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Storia delle biblioteche

Concetto di biblioteca

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Termine che viene dal greco → la radice è Biblion che significa libro, mentre teca indica un contenitore per qualcosa di prezioso.

Definizioni generiche di biblioteche:

  • Raccolta di libri, oggi diciamo di documenti, che esiste in un luogo fisico. Documenti cartacei o in formato elettronico disponibili in un luogo o accessibili.
  • Una volta il punto di riferimento era l’enciclopedia Treccani.
  • Raccolta libraria, ordinata e custodita con opportuni cataloghi → servono principalmente a trovare e identificare i materiali che la biblioteca possiede.

I materiali nei cataloghi si possono cercare per autore, titolo, argomento, parola chiave, anno o tipo di materiale. Indicano dove si trova il documento (scaffale o sala) e la collocazione (segnatura). Mostrano se il materiale è disponibile, in prestito, o prenotabile.

Oggi i cataloghi sono quasi sempre online (OPAC), mentre in passato erano cartacei (schedari).

MiC: Ministero della Cultura in Italia, ha diverse normative e linee di indirizzo ufficiali riguardo ai cataloghi delle biblioteche → in particolare per favorire l’accesso, la standardizzazione e la condivisione delle informazioni bibliografiche. Ci deve essere un catalogo che dice agli utenti che cosa possiedono le biblioteche.

Il MiC affida all’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche (ICCU) la responsabilità di coordinare le norme e le prassi relative ai cataloghi delle biblioteche italiane. L’ICCU è un ente dotato di autonomia speciale che:

  • Coordina, promuove e gestisce il catalogo collettivo nazionale attraverso il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).
  • Elabora e diffonde norme standard di catalogazione, adatte alle diverse tipologie di materiali bibliografici.
  • Promuove l’adozione di standard internazionali e nazionali di descrizione bibliografica e strumenti semantici per una catalogazione omogenea.
  • Gestisce la cooperazione tra le biblioteche aderenti per condividere dati bibliografici in un unico grande catalogo collettivo.

SBN: Servizio bibliotecario nazionale → è una rete nazionale di oltre 6.000 biblioteche che consente la gestione condivisa dei cataloghi. Ogni biblioteca aderisce all’SBN e contribuisce alla creazione di un catalogo collettivo nazionale (Indice SBN) consultabile pubblicamente tramite l’OPAC SBN.

La catalogazione è partecipata: un documento viene descritto bibliograficamente una sola volta dalla prima biblioteca che lo registra; le altre “agganciano” quel documento nel proprio catalogo aggiungendo la propria collocazione. L’OPAC SBN è accessibile gratuitamente 24 ore su 24 per ricerche da parte dell’utenza.

Il MiC, tramite l’ICCU, definisce norme e linee guida per la catalogazione:

  • Esistono norme per la catalogazione in SBN che vengono costantemente aggiornate e pubblicate, con sezioni specifiche per diversi tipi di materiali, ad esempio monografie, musica, audiovisivi ecc.
  • Le regole includono standard per la descrizione bibliografica, l’uso di authority file e metadati condivisi, e indicazioni tecniche per garantire coerenza e interoperabilità dei cataloghi.
  • Le normative italiane di catalogazione sono armonizzate con standard internazionali come quelli dell’IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions).

Il ministero prevede inoltre:

  • I cataloghi e gli inventari – compresi quelli non più in uso – siano conservati in modo da permettere la consultazione.
  • La descrizione dei documenti nei cataloghi deve includere elementi come il numero di inventario e la collocazione fisica, ed è richiesta anche nei sistemi informatizzati.

Il MiC promuove la digitalizzazione dei cataloghi e l’integrazione con nuove tecnologie:

  • Il progetto Alphabetica, ad esempio, permette una ricerca integrata su molte basi dati bibliografiche italiane come se fosse un unico catalogo digitale.
  • Si adotta tecnologia aperta e interoperabile per facilitare la fruizione e il collegamento dei dati di catalogo con altre risorse digitali.

Quindi nei cataloghi troviamo i documenti che ci servono per studiare, ragionare e arricchirci culturalmente.

I personaggi sul concetto di biblioteca

Giorgio Montecchi

Giorgio Montecchi è stato uno studioso italiano di bibliografia, biblioteconomia e storia del libro e delle biblioteche, noto per il suo ruolo accademico e per numerose pubblicazioni nel campo della disciplina bibliotecaria. Fu professore ordinario di Bibliografia e di Biblioteconomia all’Università Statale di Milano e ha diretto anche riviste scientifiche come Bibliologia.

