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Ordine architettonico

Cos’è l’ordine architettonico?

  • È la grammatica dell’architettura classica
  • È il linguaggio comune a più epoche storiche

L’architettura classica affonda le sue radici nell’antichità, il mondo greco e quello romano.

Classico: un edificio classico è quello i cui elementi decorativi o direttamente o indirettamente architettonico del mondo antico: colonne, porte, finestre e modanature usate in modo specifico.

Lo scopo era quello di ottenere un’armonia che si raggiunge con la proporzione.

La prima descrizione degli ordini si trova nel trattato di Marco Vitruvio Pollione (tecnico militare e architetto al servizio dell’imperatore Augusto), il De architectura (è diviso in 10 libri).

Nel 4° libro troviamo una descrizione degli ordini (non essendoci una distinzione gerarchica lui li chiama generi), descrive il dorico, lo ionico e il corinzio, accennando anche il tuscanico. Ad ognuno è assegnato il riferimento a una divinità, il dorico più tozzo e robusto faceva riferimento alle divinità più potenti, il corinzio invece alle divinità femminili.

Ordine dorico

Crepidoma

1 - Crepidoma: basamento del tempio che lo solleva dal suolo e lo rende monumentale.

Lo stilobate è l’ultimo gradino.

Il tempio greco non era destinato alla frequentazione dei fedeli, vi entrava solo il sacerdote.

Colonna

2 - Colonna: formata da:

  • Fusto ha un rapporto diametro/altezza di 1/6, 1/8, poggia direttamente sullo stilobate, la base è più larga (si va a restringere), è scanalato (20 scanalature che si incontrano ad angolo vivo)
  • Capitello formato da: echino (ha la forma di un tronco cono), abaco (parallelepipedo che serva a perfezionare e a livellare il punto di appoggio dell’architrave)

Trabeazione

3 - Trabeazione: formata da:

  • Cornice
  • Fregio: è decorato, spesso era dipinto di rosso, blu e giallo, il dorico è l’unico che nel fregio ha metope (tavolette quadrate contenenti figurazioni dipinte o a rilievo) e triglifi (tavolette quadrate con tre incisioni)
  • Architrave: masso squadrato liscio che poggia direttamente sul capitello

Frontone

3 - Frontone: formato da sima e timpano. Il timpano è una porzione centrale del frontone, ovvero lo spazio triangolare compreso tra le cornici inclinate e quella orizzontale. In origine era costituito da una membrana di pelle – timpano –, tirata a chiusura delle travi del tetto.

Ordine ionico

1 - Crepidoma.

2 - Colonna: formata da:

  • Base che non è il piedistallo e poggia sul crepidoma, la base attica è formata da tre gradini (toro, scozia, toro e i listelli tra di loro)
  • Fusto che ha 24 scanalature che si incontrano in uno spigolo piatto (un listello) ed ha un rapporto diametro/altezza 1/8, 1/9 (più snello e più alto del dorico)
  • Capitello formato da: abaco (serve per creare l’appoggio per l’architrave) e l’echino (ornamentale ed è formato da volute che ricordano il papiro o la conchiglia del nautilus)

3 - Trabeazione: formata da architrave (diviso in 3 fasce), fregio che è continuo, cornice (con dentelli).

4 - Frontone.

Ordine corinzio

  • Il fusto: ha un rapporto diametro/altezza 1/10 (più snello) e ha 24 scanalature che si incontrano ad angolo piatto. Ad 1/3 dell’altezza del fusto c’è un entasis, un rigonfiamento necessario alla correzione ottica.
  • Il capitello: nell’ordine corinzio è caratteristico perché dà un’importante ricchezza decorativa. È formato da abaco ed echino, formato da 2/3 file di foglie scolpite di acanto (pianta spontanea, mediterranea, che nasce con lo stelo con un ricado che serve a sostenere l’abaco). La cornice può essere dotata di mensole e la base avere doppia scozia (base composita).

Leggenda di Callimaco e l'inventore del capitello corinzio, per il quale avrebbe preso lo spunto dalle foglie d'acanto cresciute intorno a un cesto coperto da una tegola, posto sulla tomba di una fanciulla a Corinto.

Ordine composito

Ordine composito uguale al corinzio, cambia il capitello, capitello composito (corinzio + volute dello ionico) su fusto e base ionico-corinzi.

