Storia dell'arte contemporanea
Movimento e tendenza
Movimento: Gruppo di artisti che si unisce attorno a un'idea o un insieme di idee per promuovere una particolare visione del mondo. Il movimento unisce sensibilità affini attorno a un manifesto (elaborato da un'artista o da un gruppo di artisti, da un teorico, ecc.).
Tendenza: Orientamento vasto e non totalmente definito, che emerge da un'esigenza di cambiamento. La tendenza non è coordinata da un manifesto, e gli artisti che vi rientrano presentano spesso soltanto alcuni tratti in comune.
Lezione 1: Postimpressionismo, espressionismo
Avanguardia e neoavanguardia
Avanguardia, un termine che nasce inizialmente in ambito militare, si intende generalmente un reparto che precede, in genere a scopo di sicurezza, le truppe in movimento. E ancora in marina precede il grosso della flotta. Per quanto riguarda il campo artistico ma anche quello letterario propugnano o attuano nuove poetiche o nuovi modi espressivi, in contrasto, con la tradizione e il gusto corrente.
Per designare movimenti avanzati, e in generale a carattere sperimentale, della letteratura o delle arti visive, è stata adottata talora per distinzione dalle avanguardie storiche, la qualifica di non avanguardia (anche in grafia unita: neoavanguardia).
Per quanto riguarda la cronologia è un fenomeno che viene solitamente circoscritto al primo quadro del XX secolo, ma in linea generale riferibile ai secoli XIX e XX. Possiede come caratteri distintivi:
- Sperimentazione di nuovi linguaggi, contenuti e tecniche espressive;
- Distacco rispetto a pratiche artistiche tradizionali, all'autorità politico/ideologica e al gusto corrente. Vedremo infatti che le avanguardie propugnano non solo una rivoluzione in termini linguistici ma sono sempre sorrette da una forte ideologia, vedi il futurismo.
- Carattere elitario e di cerchia chiusa, un gruppo di artisti che condividono una visione del mondo e un’ideologia.
- Redazione (spesso a carattere collettivo) di manifesti, dichiarazioni di poetica, proclami.
E si vedrà come le avanguardie non sempre hanno quest'aspetto di gruppo, con una propria coerenza interna, avverrà solo in alcuni casi, altre definite tali come il cubismo, si tratta solamente come una serie di artisti che condividono delle idee ma non redicono manifesti, non esprimono attraverso una redazione di dichiarazioni collettive i propri intenti poetici.
Paesi delle avanguardie
- Francia: Fauves, Cubismo, Surrealismo
- Germania: Espressionismo del gruppo della Die Brücke, Espressionismo/astrattismo del gruppo della Der Blaue Reiter
- Italia: Futurismo
- Svizzera/Germania/Francia/Stati Uniti: Dadaismo
- Paesi Bassi: Neoplasticismo intorno alla rivista De Stijil
- Russia: Suprematismo, Costruttivismo
Il concetto di avanguardia viene esteso anche all'esperienza artistica della seconda metà del 900, infatti il termine avanguardia viene utilizzato in riferimento a singoli artisti, gruppi o tendenze attivi dal secondo dopoguerra, in particolare negli anni 60/70, accomunati sia pur nella diversità degli intenti ed esiti delle varie ricerche, da una marcata sperimentazione linguistica, tecnica e concettuale. Si vedrà come molto forte sarà la sperimentazione andando oltre la pittura e scultura, si sviluppano nuovi concetti tra cui quello di installazione, un'arte che ha sì un'estensione tridimensionale ma che si sviluppa all'interno di uno spazio determinato. Importante sarà anche l'emergere del concetto di performance, un'arte in cui il corpo stesso dell'artista assume un'importanza determinante. Quindi l'arte non prevede solamente la sperimentazione pittorica e scultorea ma nuovi orizzonti esploderanno all'interno del 900.
Postimpressionismo
Tra la fine dell’800 e l’inizio del nuovo secolo assistiamo alla crisi dei temi e delle modalità espressive della scuola impressionista che è ormai canonizzata e apprezzata dai galleristi e collezionisti francesi. La prima mostra è del 1874 l’ultima si tiene sempre a Parigi nel 1886. In quest’ultima vi partecipano due importanti esponenti del cosiddetto postimpressionismo, Seurat, (artista che diede vita a una vera e propria frattura) e Gauguin. In generale per questi artisti sarà importante il confronto con la pittura e non con la natura, cosa che era importante per gli impressionisti (en plein air).