Ha curato testi didattici e manuali fondamentali per chi studia o lavora in biblioteca, come il Manuale di biblioteconomia scritto con Fabio Venuda, che copre storia, struttura, funzioni e servizi delle biblioteche.

Sulla biblioteca dice → “istituzione della comunicazione della memoria … comunica nello spazio … trasmette nel tempo”.

  • Nei suoi scritti la biblioteca non è solo un insieme di libri, ma un’istituzione culturale e sociale, con una struttura, finalità e servizi propri. I suoi manuali partono dalla definizione della biblioteca come servizio alla comunità, istituzione educativa e memoria culturale.
  • Montecchi analizza l’evoluzione delle biblioteche lungo secoli: dalle istituzioni ecclesiastiche alle biblioteche pubbliche moderne, evidenziando cambiamenti sociali, culturali e istituzionali nel modo in cui le biblioteche sono concepite e vissute.
  • Ha indagato anche la dimensione dello spazio bibliotecario: non solo come edificio, ma come spazio mentale e istituzionale che riflette il rapporto tra persone, libri e conoscenza. La progettazione degli spazi, dal Rinascimento all’era digitale, è vista come parte essenziale della funzione della biblioteca.
  • Lui stesso ha evidenziato problemi relativi a determinate tipologie di biblioteche, ad esempio scolastiche o carcerarie, sottolineando spesso come l’abbandono istituzionale o la mancanza di strutture adeguate limiti la loro efficacia e impatto culturale.

↪ In Montecchi è presente un aspetto diacronico della biblioteca (nel corso del tempo), la memoria si trasmette nel corso del tempo (memoria culturale scritta) e un aspetto sincronico (comunica e trasmette a me quello che è il sapere, quello che sto cercando in una biblioteca).

Michael Gorman

Michael Gorman è un bibliotecario e studioso britannico molto influente nella biblioteconomia contemporanea, noto soprattutto per il suo contributo alla riflessione teorica ed etica sul ruolo delle biblioteche e dei bibliotecari nel mondo moderno. È stato presidente dell’American Library Association (ALA) nel 2005–2006 e ha lavorato per decenni come bibliotecario, docente e autore di testi fondamentali per la professione.

  • Gorman sostiene che il valore fondamentale delle biblioteche va oltre i libri come oggetti: esse sono istituzioni culturali e sociali essenziali che favoriscono l’apprendimento, la conoscenza e la partecipazione democratica. Questo è al centro del suo libro Our Enduring Values, dove affronta il ruolo e i valori intrinseci della biblioteca nel XXI secolo.
  • In Our Enduring Values, Gorman identifica una serie di valori che definiscono la biblioteca e la biblioteconomia, tra cui: Stewardship (custodia): conservare e trasmettere il patrimonio culturale e informativo dell’umanità; Servizio: mettere gli utenti al centro delle azioni bibliotecarie; Libertà intellettuale: difendere il diritto di accesso alle informazioni e alle idee; Alfabetizzazione e apprendimento permanente; Equità d’accesso alla conoscenza; Privacy degli utenti; Democrazia, perché una società informata è una società più giusta; Razionalità e pensiero critico. Questi valori sono pensati come più duraturi delle mode tecnologiche o dei cambiamenti organizzativi: la biblioteca deve riaffermare questi principi anche di fronte alle sfide del digitale.
  • Per Gorman la biblioteca non è solo un deposito di libri: è un luogo culturale vivo, uno spazio pubblico dove persone di diversa provenienza s'incontrano, imparano e accedono liberamente alle risorse. Questo ruolo spaziale e sociale è parte integrante della sua visione della biblioteca moderna.
  • Gorman vede le biblioteche come strumenti fondamentali per la democrazia e la cittadinanza informata. Afferma che il moderno contesto informativo richiede un flusso costante di conoscenza per cittadini informati, e che le biblioteche possono aiutare a contrastare ignoranza, disinformazione e apatia democratiche.
  • Pur riconoscendo l’importanza della tecnologia, Gorman sottolinea che la tecnologia dovrebbe servire i principi della biblioteca e non sostituirli: lo strumento deve aiutare l’accesso e l’organizzazione delle informazioni, ma non deve far perdere di vista la missione culturale e sociale.
  • Secondo Gorman, la biblioteca supporta l’apprendimento permanente, non solo leggendo libri, ma anche sviluppando competenze critiche nei cittadini e favorendo la crescita culturale personale e collettiva.

