenditore e il distributore per garantire che ci siano abbastanza prodotti disponibili per soddisfare la domanda dei clienti. (Include la pianificazione delle scorte, il riordino dei prodotti e la consegna al rivenditore.)
  • Ciclo della produzione (distributore-produttore): In questo ciclo, il distributore comunica con il produttore per richiedere la produzione di prodotti in base alla domanda prevista. (Il produttore pianifica la produzione, trasforma le materie prime in prodotti finiti e li invia al distributore.)
  • Ciclo dell'approvvigionamento (produttore-fornitore): Questo ciclo riguarda la comunicazione tra il produttore e il fornitore di materie prime o componenti. (Il produttore pianifica gli ordini di approvvigionamento in base alle esigenze di produzione, verifica la disponibilità delle materie prime e riceve le forniture necessarie.)

Visione Push/Pull

La visione Push/Pull dei processi della Supply Chain è una suddivisione basata sulla tempistica dell'esecuzione dei processi rispetto alla domanda del cliente. Questo concetto aiuta a definire quando un processo inizia rispetto all'ordine del cliente:

  • Pull (Tirare): I processi Pull iniziano in risposta diretta a un ordine del cliente. In altre parole, sono reattivi alla richiesta del cliente. Quando un cliente effettua un ordine specifico, il processo Pull viene attivato per soddisfare quella richiesta. Questo approccio mira a evitare sprechi e a garantire che i prodotti siano prodotti solo quando c'è una richiesta effettiva.
  • Push (Spingere): I processi Push iniziano in anticipo rispetto all'ordine del cliente, presumendo la domanda futura. Questo significa che la produzione o la distribuzione di prodotti avviene in base a previsioni o pianificazioni, senza un ordine specifico. Questo approccio è più speculativo e può comportare la creazione di scorte di prodotti.

Il confine tra i processi Push e Pull separa chiaramente le attività che rispondono direttamente alle richieste dei clienti (Pull) da quelle che anticipano la domanda dei clienti (Push). Questo concetto di Push/Pull è utile nella progettazione della Supply Chain in quanto offre una visione più globale di come i processi della catena logistica si relazionano agli ordini dei clienti. Può anche essere combinato con la visione ciclica della Supply Chain, in cui i cicli possono essere considerati come processi Push o Pull in base al momento in cui vengono attivati. La proporzione relativa tra i processi Push e Pull può influenzare le prestazioni complessive della Supply Chain. Un equilibrio adeguato tra questi due approcci è cruciale per massimizzare l'efficienza e la soddisfazione del cliente.

Macro processi della Supply Chain

  1. Customer Relationship Management (CRM): Questo processo si concentra sulla gestione delle relazioni con i clienti. Include attività come:
    • L'acquisizione di nuovi clienti
    • La gestione degli ordini da parte dei clienti
    • Il mantenimento di buoni rapporti con i clienti esistenti
    • La gestione del servizio post-vendita (assistenza clienti)
    Il CRM è fondamentale per comprendere e soddisfare le esigenze dei clienti.
  2. Internal Supply Chain Management (ISCM): Questo processo riguarda la gestione interna della catena logistica all'interno dell'azienda. Include:
    • La pianificazione della produzione, domanda e forniture
    • Servizi interni come:
      • La gestione degli inventari
      • La produzione
      • La distribuzione
      • Altre attività interne necessarie per produrre e consegnare i prodotti ai clienti
  3. Supplier Relationship Management (SRM): Questo processo si concentra sulla gestione delle relazioni con i fornitori. Include:
    • L'acquisizione di materie prime
    • La negoziazione dei contratti con i fornitori
    • Acquisti
    • La valutazione delle prestazioni dei fornitori
    • La gestione delle relazioni a lungo termine con i partner di fornitura
    Un buon SRM è essenziale per garantire forniture affidabili e di alta qualità.

Una comunicazione fluida tra CRM, ISCM e SRM consente un flusso di informazioni e di materiali più efficiente lungo la catena logistica.

Servitizzazione: l'azienda vende un prodotto ma con esso anche un servizio (manutenzione, installazione ecc.). Ciò viene fatto per fidelizzare la clientela.

Multi Criteria Decision Making AHP

Analytical Hierarchy Process

Il Multi-Criteria Decision-Making (AHP) è un metodo di supporto decisionale utilizzato per affrontare situazioni complesse in cui è necessario prendere decisioni che coinvolgono molteplici criteri o obiettivi. L'AHP si occupa di fornire un quadro strutturato per la valutazione e la gerarchizzazione di diverse opzioni o alternative in base a una serie di criteri, spesso contraddittori o in competizione tra loro.

Il processo di analisi gerarchica coinvolge le seguenti fasi:

  1. Costruire una struttura gerarchica che rappresenta l'obiettivo, i criteri, i sottocriteri e le alternative di una decisione.
  2. Effettuare dei confronti a coppia tra gli elementi di ogni livello, usando una scala numerica da 1 a 9 per esprimere le preferenze.
  3. Calcolare le priorità di livello e le priorità complessive delle alternative, usando dei metodi matematici basati sugli autovalori e gli autovettori delle matrici dei confronti a coppia.
  4. Verificare la consistenza dei giudizi a coppia, usando degli indici di consistenza (C.I.), che devono essere inferiori a una soglia prefissata.

L'AHP è utile quando ci sono decisioni complesse in cui è necessario bilanciare diversi obiettivi e criteri. È particolarmente efficace quando i criteri non sono omogenei o quando le preferenze dei decisori possono variare. Consentendo una strutturazione chiara del processo decisionale e fornendo una base quantitativa per la valutazione, l'AHP aiuta a prendere decisioni più informate e razionali.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher univpm-Luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione e gestione della catena logistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Bevilacqua Maurizio.
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