Tempio greco classico

  • Opistodomo: parte posteriore
  • Naos/cella: ambiente più sacro dove vi è collocata la statua della divinità alla quale è dedicato il tempio, può essere unico oppure dotato di pronaos e opistodomo
  • Pronaos: spazio porticato che precede il naos
  • Il frontone è la parte architettonica sommitale di una struttura con tetto a capanna, costituita da una cornice orizzontale, due cornici inclinate e uno spazio triangolare interno detto timpano
  • Il timpano è una porzione centrale del frontone, ovvero lo spazio triangolare compreso tra le cornici inclinate e quella orizzontale. In origine era costituito da una membrana di pelle – timpano –, tirata a chiusura delle travi del tetto
  • Capriata: struttura lignea triangolare che sostiene il tetto
  • Acroterio: elemento decorativo collocato sul tetto in corrispondenza degli angoli del frontone
  • Architrave: elemento portante orizzontale tale che scarica il peso della trabeazione sulle colonne
  • Crepidoma: basamento a gradoni su cui sorge il tempio
  • Stilobate: ultimo gradino del crepidoma, basamento su cui poggiano le colonne

Diverse nominazioni del tempio greco

In base al numero e alla disposizione delle colonne il tempio greco assume diverse denominazioni:

  • In antis: le pareti del naos si prolungano in avanti, tra questi due prolungamenti sono presenti 2 colonne
  • Doppiamente in antis: come il tempio in antis, però il prolungamento del naos e le 2 colonne erano presenti anche posteriormente
  • Prostilo: non c’è il prolungamento del naos, ci sono delle colonne davanti che creano un portico
  • Anfiprostilo: come il tempio prostilo, però le colonne ci sono nella parte posteriore
  • Tholos: tempio a base circolare con una cella circolare e una cupola
  • Periptero: le colonne circondano tutto il tempio (esastilo se sotto il frontone ci sono 6 colonne, octastilo 8, tetrastilo 4 e così via…) sul lato lungo le colonne sono il doppio della circolare
  • Pseudoperiptero: tempio in cui la cella si allarga fino a incorporare il colonnato che si riduce a una fila di semicolonne
  • Diptero: ci sono 2 file di colonne

Acropoli di Atene nel V sec. a.C.

Si trova al centro della città ed è il punto più alto della città (è la rappresentazione della potenza della città e delle divinità).

Il Partenone, i Propilei e l’Eretteo, raggruppati sull’acropoli di Atene sono il punto più elevato dello sviluppo degli ordini dorico e ionico.

Il destino politico di Atene fu nelle mani di Pericle, capo e politico militare (450-429 a.C.).

Pericle fece costruire una serie di edifici pubblici. In particolare fece ricostruire il Partenone, tempio consacrato ad Atena, dea protettrice della città.

Partenone

Partenone (dea Atena, Parthenos “la vergine”).

Pericle aspirava a ricostruire il Partenone, nel 447 a.C., cioè l’anno in cui l’architetto Ictino fu incaricato di dare una dimora permanente alla nuova statua di Atena commissionata a Fidia.

Il tempio è stato iniziato da Ictino nel 447 a.C. e fu completato nel 438 a.C. e consacrato in occasione delle feste Panatenaiche.

Nel 1687 subì l’esplosione della polvere da sparo che era provvisoriamente conservata nella cella, così venne distrutta la parte centrale.

Il Partenone si distingue dagli altri templi dorici per l’abbondanza di decorazioni scultoree:

  • Metope: battaglia tra gli dei, i giganti, le amazzoni e gli ateniesi
  • Fregio: processione paratenaica (ogni 4 anni ad Atene)
  • Frontoni: nascita di Atene

Nella cella è situata la statua di Atena (opera di Fidia), crisoelefantina, oro, avorio: è alta più di 12 m, ha un’anima in legno, volto, braccia e piedi ricoperti d’avorio e gli altri elementi d’oro. In una mano teneva una Nike alata (dea alata della vittoria), nell’altra una lancia con uno scudo.

Al centro del naos c’era un braciere sempre acceso (omaggio di Atena).

Il Partenone aveva l’ingresso rivolto verso est (verso il sole, illuminava la cella e la statua), quindi l’opistodomo (4 colonne) era diretto verso la città.

Proporzioni auree

Il rettangolo aureo è un rettangolo le cui proporzioni sono basate sulla proporzione aurea. Il maggiore mi-rapporto fra il lato e quello minore, a : b, è identico a quello fra il lato minore e il segmento ottenuto sottraendo quest'ultimo dal lato maggiore b : a-b.

Le sue particolarità, nonché l'alone che già risiedeva attorno alla proporzione aurea, sulla quale è basato, l'hanno fatto considerare nei secoli un canone di bellezza assoluto, e nonostante successive verifiche l'abbiano del tutto privata di valore scientifico ancora oggi è diffusa l'idea che il rettangolo aureo sia il "rettangolo più bello".