→ Una biblioteca è fatta anche di servizi, le raccolte librarie, il personale e una vasta gamma di attività.

Alberto Petrucciani

Alberto Petrucciani è stato un bibliotecario, storico dell’informazione e docente universitario italiano, figura di grande rilievo nell’ambito della bibliografia, della biblioteconomia e della storia delle biblioteche. È stato bibliotecario, professore di Bibliografia e Biblioteconomia presso diverse università italiane, tra cui La Sapienza di Roma, e ha svolto un ruolo attivo nell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e nella promozione della cultura biblioteconomica in Italia.

  • Per Petrucciani le biblioteche non sono solo depositi di libri, ma istituzioni culturali e sociali fondamentali nella storia e nella vita delle comunità. Nel suo libro Libri e libertà esplora il ruolo delle biblioteche italiane dalla nascita dell’Associazione Italiana Biblioteche nel 1930 fino alla contemporaneità, mettendo in luce come queste strutture siano state parte integrante dei processi culturali, politici e sociali della storia italiana.
  • Petrucciani attribuisce grande importanza al ruolo dei bibliotecari come professionisti impegnati nella gestione, conservazione e diffusione della conoscenza. La sua attività come autore e come curatore di volumi e riviste per la comunità bibliotecaria riflette l’idea che i bibliotecari debbano essere preparati non solo tecnicamente, ma anche culturalmente, con un forte senso di responsabilità nel garantire servizi adeguati ai lettori.
  • Custodi della memoria storica e strumenti di diffusione della conoscenza. Questo implica l’importanza della catalogazione, della documentazione e della conservazione delle collezioni, con attenzione anche alla formazione e alla ricerca bibliografica.
  • L’accesso alla conoscenza, la crescita personale e il progresso culturale. Egli sostiene che le biblioteche debbano continuare a svolgere le funzioni proprie che altre istituzioni non sanno o non possono svolgere — come la raccolta, la conservazione, l’organizzazione dell’informazione e la promozione della lettura — e non perdere di vista i loro valori fondativi.
  • Petrucciani ha anche prodotto studi importanti sulla catalogazione e la terminologia bibliotecaria, sottolineando come scelte linguistiche e tecniche nel catalogo influenzano il servizio all’utente e la chiarezza professionale. Questo riflette la sua attenzione verso la qualità del servizio bibliotecario anche nei dettagli tecnici della professione.

Piero Innocenti

Piero Innocenti (n. 1945) è un bibliotecario, docente universitario e studioso delle discipline del libro, della bibliografia e della biblioteconomia. È stato bibliotecario alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e professore universitario di bibliografia, biblioteconomia e storia delle discipline documentarie in diverse università italiane, come la Tuscia, Urbino, La Sapienza, e ha fondato la rivista Culture del testo e del documento.

  • Servizio attivo e funzione all’interno della comunità culturale.
  • La biblioteca ha una dimensione tecnica e sociale: l’organizzazione delle raccolte, la catalogazione e la qualità dei servizi sono aspetti inseparabili.
  • La pratica bibliotecaria va analizzata criticamente e storicamente: occorre capire come e perché una biblioteca opera. Lavorare sulle biblioteche significa lavorare sulla cultura documentaria dei cittadini: secondo una prospettiva che mette insieme storia del libro, bibliografia, gestione delle informazioni.

Il catalogo

Il primo problema di una concentrazione di libri è stabilire un codice di linguaggio comune → catalogazione (La catalogazione è il processo con cui una biblioteca, o un archivio, descrive, organizza e rende accessibili i documenti presenti nelle sue collezioni, sia fisiche sia digitali. In altre parole, è il modo sistematico con cui i materiali vengono registrati, classificati e resi ricercabili dagli utenti).

La biblioteca da una parte è un insieme organizzato di documenti, un insieme di libri, se non organizzato non è una biblioteca → aspetto di conservazione (valore museale).

La biblioteca allestisce anche degli strumenti che ci permettono di avere accesso a quei documenti (valore socio-culturale che emerge nel passaggio dal Medioevo, Umanesimo e Risorgimento) → conservare e mettere in circolazione la conoscenza che è messa per iscritto in dei documenti.

