Lezione 1 design e società, produzione e consumo
Si guarda al passato per non riproporre cose simili, per il mood (atmosfera un sentimento).
Sedia Chiavari conosciuta in tutte le corti in Europa, successo per esportazione, sempre prodotto a Chiavari in Liguria. Famosa perché leggera per sale da ballo. Sedia ispirazione per super leggera di Gio Ponti che deve poter portare uomini di 120 kg. Legno tagliato lungo la vena e costruito tramite incastri, no materiali esterni.
Tutti i mobili di Cassina sono costruiti ad incasso, usano la colla ma non materiali metallici.
La sedia di Kaare Klint 1936 designer molto importante all’inizio del 900. L’ispirazione viene da una comunità religiosa che si basava sulla semplicità Shaker. L’azienda italiana De Padova ha importato negli anni ’50 modelli di designer svedesi, l’idea originaria deriva dall’osservazione degli Shakers. Sono oggetti pratici.
Anche Patricia Urquiola 2013 ha lavorato tanto con ispirazioni storiche, sedia ispirata a quella Windsor, fa un mix.
L’ispirazione si trova nella storia.
Il mondo delle decorazioni di superfici
Pavimento di San Giorgio a Venezia design di pavimento articolato, sofisticato ha influenzato molti designer recentemente.
Mondo tessile prende ispirazione dai tessuti rinascimentali. Rubelli azienda famosa di tessuti veneziana. Si ispira a quadri storici, tessuti rappresentati nei dipinti soprattutto quelli rinascimentali.
De Castelli superfici e arredi in metallo ispirandosi al passato, riprendono tessuti rinascimentali.
Le macrostrutture dei sistemi di valore
Cambiamenti che hanno cambiato la cultura materiale.
Nuove innovazioni nel settore della manifattura e materiali crea desideri, possibilità, un nuovo mercato. Invade mercato dei consumatori vittoriani.
Storia del design e dell’architettura
Prove:
- 1° prova (scritta, domande aperte) a gennaio 50%.
- 2° prova relazione scritta individuale oggetto con un significato emozionale e di memoria → (oggetti=contenitori di memoria) “A m’arcord”. Saggio di 550-800 parole + foto dell’oggetto (file PDF).
- 3° prova presentazione di gruppo “Il valore della continuità”. Capire valore degli oggetti → presenti, trovare raffigurazioni simili. Presentazione tra 5-10 min.
Entro il 7 novembre consegnare presentazione su Beep.
Design e società, produzione e consumo
Rapporto con il passato
Ragioni:
- Per ispirazione stilistica/estetica.
- Per ispirazione tecnica.
- Per evitare di copiare qualcosa che esisteva già.
- Per trovare un “mood”.
Es. sedia Chiavari (1800) utilizzata nelle corti europee → sedia superleggera (1957) di Gio Ponti per Cassina, mobili costruiti attraverso un incastro.
Il know-how artigianale incontra le tecnologie e il mercato moderno.
Sedia di Kaare Klint (1936) Shaker Rocking Chair, deriva da un gruppo religioso gli Shakers (1700-1800 negli Stati Uniti) nome che deriva dal loro ballo → De Padova (azienda italiana con designer scandinavi e danesi) guardava agli interni ed ai mobili Shakers (grande senso della semplicità e del pratico → tavolo Vidun di Vico Magistretti → Patricia Urquiola con la sedia Windsor (Inghilterra 1800) ispirazione per la sua sedia per Kartell (2011) Comeback Chair.
Decorazioni di superfici
- Basilica di San Giorgio Maggiore (1566) a Venezia → Piastrelle di cotto etrusco, Bologna 2017.
Mondo tessile
- Rubelli 2018 Gold Finger metallo che imita il tessuto = idea vittoriana – Barbacan Chair (dipinti di Tintoretto).
- De Castelli superfici e arredi in metallo (ispirazione rinascimentale).
- Vedononvedo di Navone (ispirazione rinascimentale).
Progresso, illuminismo e sogni borghesi
L’illuminismo è un movimento culturale che esalta la condivisione del sapere che porta a:
- Progresso e riforme.
- Consapevolezza e apertura della borghesia: apertura etica, politica e sociale verso la scienza. Prima la borghesia non esisteva ma c’era mondo della nobiltà e del clero.
- Ideale di catalogare il mondo → enciclopedia 1745-72. Mezzo per il bene pubblico che aiuta il progresso, la consapevolezza e la riforma (tutto incrociato).
- La Grand Tour (modo di illuminarsi la mente, occhi, aprire la mente tramite viaggi soprattutto in Italia).
- Luoghi pubblici, nascita di musei e teatri.
- Nascita di scuole.
- Neoclassicismo.
