1. Global history
Europa nel XIX secolo
L’Europa è ossessionata dal profitto, dalla potenza e dalla conquista.
- Nell’Ottocento l’arma economica (commercio, investimenti) supera quella militare: non è più necessario occupare fisicamente un territorio, basta penetrare nei suoi scambi.
- Il secolo è caratterizzato da trasformazioni rapide e profonde che la popolazione percepisce solo in parte, analogamente a quanto avviene oggi.
Africa
- Prima del 1885 l’Africa non è controllata dalle potenze europee; entro il 1914 è quasi interamente colonizzata (belgi, francesi, tedeschi, italiani, portoghesi, spagnoli, britannici).
- Eccezioni: Liberia ed Etiopia, che rimangono indipendenti.
- La Conferenza di Berlino (1884-85), voluta da Bismarck, avvia la corsa all’Africa, spingendo le potenze a sfruttare le ricchezze del continente.
Sudafrica
- 1652: insediamento olandese a Città del Capo; nasce la popolazione mista boeri.
- 1806: i britannici occupano il Capo di Buona Speranza, punto strategico per il collegamento con l’India (ancora senza Canale di Suez).
Prime guerre Anglo-Boere:
- Prima guerra (1880-81) – vittoria boera a Majuba Hill; Trattato di Pretoria riconosce l’indipendenza del Transvaal.
- Seconda guerra (1899-1902) – guerriglia boera, prime uniformi kaki, campi di concentramento; Trattato di Vereeniging (1902) pone fine al conflitto, riconoscendo il Transvaal sotto sovranità britannica.
- In questo periodo Gandhi inizia a difendere i diritti della comunità indiana in Sudafrica.
Congo
- Colonia privata di Leopoldo II (Re del Belgio) sfruttata brutalmente per caucciù e gommalacca, con violenze contro la popolazione locale, compresi i minori.
- Lo scandalo internazionale porta alla cessione del Congo allo Stato belga, ma le condizioni di sfruttamento rimangono sostanzialmente invariate.
- Indipendenza nel 1960, seguita da conflitti continui.
- Il territorio è ricco di minerali strategici (coltan, cobalto, rame, diamanti) fondamentali per l’industria informatica.
Africa, Asia e Medio Oriente
- L’interesse europeo aumenta dopo l’apertura del Canale di Suez (1869), che rende più facile il commercio verso l’Asia.
- 1882: guerra d’Egitto; la Gran Bretagna conquista il paese e il canale, mantenendone il controllo fino al regime di Nasser (anni ’50) e alla Crisi di Suez (1956).
- Impero Ottomano (1299-1922): declino accelerato da guerre (es. Guerra di Crimea 1853-56) e da una crisi economica (bancarotta del 1881).
Le potenze europee (Francia, Regno Unito) impongono l’apertura commerciale all’Impero.
Il sultano Abdul Hamid II reprime i movimenti nazionalisti; l’Impero crollerà dopo la Prima Guerra Mondiale.
Asia
Cina
- Dinastia Qing (1644-1911), governo centralizzato ma burocrazia aristocratica.
- Crescita demografica non accompagnata da sviluppo produttivo → squilibri sociali.
Guerre dell’oppio:
- Prima guerra (1839-42) – vittoria britannica, Trattato di Nanchino (1842) cede Hong Kong e apre quattro porti al commercio straniero.
- Seconda guerra (1856-60) – vittoria britannica-francese, ulteriori concessioni commerciali e apertura delle vie fluviali interne.
- Le sconfitte accentuano la crisi interna cinese.
Giappone
- Sistema feudale Tokugawa, isolamento quasi totale, unico porto aperto: Nagasaki.
- 1853-54: gli USA costringono l’apertura (Trattato di Kanagawa). Seguono trattati ineguali con le altre potenze occidentali.
- Restaurazione Meiji (1868): l’imperatore Mutsuhito riprende il potere; avvio di una rapida modernizzazione (costituzione, abolizione dei privilegi feudali, infrastrutture, parlamento bicamerale).
- Il Giappone diventa una potenza mondiale, sopravvivendo alle due guerre mondiali.
Asia Meridionale
- Inghilterra consolida il dominio in India tramite la Compagnia delle Indie; dopo la ribellione del 1857 il controllo passa alla Corona, e nel 1876 la regina Vittoria è proclamata Imperatrice d’India.
- Francia espande la sua presenza nella Indocina (Vietnam, Cambogia, Annam, Siam, Thailandia) a partire dagli anni ’50, partendo da stazioni commerciali e missioni cattoliche.