Correzioni ottiche

  • Il fronte del tempio ha gli assi verticali rivolti verso l’interno
  • La distanza tra le 2 colonne laterali è diversa (sono più vicine)
  • Stilobate, trabeazione e frontone incurvati
  • Entasis delle colonne: a 1/3 della colonna c’è un rigonfiamento (fa sembrare che la colonna si va a restringere)
  • Il problema del triglifo d’angolo: l’ultimo triglifo e metopa di dimensioni pari alle altre si diminuì dapprima l’interasse tra la penultima e l’ultima colonna. Il conflitto angolare è definitivamente risolto nel Partenone, dove si diminuirono gradualmente le misure dell’intercolumnio dal centro verso l’esterno

La costruzione del tempio: per costruire il tempio vennero utilizzate macchine di legno unite alla forza animale e umana.

Propilei

Propilei (Mnesicle, 437-432 a.C.).

Rappresentano l’ingresso sacro all’acropoli, furono la seconda opera commissionata da Pericle (non si rivolse a Ictino, ma a Mnesicle, importante architetto ma non conosciamo altre opere; trovò sicuramente molte difficoltà a collocare in quel luogo una struttura simmetrica perché la zona era in forte pendenza, il muro di contenimento seguiva il profilo irregolare delle rocce dell’acropoli).

Erano di marmo e furono tra le opere più costose dell’epoca.

Allo scoppio della guerra del Peloponneso (432 a.C.) fu lasciato incompleto.

All’interno dell’edificio si entrava attraverso un portico dorico esastilo. L’ingresso era formato da una porta centrale carrabile e da due porte laterali pedonali.

La sala dell’ala settentrionale aveva molti dipinti appesi sui muri (pinacoteca).

Eretteo

Eretteo (Mnesicle?, 421-405 a.C.), si ignora il nome del progettista.

Costruito sul pendio settentrionale dell’acropoli, costruito interamente in marmo, su 2 livelli, 4 portici e 5 ingressi.

Il suo impianto irregolare è dovuto al fatto che conteneva più santuari separati.

Comprendeva un assortimento di reliquie (l’olivo sacro ad Atena) e 2 cimeli (l’impronta del tridente su una roccia, una cisterna di acqua di mare).

Il corpo principale richiamava la forma di un tempio con l’aggiunta di dimensioni diverse:

  • Il più piccolo prende il nome di loggia delle cariatidi (donne di Carici, figure femminili che sostituivano le colonne, cariatidi “donna proveniente dalla caria”, regione dell’Asia Minore. Secondo Vitruvio le Cariatidi sostengono il peso dell’architrave, perché vennero ridotte in schiavitù dopo la vittoria dei greci)

Tempio etrusco

L’architettura romana segue la cultura etrusca poi quando conosce quella greca si fa carico anche di quella e fonde etrusco + romano.

  • Il fusto delle colonne non è scanalato e il capitello dorico: ordine tuscanico (deriva dalla zona dove gli etruschi costruivano i loro templi)
  • Scompare il crepidoma, il tempio è innalzato su un podio (per esigenze cerimoniali, è un parallelepipedo di pietra)
  • Il podio non è accessibile da tutti i lati. Solo da un lato con una scalinata, quindi c’è un fronte, un prospetto principale

Sul fronte dove c’è la scalinata si apre un portico:

  • Tetto imponente a spioventi con tegole di terracotta; sul tetto erano raffigurate divinità in terracotta
  • La cella era unica o tripartita
  • Il pronao poteva avere delle alae (degli ambulacri ai quali si appoggiava il colonnato laterale)

Tempio romano in età repubblicana

  • Podio con rampa di scale
  • Muro di fondo prolungato per tutta la lunghezza dell’edificio
  • Tetto a spioventi
  • Cella tripartita: ogni statua era collocata in una cella
  • Materiali: pietra squadrata (tufo), legno, terracotta (materiale che può assumere qualsiasi forma)

Campidoglio

Il Campidoglio era la zona sacra della città, si trovava su un’altura (come l’acropoli di Atene). Sul Campidoglio sorgeva il tempio della Triade Capitolina.

Tempio della Triade Capitolina

  • Giunone
  • Giove
  • Minerva

Primo tempio romano con caratteristiche etrusche.

  • Il pronao è composto da 3 file di 6 colonne tuscaniche di tufo
  • La cella è fiancheggiata da 6 colonne per parte ed è divisa in 3 ambienti

La costruzione del tempio fu avviata nel 575 a.C. da Tarquinio Prisco, i lavori rimasero a lungo sospesi, ripresero poi da Tarquinio il Superbo con l’aiuto di artisti e artigiani etruschi, il tempio viene inaugurato nel 509 a.C.