Coscienza di essere l’uomo del conoscere che crea tutto questa rete che porta alle rivoluzioni industriali, al consumo e al mondo in cui viviamo oggi.
Protagonisti
- Winkelmann: bibliotecario, storico dell’arte e archeologo tedesco → storico del neoclassicismo. Si associa all’archeologo più importante negli scavi di Pompei e Ercolano, per lui si fonda la storia dell’arte.
- Goethe: scrittore, poeta, drammaturgo tedesco (teoria dei colori 1810).
- Maria Teresa d’Austria: magnate di Milano, regnante Asburgo.
- Giuseppe Piermarini: architetto.
- Luigi Cagnola: architetto.
- Luigi Canonica: architetto.
- Giuseppe Zanoia: architetto.
- Antonio Canova: scultore.
- Jacques Louis David: pittore più importante della fase napoleonica.
Illuminismo e neoclassicismo
No strettamente da separare, vanno spesso citati insieme. Perché oggi si guarda all’illuminismo come un fenomeno socio-politico-culturale che si manifesta nella cultura materiale, soprattutto tramite le manifatture preindustriali però coincide anche con la primissima fase della prima rivoluzione industriale in Inghilterra.
Quattro rivoluzioni industriali dal 1770 ad oggi ognuna caratterizzata da un gruppo di settori industriali trainanti e da un gruppo di innovazioni tecniche specifiche.
1770-1860 1° rivoluzione industriale:
- Nuove materie prime disponibili: ghisa, cotone, ferro.
- Innovazioni come la macchina a vapore di Watt, utilizzo di vapore come energia.
Crescente ottimismo, abbandono del credo e delle superstizioni con il lume della ragione da cui l’illuminismo prende il suo nome.
Filosofo Diderot e matematica d’Alembert dirigono dal 1751 al 1772 (28 volumi) l’enciclopedia che condivide idee illuministe.
Filosofi e letterati che studiano il mondo antico supportano questa ricerca.
Neoclassicismo in arte ed architettura
Neoclassicismo = termine che nasce a fine ‘800 con l’intento dispregiativo per indicare un’arte fredda e accademica.
Vi è un rifiuto degli eccessi del Barocco e del Roccocò come espressione delle vecchie classi dominanti (grande corte francese, Maria Antonietta) si va a studiare i classici e la loro filosofia. = pieni di ornamento, ricco di decorazioni, mostrano la ricchezza, poco sobri, manufatti molto costosi. Si alimenta passione per l’antico.
Interesse nei confronti dell’arte classica (greca) nelle poleis vi furono le prime espressioni di libertà → personale.
Questo ritorno al passato fu dovuto anche agli scavi di Pompei ed Ercolano, che riportavano alla luce abitazioni e opere d’arte rimaste sepolte per 17 secoli dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
1° aprile 1748 scoperta degli scavi di Ercolano e Pompei (eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.) → Borghesia partecipa al collezionismo di oggetti classici soprattutto portati via dall’Italia in quegli anni, per studiare ed illuminarsi la mente.
Winckelmann (1717-68)
Bibliotecario, storico e archeologo tedesco. Mito per la sua pubblicazione sull’arte classica, l’unica alla quale ci dobbiamo orientare, stimola molti artisti a seguirlo.
Maggiore archeologo del secolo, uno dei massimi teorici ed esponenti del neoclassicismo.
Grazie al clero studia la collezione nel cortile di Belvedere (→ Laocoonte, Apollo Pitico) (aveva l’appoggio del clero).
Dirige gli scavi di Ercolano, per più di 10 anni, poi premiato dalla regina Maria Teresa.
Muore presto quando torna a Trieste, nella notte ucciso da un cuoco per monete ricevute dalla regina.
Nel 1758 descrive i tempi dorici di Paestum.
Stimolò molti artisti come Jacques Louis David, Antonio Canova, Goethe e viaggiatori delle Grand Tour.
Linea di purezza e semplicità (1900-1925) influsso sulle teorie del modernismo → “Per noi l’unica via per diventare grandi e inimitabili è l’imitazione degli antichi… La nobile semplicità e la quiete grandezza delle statue greche”.
Il “Grand Tour”
Il primo importante turismo di massa, aristocrazia e borghesia europea nel 1600. Viaggi per aprire la mente per perfezionare il sapere e le maniere. Gli inglesi aristocratici mandavano i figli in viaggio in Europa per studiare le varie culture, soprattutto anche con scoperte di Pompei e Ercolano.
Viaggi duravano anche 8 anni.
Inglesi iniziavano dal Belgio poi a Parigi a imparare buone maniere e vestirsi, poi pronti ad andare in Italia.