Come avviene quindi l’importanza nella pittura, in Van Gogh si evince dagli spessori e dalla materia pittorica, in Gauguin dalle tinte piatte.
George Seurat
George Seurat. Domenica pomeriggio nell’isola della Grand Jatte, 1886. Seurat teorizza una divisione tra l’impressionismo lirico (si riferisce all’impressionismo della scuola impressionista, come Monet e Renoir), e l’impressionismo scientifico, chiamato anche quantiglisme, termine francese. Nome attribuito per la scomposizione della tela attraverso piccoli punti. Gli aspetti principali rispetto a questo rinnovamento riguardano:
- Rendere operativo l’imperativo impressionista per cui la materia pittorica è disposta in tessere di colori tra loro non mescolati. Era qualcosa che già gli impressionisti avevano teorizzato ma non ancora messo all’interno delle loro tele. Quindi un qualcosa più teorico e meno concreto.
- Recuperare criteri geometrici e proporzionali che erano venuti meno nella pittura impressionista.
Il dipinto è uno dei capolavori di Seurat, un autore che si era formato all’interno della scuola impressionista ma che negli anni 80 intraprende una svolta. Seurat contesta la visione impressionista che tendeva a cogliere la realtà nella sua visione transitoria (cogliere l’attimo di ciò che si osservava), al contrario la pittura per il pittore deve cogliere l’essenza, quello che è immutabile, deve recuperare una monumentalità dei grandi quadri della storia.
E la forma è quella di recuperare dei rigorosi criteri compositivi che riusciamo a cogliere anche in un altro dipinto: George Seurat. Parade, 1888. Si tratta di un quadro molto complesso che rivela la presenza di una griglia compositiva sottesa al dipinto che evidenzia l’uso della sezione aurea. Le figure anche rappresentate in questo caso sono ieratiche, rigide con una forte presenza figurativa. Infatti bisognerebbe citare Baudelaire che nel 1859, nel saggio Il pittore della vita moderna, aveva individuato per l’arte due istanze fondamentali:
- Contemporaneità dell’effimero, qualcosa perseguita nell’impressionismo, pittori della tensione urbana della realtà mobile e transitoria.
- La ricerca del permanente.
Seurat è un pittore che guarda alla Parigi contemporanea attraverso gli occhi dell’antichità, studierà molto gli affreschi come quelli di Piero della Francesca, che seguono precisi criteri compositivi.
Colore
Fino a quel momento il colore veniva mescolato sulla tela, in Seurat invece è suddiviso da delle piccole tessere di colore ed è l’occhio che tenendo una certa lontananza dal dipinto ne deve ricostruire la composizione. Seurat parte sempre dal colore locale (il colore naturale di un oggetto che non viene modificato dalla luce ombra), su di esso sovrappone sempre il colore che è il riflesso del colore locale, attorno al colore locale situa dei piccoli puntini che devono suggerire i colori complementari ai colori locali. Questa giusta posizione dei colori la retina desume le tinte intermedie e anche i colori secondari. Qualcosa di molto complesso ma che fa comprendere un forte studio della percezione del colore che Seurat non solo teorizza ma mette in pratica nelle sue opere.
Van Gogh
I mangiatori di patate, 1885
Van Gogh è un pittore delle origini olandesi, e nelle sue opere nel periodo olandese che si situano prima del 1886, anno in cui Van Gogh si trasferisce a Parigi, emerge già la presenza di un segno pittorico molto forte quasi deformante (pieghe visibili nelle braccia) che sarà un tratto caratteristico nella sua produzione più matura.
Van Gogh nel 1886, si trasferisce a Parigi dove viene ospitato dal fratello Theo, con cui si scambierà tante lettere che saranno importanti nella ricostruzione della sua poetica. In 3 anni e mezzo, realizzerà ben 650 opere, questo numero rende proprio bene la tensione quasi febbrile che il pittore aveva nei confronti della pittura.
Il seminatore, 1888
Una volta giunta a Parigi conosce l’impressionismo, studia anche il quantillisme di Seurat, ma lo interpreta con una visione personale. Da Seurat riprende la pennellata diversificata, tocchi diversificati, ma questi tocchi diventeranno dei solchi, degli spessori di materia pittorica, che accentuerà sempre di più nella fase ultima. Una cosa importante è la sua interpretazione del colore, infatti con il pittore il colore diventa simbolico.