  • Organizzazione di risorse, processi e servizi per la conservazione e la trasmissione della conoscenza registrata.
  • Strategie per incontrare i bisogni informativi di singoli individui o gruppi di persone appartenenti a una collettività.
  • Servizi per accesso, elaborazione, condivisione e uso della conoscenza.
  • Struttura informativa ma anche formativa.

Il documento è un prodotto dell'ingegno umano che è portatore di un messaggio coerente.

La biblioteca è un servizio: è fatta anche dei servizi che individua i documenti per chi ha bisogno. Lo strumento principale è il catalogo.

La biblioteca

La biblioteca è un laboratorio: svolge attività di raccolta, di conservazione, di organizzazione, di mediazione, di elaborazione di qualsiasi tipo di supporto informativo. Fornisce accesso al più vasto complesso di risorse documentarie, non più solo cartacee, possedute al suo interno.

La biblioteca è Memoria: è struttura della memoria culturale di una comunità, conservando i supporti che testimoniano le sue espressioni documentarie. Rappresenta una memoria dinamica, in rapporto con il circuito documentario e culturale del contesto in cui opera. Da un lato mantiene le tracce dell’evoluzione socio-culturale, dall’altra si modifica e si modella in base ai cambiamenti della comunità a cui si rivolge.

La biblioteca è un organismo in evoluzione: non è statica, ma si evolve con i tempi → oggi opera in una realtà globale e nel circuito della comunicazione in rete. Si attrezza a fornire risposte adeguate al nuovo contesto socio-culturale → con le tecnologie elettroniche il ruolo strategico della conoscenza è molto cresciuto.

La biblioteca è un sistema: sistema aperto alle influenze dall’esterno, interattivo perché agisce con gli utenti, con le altre biblioteche e con l’ambiente circostante. Agisce in cooperazione e coordinamento con altre biblioteche e strutture informative. Si adegua a fornire risposte in sintonia con il nuovo contesto socio-culturale → sistema bibliotecario in cui ogni struttura deve agire efficacemente in base alla sua vocazione (vocation mission).

La tipologia funzionale delle biblioteche risponde a una logica sistematica → ogni biblioteca deve definire il gruppo sociale di utenti a cui si rivolge, organizzandosi secondo un criterio di idoneità atto a soddisfare le svariate richieste.

Ranganathan: cinque leggi della biblioteconomia

  1. I libri esistono per essere utilizzati.
  2. A ogni lettore il suo libro.
  3. A ogni libro il suo lettore.
  4. Risparmia il tempo del lettore → i servizi in biblioteca devono essere fatti in maniera veloce e bene.
  5. La biblioteca è un organismo che cresce → non statica ma dinamica.

Questa elaborazione è degli anni 30 degli anni 90.

In tutti i paesi moderni ed evoluti esiste un sistema bibliotecario nazionale, ogni biblioteca ha una sua missione predominante e questo influenza tutta la fisionomia interna della biblioteca (documenti e servizi): il tipo di utenza privilegiata. A seconda del tipo di biblioteca ci sono documenti o servizi diversi.

Dal punto di vista istituzionale:

  1. Statali: dal 1998 si è creato un elenco di biblioteche che fanno capo allo Stato. Indicano il patrimonio culturale e scientifico sempre a disposizione dei cittadini. Vi sono 46 biblioteche statali.
  2. Biblioteche di enti locali: biblioteca gestita da un ente territoriale pubblico, come il comune, la provincia, la regione e l’unione dei comuni.
  3. Biblioteche di università: rivolta agli studenti universitari, ai ricercatori e ai docenti. Sostiene lo studio avanzato e la ricerca scientifica.
  4. Biblioteche scolastiche (identità sommersa, ancora poco censita): a servizio di scuole e studenti, supporta l’insegnamento e l’apprendimento. È integrata con il programma didattico.
  5. Biblioteche in qualsiasi altro ente pubblico o privato → biblioteche che operano all’interno di istituzioni diverse dagli enti locali, e che servono principalmente l’ente di appartenenza, pur potendo talvolta essere aperte anche a utenti esterni.
  6. Della chiesa e di ordini religiosi.
  7. Biblioteche personali e private.

- Pos

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valetala04 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle biblioteche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof De Franceschi Loretta.
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