- Russia spinge verso l’Asia centrale e l’Estremo Oriente.
America del Nord
Stati Uniti
- Acquisto di territori (es. Louisiana) e espansione verso Ovest (mito del “Far West”).
- Tensioni tra Nord e Sud culminano con l’elezione di Lincoln (1860) e la successiva guerra civile.
Canada
Confederazione 1763 (Ontario, Quebec, Nova Scotia, New Brunswick) e successiva espansione (British Columbia, Vancouver Island).
- Colonizzazione tranquilla sotto l’Impero britannico, con influenze inglesi e francesi.
- Rimane parte del Commonwealth con Carlo III come capo di Stato.
America del Sud
- All’inizio del XIX secolo la maggior parte dell’America Latina è sotto Spagna e Portogallo.
- Movimenti di indipendenza ispirati alla Rivoluzione francese e americana, promossi da società segrete (es. Massoneria Latina) con valori laici, democratici e repubblicani.
- La Gran Bretagna sostiene le rivoluzioni per interessi commerciali.
- Capi rivoluzionari emergono (es. Simón Bolívar).
Messico
- L’indipendenza messicana porta a conflitti con gli USA (1846-48) per il controllo di territori come California e Texas.
Brasile
- Il processo di indipendenza del Brasile è accennato, ma i dettagli non sono forniti nel testo.
America del Sud e i processi di indipendenza
L’inizio del XIX secolo vede quasi tutta l’America Latina sotto il dominio spagnolo e portoghese. La spinta verso l’autonomia nasce dalla Massoneria Latina, che promuove laicità, democraticità e valori repubblicani, ispirandosi ai movimenti della Rivoluzione francese e americana.
- Canada: rimane nel Commonwealth con Carlo III come Capo di Stato, ma la spinta verso forme più incisive di indipendenza dalla madrepatria è in crescita.
- Venezuela: figura di spicco è Simón Bolívar, soprannominato Libertador.
- Messico: l’indipendenza è seguita da conflitti con gli Stati Uniti (1846-1848) per il controllo di California e Texas.
- Brasile: l’indipendenza è concessa pacificamente dal figlio del re del Portogallo, che diventa Primo Sovrano nel 1822; tuttavia le potenze straniere continuano a cercare influenza economica.
Conseguenze post-indipendenza
Dopo l’indipendenza, i paesi sudamericani affrontano un lungo percorso di consolidamento istituzionale e di instabilità politica dovuta a lotte di potere interne.
| Aspetto | Dettagli |
|---|---|
| Boom delle esportazioni | Caffè, cacao, cotone, gomma diventano le principali merci di scambio. |
| Immigrazione | Arrivo massiccio di europei (principalmente italiani e spagnoli) che aumentano la popolazione e la diversità culturale. |
| Influenza straniera | Investimenti, prestiti e acquisizioni terriere da parte di Europa e USA generano un forte controllo economico-politico. |
| Modernizzazione | Costruzione di ferrovie, strade e porti per facilitare il commercio. |
| Riforme sociali | Nascita di movimenti sindacali e di riforma nei paesi esportatori (Argentina, Cile, Perù, Brasile, Uruguay) con frequenti conflitti. |
Europa nella seconda metà del XIX secolo
Contesto generale
- Rivoluzione Industriale: trasforma l’economia, la società e la cultura; aumenta la domanda di manodopera, inclusa quella femminile.
- Equilibrio diplomatico (Bismarck) contrapposto a tensioni crescenti tra le grandi potenze.
Principali potenze e loro evoluzione
| Potenza | Caratteristiche chiave | Eventi rilevanti |
|---|---|---|
| Gran Bretagna | Leader mondiale in economia, commercio e finanza. | Espansione coloniale; problemi interni (questione irlandese, conflitti religiosi, crisi agraria). |
| Prussia | Potenza continentale guidata da Otto von Bismarck. | Guerra austro-prussiana (1866), guerra franco-prussiana (1870-71), creazione della Confederazione della Germania del Nord. |
| Austria-Ungheria | Centro dell’Impero asburgico, tradizionalmente dominante nella Confederazione germanica. | Sconfitta nella guerra austro-prussiana, perdita del Veneto a favore dell’Italia. |
| Russia | Impero autocratico sotto lo Zar; economia prevalentemente agraria. | Riforme di Alessandro II (abolizione della servitù della gleba), guerra contro l’Impero Ottomano (1877-78). |
| Francia | Dopo il periodo di isolamento, cerca alleanze per contrastare la Germania. | Sconfitta nella guerra franco-prussiana, perdita di Alsazia e Lorena, nascita del revanchismo. |
Alleanze e conflitti chiave
- Patto dei Tre Imperatori (1873, rinnovato 1881): alleanza tra Prussia, Austria-Ungheria e Russia per isolare la Francia.