Intanto nel 1886, Jean Moreas pubblica nel Figarò il manifesto del simbolismo in cui si afferma che l’opera l’arte deve emozionare, deve esprimere uno stato d’animo. Quindi non bisogna restituire qualcosa di visto dagli occhi, ma qualcosa di sentito dall’artista. La pennellata così diviene una scarica energetica che esprime una forte empatia tra pittore e opera.
Un altro aspetto importante per comprendere la pittura di Van Gogh, ma anche quella di Gauguin è l’influenza delle stampe giapponesi. Infatti tra gli anni 60 e gli anni 80 dell’800 esplode una vera e propria moda, quella del giapponismo. Questo avviene grazie all’avvenuta forzatura degli anni 50 del blocco navale dei porti che dette l’impulso alla penetrazione europea verso l’Asia. Si noti quindi come degli avvenimenti storici influenzano molto l’espressione artistica e letteraria.
La stampa giapponese segue dei canoni di astrazione molto accentuati, come i tagli dell’immagini, notiamo per esempio l’albero in primo piano che ci ricorda lo stesso albero nel seminatore. E un forte contorno, dei tratti che marcano l’immagini che ritroviamo in Van Gogh.
Trasferimento ad Arles
Dopo il soggiorno parigino Van Gogh si trasferisce ad Arles, in Provenza. Un periodo molto importante per la sua esperienza artistica, in quanto scopre l’importanza della luce e soprattutto dei colori del Mediterraneo che restituisce in molte vedute come la Van Gogh, Veduta di Arles, 1888. Il 1888 è un anno importante, in quanto Van Gogh viene raggiunto in Provenza dall’amico Gauguin, sempre in quell’anno il pittore olandese realizzerà il dipinto della camera che avrebbe ospitato l’amico.
In Van Gogh il colore diventa simbolico, anche Van Gogh Camera gialla 1888, il giallo simbolizza la serenità, un’accezione positiva della realtà, esprime tutta la serenità da parte di Van Gogh di accogliere l’amico pittore. Oltre al colore è fondamentale anche la pennellata stesa attraverso diversi solchi di colori esegue diversi orientamenti, nel pavimento per restituire la prospettiva, verticali per la testata del letto. A seconda dell’oggetto che viene rappresentato la pennellata è multidirezionale.
Caffè di notte, 1888
Altro celebre dipinto di Van Gogh è Van Gogh, Caffè di notte, 1888. Se nel quadro precedente il giallo esprimeva solarità al contrario a predominare in questo caffè di notte è il colore rosso che indica invece la perdizione. Van Gogh affermerà: “Io voglio dipingere il caffè nelle ore inoltrate, le ore abitate da prostitute e ubriaconi”. Il colore quindi servirà per dipingere e rappresentare le perdizioni umane. La perdizione di queste figure isolate, quasi alienate. Dare ancora una volta al colore una natura simbolica.
Per quanto riguarda invece la predisposizione dello spazio vediamo che è presente una reminiscenza prospettica, e lo notiamo da queste fughe del pavimento. In questo caso lo spazio è in un certo qual modo ostruito, sghembo, è una prospettiva che nel suo punto di fuga viene istruita dalla presenza di un grande tavolo da biliardo molto ingombrante. E quindi così come il colore rosso indica perdizione anche la prospettiva ostruita dello spazio indica una sensazione e uno stato di precarietà, una stato che stava vivendo l’artista stesso.
Autoritratto, 1888
Uno stato d’animo che si riflette in maniera evidente nella serie dei suoi autoritratti. Nel dipinto Van Gogh, Autoritratto, 1888, il pittore si autoritrae dopo aver ferito con un rasoio l’amico Gauguin, la sua amicizia con il pittore dura poco e termina definitivamente con questo atto autodistruttivo. A seguito di questo atto Van Gogh decide di recidersi un orecchio. I dipinti sono specchio di uno stato d’animo dell’artista tormentato.
Campo di grano con volo di corvi, 1890
In uno dei suoi ultimi dipinti troviamo Van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, 1890, notiamo all’ennesima potenza l’uso di questa pennellata che procede attraverso solchi di colore e attraverso una linea multi direzionata. Il campo di grano viene restituito con pennellate che vanno in diverse direzioni, e allo stesso tempo un cielo nuvoloso carico di presagi. Infatti dopo aver dipinto quest’opera Van Gogh si ferisce con una pistola che portava con sé nei campi per scacciare gli uccelli e morirà il giorno successivo all’età di 37 anni.