Il Grand Tour era una lunga missione nell'Europa continentale intrapresa dai ricchi dell'aristocrazia europea a partire dal XVII secolo e destinato a perfezionare il loro sapere con partenza e arrivo in una medesima città. Aveva una durata non definita e di solito aveva come destinazione l'Italia.
Anche Johann Wolfgang von Goethe vi ha partecipato, passò tanti anni in Italia per conoscere l’antichità.
Ha sviluppato un mercato del turismo, Roma diviene centro economico importante grazie a turismo. Molti pittori vi si recavano per ritrarre i gentiluomini che si recavano lì per il Grand Tour (che finiva con un grande ritratto che si portava a casa). Documentati da artisti romani che approfittavano della situazione.
Della teoria dei colori la ruota cromatica di Goethe (1809)
In questo studio Goethe afferma che non è la luce bianca a scaturire dalla sovrapposizione dei colori bensì il contrario; i colori non sono «primari», ma consistono in un offuscamento della luce, o nell'interazione di questa con l’oscurità. L'opera di Goethe è stata un importante stimolo sia per considerazioni filosofiche sul colore sia per lo sviluppo della scienza della colorimetria.
Goethe si dedica a questa teoria durante il suo periodo in Italia, la teoria era stata ispirata nel suo viaggio.
Newton prima di lui, nel 1709, ha studiato i colori e la consistenza della luce, in cosa consiste la luce bianca. Sosteneva che la luce bianca esisteva e creava gli altri colori mentre Goethe sosteneva che la luce bianca si potesse creare dai colori opposti, dall’intensificazione cromatica dalla quale si crea la luce bianca.
Nel 1704 Newton aveva pubblicato un testo, Opticks in cui sosteneva che la luce fosse costituita da un flusso di particelle leggerissime di diverso colore, mentre il poeta tedesco aveva cominciato a maturare l'interesse per la teoria dei colori dal 1790 quando era quarantunenne. Era stato in particolare il suo viaggio in Italia compiuto dal 1786 al 1788, a destare in lui la passione per lo studio dei colori, lì dove «il paesaggio nitido e colorito lo appassionava ancor più dei capolavori antichi». Nel 1790, quindi, aveva cominciato a lavorare ai (Beiträge zur Optik), dove presentò con pochissimi commenti un'ampia serie di esperimenti con un prisma e osservazioni che evidentemente considerava consistenti argomenti contro l'ottica newtoniana. La pubblicazione dei suoi risultati, composti di due parti, era quindi avvenuta nel 1791 e nel 1792.
Goethe si convinse che la teoria di Newton fosse totalmente errata: cambiando infatti le condizioni di osservazione, come ad esempio la distanza tra il prisma e il muro, cambiava anche l'effetto risultante.
Goethe, inoltre, sperimentò che una semplice parete bianca, da sola, non produceva mai la scomposizione nei diversi colori attraverso il prisma; è solo tracciandovi sopra una striscia nera che nel prisma diventano visibili i colori dell’iride lungo i suoi bordi. Lo stesso Newton, in effetti, aveva condotto i suoi esperimenti sulla luce in una camera buia, allo scopo di consentire la percezione di tutti i colori dello spettro.
Goethe rilevò che nessun raggio di luce appare mai se non è circondato dal buio o da una luminosità più bassa e ipotizzò che il buio giocasse un ruolo attivo nella percezione dei colori. Questi, dunque, non sarebbero contenuti nella luce, ma nascerebbero dall'interazione della luce col nero, ovvero col buio. La manifestazione dei colori, cioè, sarebbe la conseguenza avevano pensato alcuni filosofi greci antichi.
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto. Insieme a me hanno vissuto buoni poeti, altri ancora migliori hanno vissuto prima di me, e ce ne saranno altri dopo. Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi.» (Goethe, da una conversazione con Johann Eckermann del 19 febbraio 1829).
Il neoclassicismo a Milano
Portato avanti da una regina.
Il periodo neoclassico milanese può essere diviso in tre fasi, che corrispondono a tre definiti periodi storici, tra il Settecento e l'Ottocento:
- Illuminismo austriaco (iniziato da Maria Teresa d’Austria).
- Anni napoleonici (1796-1814).
- Restaurazione (1815-) ritorno degli austriaci, allo stile neoclassico.
Piermarini, Cagnola, Canonica, Zanoia.
1) Maria Teresa e Giuseppe II d’Austria
- Rinascita economica e culturale.
- Governo aperto alle riforme.
- Centro intellettuale.
- Abolisce l’inquisizione.
- Sistemazione urbana.
- Primi giardini pubblici (a Porta Venezia).
- Istituisce scuole pubbliche come la Brera, Teatro alla Scala e le scuole Palatine.