Tra il Campidoglio e il Tevere c’era la zona del Foro Boario (destinata al mercato del bestiame).

Foro Boario

Foro Boario: all’epoca repubblicana risalgono 2 templi:

  • Tempio di Portunus
  • Tempio di Ercole Vincitore

Tempio di Portunus

Tempio di Portunus (divinità fluviale, per favorire i commerci nel Tevere associate all’ordine ionico).

La copertura gravava su colonne ioniche:

  • Tetrastilo: 4 colonne sul fronte principale
  • Pseudoperiptero: una fila di colonne sul lato lungo, però solo 2 sono vere colonne, le altre si uniscono alla cella
  • Le pseudocolonne sono in tufo stuccato color travertino. Le colonne sono in travertino
  • Il podio era in calcestruzzo rivestito in travertino
  • Il fregio era continuo, in stucco e poi decorato color travertino, perché il tempio doveva apparire nobile

Tutti questi templi sono giunti a noi grazie al fatto che i romani usavano questi come chiese, quindi molti templi sono stati convertiti in chiese (se non fossero stati utilizzati sarebbero andati perduti).

Con il tempo si accorsero che tutto ciò non era in linea con lo stile quindi le parti aggiuntive vennero “smontate”.

Tempio di Ercole Vincitore

Tempio di Ercole Vincitore (era stato riconvertito in chiesa, mancava la trabeazione) fatto costruire da Marcus Octavius Herrenus, mercante romano, arricchitosi con il commercio di olio.

Ercole era infatti il patrono delle corporazioni dei mercanti di olio, il tempio è costruito nel luogo del mercato degli scambi commerciali prossimi al fiume.

  • Tempio periptero
  • Cella cilindrica
  • Poggia su crepidoma a gradoni

Tecnica costruttiva romana

È completamente diversa da quella greca (a secco).

I romani usavano un legante, la malta (calce + additivi).

La malta è una pietra sciolta e rimodellata per dare la forma che si vuole dare, quando solidifica diventa un materiale molto resistente.

Preparazione

Si inizia dalla calce. Essa si ottiene dalla cottura (calcinazione) di pietre calcaree (durante la cottura queste pietre perdono il gas carbonico contenuto al loro interno). Il risultato di questa cottura è detto calce viva e si presenta sotto forma di pietre polverose. La calce viva (spegnimento) viene poi immersa all’interno di fosse piene di acqua e sfregandole con la marra si sciolgono e si trasformano in una pasta chiamata calce spenta e mischiata con altri additivi ci dà la malta.

Calcinazione.

Calcinazione: CO Ca CO + CaO3 2 carbonato di calcio, ossido di calcio = calce viva.

Spegnimento: CaO + H O Ca (OH)2 2 ossido di calcio, acqua, idrossido di calcio.

Vitruvio suggerisce di usare “pietra bianca”, cioè un calcare puro di carbonato di calcio, per la calce da intonaco e stucco si possono usare anche pietre porose.

Ci dà anche una sorta di “ricetta”: quando la calce sarà spenta si dovrà mettere 1 parte di calce e 3 parti di sabbia di cava o 2 di sabbia di fiume, aggiungendo una parte di cocciopesto potevano essere migliorate queste proporzioni.

La malta idraulica mischiata a frammenti lapidei costituisce l’opus caementicium: viene poi costipato e battuto all’interno di 2 pareti di contenimento che possono avere varie forme:

  • Opus mixtum: paramento nel quale vengono impiegati congiuntamente pietre e mattoni
  • Opus incertum: pietre a forma di parallelepipedo irregolare
  • Opus reticulatum: filari regolari di blocchetti cuneiformi (cubilia) di pietra o tufo a base quadrata disposti a 45° sul piano di posa
  • Opus vittatum: blocchetti quadrangolari, talvolta detti tufelli, di pari altezza disposti su filari orizzontali
  • Opus spicatum: paramento con disposizione alternata delle pietre che lo compongono, messe in opera con un’inclinazione di 45° alternata per ogni filare
  • Opus testaceum: paramento in mattoni di diverse forme e dimensioni, messi in opera sia nella loro conformazione originale, sia divisi in elementi rettangolari o triangolari

I romani non lasciavano mai la muratura a vista: veniva sempre rivestita con uno strato di stucco protettivo con lastre di travertino o marmo.

I mattoni (la materia prima) erano prodotti secondo misure standard (il piede era la misura base).

Questi mattoni potevano essere utilizzati così.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vall444 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Capomolla Rinaldo.
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