- Triplice Alleanza (1882): Prussia, Austria-Ungheria e Italia; l’Italia, però, si dimostra instabile a causa delle contese territoriali con l’Austria.
- Guerra di Crimea (1854-55): Francia e Inghilterra contro la Russia per contenere l’espansionismo russo sull’Impero Ottomano.
- Unificazione italiana: guerre di indipendenza (prima, seconda, terza) contro l’Austria, con il supporto della Prussia nella seconda guerra d’indipendenza (1866).
- Guerra franco-prussiana (1870-71): vittoria prussiana, cessione di Alsazia e Lorena alla Germania, innesco del revanchismo francese.
2. Il ruolo lavorativo delle donne nell’Ottocento
La Rivoluzione Industriale richiede una maggiore manodopera, portando le donne dal lavoro domestico a quello produttivo nelle fabbriche. Tuttavia, la loro partecipazione è percepita come un problema piuttosto che una conquista.
- Condizioni di lavoro: impieghi brevi (dalla pubertà al matrimonio o alla crescita dei figli), salari inferiori rispetto agli uomini, spesso al di sotto del livello di sussistenza.
- Ideologia della “famiglia” (Adam Smith): il salario maschile è destinato a mantenere la famiglia; le donne, considerate dipendenti dal reddito maschile, ricevono un salario di famiglia più basso.
- Critica marxista: Marx ed Engels sottolineano che le donne sono impiegate perché costano meno, rafforzando la divisione di classe e di genere.
- Dottrina delle sfere separate: la società assegna alle donne solo lavori “adeguati”, perpetuando la disparità salariale.
- Effetti demografici: l’aumento della popolazione (rivoluzione demografica) e l’urbanizzazione spingono le donne verso le città, ma la concorrenza per i posti di lavoro è alta e le condizioni rimangono precarie.
Sintesi delle dinamiche di genere
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Domanda di manodopera | L’industrializzazione richiede più lavoratori, includendo le donne. |
| Salario di famiglia | Le donne ricevono salari più bassi perché il loro reddito è considerato “complementare” a quello maschile. |
| Occupazioni tipiche | Lavori poco qualificati e sottopagati (tessitura, filatura, servizi domestici). |
| Conseguenze sociali | Rafforzamento della dipendenza economica delle donne, difficoltà di autonomia, persistenza di stereotipi di genere. |
Divisione sessuale del lavoro nell’Ottocento
Nel primo XIX secolo le donne erano relegate a lavori “adeguati” al loro genere e ricevevano salari inferiori a quelli maschili. Il concetto di salario di famiglia prevedeva che l’uomo fosse l’unico garante del sostentamento della famiglia; le donne, anche se occupate, venivano pagate al di sotto del livello di sopravvivenza perché si presumeva che fossero comunque mantenute da un maschio.
- Salario di famiglia: il maschio percepisce un salario sufficiente a mantenere la moglie, i figli e le altre dipendenze; le donne, pur lavorando, percepiscono un compenso più basso perché il loro reddito è considerato “non necessario”.
- Collocazione occupazionale: le donne venivano inserite nei livelli più bassi della scala occupazionale e potevano svolgere solo i lavori ritenuti “adatti” (es. cucito, insegnamento elementare, lavoro in tipografia dopo l’introduzione della macchina da scrivere).
- Percezione di produttività: si sosteneva che le donne producessero meno perché più deboli, giustificando così i salari più bassi. Questo rafforzava l’immagine della donna come lavoratore imperfetto.
- Modelli culturali: le famiglie borghesi alte promuovevano un’educazione limitata (musica, buona condotta), che veniva imitata anche dalle classi più povere. L’accesso a nuove tecnologie (es. macchina da scrivere) veniva favorito alle donne per la loro destrezza manuale, consolidando ulteriormente la divisione di genere.
Sindacati e legislazione protettiva
I sindacati, pur avendo l’obiettivo di uguaglianza salariale, escludevano le donne perché il loro salario inferiore non soddisfaceva il criterio di “parità”. La legge protettiva considerava le donne (e i bambini) come soggetti non pienamente cittadini, necessitanti di tutela, ma finiva per rafforzare la discriminazione di genere.