Lei persona molto illuminata, abolisce inquisizione.
Si sviluppa una città cosmopolita alla pari con Londra, Vienna e Parigi.
Giuseppe Piermarini (1734-1808)
Architetto preferito di Maria Teresa.
- Ristrutturazione del Palazzo Reale estremamente sobri gli ambienti.
- Villa Reale a Monza nel 1923-25-27-30 sede della più importante mostra su cultura materiale che diviene il Salone del Mobile, della Biennale di Monza di Design che diventerà Triennale di Milano nel 1933 sotto direzione di Giò Ponti. Molto elegante la facciata.
- Palazzo Belgioioso, Milano (oggi ospita uffici). Stile sobrio, lineare geometrico quasi monumentale nella grandezza, interni decorati con temi della gloria e mitologia greca.
- Portale del Palazzo di Brera.
- Teatro alla Scala (regalo di Maria Teresa al popolo di Milano, non era amata per via dell’occupazione austriaca). Ristrutturato da Mario Botta tra 2002-2004. Ci sono solo altri quattro teatri di tale importanza in Italia. Integra un progetto moderno, con un cilindro e un cubo per non infierire con il precedente progetto.
- Giardini pubblici di Porta Venezia.
Sobrietà interni neoclassici molto diversi da quelli sotto regia di Napoleone. È molto elegante quasi domestico seppur festivo, ha quasi una dimensione umana.
Luigi Canonica (1806-20)
Architetto durante il periodo di Napoleone sotto il suo regime.
Riveste il Palazzo Brentani e costruì il corpo esterno Palazzo Angiussola Antona Traversi (in seguito uniti nelle Gallerie d’Italia) molto oro, più attenzione alla decorazione. Ricostruiti da Michele De Lucchi che ha sviluppato questa annessione alle Gallerie d’Italia. Ambiente ricco e delicato con più decorazioni rispetto a quelli per Maria Teresa, pur sempre essendo ordinato.
2) Anni napoleonici
Sono subito dopo invasione Napoleone in Italia, Margherita e suo figlio scappano e tornano in Austria. Lui prende casa a Milano, conquista quasi tutta l’Europa tranne l’Inghilterra.
Bonaparte si identifica con il neoclassicismo per ragioni diverse da Maria. Celebra il suo successo militare, l’occupazione. Prima era un rappresentante del popolo contro la nobiltà francese voleva la libertà contro → l’occupazione francese (fallirà diventa imperatore) →.
- Barriera Daziana di Porta Ticinese di Luigi Cagnola, barriera daziana di Porta Vercellina. Grandi porte d’entrata costruite sotto Napoleone.
- Arco della pace di Luigi Cagnola finito nel 1838, dopo Napoleone.
- Porta Nuova di Zanoia in stile neoclassico gli fu chiesto di finire facciata duomo in stile goticizzante (con Carlo Amati progetta la facciata del Duomo).
- Nuova Piazza d’Armi al Foro Bonaparte con l’Anfiteatro di Luigi Canonica per celebrare Napoleone, oggi arena civica.
Napoleone distrugge fortificazioni del Castello Sforzesco.
Maria Teresa guardava il mondo classico greco, mentre Napoleone guardava quello romano.
L’arena di Milano nel Parco Sempione viene inaugurata da Napoleone per la nascita del figlio, organizza una naumachia uno spettacolo ereditato dalla romanità, reso possibile facendo allagare totalmente il catino interno grazie all’acqua del torrente Nirone.
La “democratizzazione dell’arte”
Durante il XVIII secolo si verificarono forti trasformazioni sociali che diedero atto ad una serie di mutamenti che segnarono il volto delle maggiori realtà europee. Apice di questi moti rivoluzionari fu la prima rivoluzione francese e contemporaneamente l’illuminismo che porta alla progressiva affermazione della borghesia ed il conseguente rinnovamento del gusto portarono il collezionismo colto nobiliare di un tempo a cedere il posto al collezionismo moderno borghese.
Da parte di Maria Teresa altri imperatori, anche Napoleone, saccheggiarono l’arte soprattutto dall’Italia e costruirono musei per il popolo, non più privati. Tendenza a collezionismo colto che viene organizzato dalla borghesia. Collezionismo come specchio del sapere, con l’illuminismo è la libertà e focalizzazione sull’individuo e condivisione del know-how del sapere che porta a apertura musei e legittima attività della borghesia nel partecipare a questo nuovo mondo del collezionismo. L’arte entra nella casa borghese.
L’arte entra nella casa borghese. La rivoluzione francese + l’illuminismo porta al passaggio dal collezionismo colto nobiliare al collezionismo moderno borghese.
Studiolo di Isabella d’Este.
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