“L’immagine che il pittore ha dentro di sé sovrasta l’immagine reale, quella fuori di sé” (Paul Gauguin)
Paul Gauguin
Gauguin dopo un esordio da pittore dilettante aderisce anche lui all’impressionismo, infatti partecipa anche lui all’ultima mostra. Nell’autunno del 1886 G. torna a Parigi, precedentemente aveva alloggiato in Gran Bretagna dove aveva praticato anche lui una pittura en plein air e stringe nello stesso anno amicizia con Van Gogh. Molto celebre è questa citazione di G., per gli impressionisti era molto importante l’immagine vista davanti agli altri, per il pittore invece l’immagine che c’è all’interno acquista importanza fondamentale.
Altra frase importate è “Se il pittore vede il mare rosso, dovrà dipingerlo di colore rosso”, questo vuol dire che anche se il mare ha un colore ovviamente diverso dal rosso ma il pittore lo sente come rosso, egli potrà raffigurarlo come lo sente. Quindi il colore non è più naturalistico ma al contrario antinaturalistico, riflette il sentire dell’artista.
La visione dopo il sermone, 1888
Uno dei celebri dipinti realizzati da Gauguin, La visione dopo il sermone, 1888, un quadro che rappresenta un momento di predica durante una manifestazione religiosa della Bretagna che si chiama eiperdomi. Nel primo piano abbiamo un cerchio di donne in ascolto viste di spalle che ascoltano le parole del piano accanto a loro. Nel secondo piano rappresenta ciò che le donne immaginano suscitate dalle parole della predica del Pivano, ossia la lotta di Giacobbe e l’angelo. Quindi il primo piano è quello della realtà, il secondo è quello della finzione. Quindi notiamo questa svolta, non si rappresenta più un qualcosa che è presente in realtà ma qualcosa anche che fa parte della finzione.
Il linguaggio di G è un linguaggio sintetico, infatti si può inserire all’interno del sintetismo, non c’è attenzione al dettaglio ma una ricerca di forte sintesi data da due elementi essenziali. La prima il disegno, il secondo il colore puro che viene portato alla sua massima intensità attraverso campiture omogenee.
Donne di Tahiti sulla spiaggia, 1891
Paul Gauguin, Donne di Tahiti sulla spiaggia, 1891. Dipinto realizzato pochi anni dopo, viene realizzato nell’anno della sua partenza per Tahiti. Lontano dalla Francia G diventerà quasi un mito per molte generazioni di pittori francesi e non che guarderanno alla sua produzione pittorica. Notiamo come i soggetti dei suoi dipinti saranno la stessa popolazione di Tahiti.
Lo spirito dei morti veglia, 1892
Altro dipinto realizzato ad un anno di distanza, presenta delle forti tangenze con l’opera il dipinto del Sermone. Ancora una volta vediamo la correlazione tra la realtà e l’immaginario in quanto questo dipinto trae spunto da una storia reale. La ragazza è la compagna di G che si sveglia la notte in quanto avverte la presenza di un demonio che G rappresenta all’interno di questa tela. Quindi ancora una volta vediamo la sovrapposizione di questi due piani.
Interessante è anche l’uso del colore, le tinte predominante sono il giallo e il viola, un contrasto tra i colori complementari che danno al quadro una forte intensità. Infatti il pittore dirà che il quadro grazie ai colori ha la stessa capacità di suggestione della musica. Vedremo più avanti come questo rapporto con la musica si avvicina molto anche a un altro artista, Kandinsky.
Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo?, 1897
Altra opera che appartiene al secondo soggiorno di Gauguin a Tahiti. Presenta un titolo emblematico, è un’opera dalle grandi dimensioni in cui l’artista sembra quasi recuperare l’affresco. Rimanda alla complessità del discorso simbolico della nostra esistenza umana. Nascita e morte. In primo piano l’infanzia, adolescenza, vita adulta e morte.
Il viaggio assume una grande importanza, il suo soggiorno significa anche un netto distacco dai canoni dell’occidente. La ricerca di un luogo quasi vergine per esprimersi. Ha una fortissima influenza sui pittori francesi e il postimpressionismo darà via a diverse scuole di vocazione simbolista anche grazie a una serie di incontri che Gauguin fece prima di recarsi a Tahiti. Tra i pittori incontrati c’è anche Emile Bernard.
Emile Bernard, Autoritratto simbolico, 1891
In primo piano notiamo l...
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