- Assunto di uguaglianza salariale: le donne venivano ritenute “sleali” per aver accettato condizioni inferiori, ma senza alternative sarebbero morte.
- Barriera all’adesione sindacale: per entrare in un sindacato era richiesto un salario pari a quello maschile, impossibile da ottenere per le donne.
- Effetto della legislazione protettiva: creava orari di lavoro differenziati per sesso e consolidava la divisione per genere, mantenendo lo status secondario dell’attività produttiva femminile.
“In Sicilia, complesso di piccole associazioni rette dalle legge della segretezza e dell’omertà, che tendono a sostituirsi ai pubblici poteri nell’attuazione di una forma primitiva di giustizia”
Il prefetto di Palermo descriveva la mafia come un’organizzazione che, grazie a segretezza e omertà, si poneva al posto delle autorità pubbliche, offrendo una forma di “giustizia” alternativa.
3. Unificazione italiana e nascita della mafia 1860 - 1930
Premesse dell’unificazione (1860-1861)
- Rapidità e centralizzazione: l’unificazione avvenne in tempi brevi, senza continuità storica né dibattito istituzionale, imponendo il modello piemontese a livello nazionale (πιεμοντεσσιζαζιόνε).
- Aiuto straniero: la Francia e l’Inghilterra favorirono il processo, soprattutto nella seconda guerra d’indipendenza contro l’Austria.
- Ambiguità politica: Garibaldi, leader repubblicano, consegnò i territori a Vittorio Emanuele II, creando una contraddizione tra ideali rivoluzionari e monarchia.
- Assenza di autonomie regionali: il nuovo Stato si concentrò sulla capitale (Torino) e non concesse poteri locali, consolidando un potere centralizzato.
Etimologia e percezione della mafia
Il termine “mafia” ha radici arabe e ha assunto connotazioni ambivalenti:
- Aspetto positivo: “protezione” e “tutela” per chi non riceveva servizi dallo Stato.
- Aspetto negativo: violenza, intimidazione e sostituzione della giustizia statale.
La mafia si è sviluppata in un contesto di doppia morale: da un lato la pretesa di legittimità statale, dall’altro la realtà subculturale di protezione e coercizione.
Fattori storici ed economici della mafia
- Sfida al potere statale: la distanza e l’inaccessibilità dello Stato alimentavano sfiducia e dipendenza da autorità locali.
- Alfabetizzazione limitata: la popolazione rurale, prevalentemente contadina e analfabeta, trovava nella mafia un’autorità comprensibile.
- Latifondi: la concentrazione della terra nelle mani della nobiltà creava una classe intermedia (gabelletti) che media tra proprietari e contadini, spesso ricorrendo alla violenza per garantire la produzione.
- Stratificazione sociale:
- Nobiltà baronale
- Ceto medio (professionisti, artigiani, gabelletti)
- Classe contadina (burgisi, mezzadri, villici, pecorai)
Doppia morale e legittimazione della mafia
Lo Stato piemontese, basato su un modello burocratico e razionale, cercava di imporre norme in una società ancora legata a rapporti feudali di onore, omertà e fedeltà. L’incapacità dello Stato di garantire sicurezza e giustizia permise alla mafia di inserirsi come garante dell’ordine pubblico, colmando il vuoto istituzionale.
- Auto-soccorso: la mafia si presentava come risposta alle lacune dello Stato, offrendo protezione e risoluzione dei conflitti.
- Legittimazione subculturale: la popolazione, abituata a forme di potere personale, accettava la mafia come “bravo” locale finché lo Stato non riusciva a far coincidere la propria morale con quella popolare. Quando ciò avvenne, la mafia passò da figura legittimata a delinquente.
Mafia e decadenza dell’ordinamento feudale
- Mafia: figura priva di potere legittimo, non feudataria né funzionale, ma nata dall’auto-soccorso in un vuoto di legittimità statale.
- Quando lo Stato riesce a imporre le proprie norme e la morale coincide con quella statale, il mafioso passa a delinquente.
“Le cose le paghi con il rapporto tra di noi.”
Il rapporto di omertà, onore, fedeltà e protezione diventa la risposta della popolazione a un apparato statale incapace di garantire giustizia.
Stato, leggi speciali e brigantaggio (1860-1870)
- Leva obbligatoria (riforma La Marmora, 1854) intensifica il brigantaggio: i giovani fuggono, si rifugiano in grotte e il fenomeno si espande.
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